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Il prete che stuprò una 14enne lascia lettera-testamento: “Perdonatemi”

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Il prete che stuprò una 14enne lascia lettera-testamento: “Perdonatemi”

170114 - muore il prete che aveva stuprato una 14enne

Don Pietro Tosi è morto mercoledì all’età di 87 anni: “Ho sofferto e ho pianto, ho un macigno sul cuore” recita il testo della missiva inviata al vescovo di Ferrara

19:58 - Era finito al centro di uno scandalo per la violenza sessuale, nel 1980, su una quattordicenne che era rimasta incinta. Il prete autore dello stupro, don Pietro Tosi, morto mercoledì, a 87 anni, nella casa di riposo di Cesta (Ferrara), aveva poi espresso il suo rimorso in una lettera al vescovo, Luigi Negri. “Ho sofferto e pianto – dice nella missiva, resa nota solo ora -, ho un macigno sul cuore. Chiedo perdono e ringrazio chi vorrà concedermelo”.

“Ho sofferto e pianto, ho un macigno sul cuore troppo pesante. E solo il senso di essere sacerdote mi consente di sopportarlo. Chiedo perdono per i danni che ho causato e ringrazio chi vorrà concedermelo. Anche se so che sarà difficile” riporta il testo della lettera.

Nonostante la violenza risalga al 1980, lo scandalo è esploso solo recentemente dopo che il bambino nato da quello sturpo, Erik Zattoni, ha rivelato la sua storia alla trasmissione “Le Iene”. Il ragazzo non era presente al funerale, a cui hanno preso parte invece i parenti di don Tosi e molti fedeli della parrocchia di Cornacervina.

http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/emilia-romagna/2014/notizia/morto-il-prete-che-stupro-una-14enneil-caso-venne-denunciato-dal-figlio_2021131.shtml

15 gennaio 2014

Morto il prete che stuprò una 14enne
Il caso venne denunciato dal figlio

Il sacerdote, che ha sempre rifiutato di incontrare il figlio nonostante la prova del Dna ne abbia stabilito la paternità, è morto nel sonno. Il vescovo di Ferrara: “Il giudizio spetta a Dio”

20:20 - E’ morto nella casa di riposo che lo ospitava da anni don Pietro Tosi, sacerdote ferrarese 86enne al centro del caso fatto scoppiare mesi fa da Erik Zattoni, il figlio (mai riconosciuto legalmente) che l’anziano prete ebbe nel 1980 dopo aver abusato della mamma, allora una ragazzina di 14 anni. I funerali del sacerdote si svolgeranno venerdì a Cesta, nel Copparese, nella chiesa della casa di riposo.

Erik Zattoni (che aveva denunciato pubblicamente il caso a ottobre durante una puntata della trasmissione “Le Iene”) aveva condotto una battaglia in tribunale per ottenere il riconoscimento, e alla fine la prova del Dna ha confermato la paternità del sacerdote. Il quale però si è rifiutato fino alla fine di riconoscere il figlio e di avere qualunque contatto con lui, spiegando che “non devo chiedere scusa a nessuno, ho già chiesto perdono a Dio. Mi sono confessato con un frate carmelitano e mi ha dato l’assoluzione. Sono in pace con la mia coscienza”.

“Il giudizio dell’Arcivescovo di Ferrara, Luigi Negri, sulla vicenda umana e sacerdotale di don Pietro – fa sapere una nota della Curia – è stato ampiamente diffuso nei mesi scorsi. Ora don Tosi, da cui sono venute enormi sofferenze ma anche opere di bene, è davanti al Signore a cui spetta un giudizio imperscrutabile che eccede ogni umana misura”.

 

In California la più grave siccità dell’ultimo secolo

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http://www.repubblica.it/esteri/2014/01/17/news/in_california_la_pi_grave_siccit_dell_ultimo_secolo-76234774/

 

In California la più grave siccità dell’ultimo secolo

170114 - california, la piú grave siccitá dell'ultimo secoloHa piovuto in molte aree meno della metà della media. Il governatore dichiara lo stato d’emergenza: “Pericolo per la popolazione e le case”. Grandi roghi nel sud dello Stato

17 gennaio 2014

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Siccità e incendi devastano il sud della California

Incendi in California: tre arresti

 

SACRAMENTO - In California, il governatore Jerry Brown ha dichiarato lo stato di emergenza per la più grave siccità dell’ultimo secolo: non pioveva così poco da 119 anni, ovvero da quando se ne tiene traccia. I numero sono spaventosi, in uno Stato in cui già piove poco. A Los Angeles la media è 37 centimetri di pioggia l’anno, e nel 2013 ne sono caduti poco più di 10. A Sacramento 14 centimetri contro i 45 di media. Nella contea di Del Norte, la più settentrionale, sono caduti 110 centimetri contro i 254 di media.

Il governatore ha detto che “le condizioni meteorologiche stanno mettendo gli abitanti e le loro abitazioni in estremo pericolo”. Infatti nel sud dello Stato i vigili del fuoco stanno combattendo contro gli incendi che hanno costretto migliaia di persone ad allontanarsi dalle proprie case. Inoltre alcune città sono a corto d’acqua e i lavoratori delle aree agricole colpite dalla siccità non trovano impiego, trasformando la crisi da ambientale a economica.

Il governatore ha invitato la popolazione a ridurre il consumo d’acqua: “Penso che la siccità non faccia altro che sottolineare come viviamo in un’epoca di limiti, ovvero che la natura ha dei confini”.

In almeno un caso i roghi sono stati appiccati volontariamente. La polizia ha individuato i responsabili, arrestando tre giovani.

 

Abusi, l’Onu interroga il Vaticano: “Più impegno con i preti pedofili”

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Abusi, l’Onu interroga il Vaticano: “Più impegno con i preti pedofili”

Sarà processato un prelato polacco. Il Papa: “Vergogna per la Chiesa”. I rappresentanti della Santa Sede a Ginevra per fornire spiegazioni sul caso esploso nel 2011

di MARCO ANSALDO

ABUSI, LA ONU INTERROGA IL VATICANO

CITTÀ DEL VATICANO – Impegno a eliminare lo scandalo della pedofilia nella Chiesa. E annuncio di un processo in Vaticano per un diplomatico polacco accusato di abusi sessuali sui minori. Con questa doppia promessa formale la Santa Sede ieri ha risposto comparendo per la prima volta davanti a un organismo internazionale, l’Onu a Ginevra, per fornire spiegazioni sull’imbarazzante caso internazionale scoppiato nel 2011.

Accusato per anni di aver coperto lo scandalo per difendere la propria reputazione, e scosso dall’entità del fenomeno, il Vaticano ha poi ordinato a tutti i vescovi di denunciare alla giustizia ordinaria del proprio Paese i membri del clero accusati di pedofilia.

E Papa Benedetto XVI prima, e Papa Francesco dopo, hanno promesso una nuova linea. A comparire per rispondere alle domande di un comitato delle Nazioni Unite sull’applicazione della Convenzione per i diritti del fanciullo era una delegazione di 6 persone guidata dall’osservatore permanente della Santa Sede a Ginevra, monsignor Silvano Tomasi, di cui faceva parte anche l’ex procuratore per i reati sessuali, monsignor Charles Scicluna, autore fino a pochi anni fa di denunce non sempre gradite in ambito ecclesiale, oggi vescovo a Malta.

Nell’interrogatorio Scicluna ha riconosciuto che la Santa Sede è stata lenta ad affrontare la crisi, ma ha aggiunto che è adesso impegnata a farlo e incoraggiato i procuratori a intraprendere azioni contro chiunque ostacoli la giustizia. Duro l’intervento dell’investigatrice del comitato per i diritti umani, Sara Oviedo, la quale ha incalzato la delegazione vaticana chiedendo le ragioni per cui spesso i sacerdoti accusati di abusi siano stati trasferiti invece che consegnati alle forze dell’ordine. Un membro del comitato è anche la psicologa e psicoterapeuta italiana Maria Rita Parsi.

Monsignor Tomasi ha quindi parlato del caso riguardante l’ex nunzio apostolico nella Repubblica domenicana, il polacco Josef Wesolowski, accusato di abusi sessuali su minori. Verrà giudicato – ha detto – con “la severità che merita”. Tomasi si è poi diffuso sull’impegno della Chiesa per affrontare questo “crimine orrendo e abnorme” degli abusi, tanto a livello centrale quanto a livello di base. “Il risultato dell’azione combinata adottata – ha detto l’osservatore permanente vaticano – dalle Chiese locali e dalla Santa Sede presenta una cornice che, se correttamente applicata, contribuirà a eliminare gli abusi da parte del clero”.
In un intervento alla Radio Vaticana, il portavoce papale, padre Federico Lombardi, ha detto che sul caso la Santa Sede ha dato risposte “ampie e efficaci”. E lo stesso Papa, nella sua omelia mattutina a Santa Marta, ha parlato di “corruzione dei sacerdoti” che invece di dare “da mangiare il pane della vita” danno un “pasto avvelenato”. “Tanti scandali – ha detto – che io non voglio menzionare singolarmente, ma tutti ne sappiamo… Sappiamo dove sono! La vergogna della Chiesa!”.

Sono state alcune organizzazioni e vittime statunitensi, europee e messicane, a far arrivare il dossier degli abusi sul tavolo del comitato Onu. L’organismo non ha poteri giuridici per punire i colpevoli. Ma un’eventuale sanzione sarebbe un brutto colpo per la Chiesa che sta cercando di darsi una nuova immagine.


Sesso con bambini e animali. Arrestato prete anglicano

 

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https://www.bambinidisatana.com/2014/01/sesso-con-bambini-e-animali-arrestato-sacerdote/

 

Sesso con bambini e animali.

