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“Papa Francesco ha taciuto sui casi di pedofilia in Argentina”

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“Papa Francesco ha taciuto

sui casi di pedofilia in Argentina”

 

19/03/2013 - Le vittime dei sacerdoti accusano il nuovo Pontefice: sarebbe rimasto in silenzio sul caso di un sacerdote condannato a 15 anni per abusi su minori

“Papa Francesco ha taciuto sui casi di pedofilia in Argentina”<1/10>

Papa Francesco: il Washington Post tira fuori qualche scheletro dall’armadio e racconta la vicenda giudiziaria di padre Julio Cesar Grassisacerdote argentino e fondatore di un programma a sostegno degli orfani, oggi condannato con la condizionale per molestie sessuali  ai danni di un bambino sotto la sua tutela.

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CONDANNATO A 15 ANNI, LIBERO - Si chiama Julio Cesar Grassi e, nell’Arcidiocesi di Buenos Aires, è una specie di celebrità. Giovane, dinamico, interessato al mondo dei media e con un’interessante schiera di finanziatori, padre Grassi è il fondatore di una rete di scuole, orfanotrofi e programmi educativi a sostegno dei bambini e dei giovani argentini più sfortunati. La sua fondazione ha un nome solare: Felices los Niños, bambini felici. Grazie alle sue azioni, padre Grassi si è guadagnato il plauso del mondo politico argentino e, ovviamente, anche quello del suo superiore, l’Arcivescovo Jorge Mario Bergoglio, oggi Papa Francesco. Ma padre Grassi è stato condannato a 15 anni di prigione per aver molestato sessualmente un bambino che gli era stato affidato. La sentenza, risalente al 2009, è stata sospesa con la condizionale. Padre Grassi, pertanto, non si trova in carcere.

BERGOGLIO E GLI ABUSI - Secondo quanto riportato dal Washington Post, nell’anno in cui Grassi fu condannato, Bergoglio si sarebbe rifiutato di incontrare la vittima del sacerdote, così come ogni altra persona che subì abusi da parte di un membro del clero argentino. Non avrebbe offerto né le sue scuse, né un risarcimento pecuniario, nemmeno in quei casi denunciati da altri membri della Chiesa o nei casi in cui i sacerdoti accusati fossero finiti in carcere. Bergoglio è stato eletto Pontefice meno di una settimana fa, e da quel giorno i media internazionali si sono soffermati principalmente sulle sue azioni durante la “guerra sporca” nel periodo della dittatura. Ma, oggi, lo scandalo che incombe sul Vaticano è legato alla pedofilia e, benché non ci siano prove che l’allora Arcivescovo di Buenos Aires abbia avuto un ruolo nel coprire i casi di abusi, si tratta di una macchia che potrebbe condizionare il papato di Bergoglio.

“È STATO IN SILENZIO” - Numerose associazioni argentine a sostegno dei diritti umani hanno affermato che, negli ultimi anni, Bergoglio si sarebbe schierato con molta convinzione insieme alle organizzazione laiche per combattere la prostituzione minorile e il mercato del sesso e che avrebbe dato precise istruzioni ai vescovi di denunciare alla polizia tutte le accuse di abusi da parte dei membri del clero. Lo scorso settembre, quando un sacerdote è stato accusato di aver abusato di decine di ragazzini tra il 1984 e il 1992, Bergoglio aveva diffuso un comunicato in cui riaffermava “la sua profonda vergogna e l’immenso dolore per quanto commesso da una persona che dovrebbe dare l’esempio”. Tuttavia, per la maggior parte dei 14 anni in cui Bergoglio è stato Arcivescovo di Buenos Aires, non avrebbe intrapreso nessuna azione decisiva per proteggere i bambini dagli abusi, né avrebbe chiesto scusa quando i primi casi vennero alla luce. ”È stato in silenzio, completamente in silenzio” – ha dichiarato Ernesto Moreau, membro argentino delle Nazioni Unite nonché avvocato di alcune delle vittime che avevano chiesto, inutilmente, un incontro con Bergoglio. “In quel caso Bergoglio non fu troppo diverso dagli altri vescovi argentini, né dal Vaticano”.

LEGGI ANCHE: Papa Francesco scappa dalla domanda sulla pedofilia delle Iene

PADRE GRASSI, UN CASO PROBLEMATICO - Il caso di padre Grassi è stato particolarmente problematico, perché il sacerdote era considerato molto vicino sia a Bergoglio che ai giovani sacerdoti coinvolti nella fondazione. Una fondazione che accoglie 600 orfani e gestisce un giro di donazioni particolarmente cospicuo. Grassi non è stato espulso dal clero: anzi, dopo la sentenza, i vertici della Chiesa argentina guidati da Bergoglio, commissionarono un lungo report in cui si affermava che Grassi era innocente. Il documento è stato messo agli atti in vista del processo d’appello, ancora da celebrarsi, e Grassi può continuare a vivere a pochi passi dalle aule e dei dormitori della scuola da lui fondata e che oggi è diventata il centro della comunità fondata dal sacerdote.  Alcuni dipendenti della scuola hanno testimoniato al processo. Una custode ha raccontato che Grassi “aveva i suoi preferiti, sempre maschietti. Regalava loro biciclette o giocattoli e poi ne sceglieva uno perché fosse il suo piccolo segretario”. Ad accusarlo ci sono poi le testimonianze di tre ragazzini, di età compresa tra i 9 e i 13 anni.

RISTABILIRE LA CREDIBILITÀ DELLA CHIESA - “Molti cattolici vogliono proteggerlo e difenderlo – ha dichiarato Sister Martha Pelloni, avvocato argentino specializzato in abusi su minori – Ma quegli abusi erano reali”. Anche Fortunato Mallimaci, sociologo all’Università di Buenos Aires, ha analizzato la situazione: “Negli Stati Uniti e in Europa esiste una netta separazione tra Stato e Chiesa. Ma non in America Latina – ha spiegato – Qui la società civile è spesso troppo debole per superare il potere del clero e i sospetti si addensano prima sull’accusatore che sull’accusato. Ma se Bergoglio vuole ristabilire la credibilità della Chiesa – conclude Mallimaci – Dovrà essere il primo a dichiarare che nessun abuso verrà tollerato: a Washington come a Roma o a Buenos Aires”.

(Photocredit: Getty Images e LaPresse)

Usa, non difese i bambini da preti pedofili cardinale Mahony rimosso da tutti gli incarichi

http://www.repubblica.it/esteri/2013/02/01/news/pedofilia_negli_usa_il_cardinale_roger_mail_sollevato_da_tutti_gli_incarichi-51696811/

 

Usa, non difese i bambini da preti pedofili
cardinale Mahony rimosso da tutti gli incarichi

 

La decisione presa dall’arcivescovo di Los Angeles Jose Gomez, che prende le distanze dallo scandalo nella più grande diocesi americana. Si dimette anche il vescovo di Santa Barbara

 

mahony non difende abusati

Il cardinale Roger Mahony (reuters)

USA, preti pedofili
la lista degli accusati

grafico abusi


Pedofilia in Chiesa, ecco il numero di casi a Los Angeles

LOS ANGELES - Con una decisione senza precedenti nella Chiesa Cattolica americana, l’arcivescovo di Los Angeles, Jose Gomez, ha annunciato di aver sollevato il suo predecessore, cardinale Roger Mahony, da tutti i suoi impegni pubblici per la cattiva gestione dei presunti abusi sessuali su bambini negli anni ’80 (Mahony guidò l’arcidiocesi dal 1985 al 2011).

La lista dei preti accusati

Gomez ha annunciato anche che il vescovo di Santa Barbara, Thomas J.Curry, si è dimesso. La decisione è arrivata nello stesso giorno in cui l’arcidiocesi di Los Angeles ha pubblicato, su ordine di un giudice, oltre 30mila pagine di documenti riservati su preti accusati di abusi, senza cancellare i nomi degli ufficiali responsabili della gestione dei loro casi.

“Leggere questi documenti è un’esperienza brutale e dolorosa”, ha detto Gomez in una nota, aggiungendo che “il comportamento descritto in questi file è terribilmente triste e cattivo. Non c’è alcuna scusa, nessuna spiegazione per quello che è successo a questi bambini”. I dossier sugli abusi rivelano “comportamenti terribili e diabolici” da parte dei molestatori, scrive il vescovo attuale, sottolineando che per costoro “non ci sono scuse, né giustificazioni”, e che vi sono state inoltre “gravi mancanze” da parte di chi aveva compiti pastorali e avrebbe dovuto vigilare e agire con fermezza.

