Archivio per giugno 2009

IO, PRETE ABUSATO, DENUNCIO L’OMERTÀ DELLA CHIESA

Un articolo del 2002 che vale la pena leggere

fonte wildgreta

http://wildgreta.wordpress.com/io-prete-abusato-denuncio-lomerta-della-chiesa/

Adista Notizie

n° 39 del 20 maggio 2002

INTERVISTA A UN SACERDOTE DI ROMA

 

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31369. ROMA-ADISTA. Sacerdote, abusato sessualmente per 8 anni a partire da quando ne aveva 10-11, indotto al silenzio, prima che dallo stesso abusatore, da un’educazione cattolica improntata alla teologia sacrificale, don Stefano Federici, decide di venire allo scoperto e racconta – siamo nel luglio 2000 – in un’intervista alla trasmissione televisiva “Sciuscià”, dedicata quella settimana al Gay Pride, la sua tremenda esperienza nella comunità cattolica e nella Chiesa.

 

E comincia ad essere “perseguitato” – questa la parola che usa – dal suo cardinale, il card. Camillo Ruini, essendo don Stefano un prete di Roma. Ma nell’intervista che don Stefano ci ha rilasciato, a “viso scoperto”, con un coraggio davvero inusuale nella Chiesa, soprattutto relativamente a questi temi, non c’è la denuncia solo di un “accanimento” nei suoi confronti, bensì la denuncia di una complicità strutturale ecclesiale ed ecclesiastica, di una omertà.

 

 Scriveva d’altronde don Enzo Mazzi della Comunità dell’Isolotto di Firenze, su “il manifesto” dell’8 maggio che la Chiesa, in nome di un amore materno che vuole mantenere gli uomini bambini e che educa i bambini al senso del peccato, del sacrificio e del perdono, ha sviluppato una teologia, e una pratica, “strutturalmente pedofila”.
Fin dall’inizio del suo sacerdozio, l’attività pastorale di don Stefano è stata volta alla catechesi sacramentale, ai giovani, ai disabili, ai tossicodipendenti, per i quali ha fondato un Centro di Ascolto Caritas. Ha dato vita anche alle Comunità di Emmaus per la formazione alla fede degli adulti e ha prestato il suo servizio presso le parrocchie romane di S. Luca Evangelista, Nostra Signora di Coromoto, Nostra Signora del Suffragio, in quella della Natività. Nel 1996 è stato nominato vice rettore della Rettoria di S. Salvatore, dove ha svolto principalmente un’attività di consulenza privata di carattere psicologico-spirituale per persone separate o risposate, omosessuali e transessuali, per vittime di abusi.

 

 Qui ha ospitato per un breve periodo l’équipe di psicologi e psicoterapeuti che, sugli stessi temi, stava lavorando alla progettazione del Centro Arcobaleno di Pastorale Speciale.
La “consulenza esterna” che don Stefano ha offerto a questo Centro, nonché le consulenze private, sono motivo del “Decreto” di pena del card. Ruini, datato 27 novembre 2000. Ma al contempo nel “Decreto” gli viene contestato di aver reso noto ai microfoni di “Sciuscià” il suo personale orientamento omosessuale.

 

Cosa che don Stefano smentisce recisamente. Alla fine delle contestazioni, al sacerdote si fa “divieto di utilizzare le strutture della Rettoria S. Salvatore della Corte (…) anche solo per incontri con persone omosessuali, come anche di continuare qualsiasi attività volta a promuovere questa o altre iniziative con finalità analoghe”; e gli si chiede di presentare “un documento scritto nel quale esplicitamente professi la sua assoluta fedeltà e il suo religioso ossequio al Magistero della Chiesa in materia di pastorale delle persone omosessuali e di valutazione morale delle tendenze e dei comportamenti omosessuali”. Qualora don Federici non avesse ottemperato “agli obblighi di cui sopra” entro il 15 dicembre successivo, sarebbe incorso, si legge nel “Decreto”, “nella censura della sospensione latae sententiae, restandogli vietato ogni atto della potestà sacramentale d’ordine”.

Di tutto questo, fino agli ultimi eventi che vedono il sacerdote privato di casa e stipendio, parliamo con don Stefano nell’intervista che segue.

Don Stefano, a che punto delle tua vita sei?
Sono sacerdote della diocesi di Roma, ho 42 anni. Sono prete dal 1987, ho studiato al seminario romano maggiore. Sono plurilaureato: in filosofia alla Statale, in teologia, in pedagogia alla Terza Università. Attualmente ho un contratto, ma non sono ancora strutturato, di docente a Psicologia all’Università “La Sapienza” di Roma. È una cosa molto importante per me che ho perso lo stipendio di sacerdote: un contratto significa 5-6 mesi all’anno di stipendio. Se non avessi questo, anni di studio e di lavoro, senza un pensionamento, senza una liquidazione, sarebbero buttati al vento.

 

E ho perso anche la casa: da questa, dove siamo in questo istante, sono stato cacciato via, ho l’intimazione a lasciarla. Qui dentro ci ho messo 30 milioni per poterci vivere, e quando mi fu data era già un primo esilio.

Prima abitavi in locali legati alla tua attività pastorale?

Sì, ma dato il mio impegno in realtà problematiche ai margini, fra cui omosessualità, transessualità e pedofilia, ho avuto sempre un’infinità di problemi. Non sono i primi quelli che mi ha procurato l’intervista rilasciata a “Sciuscià” a luglio 2000, in cui raccontavo di essere stato abusato da piccolo, pur avendo, lo ammetto, paura di perdere casa e stipendio.

Malgrado i problemi seguiti a quella prima intervista, hai accettato di fare questa. Perché?

Io non voglio riportare semplicemente la mia esperienza di survivor of child sexual abuse in christian environment, cioè di “sopravvissuto ad un abuso in un ambiente cristiano”. Posso dire, come esperienza personale e come studioso, docente di psicologia, che si ha un’identità di sopravvissuti: un’identità che struttura la tua identità personale e la tua sessualità, che potenzialmente ti porta a replicare su altri l’esperienza di abuso che hai subito. Ci sono studiosi che hanno dimostrato come i grandi dittatori della storia hanno un passato di abuso. Dunque, la mia denuncia è questa: la struttura, non solo mi ha educato e mi ha cresciuto così, ma con l’omertà mi sta rendendo un potenziale abusatore. Io sono un potenziale criminale. Dunque non voglio semplicemente raccontare dell’abuso subito da me, ma denunciare che cosa mi è successo in conseguenza del fatto di aver alzato la mia voce in mia difesa e in difesa di tutti quelli che subiscono abuso all’interno della comunità cristiana, come me.

Cosa intendi quando parli di “abuso all’interno della comunità cristiana” e aggiungi “come me”?

Intendo una cosa ben precisa. Come dichiarai pubblicamente alla trasmissione televisiva “Sciuscià” in occasione del Gay Pride del 2000, ed è stato l’inizio delle mie dure vicissitudini con la Chiesa ufficiale e il motivo del Decreto del cardinale Ruini, ritengo che l’approccio teologico in base al quale si impedisce di partecipare ad una manifestazione di omosessuali durante il Giubileo è lo stesso approccio teologico che aveva tenuto me per tanti anni nell’omertà di una violenza che subivo. Perché dico dunque, in ambiente cristiano o nella comunità cattolica? Io non ho ricevuto violenza da un sacerdote, ma violenza sessuale da uno dei miei cognati, da quando avevo 10-11 anni per un lunghissimo periodo, 7-8 anni. E questo è avvenuto nella comunità cristiana: uno, perché sono vissuto in una famiglia fortemente cattolica, fortemente cristiana e in un modo “sano”, sano nella misura in cui questa fede è stata vissuta da tutti con un livello culturale molto alto, con una piena partecipazione della vita comunitaria: tutti eravamo molto coinvolti in associazioni, movimenti, attività politica. La fede non era semplicemente un approccio magico.

 

Due: anche se fino all’età di 33-34 anni mantenni il silenzio sugli abusi subiti, fin dalla prima volta mi confessai dal sacerdote, e per questi 7-8 anni mi sono sempre confessato.

Ti confessavi perché ti sentivi in colpa?

Certo. Questa è la violenza! Tanto più il bambino non riesce a capire la violenza che subisce, tanto più la sua personalità è disturbata; tanto più suppone di avere la responsabilità di essere il seduttore, tanto più il suo comportamento è violato. Quello che io denuncio è che in questi 7-8 anni non c’è stato mai, mai, nessuno che abbia tirato fuori questo bambino dal confessionale e gli abbia detto “ehi, mamma e papà dove sono?”.

E che ti dicevano questi sacerdoti?

Mi parlavano della teologia della sofferenza, quando non mi accusavano direttamente. Mi ricordo che, a Santa Maria Maggiore, il penitenziere quando gli confessai il mio dramma, disse che avevo commesso quattro peccati mortali. Uno me lo sono dimenticato, l’ho rimosso, gli altri li ricordo bene: peccato contro natura, attentato al matrimonio di mia sorella, brutto disgraziato!, e atti contro il sesto comandamento. Ora chiedo: questo non è un crimine della Chiesa? Questo è un crimine della Chiesa. Se è vero che fare i venerdì del mese garantisce il Paradiso, io mi sono guadagnato 10 Paradisi, perché per tutti quegli anni, ogni venerdì del mese ero lì per paura dell’Inferno, e su via Marsala io attendevo all’alba l’apertura della chiesa. E poi sono entrato in seminario, ancor prima che qualcuno, a parte i confessori, sapesse della violenza che avevo subito e che per la prima volta, al di fuori della Chiesa, raccontai alla mia terapeuta.

Ma tu perché sei entrato in seminario?

Per quello che dice Drewermann: il disorientamento ontologico. Ma bisogna stare attenti nel dire questo, perché c’è una manipolazione da parte del cardinale Ruini, e di altri come lui, che prende queste mie dichiarazioni per dire: avete visto? questo non dovevano ordinarlo sacerdote, non ha vocazione, per cui: fuori dalla Chiesa cattolica! Cioè lo ritorcono contro di me, come se io non potessi rielaborare le motivazioni della mia vocazione nella maturità oggi della mia coscienza, come se la mia vocazione non fosse anche quella di oggi e fosse soltanto quella che mi ha mosso all’inizio, e che comunque mi ha mosso in uno stato indubbiamente consapevole, perché nessuno mi ha costretto a niente. Al mio rettore dissi degli abusi che mi avevano tormentato per tanti anni, ma questi non ha mai chiamato un consulente psichiatrico, uno psicologo.

A che età sei entrato in seminario?

Da adulto. Avevo 22 anni. Ma io portavo – proprio perché il mio corpo era diventato una ragione di sofferenza e non di piacere – dei cilici che dovevano creare una costante sofferenza ai miei genitali: me li ero costruiti da solo, con delle puntine e degli elastici. Il mio padre spirituale li ha visti, mi ha fatto spogliare per vederli.