Arrestato prete anglicano

 

Scritto da Marco Dimitri il 6 gennaio , 2014
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sesso con bambini e animali

Un vicario è finito in carcere dopo essersi dichiarato colpevole di avere realizzato oltre 8.000 immagini e filmati pedopornografici, foto e filmati con bambini includevano anche l’uso di animali. Il reverendo Ian Hughes, che era sacerdote incaricato delle parrocchie Wirral Poulton e Seacombe , ha ammesso tutto davanti alla Corte del Tribunale di Liverpool.

Hughes , 46 anni, è comparso sul banco degli imputati indossando un abito scuro con cravatta, si è dichiarato colpevole di tutti i capi in accusa. Il sacerdote ha anche ammesso il possesso di un’immagine estrema giudicata ‘ gravemente offensiva e disgustosa ‘ che coinvolge addirittura un animale. Don Hughes è stato accusato a seguito di una perquisizione nella sua abitazione di Wallasey. Il materiale pedopornografico realizzato dal sacerdote supera gli 8.000 file ed è stato recuperato dalla polizia. Il giudice David Aubrey, presidente della giuria che sta valutando gli estremi di reato per emettere una sentenza appropriata ha dichiarato che tutte le opzioni di condanna verranno severamente valutate.

Negli ultimi anni il reverendo Hughes ha vinto una borsa di studio Heritage Lottery £ 270.000 per ricostruire la guglia a San Paolo e ha supervisionato la Congregazione di San Luca di in Poulton al Parco Primary dopo la costruzione della chiesa. Dopo il suo arresto con l’accusa di possesso di immagini pornografiche con bambini ed animali è stato sospeso dalla scuola elementare dove prestava servizio, lo rende noto il portavoce della diocesi di Chester.

Articolo di Marco Dimitri

Evasione fiscale, il Vaticano non rivela i nomi. E il governo mette la dogana

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/12/07/evasione-fiscale-il-vaticano-non-rivela-i-nomi-dei-riciclatori-alla-dogana-italiana/804445/

Evasione fiscale, il Vaticano non rivela i nomi.

E il governo mette la dogana.

Da mesi l’Autorità di informazione finanziaria della Santa Sede rifiuta di collaborare, anche sul fronte del riciclaggio. In due anni sono state 3669 le dichiarazioni non presentate. In riposta a un’interrogazione del M5S, seguita a un’inchiesta del Fatto, il ministero dell’Economia annuncia che l’Agenzia delle dogane “ravvisa l’opportunità” di sorvegliare “i punti di entrata e di uscita” con lo Stato pontificio

di Marco Lillo | 7 dicembre 2013

dogane in vaticano il fatto quotidiano

Più informazioni su: Evasione FiscaleFabrizio SaccomanniPapa FrancescoVaticano.


Lo Stato Città del Vaticano nasconde all’Italia migliaia di potenziali evasori fiscali o, nella peggiore delle ipotesi, riciclatori di capitali sporchi. Probabilmente all’insaputa di papa Francesco, l’Autorità di informazione finanziaria, Aif, diretta dallo svizzero René Brulhart si rifiuta da mesi di collaborare con l’Agenzia delle dogane e non fornisce all’Italia i nomi delle migliaia di persone che hanno prelevato importi considerevoli in contanti allo Ior e che poi li hanno introdotti nel territorio italiano senza dichiararlo alla Dogana, violando la nostra legge antiririclaggio. Tanto che l’Agenzia sta pensando di rinforzare i controlli alla frontiera.

Il Fatto Quotidiano ha denunciato, senza avere i numeri esatti, questa violazione sotto gli occhi di tutti, da anni, in un articolo del 26 ottobre. Nel silenzio generale, un deputato 27enne del Movimento 5 stelle, Silvia Chimenti, ha presentato un’interrogazione firmata da una dozzina di colleghi del M5S per chiedere al ministero dell’Economia conto di questo scandalo internazionale alla luce del sole. Intanto anche il Fatto Quotidiano ha chiesto all’Agenzia delle Dogane i dati delle dichiarazioni transfrontaliere presentate da chi trasporta contante in entrata sul nostro territorio e in uscita dal Vaticano.

L’agenzia ha risposto al Fatto con un’ammissione sconcertante: in due anni ci sono ben 3669 dichiarazioni non presentate per altrettanti flussi che violano la legge dal Vaticano verso l’Italia. “Il 22 maggio 2013 l’Autorità d’informazione finanziaria della Città del Vaticano ha pubblicato il primo rapporto annuale 2012 sulle attività per la prevenzione e il contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo nel quale è stato reso noto, tra l’altro, il numero delle dichiarazioni valutarie (e non i relativi importi) ricevute, in ingresso e in uscita dal territorio della Città del Vaticano, negli anni 2011 e 2012”. Ecco i dati dell’Aif: nel 2011 ci sono state 658 dichiarazioni in entrata (da Italia a Vaticano) e 1894 in uscita (da Vaticano a Italia) mentre nel 2012 ci sono state 598 dichiarazioni in entrata e 1782 in uscita verso l’Italia.

A questi numeri dovrebbero corrispondere esattamente altrettante simmetriche dichiarazioni alla Dogana italiana. Poiché ogni volta che qualcuno esce dal Vaticano con un importo di contanti superiore a 10 mila euro deve dichiararlo due volte: prima all’Aif dello Stato vaticano poi alla Dogana italiana.E viceversa per i flussi inversi .

saccomanni

Come il Fatto aveva scritto, invece, le cose non vanno così: “Presso il competente Ufficio Dogana di Roma I di questa Agenzia – ci ha scritto il direttore dell’Agenzia delle dogane, Giuseppe Peleggi – sono state presentate 3 (avete letto bene: 3 contro 1894, ndr) dichiarazioni in ingresso in Italia nel 2011 e 4 (4 contro 1782, ndr) nel 2012. Mentre le dichiarazioni in uscita sono state 21 (contro 658, ndr) nel 2011 e 13 (contro 598, ndr) nel 2012”.

Il direttore Peleggi, rendendosi conto che i due dati dovrebbero essere identici e che l’Agenzia è titolare dei poteri in materia, aggiunge “in relazione alle marcate differenze rilevate dalla lettura dei dati pubblicati a fine maggio 2013, l’Agenzia in data 19 giugno 2013 ha interessato l’Aif per richiedere un incontro, con l’auspicato intervento delle altre amministrazioni nazionali competenti in materia valutaria (Mef, Uif – Banca d’Italia), volto a chiarire gli aspetti legati agli obblighi dichiarativi ed alla connessa azione di monitoraggio e controllo. In risposta, l’Aif ha manifestato interesse riservandosi di far conoscere la propria posizione all’esito dell’esame interno della richiesta”. Poi silenzio.

Ieri il ministero dell’Economia ha risposto, con una nota letta in aula dal sottosegretario del PdSesa Amici, all’interrogazione di Silvia Chimenti. E si è scoperto che “l’Agenzia delle Dogane rileva che nessuna ulteriore comunicazione è a oggi pervenuta da parte dell’Autorità vaticana”. In praticail Vaticano, nonostante l’avvento di papa Francesco, da ben sei mesi non risponde alla richiesta dell’Agenzia delle dogane italiana. I correntisti che hanno prelevato allo Ior valigie di contanti sono stati costretti a riempire il modulo della dichiarazione in uscita perché altrimenti non avrebbero avuto i soldi dalla banca vaticana. Poi in Italia hanno preferito rischiare violando gli obblighi piuttosto che dichiarare il contante. E’ evidente che per il Nucleo Valutario della Guardia di Finanza sarebbe fondamentale avere quell’elenco di 3.660 mancate dichiarazioni in due anni, più quelle che mancheranno nel 2013 ma l’Aif tace. Probabilmente Bergoglio non ha ancora messo mano a quel fortino dei fedelissimi dell’ex segretario di Stato, Tarcisio Bertone. L’Aif è tuttora guidata da un direttore vicino a monsignor Ettore Balestrero (spedito all’estero da Bergoglio) come René Brülhart che percepisce 30mila euro al mese più 5 mila di spese forfetarie, più le note spese, e risiede a Roma solitamente tre giorni alla settimana, mentre il lavoro viene svolto dal suo braccio destro Tommaso Di Ruzza, genero di Antonio Fazio, ex governatore di Bankitalia.

Brülhart, l’uomo che si rifiuta di rispondere alle Dogane italiane, nonostante lo stipendio poco coerente con il nuovo corso francescano e nonostante un potenziale conflitto di interessi (è amministratore di due società estere che non si sa bene cosa facciano) sarà l’uomo decisivo della delegazione del Vaticano alla sessione di Moneyval, l’organismo antiriciclaggio che da lunedì a Strasburgo farà l’esame alla Santa Sede. La scelta di Brülhart di non consegnare i 3669 nomi dei cittadini italiani o stranieri che hanno evaso il loro obbligo di dichiarazione alla Dogana italiana nel 2011-2012, non sarà certo un bel biglietto da visita. In base al decreto 195 del 2008, tutti i soggetti che trasportano verso l’Italia più di 10 mila euro devono comunicarlo ai funzionari delle dogane. Le sanzioni arrivano fino al 50 per cento dell’importo trasferito senza dichiarazione transfrontaliera.

L’Agenzia auspica che il memorandum firmato il 26 luglio tra l’Aif vaticana e l’Unità di informazione finanziaria (Uif) della Banca d’Italia possa migliorare la situazione. Oggi nessuno rispetta la legge. Tanto che ieri nella risposta all’interrogazione il ministero ha parlato dei controlli più stringenti che stanno per essere adottati alla frontiera tra Italia e Vaticano. L’Agenzia delle dogane “facendo seguito a un’informativa del Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza – spiega il ministero – ravvisa l’opportunità di un’attivazione di misure di attenzione nei confronti di tali movimentazioni da attuare sul territorio adiacente i punti di entrata e di uscita con lo Stato del Vaticano, attesa l’assenza di barriere fisiche e di uffici di confine tra i due Stati”.