I casi di pedofilia denunciati negli ultimi anni di fronte alla giustizia americana hanno pesantemente coinvolto l’arcidiocesi di Los Angeles (la più grande degli Usa) al pari di altre. “Tali abusi riguardano (un arco di tempo di) decine di anni, ma questo non li rende meno gravi”, ha riconosciuto oggi monsignor Gomez.

“Ho informato il cardinale Mahony – ha scritto l’arcivescovo nel comunicato – che non avrà più impegni amministravi e pubblici”. Mahony, in pensione dal 2011, si era già pubblicamente scusato per gli errori commessi nella gestione dei casi di preti pedofili.

 

Nel 2007 l’arcidiocesi raggiunse un accordo da 660 milioni di dollari con oltre 500 presunte vittime di abusi, ma le autorità ecclesiastiche tentarono di evitare la pubblicazione dei nomi di chi si era occupato dei casi. Da una prima parte dei file, diffusi a Los Angeles due settimane fa, era emerso che Mahony e altri ufficiali cercarono di proteggere i preti molestatori e di nascondere gli abusi ai fedeli delle parrocchie in cui lavoravano i presunti pedofili.

(01 febbraio 2013)

Costa d’Avorio, 60 morti nella calca per festeggiare il nuovo anno

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http://qn.quotidiano.net/esteri/2013/01/01/823927-costa_avorio_morti.shtml

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Costa d’Avorio, 60 morti nella calca per festeggiare

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il nuovo anno

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Le vittime sono in gran parte ragazzini tra gli 8 e i 15 anni

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La tragedia quando la folla ha iniziato a a entrare nello stadio Felix Houphouet-Boigny. Sono rimasti coinvolti molti bambini che partecipavano ad i festeggiamenti con i fuochi d’artificio per l’arrivo del 2013

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60 morti i nigeria

Strage di bambini allo stadio in Costa d’Avorio (AFP)

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Abidjan (Costa d’Avorio), 1 gennaio 2013  - Oltre 60 persone hanno perso la vita e altre 200 sono rimaste ferite (bilancio provvisorio) durante i festeggiamenti per il nuovo anno nel quartiere di Plateau, ad Abidjan, in Costa d’Avorio. Lo rendono noto i media locali.

In particolare, l’agenzia di stampa Agence Ivoirienne de Presse (Aip) fa sapere che le persone sono rimaste schiacciate nella calca nei pressi dello stadio Felix Houphouet-Boigny, meglio noto come Felicia. Le vittime sono in gran parte ragazzini tra gli 8 e i 15 anni.

Diverse fonti riferiscono che sono rimasti coinvolti molti bambini che partecipavano ad i festeggiamenti con i fuochi d’artificio per l’arrivo del 2013. Il responsabile dei pompieri Issa Sako ha detto che l’ingorgo della folla si è creato all’ingresso dello stadio. ‘’Nella calca molti sono stati calpestati e soffocati dalla folla’’, ha raccontato.

“LA FEDE DEL VANGELO”

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APOSTOLO DOTTOR JOSÈ LUIS DE JESÙS MIRANDA

GESUCRISTO UOMO

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10 di giugno del 2012

Atti degli apostoli 20: 24. Dice:

“Ma a nessuna cosa faccio caso…”

Perchè Paolo deve dire che “a nessuna cosa faccio caso”? Che, che gli stavano arrivando molte cose che chiamano l’attenzione e che molestano?

Ascolta che ministrazione mi ha dato. Guarda:

“Ma a nessuna cosa faccio caso, nè stimo preziosa la mia vita per me stesso” ascolta, questo è tremendo “purchè termini la mia corsa con gioia,

e il ministero che ho ricevuto dal Signore Gesù, di rendere testimonianza al vangelo” della legge di Mosè?  “della grazia di Dio.”

 

Così che, guarda: applicatelo. Non fare caso a quello che stanno dicendo di te.

 

Bene, ed oggi abbiamo un tema… che tema! Dico, non è nemmeno un tema apocalittico ma offre tanta luce su quello che già noi conosciamo ma in una maniera molto, molto bella.

Andiamo a cercare la lettera ai Galati capitolo 3, versi 23 al 25 e andiamo a parlare voi ed io un momentino e a compartirlo, in una forma semplice.

“Ma prima che venisse la fede…”

Ossia, prima della croce non c’era questa fede. Cristo muore, risuscita e arriva questa fede della quale Paolo sta parlando. Dice:

“Ma prima che venisse la fede, eravamo confinati sotto la legge…”

Io non so perchè c’è ancora gente in legge. Perchè, se la fede è arrivata, perchè stare osservando la legge? Non è così? E tutte le chiese osservano la legge. Eravamo carcerati, la parola “confinati” significa questo. Tu non potevi uscire da lì. Mosè era quello che governava tutto.

“…prima che venisse la fede, eravamo confinati sotto la legge, rinchiusi…”

 

Noi non siamo stati rinchiusi, perchè tu sei nato dopo la croce e a te non ti tocca questo.  Paolo sta parlando di se stesso, ossia che tu non devi neanche pensare in questo. Di più, io non so perchè c’è gente che osserva la legge oggi, perchè neanche loro sono nati in quel tempo.

La legge è stata data per quella gente. Oltretutto tu non sei neanche stato in peccato. Perchè tu possa stare in peccato, deve esserci una legge che dica che tu sei in peccato.

I cattolici ci criticano dicendo: -“Loro dicono che non c’è peccato! Il peccato c’è!- hanno duemila anni di ritardo, perchè tu non sei mai stato in peccato. Questa è stata una menzogna che ti ha venduto Roma e i chiamati cristiani di oggi. Non sei mai stato in peccato.

E tu sai le volte che tu ti confessavi con il prete?  Recitavi, ecco cosa facevi dentro a quel cassone. Eh! Tu non sei mai stato in peccato! Per poter stare in peccato tu dovevi stare sotto la dispensazione che ti collocava in peccato ma dopo che Cristo è morto, il peccato è stato tolto e tutti i bambini e tutti coloro che nascono, nascono salvi, se sono prescelti.

Immaginati che grande è l’inganno di Roma. Immaginati l’inganno per duemila anni: come hanno triturato… hanno abusato le menti delle persone.

Bene, “ma prima che venisse la fede” quello che c’era era legge. È arrivata la fede. Per poter arrivare la fede bisognava togliere la legge perchè non possono stare le due cose insieme, perchè fede e legge sono opposte. Ossia, tu non puoi stare dicendo:

-“Fratello, bisogna osservare la legge”-

-“Io la osservo per fede”-

-“Come che per fede? Come che la osservi per fede?”-

-“No, no, no, io per fede compio a Dio”-.

 

No, ma è che se sei in fede tu già hai compiuto a Dio.

Adesso, da dove esce questa confusione?

 

Osserva, andiamo a vedere il libro agli Ebrei, capitolo 11, i versi 1-2 e concludiamo con il verso 6. Osserva quello che dice:

“È, dunque, la fede la certezza di quello che si spera,

la convinzione di quello che non si vede.”

Guarda quello che dice, verso 2:

“Perchè in essa hanno raggiunto una buona testimonianza gli antichi”.

 

Di che fede stava parlando, se la fede non era arrivata?

Quando tu usi questo verso di fede, tu stai parlando dell’aspetto della fede che fa i miracoli. Gli antichi agivano per la fede: Davide prendeva un leone e gli prendeva le mandibole così e gliele apriva. Per la fede, Sansone… per la fede, Davide ne ha uccisi diecimila. Con mille ne ha uccisi diecimila.

Ma era la fede pratica che fa i miracoli, qui Paolo dice: “prima che venisse la fede”… è un altro tipo di fede. È la fede che ti giustifica, ti rende giusto, ti rende perfetto, ti rende completo e ti lascia senza peccato. Ossia, ci sono due manifestazioni di fede.

Quindi, qual’è la fede che predica Roma e le altre chiese? Questa. Però loro non conoscono la nostra. Sai perchè non la conoscono? Ti dirò perchè più tardino e concluderai: -”No, non avrebbero mai potuto conoscerla!”-. Loro non stanno nella fede: loro hanno “fede in Dio” ma non hanno “la fede di Dio”.

(Applausi)

Sì, perchè la fede che predicava Paolo, quando lui dice “prima che venisse la fede” nonostante già ci fosse la fede, fede per fare miracoli, fede in Dio per la convinzione di quello che non si vede e per dire:  -“Sì, è!”-…

Prima che venisse questa fede l’ unico che l’ha sperimentata è stato  Paolo. Gli apostoli non avevano questo tipo di fede. Gli undici apostoli non erano neanche salvi. Non sono mai stati salvi. Osserva se è così: questa fede è un dono che tu non puoi averne nè poca nè tanta.