Ti avrà proibito di continuare ad usarli.

Sì, ma mi ha solo proibito di usarli considerandoli un eccesso di ascetica, non una follia: non ha supposto che fosse arrivato il momento di dire: ma questo ragazzo avrà bisogno di aiuto? Un aiuto che non sia quello di offrire tutta la sua sofferenza nel perdono dell’abusatore e nel riscatto del mondo? Ma non sono un potenziale abusatore? Se non sono riconciliato con il mio corpo, come posso sublimare la mia sessualità? Allora, questo per spiegarti perché parlo di violenza in ambito cattolico. Ma la ragione per cui ho accettato questa intervista è anche per le vicende che si sono verificate, per il processo iniziato nell’anno giubilare e che mi ha portato a perdere lo stipendio, a perdere l’incarico pastorale che svolgevo, a non poter più fare insegnamento teologico …

Dove insegnavi? Avevi un contratto?

Lavoravo all’Auxilium, che è l’Università pontificia di Scienze dell’educazione, dove ero un docente “ospite”, non pienamente in organico, perché ero già una persona pericolosa in quanto mi occupavo, nella diocesi di Roma, oltre che di disabili, divorziati, drogati, anche di pedofilia, di transessualità e di omosessualità. A un certo punto hanno cominciato a farmi delle difficoltà: mi hanno detto che se non mi fossi vestito da prete, se non mi fossi conformato all’insegnamento ufficiale della morale cattolica, non avrei potuto continuare. Ma io non insegnavo teologia morale; tenevo un corso su “Disabilità, sessualità, pedofilia”. Cosa ha a che vedere con la morale cattolica? – chiesi – tratto la materia da un punto di vista scientifico. Insomma, non sono potuto restare. Per cui, vedi, è come parlare di ambienti di mafia. Io non ho prove per dirti che sono stato buttato fuori, ma non ho dubbi su questo. Ci sono pochissimi preti che potevano vantare un curriculum come il mio nella diocesi di Roma, ciò malgrado non ottenni l’insegnamento, mi basta questo.

Eppure, fin troppo si è costretti a parlare e scrivere di pedofilia, anche in ambito ecclesiale, soprattutto con la situazione critica che sta affrontano la Chiesa degli Stati Uniti, la riunione a Roma dei cardinali americani con il papa…

L’esplodere della situazione della Chiesa americana non è dovuto tanto alla denuncia della pedofilia, quanto al pericolo del crollo economico della Chiesa americana in conseguenza delle cause che stanno portando avanti le vittime. Trovo assurdo che si possa dire, come ha detto il papa (che io capisco, buon’uomo, quanto sia scandalizzato, ma non si rende conto che non basta provare scandalo e lasciare la struttura così com’è se questa è portatrice di male): un’opera d’arte, ha detto, per quanto sfigurata da una macchia, non perde il suo valore. Eh, un momento: se questa macchia è prodotta dall’esterno, non se questa macchia è voluta dall’autore. E chi l’ha mai detto che questa è stata prodotta dall’esterno? Quello che denuncio è invece che questa forma di pedofilia è proprio prodotto di questa teologia, prodotto di quei cardinali, di tutti quegli uomini di Chiesa che hanno chiuso gli occhi. E faccio un esempio. Dopo anni di terapia, un giorno ho deciso di dar voce alla mia sofferenza anche nell’ambito della mia famiglia. Quando dissi ai miei genitori che per anni ero stato abusato davanti ai loro occhi, o poco dietro l’angolo, loro mi risposero: Stefano, perché non ce l’hai mai detto? Gli risposi: mamma, chiediti perché mai un bambino di 11 anni non te l’abbia detto. La stessa cosa sta avvenendo con i cardinali: metti al posto dei cardinali americani che si sono riuniti a Roma, dei genitori che tentano di far fuori l’abusatore senza chiedersi come mai le persone possano subire una violenza davanti ai loro occhi, nelle loro comunità, in famiglia. Ecco perché non posso semplicemente dire che io ho subito violenza da una persona, è come se avessi subito violenza anche dai preti, dalla mia Chiesa, dal mio cardinale, e il mio cardinale è un complice. È un complice perché sopporta un crimine, crea una macchia. Perché mi ha detto che io, l’abusato, parlando dell’offesa subita, ho offeso la sacralità del mio sacerdozio e offeso la sensibilità del popolo di Dio. Sostiene di dire queste cose in nome della Chiesa cattolica. Ma non è vero, non è in nome della Chiesa cattolica, ma del potere della Chiesa cattolica.

Veniamo, appunto, al tuo incontro col cardinale Ruini, dopo la tua intervista a “Sciuscià”.

Fu la volta in cui mi venne letto ufficialmente il Decreto con cui aveva inizio un processo penale nei miei confronti. Accanto al cardinale, il cancelliere del Vicariato di Roma leggeva il Decreto ad alta voce. In un passaggio in cui si elencavano i crimini di cui secondo loro ero responsabile, si diceva che durante l’intervista a “Sciuscà” io avrei reso manifesto il mio orientamento omosessuale. Ora, io non ho nulla da dover dichiarare sul mio orientamento sessuale, se non fosse che non accetto minimamente che qualcuno possa permettersi di giudicare il mio orientamento senza sapere qual è l’orientamento di un abusato, dell’identità sessuale di un abusato, e che soltanto le categorie patriarcali riescono, come al solito, a polarizzare quella che è la complessità della personalità umana. Quello che è stato terribile è che io fermai il cancelliere e dissi: Eminenza, quell’intervista è registrata, lei può riascoltarla, non ho mai parlato del mio orientamento sessuale; ho solo raccontato di essere stato oggetto del desiderio sessuale di un’altra persona, non ho mai parlato del mio. Il cancelliere è intervenuto e ha detto: ma per noi, caro don Stefano, non fa nessuna differenza. Poi gli mandai una lettera nella quale chiesi: Eminenza, se lei ritiene che nella mia dichiarazione io abbia toccato la sacralità del popolo di Dio e della Chiesa, se lei lo ritiene come pastore, sono pure d’accordo, ma come mai lei non mi presenta le scuse per una persona che mi ha insultato davanti a lei?

Ma è frequente imbattersi nella confusione tra pedofilia e omosessualità.

Certo, e questa “confusione” è stata confermata da quanto detto contemporaneamente all’incontro dei cardinali americani in merito alla necessità dell’epurazione degli omosessuali dai seminari. A prescindere dal fatto che i seminari si svuoterebbero, e non solo i seminari: gli si svuoterebbe il Vicariato, perché io queste cose le studio e conosco le statistiche di studiosi che parlano, per Roma, di più del 60% di preti con orientamento omosessuale (e qui apro una parentesi: quando l’ho detto al cardinale, mi ha risposto che io di queste cose non devo parlare e che questi studiosi sono contro la Chiesa); a prescindere da questo, bisogna affermare a chiare lettere che la pedofilia non è omosessualità.

 

E soprattutto che inizialmente la pedofilia non è il potere di un maschio contro un maschio, ma il potere patriarcale contro la donna e i suoi figli, e che è impossibile fare giustizia di questa violenza se non si cambia la struttura che sostiene questo patriarcato. Assimilare pedofilia e omosessualità, ovvero attaccare gli omosessuali parlando di pedofilia, significa non aver messo e non voler mettere in questione le polarità su cui vive e sopravvive una struttura patriarcale. Gli omosessuali sono un’anomalia di questa struttura. Attaccare l’anomalia salva dall’attaccare la struttura. Dire pedofilia uguale a omosessualità vuol dire salvare la struttura.

La teologia femminista dice che la violenza contro le donne e la violenza e l’abuso contro i minori sono comprensibili soltanto in una struttura patriarcale. È una struttura di polarità: maschio-femmina, eterosessuale-omosessuale, clero-laici, sacro-profano, padre-figlio, moglie-marito. Ma le polarità non solo si contrappongono, ma sono gerarchizzate: maschio su, femmina giù, clero su, laici giù… celibato su, matrimonio giù. Soltanto in questa struttura, che ha sviluppato una conseguente teologia sacrificale, è possibile pensare che esista una persona che possa decidere un abuso sull’altro e giustificarlo. E la nostra Chiesa funziona così. E come fa questa struttura a fare giustizia? Il genitore non farà mai giustizia, perché non vorrà mai vedere; il genitore non difende un figlio abusato non perché non ha il coraggio di denunciare o picchiare l’abusatore, ma perché non vedrà mai la sofferenza di un figlio. Un cardinale non potrà mai essere un difensore dei più piccoli, perché è un cardinale.

Da parte del genitore, o dell’ecclesiastico, “vedere” questi fatti non vuol dire accusare innanzitutto se stessi?

Ma certamente. Perché è la struttura stessa che crea la macchia. Si cerca di far credere che in Italia in ambito ecclesiale non c’è pedofilia. Perché non c’è pedofilia? Perché non se ne può parlare. Qualche esempio dalla mia esperienza di “messo a tacere” e di come certi crimini vengano tenuti nascosti. Quando ho iniziato a insegnare all’Auxilium, mi fu chiesto, in qualità di docente, di partecipare alla rivista dell’istituto. Scrissi un articolo in cui descrivevo un caso di abuso sessuale su un bambino – in quel caso era la mia storia personale, ma ovviamente nascosi questo particolare – e la teologia che sottostava a questo percorso: come la teologia aveva creato una realtà abusante. Fu respinto. E più tardi mi fu detto che non potevo continuare ad insegnare perché le mie dottrine non corrispondevano alla dottrina morale cattolica.
Nel ‘94-’95 diedi vita ad un centro che doveva occuparsi di persone di diversi orientamenti sessuali e delle difficoltà connesse all’appartenenza alla propria realtà religiosa. Mi occupavo, dunque, di realtà molto particolari, come quelle della pedofilia, del transessualismo. Questa attività venne immediatamente bloccata dal cardinale. Quando gli obiettai che i tanti transessuali che venivano dal Sud del mondo, dal Brasile, si stavano indirizzando nelle comunità buddiste perché non trovavano più accoglienza nella mia, mi fu detto che non dovevo assolutamente continuare e che avrei dovuto sempre chiedere al citofono, alla persona che citofonava dalla strada, se era omosessuale o che altro, perché potevo far salire solo gli eterosessuali. Per ricevere gli altri sarei dovuto scendere al portone io.
Un altro esempio. Quando dissi al mio cardinale: ma come Eminenza, lei mi sta infliggendo una pena perché io, vittima di abuso, avrei offeso la sensibilità del popolo di Dio e la sacralità del sacerdozio avendo dichiarato la mia sofferenza, e mons. ***, vescovo di ***, che ha due processi in corso per aver abusato, quando era vescovo, dei chierichetti, è stato spostato in Vaticano perché non affrontasse in pubblico questa situazione e nominato responsabile di due basiliche romane? Quando gli dissi questo, sai cosa mi rispose? “Don Stefano, questi sono fatti che non ci riguardano, e se tu hai qualcosa con mons. ***, ti dovrai rivolgere alla legge civile. Ma, ricordati, ne pagherai le conseguenze”. Detto dal mio cardinale, con tutto il potere che ha, questa è una minaccia.