SCUDO VATICANO

Silvia Chimenti del M5S ieri in Parlamento ha lanciato un appello al papa: “Il ministero dell’Economia conferma in pieno i nostri sospetti: c’è un disallineamento totale tra il numero di dichiarazioni in entrata e in uscita tra Vaticano e Italia. A questo punto rivolgiamo un appello a papa Francesco che ha già dimostrato la sua volontà di voltare pagina e di improntare il suo pontificato alla massima trasparenza. Chiediamo al pontefice che si adoperi affinché l’Aif fornisca alla nostra Agenzia delle dogane i 1700 nominativi di potenziali evasori che nel 2012 hanno fatto viaggiare indisturbati denaro sporco tra Italia e Vaticano. In questo elenco, vogliamo sottolinearlo, sarebbero stati presenti anche i 456 mila euro di monsignor Scarano: se le autorità italiane ne fossero in possesso, le indagini sarebbero notevolmente facilitate. Il database dell’Aif potrebbe essere girato in pochi minuti alla Dogana o all’Agenzia delle Entrate: con un gesto così semplice il Vaticano fornirebbe un apporto decisivo alla lotta al riciclaggio”.

Da Il Fatto Quotidiano del 7 dicembre 2013

Finanzieri alle porte del Vaticano per impedire operazioni di riciclaggio

http://www.blitzquotidiano.it/politica-mondiale/finanzieri-porte-vaticano-impedire-operazioni-riciclaggio-1738311/

 

Finanzieri alle porte del Vaticano per impedire operazioni di riciclaggio

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ROMA –  ”Facendo seguito a un’informativa del Nucleo speciale polizia valutaria della Guardia di Finanza si ravvisa l’opportunità di una loro attivazione sul territorio adiacente i punti di entrata e di uscita dallo Stato Città del Vaticano, attesa l’assenza di barriere fisiche e di uffici di confine tra i due stati”. Lo ha detto in Aula alla Camera, rispondendo a un’interpellanza urgente del Movimento 5 stelle in tema di prevenzione del riciclaggio di capitali di provenienza illecita, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Sesa Amici.

Nell’interpellanza di M5s la deputata Silvia Chimienti denuncia il disallineamento tra le denunce obbligatorie di movimentazione di valuta da e verso la Città del Vaticano che emergono dai dati forniti dalle autorità competenti dei due Stati. Infatti secondo l’Aif, autorità d’informazione finanziaria vaticana, risultano nel 2011 658 operazioni in entrata superiori ai diecimila euro e 1894 in uscita, l’agenzia delle Dogane ne ha rilevate 3 in ingresso e 21 in uscita.

Stesso disallineamento per il 2012: all’Aif sono state denunciate 598 operazioni in ingresso e 1782 in uscita, alle dogane italiane solo 4 in entrata e 13 in uscita. “In relazione a queste marcate differenze – ha spiegato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio – si è richiesto un incontro con l’Aif che non ha avuto ancora riscontro” inoltre “è in via di sottoscrizione un protocollo d’intesa con l’unità d’informazione finanziaria che consentirà di avere anche uno strumento ulteriore per attivare opportune sinergie operative su tutte le movimentazioni di denaro”.

 

Parla Nunzio Scarano: “In Vaticano riciclaggio, speculazioni…”

http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/nunzio-scarano-vaticano-riciclaggio-speculazioni-1666036/

Parla Nunzio Scarano: “In Vaticano riciclaggio, speculazioni…”

 

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ROMA –  Nei conti vaticani c’erano riciclaggio di soldi e speculazioniFiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera ricostruisce pezzi degli interrogatori di Nunzio Scarano, il prete che gestiva i conti dello Ior. Le rivelazioni di Scarano (ora in carcere) riguarderebbero alcuni conti correnti aperti sull’Apsa (Amministrazione del patrimonio della sede apostolica).

Riporta la Sarzanini una parte dell’interrogatorio di padre Scarano. Padre Scarano parla di “laici”, ovvero non prelati che usavano quei conti per compiere operazioni “dubbie”:

«Noi come Apsa non potevamo avere clienti esterni, ma pur non potendo in realtà “facevamo banca”, nel senso che avevamo una raccolta di risparmio e forme di reimpiego con corresponsione di interessi ai depositanti. Fui ricevuto dal cardinal Bertone alcuni anni fa, subito dopo la sua nomina, ma l’incontro non ebbe alcun effetto».

«C’erano conti di cardinali, gestiti da Giorgio Stoppa precedente delegato direttore dell’Apsa. C’erano anche conti laici ma non ricordo alcun nome specifico se non quello della duchessa Salviati, benefattrice del Bambin Gesù. Di recente mi recai dal cardinal Filoni (Ferdinando, attuale prefetto di Propaganda Fide, ndr) al quale dissi dei conti “laici”.

Dato l’incontro al 2010 e in seguito a questo in effetti alcuni funzionari furono allontanati dall’Apsa. Mennini (Paolo, il direttore, ndr) era arrivato quando Stoppa andò in pensione e si trattava di trovare qualcuno che si occupasse anche di coprire gli scheletri da lui lasciati nell’armadio. Mennini portò con sé De Angelis. I due avevano uno stretto rapporto con Marco Fiore che lavora per i D’Amico a Montecarlo. Stoppa gestiva in maniera padronale e opaca il suo settore. Mennini gli riconobbe un trattamento pensionistico molto lauto. Mennini si era portato anche una certa Maria Teresa Pastanella che godeva di un trattamento privilegiato pur non avendo alcun titolo di studio. Per effetto del mio incontro con il cardinale Filoni furono anche chiusi dei conti di laici».

Sarzanini riporta anche un’altra parte della deposizione, che riguarda i legami con la banca Finnat.

«A Filone riferì di un’operazione fatta dal banchiere Nattino». Il riferimento è alla famiglia fondatrice della banca Finnat. Poi prosegue: «Questi aveva un conto all’Apsa (poi chiuso) e un figlio di Mennini, Luigi, lavorava nella banca da lui diretta. Fece un’operazione di aggiotaggio di cui si parlava nei corridoi che riguardava titoli della sua banca che subivano oscillazioni e che venivano comprati e venduti, di fatto, sotto mentite spoglie. A quanto ricordo i titoli erano stati fatti artatamente scendere di valore e Nattino li riacquistò al momento giusto senza apparire e servendosi dello schermo Apsa. Vi furono più operazioni simili.

Quando il cardinale Filoni prese provvedimenti, la cosa scatenò il finimondo e io fui promosso in seguito a questi eventi, anche se la promozione, di fatto mi collocò fuori dal perimetro operativo. Avevo anche sospetti su improvvisi cambiamenti nelle banche con cui operavano (si consideri che spostavamo milioni di euro). In un caso fu interessato un istituto in cui lavorava il padre del genero di Mennini, ma non so quale sia la banca».

MONSANTO, IL TTP E LA DOMINAZIONE GLOBALE DEL CIBO

http://www.vocidallastrada.com/2013/12/monsanto-il-ttp-e-la-dominazione.html

 

MONSANTO, IL TTP E LA DOMINAZIONE GLOBALE DEL CIBO

 

I PROFITTI PRIMA DELLE PERSONE
“Controlla il petrolio e controllerai le nazioni”, disse il Segretario di Stato Henry Kissinger negli anni settanta. Controlla il cibo e controllerai la gente”.

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Il controllo globale degli alimenti è stato quasi raggiunto, riducendo la diversità dei semi con sementi OGM (geneticamente modificate) che vengono distribuite solo da poche imprese transnazionali. Ma questo programma è stato implementato con un grave costo per la nostra salute, e se viene approvato il Trans-Pacific Partnership (TPP), il controllo non solo sul nostro cibo, ma sulla nostra salute, il nostro ambiente e il nostro sistema finanziario, saranno nelle mani delle multinazionali.

 

I profitti prima delle popolazioni

L’ingegneria genetica ha permesso la proprietà di semi brevettati da cui dipende l’approvvigionamento alimentare del mondo. I geni “Terminator” rendono possibile la produzione di semi sterili, utilizzando un catalizzatore chimico sintetico chiamato opportunamente “Traditore” per indurre la sterilità nei semi. Quindi, gli agricoltori devono comprare i semi anno dopo anno dai proprietari dei brevetti. Per coprire tali costi, i prezzi alimentari sono aumentati, ma il danno è molto maggiore di quello causato ai nostri portafogli.

Secondo un’intervista di  Acres USA del fitopatologo Don Huber, professore emerito presso la Purdue University, due tratti modificati rappresentano praticamente tutte le colture geneticamente modificate coltivate nel mondo di oggi. Uno riguarda la resistenza agli insetti. L’altra modifica, più preoccupante, comporta l’insensibilità  agli erbicidi a base di glifosato. Spesso conosciuto come Roundup, nome del prodotto più venduto della Monsanto, il glifosato avvelena tutto sul suo cammino, tranne le piante geneticamente modificate per resistergli.

Gli erbicidi a base di glifosato sono ora i più comunemente utilizzati nel mondo. Il glifosato è un partner essenziale degli OGM, che sono l’attività principale della crescente industria biotecnologica. Il glifosato è un erbicida “ad ampio spettro” che distrugge indiscriminatamente, non uccidendo direttamente le piante indesiderate, ma bloccando l’accesso ai nutrienti essenziali.

A causa del modo subdolo con cui opera, è stato venduto come un sostituto relativamente benigno rispetto ai precedenti e devastanti erbicidi a base di diossina. Ma numerosi dati sperimentali hanno dimostrato che il glifosato e gli alimenti OGM che lo incorporano pongono seri rischi per la salute. Ad aggravare il rischio è la tossicità degli ingredienti “inerti” utilizzati per rendere il glifosato più potente. I ricercatori hanno visto, per esempio, che il tensioattivo POEA può uccidere le cellule umane, in particolare le cellule staminali embrionali, placentari e del cordone ombelicale. Ma questi rischi sono stati convenientemente ignorati.