Adesso, la fede che avevano gli apostoli. Loro dicevano: “Aumentaci la fede” perchè quella si poteva aumentare ma questa no, perchè questa arriva completa.

(Applausi).

Ascolta, io ricevo che tu stai intendendo, perchè Salomone non aveva questa fede ed era l’uomo più saggio della terra ma qui Salomone si sarebbe dovuto sedere qui sotto, a sbavare. Qui stiamo, guarda, tracciando bene la parola di verità, questa non la conosce il pastore dell’angolo, tutta questa gente che ci critica, loro non sanno neanche di cosa noi stiamo parlando.

Sai perchè? Perchè loro hanno un velo e pensano di avere questa fede, ma loro non ce l’hanno. È per questo che vivono per le azioni, per questo pensano che la salvezza si perde, perchè loro non sono mai arrivati a questa fede della quale stiamo parlando.

Continuiamo a leggere la lettera ai Galati 3:23 al 25.

“Ma prima che venisse la fede, eravamo confinati sotto la legge, rinchiusi per quella fede che sarebbe stata rivelata”.

Verso 24:

“In maniera che la legge è stata il nostro” guida, “il nostro mentore…”

E il “mentore” è come un capo, come qualcuno che ti incoraggia, che ti conduce. Un maestro che ti conduce. Ossia, la legge è stata data per condurti a questo, perchè la legge sapeva che tu non avresti potuto compierla.

Dice:

“In maniera che la legge è stata nostro” guida, nostro maestro “nostro mentore, per condurci” a chi? “a Cristo.”

 

E in che maniera ti guida? Ebbene, parlandoti, dicendoti: -“Puoi compiere la legge?”- tu dici: -“No, non posso”-

-“Ebbene, non essere stupido, mettiti in fede. Continuerai a cercare di compierla?”- è un maestro che ti dice: -“Come pretendi tu di compiere a Dio? Mettiti in Cristo che lui l’ha compiuta per te”-.

In questa maniera è un maestro. Ti dice:

“…nostro mentore, per condurci a Cristo, al fine che fossimo giustificati”

per cosa? “per la fede…”  che veniva!

Prossimo verso, 25:

“Ma arrivata la fede” cosa dice? “già non stiamo sotto” maestri, tutori,

già non stiamo sotto la legge “sotto mentore” 

Perchè è arrivata… cosa? La fede che salva, la fede che ti giustifica, la fede che dice: -“Tu sei perfetto, amor mio, tu sei pulito, santificato, completo, prosperato, seduto nei luoghi celestiali. Hai tutto il pacchetto di Dio a tuo favore”-.

(Applausi).

La domanda è: come arrivare a questa fede? Come? Come fai tu ad uscire dalla fede tradizionale ed arrivare a questa fede che sarebbe venuta, che è già arrivata ma che non tutti ci possono arrivare, perchè non è facile?

Guarda quello che dice la lettera ai Romani 10: 17. La domanda è: come arrivare a questa fede?

Può esserci uno spettatore di Telegracia che sta ascoltando in questo stesso momento, possono esserci i miei famigliari: -“Vediamo cosa dice”-. Possono esserci i pastori che ci assediano e dicono: -“Vediamo di che cosa parlano queste persone”- e se, immaginati… bene, tu hai confessato al principio che oggi sarebbero arrivati in molti: ascolta, se non arrivano con questo è perchè sono danneggiati dalla fabbrica.

No, se non arrivano con questo è perchè non hanno udito perchè questo non si può spiegare più facilmente.

Guarda quello che dice il verso 17:

“Così che la fede…”

 

Non la fede degli antichi, questa fede, quella che salva, quella che ti giustifica.

“Così che la fede è” perchè? “per l’udire…”

 

Per cosa? Non per leggere.

Tu sai che gli evangelici che ci sono in giro si mettono in un’università e dicono:

-“Andiamo a crescere in fede, andiamo a studiare la Bibbia…”-

Non è leggendo! Tu puoi leggere tutta la Bibbia. Tu sai quanta gente ha letto la Bibbia:

-“Io ho letto la Bibbia nove volte…”-

-“Io dieci…”-

Peggio!! Peggio, perchè leggi la lettera e il velo ti si rinforza, ti si pone come una maschera di quelle che per toglierle… perchè la fede viene, guarda: per udire. Devi piegare le ginocchia. Piegare il ginocchio e tendere l’udito.

Ma guarda questo, guarda quello che dice, Luca 18: 8.

“Vi dico che presto vi farà giustizia. Ma quando verrà il Figlio” di Maria? Il figlio di chi? “il Figlio dell’Uomo…”

 

Era Figlio dell’Uomo, non figlio di Maria e Giuseppe…

“…quando verrà il Figlio dell’Uomo, troverà fede sulla terra?”

Di che fede stava parlando? Perchè fede dell’altra ce n’era a mucchi. Pietro aveva quella fede, guarda, osserva se Pietro aveva fede che ha persino camminato sull’acqua. Ah, e gli apostoli facevano miracoli.

Ma questa fede della quale sta parlando, è la fede che sarebbe venuta, che già il Figlio dell’Uomo sta profetizzando: -“Troverà questo tipo di fede?”- No.

Quindi, vuole dire che questa fede non è stata trovata da nessuno fino a che si è manifestata in me. Io sono stato il primo che ha avuto questa fede.

(Applausi).

Perchè, ascolta questo: per avere questa fede, deve esserci qualcuno che la predichi, perchè non esisteva e non viene leggendo. Sono duemila anni che la Bibbia  gironzola per tutte le chiese. È che fino a che non appare quello che la riceve, non la si può spiegare.

È chiaro?

(Applausi).

Guarda quello che dice nella lettera ai Romani capitolo 10, dal verso 14 in avanti.

“Come, quindi, invocheranno colui nel quale non hanno creduto? E come crederanno in colui che non hanno udito? E come udiranno se non c’è chi predica?”

 

Doveva venire qualcuno a predicare ma in duemila anni nessuno aveva predicato questo tipo di fede della quale io sto parlando questa notte. La gente parla dell’altra fede… dell’altra fede anch’ io avevo sentito un sacco.

Di più, c’è gente che neanche va in chiesa: -“Io ho una fede cieca nel Signore”- ed è ben cieca!

 

-“Io credo fermamente che c’è un Dio”-. Tutto il mondo crede in Dio. Persino Satana, prima di essere liquidato, credeva in Dio. Ebbene, certo! Se Dio è colui che lo aveva creato. No, e se tu vai in tutte le prigioni e chiedi ai carcerati:

-“Lei crede in Dio?”-

-“Chiaro!”-

Di più, l’altro giorno io stavo ascoltando così un programma in  America TV, un tal Benìtez che è venuto dalla Spagna e quindi, Òscar Aza gli domandava: -“Mi dica una cosa, che cosa raccomanda lei?”-

-“Bene, io raccomando che nessuno vada in chiesa. Perchè, per esempio, io credo fermamente in Dio…”- aveva fede in Dio. Non la fede di Dio ma lui crede in Dio.

E il giornalista gli dice: -“Ma lei raccomanda questo e quindi? E le chiese?”-

-“Bene, è che Gesucristo non ha fatto nessuna di queste chiese”- e quindi l’uomo gli ha detto: -“Ma, quindi, lei non crede… cioè non crede che bisogna andare in chiesa e non crede neanche che sono fatte da Dio?”-

 -“Nessuna è stata fatta da Dio! La chiesa di Gesucristo non è così. La chiesa di Gesucristo è un Governo che viene”- che già c’è ma lui non lo ha visto: lui stava parlando di me senza rendersene conto.

(Applausi).

Ascolta, un buon pensatore. Di fatto mi è piaciuto come ha parlato, non ho potuto togliere lo sguarda da lui perchè stava confondendo Òscar Aza, diceva: -“Adesso sì che sono confuso”- e continuerà a confonderti, perchè l’uomo è un buon pensatore.

Non ha ancora la fede ma lui ha già dubitato di tutto il sistema religioso e fa molto bene perchè ha raccomandato: -“…io raccomando che non vada nessuno, ma nessuno, si butti in chiesa! Che rimangano nelle loro case, pensino e Dio sta lì con loro”-.

E, senza dubbi, lui dice: -“Arriva un Governo, un Governo che Dio porterà”-, perchè crede in Dio. Osserva, lui non è ateo, lui crede. L’unica cosa è che non crede in quello che c’è stabilito, e fa molto bene, perchè questo sì che è perdere tempo!