E in più devo chiedere giustizia a colui che mi accusa, il mio cardinale, perché nel sistema giudiziario ecclesiastico il vescovo è, in prima istanza, anche il giudice! Quello che mi ha stupito nel vedere quei cardinali a Roma, era proprio immaginare la somma ingiustizia di quando i padrini di mafia condividono il potere dei magistrati.

Ruini mi aveva anche chiesto: ma come mai, don Stefano, soltanto a te vengono a raccontare queste storie di disagio sessuale? Eminenza, ma questo dovrebbe chiederselo lei. Ma non vede la fine che fa chi parla davanti a lei? Le vittime sono punite più che i carnefici. Mi ha preso i documenti che avevo in mano e me li ha tirati addosso e mi ha intimato: vai fuori!

Dicevi all’inizio che hai perso stipendio e casa. Precisamente come è andata?

Il Decreto che ha attivato il mio primo processo, quello relativo a “Sciuscià” (il secondo, relativo alla mia sospensione dallo stipendio, è in corso) è arrivato fino alla Segnatura Apostolica. Non si vince contro il cardinale Ruini, ma io non ho perso quella causa, cioè non mi fu inflitta una pena. Mi fu detto che era il massimo che potevo ottenere e che era la mia vittoria. Per cui fui invitato a trovare una via d’accordo e di riconciliazione. Accettai. Andai a parlare col cardinale, al quale dissi di essere disposto a firmare, come mi aveva in precedenza chiesto, una carta – purché non contenesse una ritrattazione della mia esperienza di sofferenza – in cui sottoscrivevo l’insegnamento del magistero come dimostrazione di ossequio religioso. Mi mandarono un testo di una pagina e mezzo con affermazioni circa la morale cattolica in materia di sessualità e omosessualità e circa il mio impegno a rinunciare a ulteriori ricorsi alla Segnatura Apostolica. Firmai e considerai quest’atto come il segno della pace ristabilita col mio pastore. Quattordici giorni dopo la mia firma e il mio impegno ad astenermi da ulteriori ricorsi, fui cacciato da qui, con la motivazione ufficiale che non avendo un incarico diocesano non potevo rimanere in questa casa che è annessa a luogo sacro, ma in realtà perché dicevano che io qui convivevo con un transessuale. Ed è assolutamente falso. Mi davano 15 giorni di tempo per trasferirmi. Cosa impossibile. E d’altronde io gli chiedevo la restituzione dei 30 milioni che avevo investito nell’appartamento. Allo scadere dei 15 giorni mi arrivò il Decreto che diceva: siccome non hai ottemperato a questa richiesta, noi consideriamo questo un rifiuto da parte tua del nuovo incarico pastorale che ti abbiamo dato.

Ma, insomma, lo avevi o non lo avevi l’incarico per l’attività pastorale?

La cosa è complicata. Spiego. Io non ho una sospensione a divinis, per cui, per togliermi da qui, perché comunque volevano allontanarmi, erano tenuti a darmi un ufficio pastorale altrove. Mi hanno fatto cappellano di un Istituto per anziani fantomatico (perché non ci sta per ora neanche un anziano). E mi hanno dato come abitazione un miniappartamento, che è un retrobottega, al Torrino. E che io ho rifiutato, perché è un posto invivibile e io volevo indietro i miei 30 milioni. Questo retrobottega non ha nessun collegamento con l’Istituto, non era abbinato ad un centro religioso, cosa che mi avrebbe costretto ad accettare. Loro hanno presentato la cosa in questo modo: la rinuncia alla casa corrisponde alla disobbedienza all’ufficio. E rinunciando io all’ufficio, mi sospendevano lo stipendio. Cosa che mi hanno comunicato il 19 marzo scorso. Per cui ho iniziato un secondo processo, in cui si riprende tutto il mio caso per dimostrare che c’è stato un accanimento, che sono stato gabbato, che continua la persecuzione.

Continui a dire messa?

Io posso continuare a dire messa, non essendo, come dicevo, sospeso, ma non nella mia comunità. Mi era stata data una cappella dove dire messa, annessa all’Istituto per anziani. Ma il rettore di questa cappella non voleva che celebrassi ed è andato dal cardinale a dirgli che non voleva avere a che fare con me. E quando andai a concordare l’orario, questo cappellano non mi permise di celebrare.
Temevi di perdere stipendio e casa. Oggi che li hai persi, cosa temi, rilasciando queste tue dichiarazioni?
Temo che possano influire negativamente sui miei concorsi universitari. Per il resto, mi sento praticamente liberato: ormai che altro posso perdere? Ma c’è una cosa che non devono permettersi di togliermi: il sacerdozio. Sono un sacerdote e voglio esserlo.

  

BOLLETTINO CONDANNE PRETI PEDOFILI

fonte: http://tostiluigi.blogspot.com/

http://tostiluigi.blogspot.com/

mercoledì 3 giugno 2009

 

Maggio 2009 – Bollettino condanne preti pedofili

Il mese di maggio, cioè il mese “mariano”, è stato particolarmente prolifico di casi giudiziari che riguardano l’argomento dell’ignobile “pedofilia” che il clero cattolico, grazie alla complice ed omertosa copertura della Santa Romana Chiesa, è aduso praticare negli oratori e negli istituti religiosi ai danni di minori affidati alle loro cure “pastorali”.

Quello che segue è un succoso estratto delle notizie delle condanne inflitte a preti pedofili che, “sapientemente”, la RAI e le altre reti televisive hanno “insabbiato” nel limbo delle notizie scomparse. Esse sono emerse solo grazie ad alcuni quotidiani locali e al tam-tam di internet.

1) Brescia, il 20 maggio 2009: don Marco Baresi, ex vicerettore del seminario minore, viene condannato dal Tribunale a 7 anni e mezzo per aver avuto rapporti sessuali con uno studente seminarista di 14 anni e per detenzione di materiale pedopornografico scaricato nel suo computer portatile: l’accusa aveva chiesto 10 anni di reclusione. Pieno sostegno è stato manifestato a don Baresi dalla Curia. Gli “amici” di don Baresi, poi, hanno manifestato dinanzi al tribunale con cartelli inneggianti al prete pedofilo.

2) Pergusa (EN). Don Giovanni Butera è stato condannato a 6 anni di reclusione e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici e da qualunque ufficio attinente alla tutela e alla cura, da incarichi nelle scuole di ogni ordine e grado e da ogni ufficio o servizio in istituzioni o in altre strutture pubbliche o private frequentate prevalentemente da minori, per avere abusato, dal luglio del 1997 all’agosto dell’anno successivo, di un ragazzino disabile di 15 anni, ospite dell’Oasi Francescana “Villaggio del Fanciullo” di Pergusa. Secondo la Procura, don Giovanni avrebbe costretto il giovane a subire atti sessuali, minacciandolo e picchiandolo con schiaffi e colpi di cinghia in caso di rifiuto.

3) 21 maggio 2009: la Corte di Appello di Brescia ha confermato la condanna di Don Matteo Diletti a 4 anni di reclusione per abusi sessuali su una bambina di 11 anni, avvenuti nel 2004. In primo grado il sacerdote Matteo Diletti aveva ammesso di essersi innamorato della ragazzina e di averla toccata e baciata una sola volta.

4) 23 maggio 2009: Don Enzo Greco da Nardò (LE) è stato condannato dal Tribunale di Brindisi a 3 anni e mezzo per abusi su un pastorello di Erchie (BR).

5) Rimini, un anonimo prete cileno di 38 anni è stato condannato ad 8 anni di reclusione per abusi sessuali su un 13enne. Il “religioso”, già sospeso ‘a divinis’, aveva organizzato un pellegrinaggio a Medjugorie al quale aveva partecipato la famiglia del ragazzino, al termine del quale aveva iniziato a frequentarne la casa, diventandone una sorta di padre spirituale. Lì aveva iniziato a molestare il ragazzo, all’epoca dei fatti solo 13enne. Durante il processo la madre del ragazzino, che ha affermato di essersi legata sentimentalmente al prete, ha sconfessato le accuse del figlio.

6) 13 maggio 2009: la Cassazione ha confermato la condanna a 2 anni di reclusione inferta a don Kevin Chukwuka da Cosenza per tentata violenza carnale ai danni di una bambina di 9 anni.

7) 13 maggio 2009: viene arrestato a Gambettola (FC) Don Alvato Tejada Coca con l’accusa di aver violentato un ragazzo 22enne, che si era presentato per un colloquio di lavoro e che è stato poi ricoverato in ospedale.

.8) Cosenza, 14 maggio 2009: un prete della Diocesi di Rossano è stato denunciato per tentata violenza sessuale. L’episodio risale ai primi di marzo. Il prete, come scrive la Gazzetta del Sud, in abiti civili, è salito su un autobus in servizio tra Cosenza e Rende, si è avvicinato ad una studentessa e dopo averla immobilizzata ad un finestrino si è abbassato i pantaloni cercando di compiere un atto sessuale. Approfittando di una fermata del bus, la ragazza è riuscita a divincolarsi, mentre il sacerdote, approfittando della confusione, è riuscito ad allontanarsi. Grazie al racconto della giovane e ad alcune testimonianze, i carabinieri sono risaliti all’identità dell’uomo che è risultato essere un sacerdote. Quest’ultimo ha ammesso parzialmente le proprie responsabilità scrivendo una lettera di scuse alla Procura. L’uomo è stato poi identificato in foto dalla vittima della tentata violenza.

9) MILANO 20.05.2009: dinanzi al tribunale penale di Milano compare un sacerdote 75enne, imputato di aver abusato di una bimba di soli 7 anni attirandola nel suo ufficio con la promessa delle caramelle. Gli abusi, secondo il padre edella vittima, sono avvenuti nell’ufficio dell’oratorio.
«La piccola si è confidata prima con la nonna paterna, in due diversi momenti. Poi la nonna ha riferito tutto al padre, che ha sporto querela». Il prete, che non si è presentato in aula, in passato ha fatto il missionario in Africa e in America Latina e negli ultimi anni ha guidato la parrocchia di Arese. La famiglia della piccola «è stata costretta a trasferirsi – afferma il legale – perché era diventato impossibile continuare a vivere in quella città». E anche ieri, davanti ai giudici, il padre ha raccontato: «Non hanno nemmeno permesso a mio figlio maggiore di iscriversi all’oratorio».

10) Maggio 2009: il settimale L’Espresso pubblica l’articolo “Io fratel pedofilo”, di Paolo Tessadri, col quale si diffonde la notizia della confessione di un prete sugli abusi sui bimbi sordomuti perpetrati, per decenni, nell’istituto religioso di Provolo.