L’uso diffuso di alimenti OGM ed erbicidi al glifosato aiuta a spiegare l’anomalia degli Stati Uniti che spendono più del doppio pro-capite per l’assistenza sanitaria rispetto alla media dei paesi sviluppati, eppure è valutato in fondo alla scala delle popolazioni più sane del mondo. L’Organizzazione Mondiale della Sanità classifica gli Stati Uniti ultimi tra le 17 nazioni sviluppate nella salute generale.

Tra il 60 e il 70 per cento degli alimenti nei supermercati degli Stati Uniti sono oggi geneticamente modificati. Al contrario, in almeno altri 26 paesi, tra cui la Svizzera, Australia, Austria, Cina, India, Francia, Germania, Ungheria, Lussemburgo, Grecia, Bulgaria, Polonia, Italia, Messico e Russia, gli OGM sono stati vietati o parzialmente proibiti, e in una sessantina di altri paesi vi sono notevoli restrizioni sugli OGM.

Il divieto dell’uso di OGM e glifosato potrebbe andare lontano nel migliorare la salute degli americani. Ma il Trans-Pacific Partnership, un accordo commerciale globale a cui l’amministrazione Obama ha chiesto l’uso del Fast Track, bloccherebbe quel tipo di attenzione concentrata nella causa, prima della crisi dell’assistenza sanità.

 

Gli effetti insidiosi del Roundup 


Le colture resistenti al Roundup sfuggono alla morte per glifosato, ma non evitano l’assorbimento nei loro tessuti. Le colture che tollerano gli erbicidi hanno livelli notevolmente più elevati di residui di erbicidi di altre colture. In realtà, molti paesi hanno dovuto aumentare i loro livelli legalmente consentiti fino a 50 volte, per accomodare l’introduzione di colture OGM. Nell’Unione Europea, i residui negli alimenti aumenteranno di 100-150 volte se viene approvata una nuova proposta di Monsanto. Nel frattempo, le “super-erbacce” tolleranti agli erbicidi si sono adattate al prodotto chimico, richiedendo dosi ancora più tossiche e nuovi prodotti chimici tossici per ucciderle.

 

monsanto 1 roundup

 

Gli enzimi umani sono influenzati dal glifosato nello stesso modo degli enzimi vegetali: il prodotto chimico blocca l’assorbimento di manganese ed altri minerali essenziali. Senza questi minerali, non siamo in grado di metabolizzare adeguatamente il nostro cibo. Questo aiuta a spiegare l’epidemia di obesità dilagante negli Stati Uniti. La gente mangia e mangia nel tentativo di acquisire le sostanze nutritive che semplicemente non sono contenute negli alimenti.

Secondo i ricercatori Samsell e Seneff  in Biosemiotic Entropy: Disorder, Disease, and Mortality (Abril de 2013):

Inibizione da glifosato degli enzimi citocromo P450 (CYP) è una componente trascurata della sua elevata tossicità per i mammiferi. Gli enzimi CYP svolgono un ruolo cruciale nella biologia … L’impatto negativo sul corpo è insidioso e si verifica lentamente nel tempo, l’infiammazione danneggia i sistemi cellulari in tutto il corpo. Le conseguenze sono la maggior parte delle malattie e condizioni associate ad una dieta occidentale, tra cui disturbi gastrointestinali, obesità, diabete, malattie cardiache, depressione, autismo, sterilità, cancro e il morbo di Alzheimer.

Oltre 40 malattie sono state collegate all’uso del glifosato, ed altre continuano a comparire. Nel settembre 2013, l’Università Nazionale di Rio Cuarto, in Argentina,  pubblicò le sue conclusioni su come il glifosato migliora la crescita di funghi che producono l’aflatossina B1, una delle sostanze più cancerogene. Un medico del Chaco, in Argentina, ha dichiarato all’Associated Press: “Siamo passati dall’avere una popolazione abbastanza sana ad un’altra con un alto tasso di cancro, difetti congeniti e malattie mai viste prima”. Lo sviluppo di funghi è aumentato significativamente nel raccolto di mais degli Stati Uniti.

Il glifosato ha causato gravi danni ambientali. Secondo un rapporto di ottobre 2012 presso l’Istituto di Scienza nella società:

Le affermazioni dell’agroindustria dicono che il glifosato e le coltivazioni tolleranti ad esso, aumentando i profitti per gli agricoltori e beneficiano l’ambiente riducendo l’uso di pesticidi. La situazione è esattamente il contrario … L’evidenza indica che gli erbicidi al glifosato e le colture tolleranti ad esso, hanno avuto effetti molto negativi, come le super erbacce resistenti al glifosato, agenti patogeni virulenti delle piante (e animali), sulla salute e riduzione delle colture, danni alle specie che non ne erano il bersaglio, dagli insetti agli anfibi e animali, così come la riduzione della fertilità del suolo.

La politica trionfa sulla scienza

 

Alla luce di queste conclusioni avverse, perché Washington e la Commissione Europea hanno continuano a sostenere il glifosato come sicuro? I critici sottolineano le normative permissive, una forte influenza di lobbisti corporativi e un programma politico che ha più a che fare con il potere e il controllo che con la tutela della salute delle persone.

Nel libro Seeds of Destruction: The Hidden Agenda of Genetic Manipulation, pubblicato nel 2007, William Engdahl afferma che il controllo alimentare globale e la depopolazione sono diventate la politica strategica degli Stati Uniti sotto il protetto dei Rockefeller, Henry Kissinger. Insieme con la geopolitica del petrolio, dovevano essere la nuova “soluzione” alle minacce al potere globale degli Stati Uniti e la continuità di accesso degli Stati Uniti alle materie prime a buon mercato del mondo in via di sviluppo. In linea con questo ordine del giorno, il governo ha mostrato estrema parzialità in favore dell’agroindustria biotecnologica, optando per un sistema in cui il settore si monitora “volontariamente”. Gli alimenti bio-ingegnerizzati sono trattati come “additivi alimentari naturali”, senza richiedere alcun test speciale.

Jeffrey M. Smith, direttore esecutivo del Institute for Responsible Technology conferma che la politica della Food and Drug Administration (FDA, il suo acronimo in inglese) consente alle aziende biotech di determinare se i loro alimenti sono sicuri. La presentazione dei dati è del tutto facoltativo. E conclude:

Nel settore critico della ricerca sulla sicurezza alimentare, l’industria biotech non deve rendere conto, non esistono norme o revisioni paritarie. Hanno convertito la scienza basata su dati errati in una scienza.

Che la depopolazione sia intenzionale o no nell’agenda, l’uso diffuso di OGM e glifosato sta avendo questo risultato. Le proprietà endocrine dannose del glifosato sono state collegate a sterilità, aborti, malformazioni congenite e arresto dello sviluppo sessuale. Negli esperimenti russi, gli animali nutriti con soia OGM erano sterili dalla terza generazione. Grandi quantità di terreni agricoli sono stati sistematicamente rovinati dalla morte di microrganismi benefici che permettono alle radici delle piante l’assorbimento di nutrienti.

Nel documentario rivelatore da Gary Null Seeds of Death: Unveiling the Lies of GMOs (Semi di Morte: Svelare le menzogne ​​degli OGM), il Dr. Bruce Lipton avverte: “Stiamo conducendo il mondo verso la sesta estinzione di massa della vita su questo pianeta … Il comportamento umano sta rovinando la rete della vita”.

 

Il TPP e il controllo Corporativo internazionale


Poiché i risultati devastanti di questi e di altri ricercatori risvegliano le persone in tutto il mondo dai pericoli del Roundup e di alimenti OGM, le multinazionali lavorano febbrilmente con l’amministrazione Obama per attuare il Fast Track (via rapida, N.d.T.) del Trans-Pacific Partnership, un accordo commerciale che priverebbe i governi del potere di regolamentare le attività aziendali transnazionali. I negoziati sono stati tenuti segreti al Congresso, ma non ai consulenti aziendali, di cui 600 sono stati consultati e conoscono i dettagli. Secondo Barbara Chicherio in Nation of Change:

L’accordo di partenariato Trans-Pacifico (TPP) ha il potenziale per diventare il più grande accordo regionale di libero scambio nella storia …

Il capo negoziatore statunitense è l’ex lobbista della Monsanto, l’Islam Siddique. Se fosse ratificato il TPP imporrebbe regolamenti che conferiscono alle multinazionali diritti senza precedenti per chiedere il risarcimento con fondi pubblici per le politiche che le aziende ritengono un ostacolo per i loro profitti.

… Stanno creando accuratamente il TPP per garantire che i cittadini dei paesi coinvolti non abbiano alcun controllo sulla sicurezza alimentare, su cosa mangiano, cosa si coltiva, le condizioni in cui il cibo è coltivato e l’uso di erbicidi e pesticidi.

La sicurezza alimentare è solo uno dei molti diritti e tutele che possono soccombere a questa super-arma di controllo societario internazionale. In una dichiarazione nel mese di aprile 2013 per The Real News Network, Kevin Zeese chiamato il TPP  “NAFTA con steroidi” e “colpo di stato aziendale globale.” Ha avvertito:

Non importa quale sia il tema di cui vi preoccupate - se suoi salari, i posti di lavoro o la tutela dell’ambiente. . . questo argomento sta andando ad incidere negativamente …

Se un paese fa un passo per cercare di regolamentare il settore finanziario o costituire una banca pubblica per rappresentare l’interesse pubblico, può essere citato in giudizio. . . .