Andare in chiesa oggi… preferisco andarmene ad una festa, ragazzo! Preferisco andarmene in qualunque posto, meno che in chiesa. Perchè questa non è una chiesa, ti stanno vendendo gatto per lepre!

Ti stanno dicendo: -“Vieni in chiesa”- e non è una chiesa. Ti ingannano. Pertanto, andare dove? A meno che sia Crescendo in Grazia, qui sì che c’è materiale per te.

(Applausi).

Convengono questi versi, andiamo a vedere nella Seconda carta ai Corinzi capitolo 3, versi dal 14 al 16.

“Ma il loro intendimento si è bloccato perchè fino al giorno d’oggi, quando leggono il vecchio patto,  gli resta lo stesso velo non rimosso, il quale viene tolto da Cristo”.

E come toglie questo velo Cristo? Predicando. Io predico, tu ascolti e ti si può cadere il velo. Io ricevo che adesso sta cadendo il velo a un mucchio di benedetti.

 

(Applausi).

Ascolta, e a me quello che chiama l’attenzione è che Isaia, senza stare presente… osserva cosa significa essere profeta, un profeta è una persona che apparentemente predica una scemenza e poi se ne va a casa sua e si morde le labbra, si schiaffeggia lui stesso, si sente male.

Tu sai che a me è successo: a volte dico cose e quando torno a casa mia, io arrivo con la voglia di rompere qualcosa: -“Perchè ho detto questo? Che stupido sono!”- e mi faccio un mucchio di domande. Passano tre mesi: -“Capperi! È per questo che io ho detto quella cosa!”- .

Quindi, Isaia… andiamo a cercare Isaia 25, verso 7. Lui ha detto questo e io mi immagino che, dopo, è caduta nella sua mente una tristezza. Perchè lui stava già profetizzando qualcosa che avrebbe tardato migliaia di anni in compiersi. Dice:

“E distruggerà in questo monte la coperta con la quale sono coperti tutti i popoli”  che è la legge  “e  il velo che avvolge tutte le nazioni.”

 

Quando dice: “Il velo che avvolge tutte le nazioni” non si poteva compiere in quel tempo, perchè tutte le nazioni… non si era moltiplicata la razza.

Ma, quindi, questo “velo che avvolge tutte le nazioni” l’ultima cosa che la gente si immagina è che sia Gesù di Nazaret. Che spettacolo! Questo è il “Codice Miranda”, perchè questo non lo sapeva nessuno!

-“Ossia, che Gesù di Nazaret è l’ostacolo?”-

Questo è il tuo ostacolo.

Di fatto perchè hanno chiamato Paolo, Anticristo? Perchè lui ha toccato questo velo. Quello che succede è che a lui non hanno fatto caso, lui non ha convinto nessuno. Paolo ha toccato questo velo, ha detto: “perchè siate di un altro, di colui che è risuscitato”.

E immediatamente: -“Fuori! Non si può più ascoltare quest’uomo!”- e gli stessi apostoli lo hanno liquidato, gli hanno tappato la bocca, hanno scritto carte dopo di lui perchè non credessero in lui.

Quindi, la ragione per la quale io sono Anticristo è perchè io continuo con questo modello che aveva Paolo ma io sì sto ottenendo di togliere il velo.  Paolo non ha potuto toglierlo a nessuno. Bene, neanche a uno.

Ha detto: -“Tutti mi hanno abbandonato. E dopo la mia partenza, questo termina, che lo tolga l’ALTRO. L’Altro lo toglierà, perchè io non posso! Io gli lascio lì il martello, gli attrezzi, i chiodi, la dinamite, glielo lascio lì come fondamento e poi che lui lo raccolga e faccia qualcosa con questo, per vedere se lui lo può togliere”-. E lo stiamo facendo?

(Applausi)

Adesso, osserva se nel 666 c’è sapienza che se io ti tolgo il velo e ti attivo la fede, quella che sarebbe venuta, e tu entri in questa fede, quindi, toglierti il velo è come dirti: -“Non guardare a Gesù di Nazaret. Non guardare prima della croce, perchè se guardi prima della croce, lì c’è la legge. Lì c’è la maledizione. Lì c’è la condanna. Se guardi dopo la croce, ti vedi perfetto. Lì vedi perfezione. Lì vedi la fede che giustifica, la fede che salva, la fede che ti lascia completino. Non ti manca niente. La fede che ti dice: Non cercare più Dio perchè già ce l’hai dentro!”-.

Perchè lo Spirito di Dio, nel tempo prima della croce, dei profeti, dice che lo Spirito di Dio veniva e si impossessava di una forza come quella di Sansone, veniva e se ne andava. Perchè arrivava, improvvisamente, e li faceva profetizzare e se ne andava e li lasciava soli?

Lo Spirito di Dio veniva su di loro e li ispirava a dire delle parole profetiche e poi lo Spirito se ne andava. Perchè? Perchè stavano in peccato e lo Spirito di Dio non può dimorare dove c’è peccato. Ma dopo la croce, al togliere il peccato, Lui è venuto per rimanere. È per questo che la vita di Gesù sta in te.

(Applausi).

La vita di Cristo sta in te. Tu hai tutti i diritti di reclamare la tua eredità perchè sei COMPLETO, PULITO, SANTO E BENEDETTO.

ABBA PADRE!

(Applausi).

STORIE DI ORDINARIA PEDOFILIA. Diocesi di Milano Seminario di Bergamo

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Questa è la storia di Alessandro V., ex seminarista violentato cinicamente all’età di 11 anni per due lunghi, interminabili anni, nel seminario di Bergamo, dal prete che si definiva suo padre spirituale.

Alessandro è la stessa persona che, cresciuto, adulto, padre di famiglia e rispettabile professionista, in questo momento si è volontariamente incatenato al cancello del seminario di Bergamo, in una protesta non violenta alla ricerca di una giustizia che non è mai stata fatta.

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http://retelabuso.blogspot.it/2012/05/storie-di-ordinaria-pedofilia-diocesi_30.html

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STORIE DI ORDINARIA PEDOFILIA.

Diocesi di Milano – Seminario di Bergamo

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Documentiamo un’altra “storia di ordinaria PEDOFILIA”, una delle tante purtroppo. Questa volta parliamo degli abusi avvenuti non molti anni fa a un seminarista A. V. nel seminario di Bergamo, e della Diocesi di Milano, che tra qualche giorno ospiterà Benedetto XVI, attuale Papa, colui che non solo ha gestito ed insabbiato negli ultimi 40 ANNI i CRIMINI di PEDOFILIA avvenuti in TUTTO il MONDO, quando era a capo della Congregazione per la Dottrina della Fede (Ex Santa Inquisizione) , ma colui che, niente affatto pentito nè minimamente interessato al caso, ha chiuso le porte in faccia ad una delegazione delle vittime di preti pedofili, partita per un pellegrinaggio a piedi, da Savona a Roma il 22 settembre 2011 e giunta a Città del Vaticano l’11 ottobre 2011.

Un teatrino per bambini gestito da criminali in abito talare, che abusano di loro in NOME di DIO e che alla luce delle linee guida emesse dalla CEI pochi giorni fa, dimostrano per l’ennesima volta di auto eleggersi PROTETTORI di PRETI PEDOFILI, a discapito delle vittime per l’immagine della Chiesa. Anche nel caso che andiamo a raccontare, il Cardinale Joseph Ratzinger era la massima autorità in materia e non fece NULLA !!!

IL TESTO CHE SEGUE è la versione integrale dell’esposto depositato presso la Procura di Milano dalla vittima, ho solo ritenuto di dover rimuovere il nome della vittima per tutelarla e i nomi di coloro che hanno contribuito a favoreggiare questi crimini. Doveroso sottolineare che la serie di perizie psicofisiche e l’assistenza legale, non è alla portata di tutti, per questo i PRETI PEDOFILI restano impuniti.

PROCURA DELLA REPUBBLICA

PRESSO

IL TRIBUNALE DI BERGAMO

              

             DENUNZIA – QUERELA

Illustrissima Procura della Repubblica, vogliate accogliere e prendere visione della mia denunzia di cui alle seguenti pagine.

OGGETTO

DENUNCIA CONSEGUENTE A FATTI ILLECITI, VIOLENZE SESSUALI E PSICOLOGICHE, SUBITI DAL 1981 AD OGGI ANCORA, DA PARTE DI SACERDOTE MIO EX PADRE SPIRITUALE, DEL SEMINARIO VESCOVILE GIOVANNI XXIII DI BERGAMO.