Il religioso afferma: “Non ce la faccio più a tenermi tutto dentro e mi vergogno dei preti che stanno zitti o rinnegano, c’è ipocrisia e omertà”.
Gli abusi sono stati denunciati da ben 67 sordomuti che da bambini hanno frequentato gli istituti Provolo di Verona e Chievo. D. Il religioso si presenta con nome e cognome, chiedendo però che non venga pubblicato. Ma la sua identità è nota ai magistrati che si occupano della vicenda: “Se al Provolo sapessero che vi parlo”, spiega nel chiedere l’anonimato, “sarei subito cacciato e non so dove andare. Ho l’incubo di rimanere senza casa”.
“Sì, sono uno di quelli accusati dai sordomuti che vivevano nell’istituto Provolo di Verona e quelle cose le ho fatte. Non c’è più nulla da nascondere. Io almeno ho il coraggio di dirlo, gli altri tacciono e se ne stanno in silenzio”. Poi racconta di avere cominciato ad abusare dei ragazzini a inizio anni Sessanta: “Il primo aveva 7-8 anni, non ricordo esattamente. Sono andato con una quindicina di piccoli sordomuti, con cinque o sei ho avuto rapporti più frequenti”. Poi precisa che erano 13, ma “forse un paio in più”.
Quante volte ha abusato di loro? “Una o due volte al mese, a volte passava più tempo”.

E quanto sono durate le violenze? “Moltissimi anni. Non ricordo esattamente, ma molti, molti anni. Ho cominciato da giovane e non mi rendevo conto, allora ero un semplice assistente. Lo facevano quasi tutti, anche in altri istituti. Era normale. Questo era l’andazzo”.

Lei ha visto altri abusare dei ragazzini al Provolo? Scandisce sì e fa due nomi di sacerdoti e quello di un altro religioso: “Si vedevano gli atteggiamenti, si vedeva. Pochi di noi si sono salvati dalla pedofilia”.

Qualcuno è mai stato cacciato dal Provolo per pedofilia? “Sì, fratello.”. Fatto confermato da don Danilo Corradi, il superiore dell’istituto Provolo, in una intervista registrata.Perché lui sì e gli altri no, visto che sotto accusa sono finiti in 25? “Era un violento, il più cattivo, faceva male ai ragazzini ed è stato mandato via”.

Quando è successo? “Se non sbaglio, nei primi anni Settanta”.
Sono continuate le violenze sessuali, anche dopo quell’episodio? “Sì”.
Può dire se sono terminate a metà degli anni ’80, epoca a cui risale l’ultimo caso documentato da ‘L’espresso’? “Non so, non potrei dirlo. Non ne sono sicuro. Non posso escluderlo”.

I responsabili dell’Istituto sapevano? “Sì, lo sapevano. Per forza che lo sapevano”.

Altri ne erano a conoscenza? “È probabile”.

Ha confessato la pedofilia ad altri preti? “No, mi mettevo in ginocchio, confessavo davanti a Dio e pregavo. E chiedevo scusa al Signore. La pedofilia mi ha sfalsato la vita. Ma trovavo nei ragazzini una certa bellezza, una certa attrazione”.

Fra voi avete parlato dell’accusa di pedofilia dopo l’inchiesta de ‘L’espresso’? “Sì, la reazione è stata brutta, scioccante, ma la maggior parte è rimasta in silenzio, perché sapeva. È venuta fuori una catena di odio fra i sacerdoti. È difficile condividere la macchia della pedofilia e ognuno ha tenuto per sé i suoi pensieri. Poi l’avvocato ci ha detto di non parlare con nessuno. Qualcuno però ha parlato e ha fatto bene, anche qualche prete lo ha detto e la pensa così. Anch’io ora mi sento sollevato. Sono fatto così, in modo troppo semplicistico, ho sbagliato io. Sto male, chiedo perdono”.

11) Maggio 2009: la commissione d’inchiesta istituita dal governo irlandese pubblica un rapporto in cinque volumi e oltre 2.500 pagine dal quale risulta che la pedofilia tra il clero irlandese era “endemica” sino ad un decennio fa.
Negli anni Trenta la pedofilia era “endemica” e veniva praticata benché le gerarchie ecclesiastiche e lo stesso Vaticano ne fossero consapevoli. Il dossier, frutto di un lavoro di nove anni, parla di migliaia di casi, che hanno avuto luogo, in particolare, all’interno dei riformatori: secondo quanto riporta l’Indipendent, “i ragazzi erano trattati più come schiavi e prigionieri che come persone in possesso di diritti legali”. La commissione ha ritenuto la difesa opposta dagli ordini religiosi “non plausibile”.

 

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DISABILE SFRATTATA E PIGNORATA DALLA CHIESA

fonte: tostiluigi.blogspot.com

http://tostiluigi.blogspot.com/

 

sabato 16 maggio 2009

DISABILE SFRATTATA E PIGNORATA DALLA CHIESA, CHE SUCCHIA L’8 PER MILLE AGLI ITALIANI E NON PAGA L’ICI

I frati maroniti, dopo aver sfrattato una disabile perché pagava “soltanto” 700 euro di canone mensile, le hanno anche pignorato la casa in cui era stata costretta a traslocare, e questo per “recuperare” un credito di ben 12.000 euro per spese giudiziarie di sfratto. Questo è l’uso, altamente “cristiano”, che la Chiesa fa delle immense ricchezze immobiliari e patrimoniali che ha accumulato, parassitariamente e senza mai lavorare, nei suoi 2.000 anni di storia criminale. Un patrimonio che la Chiesa, “grazie” all’8 per mille e grazie ai priviligi ed alle esenzioni fiscali, incrementa ed accumula tutt’oggi ai danni dei cittadini italiani, ridotti sempre più in povertà e miseria. Guardatevi questo servizio, mandato in onda dalle Jene il 15 maggio 2009, e confrontatelo con gli spot, ipocriti e ingannevoli, che la Chiesa diffonde sulle reti televisive per elemosinare l’8 per mille truffaldino accordatole da Craxi & C.: spero che i conati di vomito non vi impediscano di arrivare alla fine del filmato.

 

PROCESSO GRASSI IN ARGENTINA

fonte: www.current.com

http://current.com/items/90187871_argentina-prete-pedofilo.htm

Argentina, prete pedofilo

 

http://current.com/items/90187871_argentin…

 

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10 giugno 2009
Buenos Aires, Argentina

Condannato a 15 anni per pedofilia il prete Giulio Cesare Grassi della Chiesa Cattolica Romana, ma la Difesa ricorre in Appello.

 

 

 

fonte: http://www.excelsior.com.mx

http://www.exonline.com.mx/diario/noticia/global/latinoamerica/condenan_a_15_anos_de_carcel_a_sacerdote_pedofilo/626933

 

 

10-giunio-2009

Condannano a 15 anni di carcere un sacerdote pedofilo

Reuters

(01:42 p.m.)

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 Il padre argentino Giulio Grassi, che si dice innocente, resterà in libertà fino al termine del processo d’appello

Buenos Aires.-  La giustizia argentina ha condannato, il mercoledì passato, un sacerdote a 15 anni di carcere per il delitto di abuso sessuale su minore in un collegio del quale ere responsabile, in un altro scandalo di pedofilia che colpisce la Chiesa Cattolica.

Il Padre Giulio Grassi, che ha sostenuto la sua innocenza nel corso dei nove mesi di durata del processo giudiziale e si è difeso in numerose partecipazioni in programmi televisivi, resterà in libertà fino alla fine del processo d’appello e ci sia una condanna definitiva, nonostante non possa lasciare il paese.

Grassi, di 52 anni, era responsabile della fondazione “Felices los niños” (Bambini Felici -ndt), che ospitava numerosi bambini della provincia di Buenos Aires, dove scoppiò il caso nel 2002.

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LA TUA VERA IDENTITÀ

APOSTOLO DOTTOR JOSÉ LUIS DE JESÚS

GESUCRISTO UOMO

 

25 di febbraio del 2009

 

Adempimento della Semina:

 Bene, quanti sono pronti a seminare questa notte? (Abba Padre), Quanti ricchi ci sono qui? (Abba Padre). Ascolta, tu ricevi che l’angelo ti da ancora più semente? (Abba Padre). O, tu ti accontenti di quello che hai? (Nooo). Tu ricevi milioni nelle tue mani? (Abba Padre)  Perchè? Per continuare a seminare. Guarda, l’angelo vede l’intenzione e mette molta semente nelle tue mani. Dì: MOLTISSIMA, perchè lui sa dove sta il tuo cuore, dove sta il tuo tesoro.

 

Così che ci prepariamo per la Semina in tutte le nazioni. Alza la tua mano se hai bisogno una bustina, per favore, e qualcuno te la farà avere perchè tu possa identificare la tua semina. È così!

 

E c’è un verso che nostro Padre ci vuole dare, Gesucristo Uomo, per l’edificazione a proposito della tua prosperità ed è la Prima carta a Timoteo capitolo 6, verso 17.

 

Dice: “Ai ricchi di questo secolo…” Quanti ricchi ci sono qui? (Abba Padre).

                                                                  

Ai ricchi in questo mondo raccomanda di non essere orgogliosi, di non riporre la speranza sull`incertezza delle ricchezze…”

 

E qui viene il dettaglio che Papi ci vuole dare oggi.

                                                                                   

 “…ma” in chi? In chi deve stare tutta la tua fiducia: nella ricchezza no “ma nel Dio vivonon solo il Dio, il DIO VIVO “che ci da” alcune cose “TUTTE le cose in abbondanza” perchè? “perchè ne possiamo godere.”

 

Prestami attenzione un secondino, benedetto, guarda, tu devi capire che quando parla del Dio vivo, lì non sta parlando di Gesù di Nazaret perchè questo velo è già passato. Dì: È GIÀ PASSATO. Rimase 33 anni, andò alla croce e disse: -“ Non mi vedrete più”-. Questo è terminato. E poi è Resuscitato, ma dopo essere resuscitato se n’è andato alla luce inaccessibile. Ma dice il vangelo che lui è morto, resuscitato ed è tornato a fare cosa? A vivere. Si è manifestato per la seconda volta ed il Dio vivo oggigiorno sta camminando in mezzo a noi e si chiama: JOSÉ LUIS.

 

Quindi, la tua fiducia non deve stare nella ricchezza, ma NEL DIO VIVO CHE CI DA quante cose? TUTTE LE COSE. Non solamente le ricchezze, ci da cosa? Tutte le cose. Ossia, non sta già parlando solamente di denaro, nonostante il denaro stia lì. Ti da PACE, ti dà SALUTE. Quanti sono sani qui? (Abba Padre). Guarda: ti da INTELLIGENZA, ti da LA SUA MENTE, perchè tu possa prendere buone decisioni, DOMINIO PROPRIO perchè tu sappia governare la tua carne in mezzo a tutte le situazioni. Che bello! E Lui ti da questa PACE perchè goda, quante cose? TUTTE le cose. Perchè tu possa avere denaro, ma se non hai il Dio vivo, a cosa ti serve?