Ritorno alla natura: non è troppo tardi 


Esiste un modo più sicuro, più compatibile con il pianeta per alimentare le nazioni. Mentre la Monsanto e le autorità di regolamentazione degli Stati Uniti impongono coltivazioni OGM alle famiglie americane, le famiglie russe mostrano cosa si può fare con i metodi agricoli sostenibili in semplici e piccoli orti. Nel 2011, il 40% degli alimenti in Russia è stato coltivato in dacie (case di campagna o lotti di campo). Gli orti nelle dacie hanno prodotto oltre l’80% di frutta e fragole, lamponi e more del paese, oltre il 66% di ortaggi, quasi l’80% delle patate e circa il 50% del latte della nazione, consumato gran parte crudo. Secondo Vladimir Megre, autore del bestseller Ringing Cedars Series:

In sostanza, ciò che gli ortolani russi hanno dimostrato è che gli ortolani possono sfamare il mondo - e che non c’è bisogno di OGM, allevamenti intensivi, o qualsiasi altro trucco tecnologico per garantire che tutti abbiano abbastanza cibo necessario. Si consideri che la Russia ha solo 110 giorni di stagione di crescita per anno – per cui negli Stati Uniti, ad esempio, la produzione degli ortolani potrebbe essere significativamente più alta.  Oggi, tuttavia, la superficie occupata da prati negli Stati Uniti è due volte superiore a quella dei giardini della Russia - e non produce nulla di più che un’industria per la cura del prato e milioni di dollari.

Negli Stati Uniti, solo uno 0,6% della superficie agricola totale è dedicata all’agricoltura biologica. Questa zona dovrebbe essere notevolmente ampliata, se vogliamo evitare “la sesta estinzione di massa”. Ma prima, dobbiamo esortare i nostri rappresentanti per fermare il Fast Track, votare no al TPP, e richiedere l’eliminazione globale di erbicidi a base di glifosato e alimenti OGM. La nostra salute, le nostre finanze e il nostro ambiente sono in gioco.

 

Monsanto, la TTP e il controllo del cibo mondiale

http://terrarealtime.blogspot.com/2013/12/monsanto-la-ttp-e-il-controllo-del-cibo.html

Monsanto, la TTP e il controllo del cibo mondiale

5 dic 2013 – “Controllate il petrolio e controllerete le nazioni.” Diceva negli anni ’70 il Segretario di Stato Americano Henry Kissinger.

“Controllate il cibo e controllerete la gente”.

Il controllo mondiale del cibo è quasi completamente realizzato con la sempre minore diversificazione dei semi e la diffusione mondiale dei semi OGM (modificati geneticamente), distribuiti da un piccolo numero di multinazionali; ma questo è avvenuto a grave discapito della nostra salute; e se passa la TPP (Partnership Trans-Pacifica) allora non solo il controllo del cibo, ma anche della salute, dell’ambiente e del sistema finanziario, passerà completamente nelle mani di alcune multinazionali

 monsanto 2

L’ingegneria genetica ha reso possibile il controllo brevettato globale dei semi sui quali si basa l’alimentazione mondiale. “I geni ‘Terminator’ consentono la produzione di semi sterili (1), utilizzando un catalizzatore sintetico chimico, giustamente definito “traditore” , che induce la sterilità del seme. Gli agricoltori devono, quindi, anno dopo anno, comprare i semi dai proprietari dei brevetti. Per coprire questi costi, i prezzi degli alimenti salgono; ma il male è ancora più grave di quanto già lo sia per le nostre tasche.

Secondo un’intervista a ACRES U.S.A.(2) del patologo delle piante Don Huber, Professore Emerito all’Università Purdue, sono soltanto due i tratti modificati che coprono praticamente tutti i raccolti agricoli del mondo. Uno riguarda la resistenza agli insetti. L’altro, una modifica più inquietante, riguarda l’insensibilità agli diserbanti contenenti glifosati (sostanze chimiche che distruggono le piante). Meglio noto come RoundUp, il nome con cui la Monsanto lo ha venduto nel mondo, il glifosato avvelena tutto quello che tocca tranne le piante geneticamente modificate appositamente per resistergli.

I diserbanti con glifosati sono oggi quelli più comunemente utilizzati nel mondo. Il glifosato è il partner essenziale degli OGM, il business principale della fiorente industria biotecnologica. Il glifosato è un diserbante ad “ampio spettro” che distrugge tutto indiscriminatamente, non tanto perchè distrugge le piante non desiderate, ma perché blocca i loro nutrienti fondamentali.

Per il modo insidioso con cui funziona, è stato venduto come sostituto “benigno” dei vecchi diserbanti a base di diossina. Tuttavia, alcuni dati sperimentali hanno dimostrato che il glifosato e gli alimenti OMG che lo hanno assorbito, costituiscono un grave rischio per la salute dell’uomo. Il rischio risiede essenzialmente nella tossicità degli ingredienti “inerti” che potenziano il glifosato. I ricercatori hanno scoperto, ad esempio, che il surfattante POEA può distruggere le cellule del corpo umano, soprattutto quelle embrionali, (3) della placenta e del cordone ombelicale. Ma questi rischi sono stato convenientemente ignorati.

L’utilizzo diffuso di alimenti OMG e dei diserbanti al glifosato fanno comprendere il perchè dell’anomalia per cui la spesa sanitaria statunitense pro-capite è doppia (4) di quella media rilevata in altri paesi industrializzati, nonostante si classifichi molto in basso nella graduatoria dei paesi più sani del mondo. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (5)ha classificato gli USA come ULTIMO di 17 paesi industrializzati per il grado di salute generale della popolazione.

Dal 60 al 70% degli alimenti nei supermercati statunitensi (6) sono sostanze geneticamente modificate. Al contrario, in almeno 26 altri paesi – inclusa la Svizzera, l’Australia, l’Austria, la Cina, l’India, l’Ungheria, il Lussemburgo, la Grecia, la Bulgaria, la Polonia, l’Italia, il Messico e la Russia – gli OMG sono quasi del tutto o del tutto proibiti (7); e in quasi sessanta paesi del mondo gli stono state sono applicate forti restrizioni.

Un divieto agli OGM e all’uso del glifosato potrebbe davvero migliorare la salute degli americani. Ma la Partnership Trans-Pacifica, la ratifica cioè di un accordo commerciale globale che l’amministrazione sta tentato di accelerare con ogni mezzo, bloccherebbe questo nuovo approccio mirato proprio a risolvere il problema della salute dei cittadini.

GLI EFFETTI INSIDIOSI DI ROUNDUP

I raccolti trattati al RoundUp non vengono distrutti dal glifosato, ma non possono evitare di assorbire nei loro tessuti l’agente chimico. Questi raccolti mostrano livelli molto più elevati di residui di diserbanti di qualsiasi altro raccolto. Infatti, molti paesi hanno dovuto aumentare i loro livelli legalmente consentiti – fino a 50 volte – per contrastare la concorrenza dei raccolti GM. Nell’Unione Europea, i residui rilevati nei cibi aumenteranno di 100/150 volte (8) se passerà una nuova proposta dalla Monsanto. Nel frattempo le”super-erbacce” diserbante-resistenti si sono adattate all’agente chimico (9), richiedendo quindi dosi ancora più elevate e tossiche per poterle sterminare.

Gli enzimi del corpo umano vengono attaccati dai glifosati tanto quanto le piante: l’agente chimico in questione blocca l’assunzione di manganese e di altri minerali essenziali. Senza questi minerali, non possiamo metabolizzare correttamente il nostro cibo. Questo ci fa comprendere l’aumento incontrollato dell’obesità negli Stati Uniti. La gente mangia e mangia nel tentativo di acquisire sostanze nutrienti che nel cibo che mangia semplicemente non trova.

Secondo i ricercatori Samsell e Senef (10) in Entropia Biosemiotica: disfunzione, malattia e mortalità (Aprile 2013) (11); L’inibizione da parte del glifosato degli enzimi del citocromo P450 (CYP) è una componente ignorata della tossicità nei mammiferi. Gli enzimi CYP svolgono un ruolo cruciale nella biologia…L’impatto negativo sul corpo è insidioso e si manifesta dopo lungo tempo in forma di infiammazioni ai sistemi cellulari in tutto il corpo.

Le conseguenze sono proprio le malattie e le disfunzioni legate alla dieta occidentale, ovvero disordini intestinali, obesità, diabete, malattie cardiache, depressione, autismo, sterilità, cancro e Alzheimer. Più di 40 malattie sono state collegate all’assorbimento di glifosato, e ne stanno venendo fuori di altre. In Settembre del 2013, la National University do Rio Cuarto, Argentina, ha pubblicato i dati di una ricerca (12) secondo la quale il glifosato fa aumentare la crescita di funghi che producono l’aflatoxin B1, una delle sostanze maggiormente cancerogene.

Un dottore di Chaco, in Argentina, ha detto all’Associated Press, “Siamo passati dall’essere una popolazione abbastanza sana a una con un alto tasso di cancro e tumori e di patologie neonatali raramente riscontrate in precedenza”. E la crescita di funghi è notevolmente aumentata nei campi di mais statunitensi.

Il glifosato ha provocato seri danni anche all’ambiente. Secondo un rapporto dell’Ottobre del 2012 da parte dell’Institute of Science in Society (13):

L’agrobusiness sostiene che il glifosato e i raccolti che tollerano il glifosato, miglioreranno le rese dei raccolti, aumenteranno i profitti degli agricoltori e saranno un beneficio ambientale poiché ridurranno l’uso dei pesticidi. E’ esattamente il contrario…Prove serie indicano che i diserbanti al glifosato e i raccolti trattati al glifosato, hanno causato danni diffusi, compresa la comparsa di erbacce super-resistenti e di agenti patogeni per le piante (e di conseguenza per gli allevamenti animali), minore salute dei raccolti e minori rese, danni involontari a specie animali, da insetti ad anfibi e ad allevamenti di bestiame in genere, nonché una ridotta fertilità dei terreni.

POLITICA BATTE SCIENZA

Alla luce di questi dati contrastanti, perchè mai Washington e la Commissione Europea hanno continuato ad avallare l’utilizzo del glifosato come sicuro? I critici puntano il dito verso il lassismo legislativo, le forti pressioni da parte delle lobby aziendali e un’Agenda politica che ha più a che fare con il potere ed il controllo che con la salvaguardia della salute della gente.