Espongo e denuncio:

Io sottoscritto V. A., nato a Bergamo il 26.12.1970 e domiciliato in Via xxxxxx n°xx 20127 Milano, Tel. 366.xxxxxxx, mail xxxxxxxxxx@yahoo.it,  dichiaro di essere entrato nell’anno 1981 nel seminario Vescovile Giovanni XXIII di Bergamo per dedicarmi agli studi ecclesiastici con la fede e l’ardore che contraddistinguono un giovane credente di quella età ed una ritenuta vocazione per la vita sacerdotale.

Purtroppo però la  mia vita  è stata precocemente sconvolta dalle violenze sessuali subite nei primi due  anni di seminario, a opera dell’allora  mio padre spirituale Don A. B., poi deceduto nel luglio 2007 .

Ebbi a subire, fin dal mio ingresso in seminario e con  una frequenza pressoché quotidiana, pesanti  molestie da parte del richiamato sacerdote il quale le poneva in essere quasi tutte le notti entrando nella camerata che condividevo con altri ragazzi e almeno una volta la settimana nello studio dello stesso sacerdote ove venivano tenuti i colloqui personali con il padre spirituale.

Gli atti cui ci si riferisce sono chiaramente descritti (e qui si richiamano integralmente) nella relazione della D.ssa Alessandra Bramante, Psicologa e Criminologa clinica che  da  tempo mi ha preso in terapia e che ne ha valutato l’attendibilità delle sue affermazioni e la gravità della patologia che me ne è residuata  e alla successiva relazione di consulenza specialistica psichiatrico-forense redatta, dopo visita peritale, dal Dr. Marco Garbarini, specialista Psichiatra Perfezionato in Psicopatologia e Psicologia Forense.

Il mettere in atto molestie da parte del prete in questione verso bambini del seminario messi nelle sue mani da parte di famiglie ignare di tutto ciò , viene confermato dal manoscritto dell’ex vescovo di Bergamo Mons. R., che all’epoca della mia prima lettera raccomandata denunziante i fatti subiti, confermava anche che da parecchi anni si era venuto a sapere di quanto questo prete faceva nella sua vita, ma comunque proseguiva indisturbato e non punito nella sua attività pastorale.

Viene menzionata nella relazione psicologica una tale gravissima turbativa che mi ha lasciato un trauma pesantissimo che non mi ha portato a termine gli studi seminaristici abbandonando il seminario nel 1986, a 16 anni.

Viene inoltre descritta anche la mia successiva vita “laica” che è stata pesantemente turbata dai patiti anni di reiterate violenze subite con un continuo malessere malamente dissimulato ma sempre presente in ogni mia iniziativa  prima di studio e poi lavorativa, ma ancor più nei miei rapporti sentimentali.

Il malessere si è però pesantemente aggravato qualche tempo dopo attorno agli anni 2003-2004, quando, nel corso di un colloquio con mia  madre  che improvvisamente ed inaspettatamente mi chiese cosa mi fosse successo in Seminario, il ricordo  di quanto subito si è violentemente  quanto impietosamente riaffacciato alla mia coscienza e la stessa mia madre, mi disse che il motivo del mio abbandono del seminario, lei lo aveva intuito e per tutti quegli anni lo aveva tenuto sofferente dentro di sé.

Le violenze poste in essere all’interno del seminario,  per la loro gravità, a parer degli specialisti che hanno seguito il mio caso, di cui intendo espormi di persona senza assistenza legale  hanno sostanzialmente condizionato sin dall’inizio, ovvero a far tempo dal 1981, la mia vita affettiva e il mio equilibrio psicofisico  i cui risvolti veramente devastanti sono chiaramente evidenziati sia nella relazione della D.ssa Bramante stessa che in quella del Dr. Garbarini e che qui vengono allegate, sia per evidenziare la descrizione degli spregevoli atti di violenza messi in atto sulla mia persona  (all’epoca avevo undici anni) portati avanti per circa un biennio che per certificare la loro veridicità testata con professionalità dai qualificatissimi consulenti.

Dalla relazione del Dr. Garbarini, lo stesso  ha infine quantificato  la residualità del danno biologico riscontrata con valutazione medico/legale in ragione di un individuato disturbo post-traumatico da Stress Cronico Moderato, complicato da una patologica strutturazione della personalità valutabile in  un valore  che può arrivare fino al 25%  (venticinque per cento).

In merito alla ricostruzione storica e probatoria della vicenda faccio presente che una volta rivisitata nella mia mente tutta la vicenda nell’aprile del 2004  decido di scrivere e spiegare questo  mio tormento  interiore all’allora vescovo di Bergamo, Mons. R. che riscontra addolorato e mi invita  ad alcuni incontri presso la casa Vescovile di Piazza Duomo 4 Bergamo.

A tali incontri, nei quali viene sviscerata tutta la vicenda con la ricostruzione di quei drammatici momenti e con l’ammissione che  la cosa era venuta a conoscenza delle autorità ecclesiastiche che provvidero ad allontanare Don B. dal seminario trasferendolo in altre sedi ecclesiastiche, partecipò anche un allora mio Prefetto nel seminario , Don  A. L., con ruolo di segretario personale del Vescovo.

Inizia cosi una serie consistente di comunicazioni scritte e incontri, in merito alle molteplici mie richieste , di dar atto alla scomunica del sacerdote, che mai a nulla valsero. In quegli incontri, avevo inoltre, oltre che a sollecitare le mie richieste di scomunica,  prospettavo anche la mia ipotesi risarcitoria da parte dell’Arcivescovado/Curia/Seminario quale unico responsabile e mio tutore sia per coprire le spese dei trattamenti sanitari/psicoterapeutici cui  decisi  di sottopormi, sia in particolare,  per ristorare tutti i gravi patimenti che ebbi e che tuttora ho, oltre ai patimenti  vissuti dalla mia famiglia per tutti questi anni,  che all’epoca dei fatti, pensava di avere un figlio tra mura e mani sicure.

Purtroppo dopo la morte di Mons. R., avvenuta alla fine del 2009 ho interrotto la trattativa in corso con l’Arcivescovado di Bergamo , per poi riprenderle con il prelato sostituto Mons. Francesco Beschi, a Maggio del 2010 e dal quale non ho mai ricevuto risposta alcuna alle mie innumerevoli lettere raccomandate e tanto meno alle richieste risarcitorie avanzate da un legale all’epoca da me incaricato.

Un’unica riposta arrivò per tramite mail, da parte di un assistente legale dell’arcivescovado di Milano, (Avv. Mario Zanchetti ) che in seguito ad indagini fatte, rispose che nella diocesi di Bergamo e nel Seminario, nessuno ricordava nulla di queste vicende a parte aver preso visione di tutta la mia documentazione postale inviata dal 2004 al 2010 e pertanto non vi fù nessun incontro o qualsivoglia valutazione risarcitoria per i gravissimi danni subiti.

Prosegue un insistente e praticamente settimanale fino al mese di luglio 2011, invio di richiesta scritta al seminario Vescovile in persona del suo rettore Don Pasquale Pezzoli e alla curia in persona del Vescovo Mons. F. Beschi di incontro, al fine di  valutare la chiusura di questa vicenda.

Espongo richiesta scritta in particolare presso il seminario e in modo specifico al rettore Don Pasquale Pezzoli, in quanto lo stesso, all’epoca dei fatti era uno dei miei superiori e collaboratore con il Don B. e al corrente di tutto quanto succedeva. (di ciò vi è  testimonianza di un mio ex compagno non consacrato sacerdote e anche esso oggetto solo di tentata violenza, ma che esponeva all’epoca dei fatti a Don Pasquale Pezzoli, quanto il Don B. stava facendo su di lui e su altri suoi compagni tra cui me. Lo stesso don Pezzoli, rispose di stare zitto e non dire nulla perchè erano solo dicerie  e malelingue ).

Ad oggi, dallo stesso don Pezzoli, una banalissima telefonata ricevuta nel mese di Giugno 2011, nella quale mi disse che non sapeva nulla e non poteva fare nemmeno nulla, chiudendo poi rapidamente la telefonata stessa.

Proseguono cosi a parer mio e degli specialisti che seguono il mio cammino psicologico, le violenze sulla mia persona a livello psicologico, dettato dal più completo silenzio alle mie missive, creando in me ancor più dolore e sofferenza interiore, amplificando la non autostima verso me stesso e non permettendomi di vivere normalmente, se non con l’utilizzo in quantità ingenti di prodotti antidepressivi e psicofarmaci.

Dei fatti di cui alla presente  sono venuti a conoscenza, nelle varie fasi dello svolgersi della intera vicenda più soggetti che  indico come testi ai fini di espletare una corretta istruttoria probatoria.