 

Per questo ci sono persone che nonostante conoscano questa grazia, dicono: -“Ha, ha, ha. Ascolta, tremendo, benedetto! Ho già un buon denaro”-. …Uuuf! E se ne vanno. Ma senza il Dio vivo non lo possono godere.

 

Guarda, NIENTE si può godere se tu non hai il Dio vivo nella tua mente. Con il Dio vivo, con Papi nella tua vita, con la coscienza pulita, tu godi TUTTE le cose. Guarda, godi ugualmente un pranzo da 100 dollari o uno da 3 dollari. Allo stesso modo a volte ti compri un vestito italiano e a volte una camicettina. Non importa, tu godi, TUTTO. Lui ti porta di gloria in gloria.

 

Quindi, il consiglio è che tu comprenda che il Dio vivo si chiama: JOSÉ LUIS e che Lui ti da una conoscenza perchè tu possa godere con Lui, dì: CON LUI. Con Lui tu puoi godere quante cose? TUTTE le cose. Senza di Lui non ti godi NIENTE.

 

Quanti vogliono regnare con Lui per sempre? (Abba Padre). Quanti vogliono seminare? (Abba Padre). Guarda, una delle cose che godiamo, dove dice: “godiamo tutte le cose”, è Seminare. Quanti godono del seminare? (Abba Padre).

 

Alziamoci in piedi amata, ed andiamo a seminare con gioia a nostro Padre.

 

Dì: GRAZIE PAPI, PERCHÈ TU MI HAI DATO QUESTA CONOSCENZA, LA TUA SCIENZA, LA TUA PAROLA, LA TUA MENTE. MI HAI ILLUMINATO GLI OCCHI DELLA MIA INTELLIGENZA, SO CHI SONO, SONO UN TESORO, CONOSCO LA MIA VERA IDENTITÀ, CAMMINO IN OPERE PREPARATE. MI HAI DATO PACE, SALUTE, DOMINIO PROPRIO, NON COBARDIA MA SPIRITO DI POTERE, D’AMORE E DI DOMINIO PROPRIO. GRAZIE, GRAZIE A TE GODO TUTTE LE COSE IN ABBONDANZA, GIOISCO DI TUTTO E GODO ANCHE DEL SEMINARE E RICEVO SENZA LIMITI. Abba Padre.

 

Passa davanti e semina con gioia al nostro Dio mentre ci godiamo questo video musicale di un artista di Papi.

 

Abba Padre. Grazie Papi. Dì: RICEVO SENZA LIMITI, è così! In tutte le aree della tua vita. Dichiariamo l’ amata di Papi prosperata in tutte le aree e nostro Padre regnando, vero? (Abba Padre). Nostro Padre, i suoi debiti pagati e libero da ogni situazione. Nostro Padre sempre regnando, nostro Dio.   

 

Presentazione di Gesucristo Uomo:

 

Bene, è il momento amata. Questo è il momento più bello in tutta la settimana, momento nel quale nelle case, il momento nel quale nei  Centri Educativi, nel quale in America, in Europa, in Australia, negli Stati Uniti migliaia e migliaia di persone in questo momento accendono Telegracia o Crescendo in Grazia perchè Dio parla con la sua chiesa.

 

Ed alcuni lo fanno per criticare, altri per copiare, altri giornalisti per vedere quello che sta succedendo qui, altri che già non fanno parte del Governo e guardano da lontano e loro si rendono conto che stanno perdendo la festa migliore; ma noi ce la godiamo per davvero. Quanti si godono questo momento? (Abba Padre).

                                        

Ed oggi, nostro Padre ci porterà ad un’altra gloria ben speciale cosi che tutti pronti per prendere appunti, con il vostro notes e la vostra matitina. Prendete nota di tutto questo che nostro Padre ci va a dare.

 

La Super Razza vada per favore, i bambini, alla loro classe, alla loro attività. Siamo pronti?

 

Bene, c’è un verso che vogliamo prendere, che nostro Padre ci dava per la sua presentazione ed è un’espressione che ebbe Gesù di  Nazaret nei giorni della sua carne. Lui ha detto diverse cose, parlando dello Spirito di Verità che sarebbe venuto, della sua Seconda Venuta.

 

Guarda come dice lì nel libro storico di Giovanni capitolo 14, il verso 18. Oggi nostro Padre ci vuole ricordare questo.

                                                                                                                           

Dice: “Non vi lascerò orfani…”

 

Chi ha detto questo? Gesù di Nazaret.

 

“Non vi lascerò orfani; verrò da voi.”

                           

Sicuramente qualcuno, tra coloro che lo ascoltarono, disse: -“Ma come? Come che verrò da voi? Ma prima non ha detto che non lo vedremo più? Ti ricordi che Lui ha detto: -“Non mi vedrete più”-? Quindi perchè sta dicendo: -“Non vi lascerò orfani”- se non avremmo più visto Gesù di Nazaret?”-.

 

O era che stava parlando di un’altra manifestazione di Lui stesso qui sulla terra? Stava parlando della manifestazione del Figlio dell’Uomo, di Gesucristo Uomo.

             

E dice: -“Non vi lascerò orfani”-.  Cosa significa lasciare orfana una persona? Che non conosce suo Padre, che è senza cure, senza attenzioni, senza protezione. Ma Lui dice: -“Non vi lascerò orfani.”-

 

Perchè guardate, dopo che Paolo ha scritto il Vangelo, queste 14 epístole, quando Paolo si congedò, disse: -“Guardate, dopo la mia dipartita cominciate ad essere orfani, vi inganneranno, vi ridurranno in schiavitù, uomini cattivi e perversi si solleveranno da voi stessi”-. E furono 2 mila anni da orfani. Hello! Duemila anni nei quali nessun uomo qui sulla terra conosceva suo Papà, senza cure, senza educazione, senza disciplina, senza Vangelo. Dì: ERAVAMO ORFANI.

 

Sai cosa diceva nostro Padre -l’ho scritto qui – diceva: -“L’ essere orfani è terminato quando il Signore ha cominciato a camminare in mezzo ai suoi figli”-.  

 

Tu sai che nella Seconda carta ai Corinzi, capitolo 6:18, Paolo menzionava questa seconda manifestazione. Diceva: “E sarò per voi Padre e voi sarete i miei figli. Camminerò e abiterò in mezzo a voi.”

 

Amata, oggi noi possiamo dire quindi che l’essere orfani è terminato perchè il Padre è arrivato. E non è solamente arrivato, ma cosa fa un Padre? Cosa fa un buon Padre? Educa, consola, ama, cura e protegge. Un Padre ti dice: -“Guarda, questo non ti conviene”-. Un Padre a volte cosa deve fare? Disciplinare ed a volte fa male e come fa male! Ma a volte dopo averti disciplinato ti da un bacino. Smack! Ti dice: -“Guarda, questo ti è successo perchè ti voglio tanto bene, ti amo per sempre…”-. 

 

In quanti abbiamo sentito questa attenzione da nostro Padre? (Abba Padre). In quanti abbiamo sentito il Suo abbraccio, questa voce che ti dice: -“Ascolta benedetto, tutto va bene, ti sopporterò fino alla canizie, colui che ha cominciato in te l’opera la va a perfezionare, niente ti potrà separare dal mio amore”-?

 

Amata, non è vero che noi siamo testimoni del fatto che il Signore è arrivato come Padre? Che non ci ha lasciati orfani, che abbiamo la sua copertura, abbiamo la sua protezione, abbiamo la sua disciplina, abbiamo la sua mente, la sua scienza, la sua attenzione? Quanti possono dare grazie a Papi per questo? (Abba Padre). 

 

Ed oggi, il Padre degli spiriti, nostro Padre è in mezzo a noi ed ancora una volta ci esorta, ci consola, ci corregge, ci porta ad una nuova gloria.

 

Amata in tutte le nazioni, riceviamo il Padre degli spiriti Gesucristo Uomo, il Re di re, Signore di signori, il Dottor JOSÉ LUIS DE JESÚS.  Date un forte applauso al nostro Dio. Abba Padre.    

 

Saluti di Gesucristo Uomo:

 

Benedetti con tutte le benedizioni spirituali. In questa notte invio un saluto a tutti questi preziosi collaboratori, ministri competenti, Vescovi e tutti coloro che stanno realizzando questo evangelismo CIG che sta dando tanti buoni risultati.

 

È un onore stare davanti a voi e continuare con l’edificazione della chiesa. La chiesa è quanto di più poderoso esista sulla terra. La ragione per la quale questo mondo sta così è perchè non c’era chiesa dalla morte di Paolo. Lui disse: -“Dopo la mia partenza, vi ridurranno in schiavitù”-.  E non ci fu più chiesa fino al 1973 quando è apparso Gesucristo Uomo a cominciare ad insegnarci la nostra vera identità.

                                                                        

 

Prima di cominciare l’edificazione di questa notte, voglio annunciarvi che ho ricevuto un’appuntino di Alex León (Artista esclusivo di JH – Jesucristo Hombre), che starà nel “Festival della Salsa in Arizona” e lui mette una nota molto importante che dice: -“Ci sarà una sorpresa nell’abbigliamento”-. Sembra che Alex sorprenderà tutti i salseros (gli appassionati dell ritmo della “salsa” -ndt) con i tre sei o io non so che cosa, che cos’è che userà. Ma riceviamo che farà un buon evangelismo CIG in mezzo a questo Festival della Salsa che avrà luogo in Arizona. Benedetto Alex, ricevo che gli angeli lì ti useranno poderosamente.   

 

Adempimento della Parola:

 

Bene, cominciamo la nostra edificazione. In questa occasione, il tema è: “LA TUA VERA IDENTITÀ”

 

Nel nostro Ministero si parla molto di questo. La mia vera identità non è la carne. La mia Vera identità è che io sono un dio, che io sono un angelo, che io sono uno spirito perfetto e che tutte queste definizioni sono sinónimi. E noi intendiamo ed abbiamo evidenza biblica, perchè senza evidenza biblica dove andiamo?

 

Una volta Paolo ci ha avvisati, cominciamo con questo verso biblico, Prima carta ai Corinzi capitolo 13, il verso 12.

 

Dice qui: “Adesso vediamo come in uno specchio, confusamente, ma allora vedremo faccia a faccia. Adesso conosco parzialmente” così si è espresso Paolo, circa duemila anni fa “ma allora conoscerò come sono stato conosciuto.”

 

Conoscerò come sono stato conosciuto prima della fondazione del mondo. Questa cosa di scoprire la vera identità è cominciata nel 1973 con il mio arrivo, con la venuta di Gesucristo Uomo, per primo. Il primo illuminato sono stato io perchè io mi sono conosciuto nella mia vera identità e poi gli altri, che già siamo in tanti. C’è già una grande congregazione di spiriti giusti resi perfetti, perchè tu sei membro di questa bellissima chiesa che sta seduta nei luoghi celestiali con Gesucristo, membro attivo. Ah, attivo, eternamente e per sempre.