Nell’infuocato libro del 2007 I semi della distruzione: l’agenda segreta della manipolazione genetica (13), William Engdahl afferma che il controllo globale del cibo e la de-popolazione sono diventati parte integrante della strategia politica statunitense con Henry Kissinger, protetto di Rockfeller. Insieme alla geopolitica del petrolio, dovevano diventare la nuova “soluzione” alle minacce rivolte dai paesi in via di sviluppo al potere globale degli Stati Uniti e al continuato accesso degli USA a materie prime a basso costo. Alla luce di quell’Agenda, il governo si è mostrato chiaramente schierato dalla parte dell’industria della biotecnologia agroalimentare, optando per un sistema in cui l’industria in questione “controlla” volontariamente se stessa. Gli alimenti prodotti della bio-ingegneria sono trattati come “cibi naturali con additivi”, senza alcun bisogno di particolari controlli.

Jeffrey M. Smith, Direttore Esecutivo dell’ Institute for Responsible Technology, conferma (14) che la politica della US Food and Drug Administration consente alle aziende del settore biotech di determinare da se stesse se i loro alimenti siano sicuri o meno. La presentazione dei dati è totalmente volontaria. E conclude:

Nello scenario critico della ricerca sulla sicurezza degli alimenti, l’industria biotech manca di affidabilità, di parametri e di trasparenza. Hanno reso scienza una cattiva scienza.

Se la depopolazione sia o meno una parte integrante dell’Agenda, l’uso diffuso di OGM e di glifosati ha comunque raggiunto questo scopo (15). Le proprietà del glifosato che danneggiano il sistema endocrino è certamente collegato ai casi di sterilità, aborti, patologie neonatali e arresto dello sviluppo sessuale. Nel corso di esperimenti svolti in Russia, animali nutriti con soia OGM sono diventati sterili alla terza generazione. Larghe porzioni di terreni agricoli vengono sistematicamente rovinati a causa della scomparsa di microrganismi benefici che consentivano alle radici delle piante di trarre dal terreno i necessari fattori nutritivi.

Nell’illuminante documentario di Gary Null Semi di morte: la verità sugli OGM (16), il Dr.Bruce Lipton avverte: “Stiamo conducendo il mondo verso la sesta estinzione di massa della vita di questo pianeta…Il comportamento umano sta distruggendo la rete della vita.”

LA TPP E IL CONTROLLO INTERNAZIONALE DEI GRANDI GRUPPI

Mentre le conclusioni devastanti di tanti ricercatori cercano di aprire gli occhi della gente sui pericoli del RoundUp e degli alimenti OGM, le compagnie trans-nazionali stanno lavorando alacremente con l’Amministrazione Obama per concludere alla svelta la Trans–Pacific Partnership, un accordo commerciale che priverebbe i governi del potere di regolamentare le attività industriali trans-nazionali. I negoziati sono stati tenuti ben nascosti al Congresso, ma non ai vari consulenti aziendali, 600 dei quali ne sono ben informati e conoscono ogni dettaglio. Secondo Barbara Chicherio (17),in Nation of Change (La Nazione del Cambiamento):

La Trans-Pacific Partnership (TPP) ha il potenziale per diventare il più ampio Accordo di Libero Scambio nella storia…Il capo dei negoziatori agricoli per gli Stati Uniti è l’ex-lobbista per la Monsanto, Islam Siddique.  Se ratificata, la TPP imporrà delle regole punitive che daranno alle multinazionali il potere di esigere compensazioni fiscali per politiche che considereranno di ostacolo ai loro profitti.

Stanno abilmente modellandosi tra le mani questa TPP in modo tale da privare i cittadini di tutti i paesi che ne saranno coinvolti del potere di controllare la sicurezza degli alimenti, sapere cosa stanno mangiando, dove è stato prodotto, le modalità di coltivazione e che tipo di diserbanti e pesticidi sono stati utilizzati.

La sicurezza degli alimenti è solo uno dei tanti diritti e tutele che rischiano di scomparire davanti a questa super-arma del controllo globale nelle mani delle grandi compagnie. In un’intervista di Aprile 2013 su The Real News Network (18), Kevin Zeese ha definito la TPP “un NAFTA agli steroidi” e un “colpo di stato globale delle multinazionali”. E ha messo in guardia:

Qualunque sia l’argomento che ti sta a cuore – il salario, il lavoro, l’ambiente – sicuramente ne risulterà danneggiato…Se un paese adotterà delle misure per tentare di regolamentare l’industria finanziaria o se istituirà una banca pubblica che rappresenti i pubblici interessi, rischerà di essere citato in giudizio…

IL RITORNO ALLA NATURA: NON È TROPPO TARDI

C’è un modo più sicuro, più sano e più rispettoso dell’ambiente per nutrire il mondo. Mentre la Monsanto e I legislatori statunitensi stanno imponendo gli alimenti OGM alle famiglie americane, le famiglie russe ci stanno invece mostrando ancora una volta quello che si può realizzare con metodi tradizionali su semplici terreni agricoli di dimensioni contenute. Nel 2011, il 40% del cibo in Russia è stato coltivato nelle dacie (lotti di terreno, con o senza casette di legno) (19). I terreni delle dacie hanno prodotto oltre l’80% della frutta fresca e secca del paese, il 66% delle verdure, circa l’80% delle patate e quasi il 50% del latte dell’intera nazione, spesso consumato al naturale, senza processi industriali. Secondo Vladimir Megre (20), autore del best-seller Ringing Cedars Series:

Essenzialmente, quello che fanno i giardinieri e coltivatori russi è dimostrare che un semplice giardiniere o coltivatore può sfamare il mondo. E non abbiamo per niente bisogno di OGM, fattorie industriali o altri marchingegni tecnologici che garantiscano abbastanza cibo per tutti. Ricordatevi che la Russia ha solo 110 giorni di agricoltura attiva nell’arco dell’anno – quindi, negli Stati Uniti, dove hanno a disposizione il doppio del tempo agricolo attivo, i raccolti dei singoli coltivatori o giardinieri privati potrebbe essere il doppio che qui. Oggi, negli Stati Uniti, le aree adibite a giardini e terreni sono il doppio di quelle russe, eppure non producono altro che un business miliardario di giardinaggio estetico.

Negli USA, solo lo 0,6% (21) delle aree agricole totali è dedicato alle coltivazioni organiche. Queste aree devono necessariamente espandersi se vogliamo evitare “la sesta estinzione di massa del pianeta”. Ma, per prima cosa, dobbiamo fare pressione sui nostri rappresentanti al governo perchè arrestino la corsia preferenziale dedicata all’istituzione della TPP, votare quindi no alla TPP, e perseguire una graduale eliminazione dei diserbanti ai glifosati e degli alimenti da OGM. La nostra salute, le nostre finanze ed il nostro ambiente corrono un grosso rischio.

Ellen Brown è un avvocato, presidente del Public Banking Institute, autrice di dodici libri, incluso il best-seller  Il Web del Debito. In  The Public Bank Solution, suo ultimo libro, esplora modelli di sistemi bancari pubblici dal punto di vista storico e globale. I suoi articoli sul blog all’indirizzo EllenBrown.com.

Fonte: http://www.counterpunch.org

Link: http://www.counterpunch.org/2013/11/26/monsanto-the-tpp-and-global-food-dominance/

Traduzione per http://www.comedonchisciotte.org a cura di SKONCERTATA63

1) http://www.organicconsumers.org/artman2/uploads/1/May2011_Huber.pdf

2) http://www.environmentalhealthnews.org/ehs/news/roundup-weed-killer-is-toxic-to-human-cells.-study-intensifies-debate-over-inert-ingredients

3) http://pgpf.org/Chart-Archive/0006_health-care-oecd

4) http://www.theatlantic.com/health/archive/2013/01/new-health-rankings-of-17-nations-us-is-dead-last/267045/

5) http://www.motherjones.com/environment/2013/08/what-are-gmos-and-why-should-i-care

6) http://www.thenation.com/blog/176863/twenty-six-countries-ban-gmos-why-wont-us 7) http://www.i-sis.org.uk/Why_Glyphosate_Should_be_Banned.php

8) http://www.theorganicprepper.ca/move-over-round-up-usda-approves-2nd-gen-gmos-that-can-withstand-even-deadlier-herbicide-09012013

9) http://www.mdpi.com/1099-4300/15/4/1416

10) http://www.mdpi.com/journal/entropy/special_issues/biosemiotic_entropy

11) http://www.nzherald.co.nz/world/news/article.cfm?c_id=2&objectid=11150351

12) http://www.i-sis.org.uk/Why_Glyphosate_Should_Be_Banned_PDF.php

13) https://store.globalresearch.ca/store/seeds-of-destruction/

14) http://www.nationofchange.org/trans-pacific-partnership-and-monsanto-1372074730

15) http://therealnews.com/t2/index.php?option=com_content&task=view&id=31&Itemid=74&jumival=9985

16) http://www.responsibletechnology.org/posts/wp-content/uploads/2013/01/State-of-the-Science-of-GMO-Health-Risks-sm-.2013.pdf

17) http://naturalhomes.org/naturalliving/russian-dacha.htm

18) http://thebovine.wordpress.com/2009/08/09/in-1999-35-million-small-family-plots-produced-90-of-russias-potatoes-77-of-vegetables-87-of-fruits-59-of-meat-49-of-milk-way-to-go-people/

19) http://en.wikipedia.org/wiki/Organic_farming_by_country

- See more at: http://www.altrainformazione.it/wp/2013/12/04/monsanto-la-tpp-e-il-controllo-del-cibo-mondiale/#sthash.1QHGECBc.dpuf

IL PROFITTO PRIMA DELLA GENTE

DI

ELLEN BROWN

counterpunch.org

LA GUERRA CHIMICA DI MONSANTO E OBAMA CONTRO LA NATURA

http://sapereeundovere.it/la-guerra-chimica-di-monsanto-e-obama-contro-la-natura/

LA GUERRA CHIMICA DI MONSANTO E OBAMA CONTRO LA NATURA

monsanto 3

Inserito da admin - 21 ottobre 2013

Nel decidere un’aggressione militare in Siria, gli alleati imperialisti si giustificano presumendo l’ uso di armi chimiche da parte del governo di Assad. Il Sudamerica è più di un decennio che sopporta attacchi di guerra chimica contro il suo territorio da parte di Monsanto e i suoi soci. Prima con Bush junior poi con Obama, con la complicità totale del governo USA.