In ogni caso proprio dopo la forzata quanto sofferta interruzione delle richiamate trattative ho ritenuto di ricontattare tutti i vecchi compagni di seminario e i sacerdoti che allora ebbero con lui contatti e che ritenevo, e ritengo tutt’oggi, a conoscenza dei fatti di cui è causa al fine di potere in questa sede documentarli offrendo le relative informazioni e/o relazioni concessemi durante questi vari incontri.

Pertanto io sottoscritto A. V.

Chiedo a questa  illustrissima Procura della Repubblica di Bergamo di precedere nei confronti di tutti i responsabili che verranno ravvisati e per la fattispece di reato ritenuto applicabile, anche con riferimento ai comportamenti omissivi di chi ne era a conoscenza e del relativo concorso ai reati.

Mi riservo di far valere nelle sedi competenti il diritto al risarcimento dei danni verso i responsabili ( Tra cui il Seminario Vescovile Giovanni XXIII ), quantificato in  € 788.175,00 a titolo di danno Biologico, oltre al danno morale e da quello subito  dalla mia famiglia pari a non meno di € 700.00,00, per un totale di € 1.488.175,00 fino alla data del decesso di Mons. R.. Oltre a quanto sopra, viene richiesto un’ulteriore risarcimento di danno morale pari a € 210.000,00 per violenza psicologica subita in questo lasso di tempo ove invano ho cercato di riallacciare i contatti con la Curia di Bergamo/Seminario, ricevendo in cambio solo ed esclusivamente ignobili e violenti silenzi.

L’importo totale di richiesta di risarcimento danni è pertanto pari a

 € 1.698.175,00.

Chiedo, inoltre, di essere avvisato al seguente indirizzo mail (xxxxxxxxxx@yahoo.it) in caso di richiesta di archiviazione ex art. 408 c.p.p. o di proroga delle indagini preliminari ai sensi dell’art. 405 c.p.p.

Indico a proposito di violenza psicologica quanto sotto                                                                                                                                           esposto.

Ci sono parole, comportamenti che nessuna legge punisce e che possono uccidere psichicamente una persona o almeno ferirla in modo grave e spesso irreversibile.


La provocazione continua, l’offesa, la disistima, la derisione, la svalutazione, la coercizione, il ricatto, la minaccia, il silenzio, la privazione della libertà, la menzogna e il tradimento della fiducia riposta, l’isolamento sono alcune forme in cui si manifesta la violenza psicologica.


Come si può definire la violenza psichica? È quella strategia che mira a uccidere, distruggere, annientare, portare al suicidio una persona, senza spargimento di sangue. La caratteristica fondamentale di questi comportamenti è la crudeltà esercitata dall’aggressore, il quale ben sa che lesioni fisiche o violenze sessuali potrebbero essere punibili come reato.

Le strategie che mette in atto chi decide di annientare un essere umano sono molto subdole e mirano prima di tutto ad anestetizzare la vittima designata in modo che non possa reagire.

Come mai ? Non è forse complicità questa? La vittima chiede anche alla procura di accertare le responsabilità alle quali si sono sottratti una notevole serie di prelati. “la chiesa accusa noi vittime di fare di tutta l’erba un fascio”, purtroppo i meccanismi di criminale omertà utilizzati dalla Chiesa coinvolgono tutti i preti, lo dimostra il fatto che in tutti i casi, “TUTTI SANNO MA NON ESISTE UNA DENUNCIA DA PARTE DI PRETI O VESCOVI IN TUTTO IL MONDO”.

INVITO INOLTRE QUESTA ILLUSTRISSIMA PROCURA DELLA REPUBBLICA A VOLER SOTTOPORRE  I SEGUENTI QUESITI ALLE PERSONE DA ME SOTTO/ELENCATE, QUALI TESTIMONI E / O PERSONE INFORMATE DEI FATTI:

                    Testi con relativi capitoli di prova

 1.  Don A. L. segretario personale del Vescovo Mons. R.:

  • Vero che negli anni ottanta è stato il prefetto del Sig. A.V. nel Seminario di Bergamo?
  • Vero che lei negli anni 81/82/83 era venuto a conoscenza del fatto che Don B. era indicato come autore di molestie sessuali su giovani  seminaristi ?
  • Vero che dal 2004 lei è venuto a  conoscenza che il sig. A. V. stava sottoponendo alla curia di Bergamo la sua posizione in merito alle molestie sessuali subite negli anni ottanta ?
  • Vero che era per cui a conoscenza che l’allora vescovo R. e il Don P. stesso, erano a conoscenza dei fatti di molestie e violenza ?
  • Vero che lei ebbe  , nel corso del 2004,   un colloquio con il sig. A.V. ed il suo legale Matteo Pagani su espresso incarico ricevuto   dell’allora vescovo Mons. R. per verificare  fatti  e circostanze che lo stesso A.V. lamentava come ricevute violenze e molestie sessuali  da parte di Don B. nel corso del periodo trascorso presso il Seminario di Bergamo ?
  • Vero il A.V. ebbe più colloqui nel corso degli scorsi anni con il Vescovo di Bergamo Mons. R. nella casa vescovile al fine di discutere delle vicende sopra richiamate    e in due occasioni venivano versate al sig. A.V. in contanti Euro 10.000 quale anticipo del risarcimento che lo stesso Vescovo si era impegnato a fargli riconoscere ?

2. Don G. A.

  • Vero che negli anni ottanta frequentava il Seminario di Bergamo con  il sig. A.V. sia pure in sezione diversa?
  • Vero che era a conoscenza del fatti che Don B. molestava sessualmente alcuni giovani seminaristi o per lo meno che il soggetto in questione faceva cose strane di notte nelle camerate dei seminaristi?
  • Vero che sapeva del fatto che il Don P. P. era a conoscenza di quanto accadeva in quegli anni e in particolare delle molestie messe in atto da Don B. ?
  • Vero che anche lei ebbe la sensazione di tentativo di molestia da parte dello stesso prete durante un colloquio, quando lui le accarezzò il collo della maglia che indossava e che riferi al Sig. A.V. questa cosa nell’incontro tenutosi qualche mese fa con lei ?
  • vero che una sera sentì una conversazione nella sala degli educatori e superiori ove erano presenti M. M., Don B. F., Don P. P. e tutti i prefetti che parlavano di quanto stava accadendo in relazione alle molestie poste in essere da Don B. ?

     3. Don P. S. e Don P. R.

  • Vero che sin dall’epoca dei fatti ( 1981/1982/1983 ) eravate al corrente del comportamento tenuto da Don B. in quanto riferitovi ciò dall’allora compagno G. A. ?
  • Vero che sapeva del fatto che il Don P. P. era a conoscenza di quanto accadeva in quegli anni e in particolare delle molestie messe in atto da Don B. ?

     4. Don P. M.

  • Vero che lei è stato compagno episcopale di Don B. recentemente prima della sua morte?
  • Vero che è a conoscenza del fatto che alcuni seminaristi lamentarono molestie ricevute da Don B.?
  • Vero che lei sostenne poco tempo fa con un collega prete che il suo compagno Don B. era comunque una brava persona anche se aveva questo piccolo difetto ?
  • Vero che sapeva del fatto che il Don P. P. era a conoscenza di quanto accadeva in quegli anni e in particolare delle molestie messe in atto da Don B. ?

 6. A. C.

  • Vero che Don B. con lei ebbe a porre tentativo di molestie a carattere sessuale alle quali lei si oppose ma che tanto la turbarono ?
  • Vero che in relazione a tale comportamento lei ebbe ad abbandonare il Seminario in maniera notevolmente traumatica trasferendosi persino all’estero?
  • Vero che era al corrente del fatto che  Don B.   teneva analogo comportamento anche con altri giovani seminaristi ?
  • Vero che sapeva del fatto che il Don P. P. era a conoscenza di quanto accadeva in quegli anni e in particolare delle molestie messe in atto da Don B. ?

7. V. L. e V. M.

  • Vero che negli anni 80, durante la vostra frequentazione del Seminario di Bergamo siete venuti a conoscenza di molestie sessuali che  Don B. poneva in essere nei confronti  di giovani seminaristi ?
  • Vero quando di tali fatti avete reso edotti i vostri educatori vi veniva riferito di non parlarne con altri e che erano solo malelingue ?