 

Lì non ti scomunicano, qui non c’è la scomunica come nelle altre chiese dove scomunicano la gente. Qui, questo è per l’eternità e per sempre. Non devi riempire il modulo di associazione perchè te lo ha già compilato Gesucristo prima della fondazione del mondo, lì hanno scritto il tuo nome nel Libro della Vita. Così che la tua associazione è eterna e per sempre. Intoccabile.

 

Bene, e questa è l’esperienza più grande che possa avere un essere umano quando conosce la sua vera identità. E quando questo succede, Uuuff! Ci da felicità, ci da una pace immensa che riceve il benedetto in qualunque parte del mondo. Che stia in un paese prospero, in un paese povero, che stia in Cuba o dove stia, c’è una gioia che arriva nonostante oppressioni politiche, con cattivi governi, come sia, quando tu sperimenti questa conoscenza è una meraviglia tremenda.

 

Bene, io l’ho visto personalmente. L’ho visto in me, l’ho visto in altri che quando sperimentiamo questa pace, siccome prima vivevamo con tanta paura, quando sperimentiamo questa gioia è come se ci venga rilasciata una licenza per comprare a credito e cominciamo a fare cosine che non facevamo prima. Guarda, adesso posso ballare e posso fare questo, adesso mi posso vestire così, adesso posso andare lì e questo è permesso -non lo raccomandiamo- ma è permesso, nell’aspetto che, con questa sensazione di libertà, a volte lo zoppo torna ad uscire dal cammino. Ma, presto o tardi tu sai che l’angelo ti lascia li e tira, tira e tira fino a che … pup! Ti fermi e tu riconosci quando termina. Vero?

 

Quando l’ angelo ti richiama l’attenzione e quindi comincia a tirare, e come fa male quando l’angelo ti richiama l’attenzione, e ti dice: -“Questo non va bene, questo non va bene, terminiamo con questo. Devi camminare così, qui tutto viene alla luce, questo deve essere così”-. Ma questa è la nostra esperienza.

 

Naturalmente, conoscere la nostra Vera Identità è un privilegio tremendo ma porta responsabilità enormi. Perchè significa CHE C’È UN PROPOSITO IN QUESTO.

 

Vediamo nel secondo verso che andiamo a leggere in questa occasione, lettera agli Efesini capitolo 2, verso 10.

 

Dice lì che siamo stati “…creati in Cristo Gesù per camminare in buone opere, che lui ha preparato da prima…”

 

Ossia, che la chiamata… Tu sei una creazione, la chiamata per camminare nelle opere che Lui ha preparato prima, ma camminare significa PER COMPIERE UNA MISSIONE, per ottenere un Ministero, per compiere con uno stile di vita, per compiere con alcune responsabilità in questa terra dove siamo spettacolo.

 

E lascia che ti dica: DA LÌ TU NON NE ESCI. Una volta che l’angelo ti illumina e dice: -“Questo è mia proprietà privata e dalle mie mani NESSUNO lo toglie”-. Ed a volte alcuni lo utilizzano così: -“Che buono che nessuno mi toglie dalle sue mani”-, ma a volte tu vorresti che ti lasciassero. Perchè questo angelo dice che colui che ha cominciato la buona opera in noi la terminerà. E DI CHE PRIVILEGIO GODIAMO PER ESSERE AMATI COSÌ.

 

E naturalmente, ci rallegra che sia così, lettera ai Romani 7:22 dice: “Perchè noi, secondo l’uomo interiore, ci dilettiamo nella legge di Dio.” Vogliamo vivere bene, vogliamo fare il bene, vogliamo amare il prossimo, vogliamo compiere TUTTO quello che Dio ha per noi. Noi andiamo a camminare in opere che Lui ha preparato prima. Tu non devi inventare niente, tu non devi inventarti un Ministero, tu non devi fingere, tu non devi fingere di essere così, SEMPLICEMENTE TU SEI COSÌ.

 

Come ho detto prima, tu apri, guarda, apri la cerniera ed esci e si manifesta la tua Vera Personalità, NON FINGI, perchè, nella Bibbia, questo si chiama : AMORE FINTO.

 

Dio ti ha chiamato e ti ha consegnato una conoscenza che è il Vangelo e quando tu lo confessi, che è l’unica cosa che puoi fare qui, perchè digiunare, agire, buttarti in ginocchio, se non c’è conoscenza a cosa ti serve? Qui funziona confessando: “HO CREDUTO PERTANTO HO PARLATO”, Seconda carta ai Corinzi 4: 13.

 

TU CONFESSI LA PAROLA, LA PAROLA È POTERE DI DIO. SE SEI CHIAMATO, LA PAROLA È POTERE DI DIO, SE SEI PECORELLA, LA PAROLA È POTERE DI DIO se le tue intenzioni sono corrette.

 

E quindi, che gioia è sapere che siamo Prescelti, che siamo Predestinati, che siamo eletti, giustificati, santificati. Che enorme posizione ci hanno dato.

 

E quindi, per provare la nostra Vera Identità del fatto che noi siamo, ossia che noi prima di nascere esistevamo già possiamo vedere nella lettera agli Ebrei capitolo 2, verso 14, che dice:

 

“Così come i figli hanno partecipato di carne e sangue, anche Lui ha partecipato dello stesso…”

 

Osserva che DIO, SPIRITO, ha partecipato di carne, nella persona di Gesù di Nazaret.

 

-“No, è che Lui ebbe un figlio”-.

 

È CHE OGNI SPIRITO CHE PRENDE CORPO SI CONOSCE COME FIGLIO, FIGLIO DI DIO, DIO, ANGELI.

                                                                            

I teologi di oggi dicono che Papà Dio ebbe un figlio ed inviò il figlio qui e Lui è rimasto la sopra supervisandolo, monitorandolo dal cielo. Io ho sentito un predicatore dire: -“Presto, nostro Padre invierà suo figlio a frustarci! A castigarci qui, he!”-. Tutte queste cose si sentono quando non c’è conoscenza.

 

Quindi, il secondo verso per provare che davvero abbiamo avuto esistenza,  Prima carta ai Corinzi 13: 1 dice:

 

“Se io parlassi lingue angelicali o umane…”

 

Perchè? Perchè sei un essere umano, hai carne. E, perchè lingue angelicali? Perchè dentro sei un angelo e quindi, questo è prova del fatto che noi avevamo esistenza precedente alla carne.

                                                                      

E c’è ancora un altro verso, Seconda carta ai Corinzi capitolo 12, verso 2 dice:

 

“Conosco un uomo in Cristo, che fu trascinato al paradiso, se nel corpo o fuori dal corpo non so.” Ma ti rendi conto di come Paolo divide carne e spirito.

 

Uguale la Seconda lettera ai Corinzi 5: 10 dice:

 

“…tutti infatti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo, per rispondere di quello che abbiamo fatto mentre stavamo nel corpo o fuori dal corpo, sia buono o cattivo.”

 

Quindi, comprendiamo che noi non siamo esseri che arriviamo qui perchè mamma e papà hanno avuto una relazione matrimoniale e da lì tu sei apparso. No, no. Quello che voi avete avuto è un veicolo. Lo spirito viene già da parte di Dio.

                      

Per questo Isaia 46, versi 3 e 4 dice: 

 

“…voi portati da me fin dal seno materno, io vi porterò, io vi sopporterò….”

 

Perchè ciò che i nostri genitori possono creare è la carne, passioni, gelosie, questo è tutto quello che loro possono creare ma loro non possono creare spiriti. Lo spirito lo ha creato Dio, per questo tu sei figlio di Dio di diritto.

                                                                             

Allora, dice qui che nella lettera agli Ebrei 12: 23 che facciamo parte della “congregazione degli spiriti giusti resi perfetti” che siamo parte e membri di questa GRANDE CONGREGAZIONE DI SPIRITI. Questa è una affiliazione eterna.

                                                                

Adesso, osserva che quando noi vediamo una delle parabole del Signore che disse in Matteo 13: 9, “…il seminatore uscì a seminare. E parte della semente cadde in un buon terreno, ed essendo un buon terreno,  ha dato tre tipi di frutto, trenta, sessanta, e cento per uno.”

 

E, tu mi hai ascoltato bene parlare del fatto che Paolo dice nella Prima lettera ai Corinzi 3: 12 e 13 che cerchiamo con questa opera, “che la nostra opera si farà manifesta e che ad alcuni verrà dato  oro, argento, pietre preziose” parlando sempre di tre misure.

                                                                                                

Quindi io ho detto all’inizio che noi siamo come alberi piantati: quando tu conosci la tua vera identità è come se tu fossi una semente che viene piantata e non sa quello che va a crescere da lì e poi cresce e la semente si converte in un albero e questo albero cresce ed è frondoso e poi viene il frutto di questo albero. È per questo che Paolo dice: -“Se tu sei vero e la tua identità è vera e sei uno spirito prescelto da Dio, sei una pecorella, non sei un lupo e quindi eventualmente sei un albero FORTE ma la qualità dipende dal frutto”-.

 

C’è un verso che mi ha chiamato molto l’attenzione ed è nella lettera agli Ebrei capitolo 6, verso 7 dice:

                                                                                               

“Infatti quando una terra dalla pioggia abbondante produce erbe utili a quanti la coltivano, viene a godere della benedizione da parte di Dio, ma se produce pruni e spine, non ha alcun valore, è prossima alla maledizione: sarà infine arsa dal fuoco.”

 

In altre parole, noi abbiamo sperimentato un nuovo nascere, una vera rinascita, siamo diventati una nuova creazione in Cristo Gesù e quindi il fattore tempo è chi determina che classe di albero sei tu. E cerchi il bene e cerchi di essere eccellente e cerchi di non commettere gli stessi errori e tu vuoi migliorare e tu vuoi compiere questa missione di camminare in opere preparate da prima. E quindi le nostre vite si vanno manifestando perchè il compromesso di sapere che tu sei uno spirito giusto reso perfetto è grande e questo è lo spettacolo che il mondo sta guardando.

 

Siamo questo popolo speciale del quale ha parlato Gioele: “ci sarà un popolo speciale sulla terra.”  E noi siamo stati chiamati a questo spettacolo, noi siamo chiamati a camminare in queste opere preparate, a chiamare le cose che non sono come se fossero e portare il frutto per il quale noi siamo stati chiamati.

 

Tu sai che tu ti stai sviluppando in questo grande peso di gloria, è per questo che Paolo dice che abbiamo un eccellente peso di gloria. Ossia, la nostra esperienza dice che nonostante il nostro corpo stia invecchiando … andiamo a vedere questo verso, che questo verso è bellissimo: nella Seconda carta ai Corinzi capitolo 4, verso 17.