Nel 2010 Obama diede una virata alla politica di sviluppo agrario negli USA orientando il settore verso il mercato estero. In quell’anno la nomina di Islam Siddiqui, uomo di Monsanto, come capo per le negoziazioni agricole al Ministero dell’Agricoltura fu il fatto chiave che delineò questo cambiamento. Sotto la falsa promessa di migliorare la produzione di alimenti ed imponendo all’estero l’eccesso di produzione agricola statunitense, gli “aiuti alimentari”, attraverso il dumping/1, fece passare per “sicurezza alimentare” quella che in realtà era un’ imposizione degli organismi geneticamente modificati (OGM) e dei suoi pesticidi.

In realtà il cambio di strategia di Obama consisteva nella sostituzione della borsa del grano, riso e mais, esportati a prezzo di dumping contro gli agricoltori dei paesi che caddero dentro il suo “storto” Trattato di Libero Commercio, con la borsa dei pesticidi fertilizzanti e semi geneticamente modificati. Una vera aggressione a livello mondiale contro il pianeta e la sua popolazione./2

Gli Stati Uniti non forniscono né promuovono nessuna classe di “sicurezza alimentare”. La maggior parte degli alimenti del mondo non sono prodotti dall’agro-industria. Un miliardo e mezzo di piccoli agricoltori producono in piccola scala più del 70% degli alimenti del pianeta. Originano gran parte di quello che consumano con limitata eccedenza, la quale viene generalmente commercializzata o scambiata in piccoli mercati.

Questa è la realtà nelle grandi regioni dell’India e della Cina abitate da più di 2/3 della popolazione mondiale, regioni dove lo sterco animale è uno degli introiti più importanti.

Il problema della fame non è dovuto al basso rendimento dell’agricoltura familiare. Il mondo ha 7 miliardi di abitanti e produce alimenti sufficienti per 9 miliardi. Tuttavia attualmente nel mondo soffrono la fame oltre 1 miliardo di persone (oltre 50 milioni solo negli USA). Allo stesso tempo ci sono oltre 1 miliardo di persone sovrappeso, molte delle quali sono obese e soffrono di malattie derivanti da una cattiva alimentazione di origine “industriale” che può essere tanto mortale quanto la fame nel mondo.

La fame e l’obesità non sono il risultato del basso rendimento agricolo, derivano dall’eccessiva produzione di alimenti tossici, dall’enorme eccesso di alimenti commercializzati e industrializzati, dalla carenza di alimenti organici salutari nei paesi dominati dall’agro-industria, dall’ingiustizia che disciplina la proprietà dei terreni agricoli e dalla diseguaglianza con la quale il capitalismo distribuisce gli alimenti.

Con la falsa politica di “sicurezza alimentare” si completava il programma della strategia mondiale statunitense del governo Obama. Questa politica agricola è complementare alla “guerra al terrorismo” che ha esteso l’intervento militare statunitense , in prima persona o in forma anonima, a quasi un centinaio di paesi, alla “guerra contro la droga” che ha fornito alla DEA il dominio del traffico internazionale di sostanze tossiche e la manipolazione dell’economia attraverso gli uomini di Wall Street che provocarono la grande crisi economico-sociale –mondiale iniziata nel 2007-2008 , e ancora attuale, con la quale sottomisero l’economia globale alla capitale finanziaria mondiale. Alla “guerra al terrorismo” e alla “guerra contro la droga” si aggiunse la “guerra chimica contro la natura”.

Caduta transitoria dell’offensiva transgenica in Europa

La falsa “sicurezza alimentare” dei transgenici e agro-tossici sta passando da diversi mesi delle serie difficoltà in Europa. Nel giugno di quest’anno Monsanto ha annunciato in Germania che non stava promuovendo la coltivazione né cercava nuovi consensi per piante modificate geneticamente nell’area del continente europeo, queste dichiarazioni sono state fatte perché l’opposizione ai suoi semi biotecnologici in molti paesi è ancora alta. Il portavoce di Monsanto in Germania, Ursula Luttmer –Ouazane /3 ha dichiarato alla stampa “Siamo giunti alla conclusione che attualmente questo non ha un ampio consenso”.

L’annuncio di giugno preparava una decisione importante per la salute europea. La multinazionale di “biotecnologia”- e altri agro tossici – ha annunciato il 17  luglio scorso di ritirare tutte le domande di permesso depositate alla Commissione Europea per coltivare mais, soia e barbabietola da zucchero geneticamente modificate. Pretende però di rinnovare l’autorizzazione per coltivare mais di tipo MON810, quando vari stati membri come Francia, Germania e Italia, lo hanno proibito in ambito nazionale, attraverso iniziative popolari. Monsanto ha avvertito che non ha intenzione di abbandonare la commercializzazione di sementi tradizionali. Quest’ultimo con l’Ucraina come principale obiettivo.

Nel 2012, il gruppo chimico tedesco BASF ha rinunciato ai suoi intenti transgenici nel continente, decentrando la sua centrale di biotecnologia vegetale negli USA, accettando il fatto che in Europa l’ingegneria genetica è fortemente contestata.

Nel settembre 2012, facendo per la prima volta una ricerca, all’oscuro dell’industria degli OGM, il Dott. Gilles-Eric Seralini dell’Università di Caen e la sua equipe, dimostrarono come i topi alimentati con una dieta contenente NK603 (una varietà di semi di mais modificati geneticamente per tollerare la dose di erbicida Roundup) o con acqua contaminata con questo prodotto chimico, permesso negli USA, morivano molto prima di quelli alimentati senza questo elemento. Inoltre, le femmine alimentate attraverso una dieta geneticamente modificata svilupparono tumori alle mammelle e i maschi seri danni al fegato e reni.

Lo studio, pubblicato nella rivista “Food and Chemical Toxicology”, si è svolto in assoluta clandestinità, visto che le multinazionali proprietarie dei semi alterati geneticamente dominano una lobby con i tentacoli che arrivano nelle Università, nei centri di ricerca, nei ministeri dell’agricoltura e nelle istituzioni governative che concedono le autorizzazioni statali, e continentali nel caso dell’Unione Europea, per le “controproducenti innovazioni” della biotecnologia. Le constatazioni di Seralini provocarono un forte impatto nell’opinione pubblica europea. Malgrado l‘immediata e costosa offensiva della lobby di Monsanto, BASF, Du Pont, Syngenta, Bayer, etc., attraverso la pubblicità nei media per provare a screditare lo studio, la disapprovazione dei transgenici fu intensa.

Il portavoce di Monsanto, Thomas Helscher, affermò che la compagnia vuole che sia chiaro che cercherà una penetrazione di mercato dei suoi prodotti biotecnologici nelle aree che concedono un ampio appoggio. “Andiamo a vendere i semi geneticamente modificati solo dove godiamo di un ampio appoggio da parte degli agricoltori, di un ampio appoggio politico e di un sistema normativo funzionante”. Helscher ha dichiarato a Reuters /4. “Fino a dove siamo certi, oggi in Europa questo si applica solo in pochi paesi, principalmente in Spagna e Portogallo” .

Il 30 luglio scorso Greenpeace informava che la superficie attualmente coltivata in Spagna con transgenici è approssimativamente di 140 mila ettari – secondo il Ministerio de Agricultura Alimentacion y Medio Ambiente-, ipotizzando un aumento del 20% rispetto alla superficie destinata nel 2012. Considerato che sia il precedente governo socialdemocratico, sia l’attuale governo di Rajoy, vanno contromano rispetto alle decisioni europee, non è difficile dedurre che la lobby transgenica ha “lubrificato” gli ingranaggi dell’approvazione dei suoi prodotti, in un governo probabilmente corrotto del Partito Popolare.

Financial Times ecologista?

La principale testata finanziaria europea, l’inglese Financial Times, pubblicò il 21 luglio che l’Europa ha ragione a proteggersi in relazione alle piantagioni transgeniche. In un testo titolato “I semi del dubbio” la testata nella sua versione on line ricorda che, anche se raro in Europa, le coltivazioni transgeniche rappresentano circa il 90% di tutto il mais, cotone e soia piantati in USA, dove dimostrarono che i vantaggi produttivi della tecnologia sono transitori. E aggiunge “gli insetti stanno scoprendo nuove maniere per sconfiggere le difese artificiali delle piantagioni transgeniche. Le colture transgeniche si sono ampliate allo stesso modo degli erbicidi per i quali erano programmate a resistere, questo ha portato alla crescita di piante infestanti altrettanto resistenti. Ciò ha costretto molti agricoltori a ritornare ai metodi antichi per controllare l’erba che loro credevano di evitare quando comprarono i carissimi semi transgenici”.