  8. Mons. M. M. e Don F. B.

  • Vero che all’inizio degli anni ottanta lei rivestiva il ruolo di  “superiore”  nella sezione delle scuole medie del Seminario di Bergamo dove il A.V. frequentava e il Don B. aveva ruolo di padre spirituale ?
  • Vero che a lei era giunta notizia di lamentate molestie sessuali ad opera di   Don B. sin dal 1981/82/ ?
  • Vero che sapeva del fatto che il Don P. P. era a conoscenza di quanto accadeva in quegli anni e in particolare delle molestie messe in atto da Don B. ?

  9. Mons. P. P.

  • Vero che lei all’epoca dei fatti era un superiore/insegnante nel reparto delle scuole medie ed era venuto a conoscenza di quanto accadeva di notte e di giorno ad alcuni giovani seminaristi o meglio che venivano molestati da Don A. B. ?
  • vero che un certo bambino alunno e seminarista di nome C. D., venne da lei a riferire che il Don B. aveva provato a molestarlo e che molestava altri suoi compagni e lei rispose in duro modo che erano male/voci e comunque doveva stare zitto e non dire nulla perchè non era vero mentre invece ne era perfettamente a conoscenza ?
  • Vero che in tutti questi anni lei ha sempre saputo cosa combinava nelle varie parrocchie ove veniva mandato/spostato il Don B. ? ( non è mai stato allontanato dall’attività Pastorale e in ogni luogo ove ha prestato servizio immancabilmente adescava e molestava qualche bambino )

            10. Sig. C. D.

  • Vero che durante la sua permanenza in seminario negli anni 1981/82 venne operato di appendicite e in degenza trasferito presso l’infermeria del Seminario di Bergamo ?
  • Vero che durante la sua degenza il suo padre Spirituale Don A. B. gli venne a far visita e prese la scusa di voler vedere la sua ferita per tentare di abusare di lei, vista la posizione della ferita ?
  • Vero che informò di quanto sopra il superiore Don P. P. e lo stesso in modo duro le riferì di stare zitto e non dire nulla perchè non era assolutamente vero e se lo era solo immaginato ?
  • Vero che riferì  anche di sapere che lo stesso prete faceva queste cose anche su altri bimbi e lo stesso le rimproverò di nuovo di stare zitto che erano solo male/lingue ?

    11. D.ott.ssa Alessandra BRAMANTE :

  • Riferisca sulle risultanze della valutazione peritale che si produce a sua  firma e su quanto ha riscontrato sulla personalità del Sig. A.V. e riferisca sul fatto che lo stesso è da tempo in cura con psicoterapia presso il suo studio .
  • Si richiede inoltre che  venga disposta una consulenza tecnica al fine di valutare l’attuale stato psicofisico dell’attore e la quantificazione del danno biologico in relazione al patimento psichico causato dai fatti di cui è causa .

      Allego mediante deposito in cancelleria la seguente documentazione:

1.   Perizia medico/legale  rilasciato dal dott. Marco Garbarini – psichiatra con specialità in psicologia forense ;

2.   Relazione clinica della D.ssa Alessandra Bramante – psicologa e criminologa clinica

3.   Dettaglio storico corrispondenza intercorsa con il precedente Vescovo di Bergamo mons. R. inviata per tramite raccomandata al vescovo attuale Mons. Francesco Beschi.

4.   Unica riposta ricevuta via Mail da Avv. M. Zanchetti per conto Curia.

5.   Lettere raccomandate inviate al Rettore del Seminario e al Vescovo Mons. Francesco Beschi fino ad oggi e alle quali non è seguita alcuna risposta.

    Distintamente

    A. V.


1) 
Allego prima di concludere, il testo di 2 lettere inviate dal Vescovo R. alla Vittima A.V. emerge come sempre l’indifferenza della chiesa, la contraddizione di frasi fatte e disoneste, che non escono dal cuore.

Bergamo 24 Agosto 2004

Ho letto il suo scritto con dolore e sconcerto per le sue vicende passate e per la sua sofferenza presente.Egregio sig. A. “riporto come da testo originale, non mette neppure il cognome della vittima”

Mi sento profondamente addolorato per l’origine di questa dolorosa situazione da me non conosciuta.

A nome di tutti le chiedo scusa e le prometto di ricordarla nelle mie povere preghiere perchè possa raggiungere la serenità sperata.

Se lo ritiene utile la incontrerei volentieri. Le garantisco che da diversi anni, cioè da quando si è conosciuto qualcosa, la persona da lei indicata è stata messa in condizione di non aver più contatti con i ragazzi.

Con profonda e sincera partecipazione alla sua sofferenza la saluto cordialmente e le auguro giorni più sereni.

+ R.

2)

Gentilissimo Sig. A.

Quindi non c’e’ nessuna motivazione particolare ma l’impossibilità fisica di sedersi alla scrivania .le chiedo scusa per non aver risposto al suo scritto del 30.11.2004: sono stato travolto da moltissimi impegni che mi hanno reso impossibile di rispondere a molte lettere.

Ancora chiedo perdono.

Sono contento di poterla incontrare anche se dovremo collocare tale incontro dopo il 6 aprile.

Infatti i prossimi giorni sono già completamente occupati dagli impegni pastorali legati alla Pasqua.

In più il 30 di marzo partirò con un gruppo di sacerdoti per un pellegrinaggio. Lei telefoni al mio segretario Don Alessandro Locatelli ( 035.xxxxxx ) per concordare la sua visita con le mie possibilità.

La ricordo nelle preghiere perchè la Pasqua doni speranza e serenità al suo cuore tormentato. Saluti e auguri di buona pasqua.

Bergamo 15.Marzo 2005

+ R.

Buonuscite ai preti pedofili. Così la Chiesa “punisce” gli abusi

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Fonte: http://affaritaliani.libero.it/cronache/preti-pedofili010612.html

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CRONACHE

Buonuscite ai preti pedofili. Così la Chiesa “punisce” gli abusi

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Venerdì, 1 giugno 2012 – 13:03:00
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prete

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di Miriam Carraretto

“Buonuscite” da 20 mila dollari, una pensione da 1.250 dollari al mese e l’assicurazione sanitaria fino a quando non avranno trovato un altro lavoro. Secondo ilNew York Times, è quanto avrebbe pagato la Chiesa cattolica negli Stati Uniti per compensare i preti accusati di pedofilia e favorire il loro ritorno alla vita laica e privata. Insomma, per dare una mano ai religiosi che hanno abusato di minori. Un gioco a carte invertite, in cui il risarcimento se lo piglia chi ha commesso il reato, non la sua vittima.

Ad aver autorizzato i pagamenti sarebbe stato il cardinale Timothy Dolan, dal 2002 al 2009 arcivescovo di Milwaukee e oggi a capo della Conferenza episcopale statunitense, personaggio assai conosciuto negli States e inserito dal Time tra le 100 persone più influenti del mondo. All’epoca dei fatti, Dolan aveva negato tutto: “L’accusa” – si era difeso – “è falsa, pretestuosa e ingiusta”.


Il primo caso analogo a Milwaukee risale al 1983.
 Il prete in questione, Franklyn Becker, era stato accusato di aver molestato e abusato di almeno 10 minori, sia maschi che femmine. Per lui, ci fu anche una vera e propria diagnosi di pedofilia. Rimosso dall’incarico solo nel 2004, si vide versare 10 mila dollari a titolo di aiuto. “Fu un atto di carità”, commentò allora il cardinale Dolan.Ma, oggi, un documento reso pubblico dagli avvocati delle vittime e riferito a una riunione del Consiglio finanziario dell’Arcidiocesi di Milwaukee del 7 marzo 2003 ha confermato la sua firma sulle autorizzazioni alle transazioni. Allora, la situazione degli abusi era così grave e indifendibile che persino la compagnia assicurativa dell’Arcidiocesi si rifiutò di coprire i costi: “La Chiesa è stata negligente”, disse il suo responsabile.

Il fatto che la “buonuscita” concessa ai preti pedofili sia una procedura formale all’interno della Chiesa, nota come “laicizzazione”, certo non rasserena. Anzi, scandalizza ancora di più. Soprattutto dopo la posizione assunta qualche giorno fa dalla Cei in merito ai casi di pedofilia: i vescovi non hanno l’obbligo di denunciare alle autorità i casi di abusi di cui vengano a conoscenza. La giustificazione data da alcuni esperti in materia, secondo cui “quando un uomo diventa prete, la Chiesa è chiamata a soddisfare i suoi bisogni per tutta la vita”, è sin troppo debole.

Solo da noi, negli ultimi 11 anni, i casi accertati di pedofilia all’interno del clero sono stati 135. In America, la Chiesa ha già pagato oltre 16 milioni di dollari per sostenere i processi dei religiosi accusati di violenze su minori. Nel 2011, l’Arcidiocesi di Milwaukee è stata persino costretta a presentare istanza di fallimento.