                                                                    

Dice che: “…ci procura una quantità smisurata ed eterna di  gloria;”

 

Che nonostante il nostro corpo stia invecchiando, il nostro spirito si sta riformando, va ringiovanendo. Perchè la ragione del fatto che la semente del vangelo germina in te è per vivere in te, è una creatura che si sta sviluppando, si sta sviluppando.

 

Osserva che a volte, anche con i benedetti, ci sono benedetti dai quali devi appartarti perchè non hanno la misura, non hanno il peso di gloria nel peso nel quale stai tu. Naturalmente, a volte uno per umiltà tratta tutto il mondo nello stesso modo e ti avvicini a persone ma è come se lo spirito ti stia dicendo: -“Guarda, conservati un pochino per me. Io ho fatto in te, io ho fatto in te lo sviluppo di un’opera tremenda, non è perchè tu stia parlando così con qualunque persona che sembra così”-. Ossia, tu devi avere intelligenza e liberarti di alcuni alberelli che stanno cominciando, che tu non sai che cos’è quello che c’é dentro, se ci sono spine o se ci sono frutti. Perchè dice che l’acqua cade e a volte produce erbe rigogliose ed utili, frutti rigogliosi ma dice anche che può essere che lì ci siano spine e pruni.    

 

Naturalmente l’Apostolo dice che siamo stati chiamati per cose più eccellenti. Ma, tu sai, che a volte TU DEVI IMPARARE A PROTEGGERTI, a volte tu devi imparare a tenere distanza mentre queste sementi che sono seminate a tuo lato si vanno manifestando e tu sai a che grado danno, perchè non pregiudichino la tua crescita.

                                                                          

E NON È CHE ADESSO TU SMETTI DI ESSERE UMILE perchè siamo umili, ma UMILTÀ NON SIGNIFICA CHE POSSANO FARE QUELLO CHE HANNO VOGLIA CON TE, o che possano APPARIRE COSÌ E TRATTARTI COME VOGLIONO. NOOO. TU SEI UNO SPIRITO GIUSTO RESO PERFETTO, TU SEI UNA CREAZIONE PODEROSA, devono rispettarti e dobbiamo rispettarci TUTTI gli uni agli altri. Siamo una congregazione molto speciale.

                                                                

Che ci maltrattino fuori, questa è un’altra cosa, perchè la persecuzione uno sempre la riceve da quelli di fuori. Ma da dentro, ANCHE da quelli di dentro BISOGNA PROTEGGERSI. Così ha detto Paolo, dice: “Pericolo con quelli di fuori, pericolo con quelli di dentro…”  perchè a volte uno non sa che tipo di misura c’è lì.

 

A volte ci sono persone che stanno tanto tempo nel Ministero e uno non sa quello che danno. Quando arriva la prova, quando viene il momento difficile, quando arriva il momento cattivo se ne vanno ed io mi immaginavo che questo benedetto, che questa benedetta sarebbe venuta fuori con tale sorpresa. Bene, per il suo peso di gloria, ricorda che il Signore pesa gli spiriti, ed a volte ci sono persone che restano superficiali tutto il tempo, in Porto Rico dicono: FOFO. Come chi dice: -“Non c’è niente sotto, non c’è peso”-.

                                                                                 

Bene, uno dei discepoli della circoncisione li ha chiamati: -“Nubi senz’acqua”-. E sembra che tutte le nubi debbano avere acqua. Ma una nube senza acqua perchè esistono? Se ci sono le nubi, quando il cielo è nuvoloso, succede che va a piovere.

 

Quindi, la nostra chiamata in questa ultima ora è preziosa, e lasciami dire: da qui tu non ti puoi togliere. Una volta che tu vieni sigillato, una volta che tu vieni marcato è meglio che lo zoppo non esca dal cammino perchè tu non hai, tu non hai uscita. DA QUÌ NON C’È USCITA.

                                   

Ah, questa è un’automobile senza retromarcia non puoi fare marcia indietro, questo è solo davanti. E questo del fatto che vado a togliermi la vita, ascolta, questo è un atto di cobardia, perchè questo è negare il Signore, negare la parola che è PODEROSA per sostenerti, per darti buon animo, per liberarti da questa necessità. Perchè la Prima lettera ai Corinzi 10:13 dice: “Non c’è tentazione che non sia umana.”

 

Questo non viene dal diavolo, nè dallo spirito, no. OGNI TENTAZIONE VIENE DALLA CARNE. Ogni situazione, ogni prova viene dalla carne. Alcune vengono senza chiamarle ed altre le abbiamo chiamate ma tu sei più che vincitore, a te Dio ti porta sempre in trionfo.

                                                                                                     

Ed io ricevo in questa ora che ti scuoti da questa situazione, che ti animi a proseguire, a proteggere questa testimonianza che Dio ti ha dato, questa divinità che Dio ti ha dato. Mantienilo in piedi ed ama, tratta bene la Congregazione degli spiriti giusti resi perfetti. Non abusare dell’amata, proteggi ogni fratello, proteggi ogni congregazione. Siamo chiamati all’eccellenza.

 

Il momento speciale che stiamo vivendo adesso vicino alla trasformazione, la cosa più grande che succederà in questo mondo: COSE CHE L’OCCHIO NON HA VISTO, NÈ ORECCHIO HA UDITO SONO QUELLE CHE DIO HA PREPARATE PER COLORO CHE LO AMANO. È qualcosa di meraviglioso.

                          

Tu sai cosa significa vivere in questa terra CON UN CORPO TRASFORMATO, che mangi se vuoi mangiare? Ti ricordi che Gesù, con il nuovo corpo, ha mangiato un pesce? Questa sarà una cosa  meravigliosa, quello che succederà su questa terra e non vai in nessun cielo lassù, lontano, per nasconderci niente. Come si dice in Porto Rico: -“Il Mambo è qui, la festa è qui”-. È in questa terra dove andiamo a governare, in questa terra dove tutti questi empi e tutta questa gente che si burla di noi e parla male di noi vedranno il pianto e lo stridòre di denti, quando questa gente vedrà questa Congregazione di dèi trasformata.

                              

TUTTE LE RELIGIONI FALLIRANNO.

 

Crescendo in Grazia continuerà ad andare avanti perchè possiede il Vangelo della Incirconcisione, perchè sta lavorando con materiali d’argento, oro, pietre preziose, perchè tu stai portando Frutto, più Frutto e molto più Frutto, perchè porta la Sua chiesa al 30, al 60 ed al 100 per uno della semente, perchè gli alberi stanno crescendo e si stanno facendo frondosi, questi alberi … e gli si sta vedendo il frutto e gli uccelli del campo vengono e si posano su questo albero. Questa è la Copertura, che quando l’albero è grande, gli uccelli del campo non vanno su un alberello dove non si possano proteggere.

                                                                               

La Copertura angelicale non ti serve se tu continui a vivere così, violando leggi spirituali e vivendo come tu vuoi, lì gli angeli, di più, lì gli angeli si allontanano per amor tuo. Adesso: quando tu cresci e questo albero si vede che è frondoso, sta dando frutto, viene la Copertura e si annida su questo albero e sostiene questa confessione che tu fai.

 

Benedetti, vi amo tanto. Non posso che aspettare il prossimo ricalco perchè c’è molto di cui parlare. Così che sarà al prossimo appuntamento e ricorda che la prossima volta ti voglio con un libretto, un quadernino, una matitina lì, perchè tu possa prendere nota, perchè questi versi tu li devi memorizzare. Di fatto, io li so quasi tutti a memoria, ma a volte un puntino o un altro mi scappa. Devi prendere nota perchè tu conservi i tuoi punti e faccia le tue annotazioni di come va questa esperienza della tua vera identità. La tua identità, questo è di valore, questo lo ha scelto Dio prima della fondazione del mondo.

 

Benedetti! E sarà fino alla prossima volta, arrivederci.

 

Il gruppo CIG e l’amata nel mondo del Signore si dilettano e danno lode e gloria a Dio all’essere prescelti per questo tempo.

REGALO DI NATALE DALLE NAZIONI

Al nostro amato Padre

esprimendo l’amore che sentiamo per Lui

da parte di tutte le nazioni

UNA FORMA DI CREDERE

Lo sapevi che c’è solo una  “forma di credere” e non è la cattolica, l’evangelica nè un’altra religione?

 

La religione (cattolica e protestante) ha inventato più di mille credenze dottrinali solo negli Stati Uniti, come forma di credere in Dio.

 

Ma, se c’è una sola verità, un solo vangelo ed una sola Bibbia perchè deve esistere tanta diversità di credenze dottrinali? Chiaramente nella lettera ai Romani 6: 17 dice: “…avete obbedito (…) a quella FORMA di dottrina che vi è stato trasmesso…” Quindi c’è una “forma di dottrina”; la domanda è: quando ci è stato trasmesso? Biblicamente dice che siamo stati chiamati “fin dall’eternità” (2ª lettera a Timoteo 1: 9). Non è per il “libero arbitrio”, non per opere, ma nel tempo segnalato dal Padre prima che arrivassimo al ventre delle nostre madri. C’è una sola forma di credere, c’è una sola combinazione.

                                                                

NON è vero quello che si dice che tutti i cammini portano a Dio, c’è una SOLA FORMA, una sola porta: Gesucristo uomo. Se andiamo nel cammino corretto abbiamo la garanzia che camminiamo in BUONE OPERE predisposte (lettera agli Efesini 2: 10). Questo produce pace, dato che la carne ci suggerisce di andare nelle nostre opere. Prima dobbiamo organizzare i pensieri, poi mettere guardie alla nostra bocca poi bisogna ritenere la forma della dottrina dato che c’è un procedere ed  “una maniera di insegnare” (1ª lettera ai  Corinzi 4: 17).    

 

Inoltre Paolo ha detto a Timoteo: “Fai attenzione a te stesso…” (1ª lettera a Timoteo 4: 16) perchè nella nostra carne c’è il fatto che se non osserviamo la FORMA di insegnamento danneggiamo tutto e non arriviamo alla statura dell’uomo perfetto. In questa “forma” sta la nostra divinità che confessa il patto e, in questa confessione, l’angelo giudica le nostre parole. Bisogna fare attenzione alla DOTTRINA, della forma di insegnamento, bisogna persistere in essa, facendo questo salviamo noi stessi e gli altri. 

                               

Gesucristo uomo ci esorta ad essere imitatori della “forma” d’insegnamento: che diciamo le stesse cose, che siamo d’esempio al mondo (lettera ai Filippesi 3: 17) che non ci dobbiamo conformare a questo secolo, che la società non ci insegni tradizioni o cattive abitudini (lettera ai Romani 12: 2). Che conserviamo l’unità Spirituale (lettera agli Efesini 4: 3) che non è parlare in lingue, nè pregare in ginocchio; è osservare “la forma” di dottrina.  

 

Dichiariamo che gli occhi sono illuminati per sapere che siamo quasi 400 centri educativi in tutto il mondo che si educano con questa parola: è un solo corpo, una sola testa e in una sola regola di interpretazione.