Il Financial Times mette anche in discussione le promesse di Monsanto di controllare la resistenza delle nuove piante infestanti con nuovi semi transgenici. “Monsanto ha provato a sostenere che fosse improbabile che i suoi semi transgenici originali portassero allo sviluppo di erba resistente all’erbicida, fino a quando il nuovo “invasore” ha dimostrato il contrario. Gli scienziati stanno correndo il rischio di entrare in guerra contro la natura, per la quale gli agricoltori saranno costretti a pagare senza ricevere in cambio nessun beneficio a lungo termine”. Che è quello che sta già succedendo a Rio Grande do Sul, per esempio. FT (Financial Times) conclude il suo articolo dicendo che l’Europa, evitando le coltivazioni transgeniche, rinuncia al guadagno che gli USA godono dagli anni ’90. “Se questo servirà ad impedire danni ecologici permanenti alla produttività agricola, sarà un piccolo prezzo da pagare”. In verità le affermazioni del Financial Times non sono delle novità per gli ecologisti latino americani, i quali da oltre dieci anni ci avvertono con gli stessi argomenti.

Allarme

Senza ombra di dubbio le dichiarazioni dei vertici di Monsanto e gli articoli del Financial Times sono una conseguenza diretta dell’intensa attività ambientalista e, in particolar modo, della Marcia Mondiale del 25 maggio 2013 contro Monsanto in 41 paesi del mondo. I luoghi dove ci furono più manifestazioni sono gli USA e gli stati dell’Europa. In totale ci sono state oltre 400 marce in diverse città di tutto il continente. Questo tipo di risposta è la più reale contro la multinazionale degli OGM e agro-tossici, perché smuove l’opinione pubblica e mette pressione alla classe politica e alle èlite dei paesi. Però, mette in allerta l’attivista Gary Cameron, non dobbiamo fidarci delle dichiarazioni degli inventori, dell’ Agente Arancio/5 e degli altri molti veleni, portando come esempio che nel 1999 Monsanto fece un’ offerta pubblica alla compagnia del Mississipi Delta&Pine Land per l’acquisizione dei suoi brevetti su una nuova tecnica di OGM radicali, conosciuti ufficialmente come GURTS ( Tecnologia di riduzione di uso genetico) chiamata anche tecnologia Terminator.

Si trattava di una pianta che “si suicida”, dopo un solo raccolto, obbligando gli agricoltori a tornare ogni anno da Monsanto per comprare nuovi semi senza preoccuparsi del prezzo o della disponibilità. La cattiva immagine di Terminator ha minacciato di distruggere tutto il progetto del transgenico appena iniziato. Gordon Conway, presidente della Fondazione Rockefeller, promotrice finanziaria del transgenico, convinse il comitato dirigente di Monsanto a ritirarsi, per il momento, dalla negoziazione al fine di limitare i danni. Monsanto annunciò allora di non voler comprare la tecnologia Terminator. Le ONG anti OGM la considerarono una grande vittoria e non si seppe nulla per sette anni fino a quando, senza tanti proclami, Monsanto annunciò l’acquisizione dei brevetti Terminator. Con questa manovra di rinvio Monsanto ottenne la vittoria sulla lotta ecologista contro Terminator/6.

Lo stesso può succedere attualmente dopo l’annuncio di Monsanto di ritirare le richieste di permesso per i suoi OGM in Europa. Secondo alcuni investigatori, la multinazionale a partire da questo momento inserirà la sua offensiva transgenica all’interno delle negoziazioni in corso sul Trattato di Libero Commercio tra USA e UE/7. Per questo il presidente Obama designò Islam Siddiqui a capo dei negoziati agricoli del trattato in corso. Quando Obama lo nominò all’interno del suo staff del Ministero dell’Agricoltura nel 2010, 98 organizzazioni statunitensi rappresentanti degli agricoltori, pescatori e agricoltura sostenibile, dell’ambiente, dei consumatori, della lotta contro la fame e altri gruppi, espressero la loro opposizione inviando una lettera ai senatori del Congresso perché non approvassero la nomina di questo “uomo di Monsanto” perché “lui favorisce sistematicamente gli interessi agro-industriali”…”scavalcando gli interessi dei consumatori, dell’ambiente e la salute pubblica”.

Essi affermavano che la nomina di Siddiqui debilita gravemente la credibilità dell’amministrazione Obama nella promozione dei sistemi locali per alimenti più salutari e sostenibili e che la sua nomina altresì invia il pessimo segnale al resto del mondo che gli USA programmano di continuare il fallito cammino di un alto ingresso e alto consumo energetico nell’agro-industria attraverso la promozione di pesticidi tossici, biotecnologia di semi infami e accordi commerciali sleali con le nazioni che si oppongono a questa strategia.

Siddiqui, tra il 2001 e il 2008, si è presentato in Europa come lobbysta registrato con CropLife America, i cui membri sono Monsanto, Syngenta, DuPont e Dow, un’ associazione industriale di produttori di pesticidi e prodotti transgenici/8.

Immunità legale a Monsanto

La Monsanto è consapevole che i suoi prodotti sono nocivi ( infettano l‘equilibrio ambientale e le biodiversità, provocano il cancro e molte altre malattie) tant’è che si è avvalsa del senatore Roy Blunt, repubblicano dello Stato del Missouri –dove ha la sua sede Monsanto- e principale ricevente del finanziamento in campagna elettorale della multinazionale, per introdurre la Legge per le Spese in USA un testo che libera Monsanto dall’essere querelata per i danni causati dai suoi prodotti chimici. La Legge per la Protezione di Monsanto, così chiamata dagli oppositori, fu votata dal Congresso e successivamente firmata come legge dal Presidente Obama, nonostante le centinaia di migliaia di petizioni di protesta per non farlo. Così facendo Monsanto come altri fornitori di OGM hanno avuto l’immunità legale di fronte al danno che causano alla popolazione statunitense. I tribunali federali non hanno nessun potere per fermare la sua diffusione, uso o vendita. L’unico altro gruppo USA che gode di questa sconcertante immunità legale sono i fabbricanti di vaccini farmaceutici. Il guerriero Premio Nobel per la Pace, associato a Monsanto e altre multinazionali del settore, concede nel suo paese l’immunità legale alla guerra chimica contro la natura e promuove un’ aggressione analoga contro il Sudamerica.

JUAN LUIS BERTERRETCHE
Fonte: http://www.rebelion.org
Link: http://www.rebelion.org/noticia.php?id=173203
30.08.2013

 

Note

1/ si dice dumping quando un industriale lancia sul mercato un prodotto sottocosto, per rovinare i concorrenti e monopolizzare il mercato. O, nell’export, quando un paese esporta prodotti con prezzo sotto costo di produzione per eliminare la concorrenza straniera. Un esempio di dumping agricolo lo realizzarono gli Stati Uniti in Messico. L’ingresso di grano e carne dagli USA in Messico con prezzo di dumping –sotto il costo di produzione- provocò nei produttori messicani una perdita di guadagno di 12mila e 800 milioni di dollari tra il 1997 e il 2005 ( 1500 milioni di dollari in media annuale). I produttori di mais furono i più colpiti, con perdite per 6600 milioni di dollari, cosa che portò alla rovina e alla perdita dei suoi terreni a molti di loro. Il dumping degli USA in Messico fu poi protetto con l’entrata in vigore del Trattato di Libero Commercio dell’America del Nord (TLCAN). I prodotti agricoli ricevettero sussidi in USA e furono appoggiati con politiche che caldeggiarono la sovrapproduzione. http://www.jornada.unam.mx/2010/09/18/procampo.html

2/ DuPont, Monsanto e Obama contro i piccoli agricoltori del mondo. Freedom Food, 11 07 2010 http://foodfreedom.wordpress.com/2010/07/11/dupont-monsanto-and-obama-versus-the-worlds- family- farmers/

3/ Global Research, 04 06 2013 http://www.globalresearch.ca/the-monsanto-protection-plan-monsantos- deception-game-on-gmo-in-europe/5337502

4/ Stop Monsanto (Espana) 31 05 2013 http://stop-monsanto.es/2013/05/31/monsanto-vamos-a-vender- las-semillas-donde-tenemos-apoyo-politico-y-un-sistema-regulatorio-en-funcionamento-en-europa- principalmente-espana-y-portugal/

5/ L’Agente Arancione era un defoliante utilizzato dai militari USA come parte del suo programma di guerra chimica durante la sua offensiva contro il Vietnam (1961-1971). Le foreste venivano affumicate per defogliarle e scoprire così il nemico altrimenti nascosto dal fogliame e i campi venivano avvelenati perché i vietcong non avessero da mangiare. Il Vietnam stima che 400mila persone furono uccise o mutilate con l’affumicatura. Nelle aree polverizzate si moltiplicò per dieci il numero di nascite con anomalie fisiche e genetiche. 500mila bambini furono infettati. La Croce Rossa del Vietnam calcola che fino a 1milione di persone sono disabili o hanno problemi di salute dovuti all’Agente Arancione. Oggi il Department of Veterans Affairs degli USA presume che una certa quantità di malattie che contraggono i suoi veterani della guerra in Vietnam sono dovute all’esposizione all’Agente Arancione e altri erbicidi, quello che gli da diritto a ricevere compensi per malattia o altre forme di sussistenza. Ci sono decine di malattie gravi: vari tipi di cancro ai polmoni, molte malattie della pelle, leucemie, melanomi, linfomi (come la malattia di Hodgkin) e sarcomi, Parkinson e vari tipi di neuropatie.

http://www.publichealth.va.gov/exposures/agentorange/

6/ Gary Cameron. Gioco dell’inganno Monsanto sui transgenici in Europa. Stop Monsanto. 06 06 2013. http://stop.monsanto.es/2013/06/06/jeugo-de-engano-de-monsanto-sobre-los-transgenico-en-europa-stopmonsanto/

7/ Marianne Falck, Hans Leyendecker e Silvia Liebrich. Il lato più sporco di Monsanto. Outras Palavras. http://outraspalavras.net/destaques/o-lado-mais-sujo-de-monsanto/

8/ Gary Ruskin. Obama nomina come negoziatore agricolo un uomo di Monsanto. Global Research, 05 aprile 2010 http://www.globalresearch.ca/obama-gives-key-agriculture-post-to-monsanto-man/18499

 



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