Savona: Riconosciuta piena responsabilità del Vescovo Lanfranconi nel favoreggiamento di crimini sessuali su minori

UNA SENTENZA SENZA PRECEDENTI!!

PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIA VIENE RICONOSCIUTA LA RESPONSABILITÀ DI FAVOREGGIAMENTO NEL REATO DI CRIMINI SESSUALI DI UN VESCOVO DELLA CHIESA CATTOLICA, UN DIPENDENTE DALLO STATO ESTERO DEL VATICANO.

LA FONDAZIONE PROTEJE A TUS HIJOS, SOLIDALE A FRANCESCO ZANARDI E ALL’ASSOCIAZIONE L’ABUSO,  SI ASPETTA LE DIMISSIONI DEL PRESULE E IL RISARCIMENTO ALLE VITTIME.

Comunicato stampa.

Addì 08/05/12 ore 13,40

Una sentenza storica quella nei confronti Dante Lafranconi, per la prima volta in Italia la magistratura savonese argomenta con ben 6 pagine di ordinanza (allego Copia) i crimini dei preti pedofili savonesi e dei vescovi che li hanno coperti, come Dante Lafranconi che non solo ha permesso ma anche alimentato le perversioni sessuali di almeno due sacerdoti pedofili, non curandosi minimamente dei minori che frequentano il clero, ma curandosi solamente del fatto che i criminali potessero continuare a fare i preti e che nessuno ne parlasse con l’unico scopo di non infangare la chiesa, una multinazionale in nome di Dio.

Anche in Italia arriva, grazie a questa ordinanza storica, la prima nel nostro paese, forse la soluzione per evitare che la chiesa cattolica continui a proteggere, nascondere e difendere dei deviati mentali.

È triste dirlo ma con la chiesa occorre “il bastone e la carota” per mettere fine ai crimini sessuali commessi dal clero. La chiesa a partire dal Papa, dal presidente della CEI e così via,  ha dimostrato il più totale disinteresse anche solo nel limitare i casi di pedofilia e malgrado questa sentenza, il vescovo di Savona continua a lasciare altri preti pedofili a contatto con i minori.

Il motivo? Sono reati prescritti e quindi la magistratura non può procedere.

Ma la pedofilia è una devianza della personalità, non va in prescrizione e non si cura, anzi peggiora con l’avanzare dell’età quindi, con maggior attenzione, questi pervertiti in abito talare continueranno nella loro opera.

Mettere mano al portafogli della chiesa pare l’unico strumento che possa far sì che la chiesa intervenga.  I corsi antipedofilia della Diocesi di Savona confermano in pieno questo disegno, in realtà la chiesa con quei corsi tutela solo se stessa, non attua alcun provvedimento preventivo o di soccorso nei confronti delle decine di vittime che ha seminato in questi ultimi 32 anni, nessuna assunzione di responsabilità, malgrado ciò che è emerso.

Vi lascio alla lettura del decreto di archiviazione del giudice, è palesemente chiara la grave responsabilità del Lafranconi, ma non procedibile causa prescrizione, a mio avviso doverose le dimissioni del presule.

Da notare anche che la prescrizione non avrebbe avuto effetto se Lafranconi avesse voluto uscire con chiarezza da questo vergognoso scandalo ai danni di minori, avrebbe potuto chiedere al GIP di proseguire fino alla sentenza ma i troppi scheletri nell’armadio non glielo hanno permesso.

L’attuale Vescovo di Savona Vittorio Lupi ha sempre sostenuto l’estraneità ai fatti della Diocesi di cui è a capo, malgrado la documentazione ritrovata dagli investigatori nella sua cassaforte. La magistratura, invece conferma tutte le responsabilità.

Come portavoce delle vittime savonesi chiedo che la Diocesi di Savona intervenga al più presto e a proprie spese nel soccorrere le vittime, molte già ben note al presule. Credo che questa assunzione di responsabilità sia il minimo che la chiesa si debba assumere anche in virtù delle responsabilità educative che ha nei confronti dei milioni di minori che frequentano il clero e le sue attività, anziché infangare le vittime, i testimoni e spesso anche la magistratura.

L’associazione annuncia per i prossimi giorni ulteriori iniziative utili a sensibilizzare la comunità savonese e cremonese sulla gravità di ciò che è accaduto e sulle indiscutibili responsabilità della Diocesi.

Doveroso ringraziare per l’integrità morale e per il senso di giustizia la Dott. Fiorenza Giorgi, la Dott. Alessandra Coccoli e il Dott. Giovanni Battista Ferro insieme agli investigatori che hanno lavorato a 360 gradi su questo caso. Un ringraziamento particolare anche al Dott. Carla Corsetti la quale si è presa in carico, con molta responsabilità e a titolo gratuito l’intera vicenda.

Francesco Zanardi

Portavoce Rete L’ABUSO

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Atti della magistratura:

documento 1 : documento n. 1

documento 2 : 

documento 3: 

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documento 5: 

documento 6: 

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