 

Amato Lettore: Solo Gesucristo uomo ci insegna “una sola forma” di credere, chiamando così alla trasformazione.

 

Benedetto!

PREVARICATORI DELLA VERITÀ

Lo sapevi che Pietro, Giovanni, Giacomo e gli altri apostoli furono PREVARICATORI della verità?

 

Secondo il dizionario un “prevaricatore” è una persona che sa che sta mentendo e, quanto è confrontato con la sua mente, lotta per non smentirsi.

                                                                                      

Inoltre è una persona che nei suoi momenti di silenzio sa che è in torto ma la sua mancanza di umiltà non gli permette di accettarlo.

                                                        

In Crescendo in Grazia ci confrontano costantemente e noi rimaniamo fermamente sulle nostre posizioni perchè amiamo la verità. La gente domanda: -“Come può essere che José Luis De Jesús sia Gesucristo uomo?”-. Oggi conosciamo -oltre ad altre citazioni- ciò di cui parlava la lettera ai Romani 2: 16 (che Dio avrebbe giudicato attraverso Gesucristo). Inoltre, Lui è l’unico che in duemila anni predica in accordo al vangelo di Paolo, senza relazione con il peccato.

                                                               

Gli apostoli (e papi cattolici) sono stati prevaricatori, dato che hanno nascosto il vero significato della morte di Gesù. Una messa o una croce sono segnali di maledizione (lettera ai Galati 3: 13); una ostia, un confessionale, il padre nostro, che sembrano stare a favore di Gesucristo  ma che in realtà rappresentano un inganno, negano Cristo.

 

Oggigiorno, un “papa”, un “pastore”, un “reverendo”, o un “sacerdote”, sono PREVARICATORI dato che sanno che stanno mentendo e persistono nel farlo. Come è cominciata la prevaricazione? In Matteo 10: 5-6 Gesù ha ordinato che gli apostoli non andassero dai GENTILI a predicare la legge ed hanno disobbedito. C’era qualcosa di meglio per i gentili, un miglior patto scritto nella MENTE, senza peccato (lettera agli Ebrei 10: 16- 18). Geremia lo conferma (Geremia 31: 31- 35). ROMA ha ingannato l’umanità portando povertà, è la colpevole per aver predicato il mistero dell’iniquità.

                                                                                                      

La prevaricazione è cominciata quando hanno ucciso Paolo (Atti degli Apostoli capitoli 21 e 23) ed hanno predicato un altro vangelo: la legge (lettera ai Galati 1: 8). La RELIGIONE è maledetta, dato che ha rubato al popolo ed a Dio procurandosi guadagni disonesti. Paolo ha parlato della verità a Pietro per 15 giorni (lettera ai Galati 1:18) poi, passati 14 anni, tornò a parlargli (lettera ai Galati 2: 1). Paolo mise in chiaro le cose sul vangelo (lettera ai Galati 2: 7), ma Pietro ha continuato a predicare la legge, era da condannare (lettera ai Galati 2: 11), Paolo lo ha confrontato perchè non mescolasse i vangeli (lettera ai Galati 2: 14).

                            

Infine, la prevaricazione è cominciata con il predicare un altro Gesù (2ª lettera ai Corinzi 11: 4). C’è un solo vangelo per i gentili, dopo la croce, che presenta Cristo già crocifisso (lettera ai Galati 3: 1). I prevaricatori sono operai fraudolenti che si travestono come apostoli di Cristo (2ª lettera ai Corinzi 11: 13- 15).

 

Riceviamo che da oggi tu sei stato illuminato per sapere che si alimenta il fuoco nel quale brucerà il VATICANO, grazie alla predicazione di questo vangelo.

 

Apprezzato fratello: Solo Gesucristo uomo identifica gli uomini cattivi e perversi, i prevaricatori della verità.

 

Benedetto!

NON VI HO MAI CONOSCIUTI

 

Lo sapevi che se tu profetizzi, scacci demoni e fai miracoli, sei un operatore di INIQUITÀ?  

 

Ogni 22 d’ aprile celebriamo il vero NATALE, commemorando così la seconda venuta del Signore.

                                                                 

Adesso siamo dell’ALTRO, di colui che è resuscitato (lettera ai Romani 7. 4), non di Gesù di Nazaret. Se celebriamo la nascita di Gesù di Nazaret stiamo giudaizzando la chiesa. Per questo, adesso, Gesucristo uomo edifica la sua chiesa come ladro nella notte, portando la chiesa alla trasformazione.

 

In questa seconda venuta del Signore, c’è una evidenza che dice che in quel giorno, “molti diranno al Signore”: “…non abbiamo profetizzato nel tuo nome e nel tuo nome abbiamo scacciato demoni? (…)…” “Io però dichiarerò loro: Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, operatori di iniquità”  (Matteo 7: 21- 23). Ci sono false conversioni e falsi fratelli (lettera ai Galati 2: 4)  che imitano gli apostoli giudei che conoscevano Gesù nella carne, non il Resuscitato. Loro volevano continuare a fare miracoli ed a scacciare demoni.  

                                                                                   

Nel regno (qui sulla terra) entreranno solo coloro che fanno la  “volontà” di Dio. Quale volontà? Il mistero della sua VOLONTÀ (lettera agli Efesini 1: 9). Un mistero è qualcosa sconosciuto per l’essere umano. Per essere la sua volontà deve essere rivelata e comincia sapendo che siamo stati conosciuti da prima della fondazione del mondo. Ed i “falsi fratelli” non capiscono questa volontà, non regnano, non conoscono il mistero, sono falsi profeti…  

C’è in una seconda evidenza che dice: “…e nel tuo nome scacceremo demoni” (Matteo 7: 22). Questo lo ha fatto solo Gesù di Nazaret ma, al morire sulla croce, ha distrutto il diavolo per sempre. Dio si è incarnato per distruggere il diavolo (lettera agli Ebrei 2: 14) e la chiesa continua a usare la dottrina diabolica del celibato (1ª lettera a Timoteo 4: 1-3) dato che non è bene che l’uomo stia solo (Genesi 2: 18).   

                                                        

Una terza evidenza è: “…in tuo nome abbiamo fatto miracoli” (Matteo 7: 22). Non siamo nella tappa dei miracoli, Cristo è già morto e si è portato via tutte le nostre malattie, Lui ha già risanato, adesso siamo sani per fede. Tutti siamo sani, adesso non si prega per nessuno, questa è una bestemmia, significa invalidare quello che Cristo ha fatto sulla croce. Il profeta Isaia ha detto: “Ci sarà un popolo che non dirà mai: SONO malato”. 

 

I falsi fratelli predicano un vangelo scaduto in Matteo, Marco, Luca, Giovanni ed Atti degli Apostoli (che sono libri storici, non vangeli). Si vedono malati, vivono con croci (che è un segno di maledizione). Sono ingannatori.

                                                                                         

Ma un giorno Dio avrebbe giudicato in accordo al vangelo di Paolo (lettera ai Romani 2:16), il vangelo dell’ incirconcisione (lettera ai Galati 2: 7).

 

Amato lettore riceviamo che i tuoi occhi sono illuminati per sapere che il vangelo di Pietro è scaduto con la croce e quello di Paolo è vigente dopo la croce.

 

Apprezzato Lettore: Solo Gesucristo uomo insegna che coloro che non fanno la sua volontà sono operatori di iniquità.

 

Benedetto!

LA VITA E L’IMMORTALITÀ

Lo sapevi che, se tu sei un credente e muori fisicamente, continui a vivere?

                                                                                                 

Gesucristo uomo ci chiarisce che gli apostoli non sapevano che il Signore è Dio di vivi e morti ed è stato il vangelo di Paolo a portare alla luce il tema dell’immortalità.

 

Nella 2ª lettera a Timoteo 1: 10 Paolo ha scritto che Gesucristo ha tolto la MORTE ed ha tratto a luce la VITA e l’IMMORTALITÀ e fu per mezzo “del” vangelo. Non qualunque vangelo, ma quello della  GRAZIA, per i gentili; dato che il vangelo degli apostoli (la legge) è scaduto con la morte di Cristo sulla croce. Oggi, i mal chiamati  “cristiani” credono ancora nella legge. Per questo chiariamo che la prima chiesa cristiana è comparsa con José Luís De Jesús nel 1973. Incredibile ma vero!

 

Quindi, quando il Signore ha distrutto il diavolo, ha liberato chi aveva timore della morte (lettera agli Ebrei 2: 15). Adesso non abbiamo paura perchè è apparsa l’ IMMORTALITÀ (nel corpo o fuori dal corpo). Non è necessario essere vivo per essere immortale. Prima solo UNO aveva questa immortalità, il Signore, ma Lui ha dovuto tornare a vestirsi di carne perchè noialtri l’avessimo (1ª lettera a Timoteo 6: 16).

 

Gesù, nonostante abbia vinto la morte, se n’è andato alla luce inaccessibile ed è venuto come il “Figlio dell’Uomo” (Giovanni 12: 32 – 34), che è lo stesso che “è morto, è resuscitato ed è tornato a vivere” (lettera ai Romani 14: 9), quando è resuscitato, è vissuto con immortalità ma nella luce inaccessibile. Lui è morto per togliere la morte ed adesso, sia che moriamo o viviamo siamo del Signore. Dio non è un Dio dei morti ma dei vivi perchè, anche se tu muori, vivi. Lui disse: “colui che crede in me nonostante sia morto vivrá”…perchè è immortale.

                                                                        

Gesucristo uomo è tornato a vivere con tre propositi:

                                                                                    

1.- Sarebbe venuto come “ladro nella notte”. Nessuno avrebbe pensato che avrebbe viaggiato a paesi latini danneggiati da  Roma e che non avrebbe incontrato la fede sulla terra, ha trovato una chiesa in apostasia.

 

2.- Sarebbe venuto a “consolare”. Gesù disse: “Non vi lascerò orfani, invierò lo Spirito di verità, il Consolatore”, che è lo stesso Gesucristo uomo.

 

3.- Sarebbe venuto come trasformatore. Dice: “…il quale trasformerà il corpo dell’umiliazione…” (lettera ai Filippesi 3: 21). Perchè era necessario che questo corpo mortale si vestisse di immortalità (1ª lettera ai Corinzi 15: 53).

 

Perchè i religiosi dicono che noi ci stiamo sbagliando, che siamo falsi e che loro hanno la verità? Lo dicono perchè aspettano il Signore in Gesù di Nazaret, nonostante quello che Lui ha detto: “Non mi vedrete più…” Non sanno che il Signore è arrivato come “ladro nella notte”.

 

Dichiariamo che gli occhi della tua intelligenza sono illuminati per sapere che solo Gesucristo uomo, Dottor José Luis De Jesús Miranda parla della vita e dell’immortalità, perchè Lui è Dio.

 

Amato Lettore: Presto arriverà la trasformazione, per questo lasciamo l’immaturità ed andiamo alla maturità per mezzo del vangelo della grazia.

 

Benedetto!



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