Nella lettera inviata pochi giorni fa all’attuale Arcivescovo di Milwaukee dall’associazione delle vittime Survivors Network of those Abused by Priests si legge: “In quale altra occupazione, soprattutto che opera con le famiglie, le scuole e i giovani, viene dato un bonus in denaro a un dipendente che abbia molestato e abusato sessualmente su dei bambini?”

Le persone silenziose chiedono conto al cardinal Calcagno.

La chiesa le rinnega ma silenziosi e non violenti ci saranno anche loro, quelli coinvolti da 32 anni di abusi sessuali di preti pedofili che ben quattro vescovi savonesi hanno consapevolmente deciso di coprire a danno di decine di bambini.

“Una decisione maturata con grande coscienza, ma non potevo chiedere alle vittime di tollerare e subire un’altra umiliazione”. Queste le parole di Francesco Zanardi portavoce della Rete L’ABUSO che domani mattina attenderà  insieme a diverse vittime e sostenitori il passaggio della processione patronale, che transiterà in via Torino a Savona.

Una presenza silenziosa e non violenta, come sono silenziose le decine di vittime che i preti pedofili savonesi hanno prodotto grazie alla complicità di ben quattro vescovi. Vittime che la chiesa oggi guarda come fossero degli appestati, alle quali non ha mai accennato nemmeno un “mea culpa”.

Spiega Zanardi “La nostra sarà una presenza silenziosa che non vuole ne intralciare la processione, ne offendere i cattolici che partecipano. Dimostreremo con una maglietta che riporta i volti dei vescovi ed una scritta “Hai ancora il coraggio di lasciare i tuoi figli sotto la loro tutela?”.

La decisione non è stata facile in quanto abbiamo dovuto studiare un modo non invasivo per denunciare civilmente e far notare la nostra presenza, che vuole ricordare ai vari Vescovi e Cardinali quello che emerge inequivocabile dai fascicoli della Procura della Repubblica di Savona, oggi nelle mani dell’associazione”.

Francesco Zanardi

Portavoce “Rete L’abuso”

+39 3927030000

www.crimesandthevatican.eu

www.francescozanardi.eu

 

Pedofilia. L’ipocrita direttiva UE rafforza l’omertà del Vaticano


Al presidente del Parlamento Europeo  Jerzy Buzek
Al presidente della Commissione Europea Josè Barroso
Ai Sig. Europarlamentari

Noi sostenitori delle vittime degli abusi sessuali dei membri della Chiesa cattolica esprimiamo il nostro fermo disappunto riguardo la direttiva antipedofilia, approvata nella sessione plenaria dell’U.E. dal 24 al 27 ottobre con 541 voti a favore, 2 contrari e 31 astensioni.

La direttiva è dannosa oltre che inutile. L’inasprimento delle pene diventa utile qualora venga rimosso l’ostacolo della prescrizione e venga imposto l’obbligo di denuncia dei crimini sessuali per ogni individuo. E’ necessario individuare la responsabilità penale per coloro che non denunciano questi crimini o che, peggio, proteggono chi commette questi crimini.

La direttiva troverà difficilmente bambini che denunceranno gli abusi subiti fino a che non avranno elaborato il trauma e raggiunto l’età adulta. Nel frattempo la prescrizione avrà salvato il criminale e coloro che sapevano, ma non hanno denunciato, continueranno ad invocare questa direttiva che non erano obbligati a farlo.

Niente sui trattamenti sanitari obbligatori da imporre al pedofilo, dato che la pedofilia è un disturbo della personalità a carattere recidivante.

Un altro punto: è troppo poco imporre ai datori di lavoro di informarsi sulle precedenti condanne dei propri dipendenti. Senza uno schedario internazionale accessibile a tutti, dei criminali che non hanno seguito un percorso di recupero psicoterapeutico nessuno potrà proteggere i propri bambini.

I limiti di questa direttiva sono stati immediatamente colti dalle autorità del Vaticano. Mons. Scicluna il 03 novembre 2011, davanti al Senato della Repubblica Italiana ha rivendicato la regola dell’omertà dichiarando che “Il dovere e il diritto di denunciare gli abusi alle autorità superiori spetta ai genitori o ai tutori dei minori interessati”.

Rivendicando il diritto all’omertà, il Vaticano scarica sui bambini indifesi e sui loro genitori, spesso inconsapevoli, l’onere di chiedere giustizia.

Il tutto anche quando, come spesso accade, le autorità ecclesiastiche sono a conoscenza dell’abuso e preferiscono trasferire il criminale anziché denunciarlo alle autorità civili.

Se non si vuole far da spalla a chi da decenni nega verità e giustizia alle vittime degli abusi sessuali c’è bisogno di un radicale cambiamento di rotta.

Ci auguriamo che le autorità europee , comunitarie e nazionali, comprendono le esigenze che noi esprimiamo.

Associazione Protege A Tus Hijos

Associazione per la Mobilitazione Sociale

Associazione Sordi “Antonio Provolo” – “Onlus”

A.N.N.A. Associazione Nazionale No AIDS “Onlus”

Bambini Vittime “Onlus”

Democrazia Atea

“Il Dialogo” periodico di Montepulciano Irpino

Rete L’ABUSO

UAAR Unione degli atei agnostici razionalisti

Pedofilia: l’Europa diventa un’oasi felice, per i pedofili in abito talare.

Al presidente della Commissione Europea Josè Barroso.

Pedofilia: l’Europa diventa un’oasi felice, per i pedofili in abito talare. Chiediamo all’U.E. di intervenire con determinazione.

 

Negli ultimi anni, in tutto il mondo è esploso lo scandalo della pedofilia clericale. Sono all’ordine del giorno i nuovi casi venuti in luce,  fino ad ora tutti sistematicamente insabbiati dai membri del clero. Un sistema che attualmente non vede fine poiché le leggi non incentivano il clero alla denuncia ma continuano ad incentivare la cultura del silenzio che, ad oggi, ha prodotto milioni di vittime e migliaia di pedo-criminali in abito talare lasciati in condizioni di continuare a delinquere e produrre altre vittime.

La pedofilia non è una malattia, ma un disturbo della personalità a carattere recidivante. Il nostro non è un pregiudizio ma un dato di fatto: non esiste un solo Vescovo che abbia mai denunciato un sacerdote pedofilo.

Ho personalmente incontrato il Presidente della CEI, il Cardinal Angelo Bagnasco, al quale ho fatto precise denunce ma, purtroppo, nemmeno lui è voluto intervenire. Abbiamo quindi provato a chiedere l’intervento del Papa ma non ha voluto riceverci. Sono migliaia le lettere raccomandate inviate allo Stato estero del Vaticano da vittime, privati cittadini e associazioni, nessuno ha mai ricevuto risposta.

Dal 31 ottobre scorso due cittadini europei, uno dei quali è il sottoscritto Francesco Zanardi Rete L’Abuso, hanno cominciato uno sciopero della fame, una contestazione non violenta contro la mancata applicazione delle linee guida antipedofilia emesse dalla stessa Santa Sede, che però fino ad oggi risultano essere menzogne perché, di fatto, il Vaticano sta continuando ad applicare pesanti ritorsioni su cittadini europei, vittime e testimoni di crimini sessuali commessi dai membri del clero.

Nella “Carta dei diritti fondamentale della U.E.” troviamo;

Articolo 1

Dignità umana

-La dignità umana è inviolabile. Essa deve essere rispettata e tutelata.

Articolo 2

Diritto alla vita

-Ogni individuo ha diritto alla vita.

Articolo 3

Diritto all’integrità della persona

-Ogni individuo ha diritto alla propria integrità fisica e psichica.

Articolo 24

Diritti del bambino

-1. I bambini hanno diritto alla protezione e alle cure necessarie per il loro benessere. Essi possono esprimere liberamente la propria opinione; questa viene presa in considerazione sulle questioni che li riguardano in funzione della loro età e della loro maturità.

-2. In tutti gli atti relativi ai bambini, siano essi compiuti da autorità pubbliche o da istituzioni private, l’interesse superiore del bambino deve essere considerato preminente.

Articolo 41

Diritto ad una buona amministrazione

1. Ogni individuo ha diritto a che le questioni che lo riguardano siano trattate in modo imparziale, equo ed entro un termine ragionevole dalle istituzioni e dagli organi dell’Unione.

Quello che lo Stato extracomunitario del Vaticano sta commettendo nei paesi membri dell’UE, invalida quella che è la “Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea”. Il Parlamento ha il dovere di intervenire di fronte ai cittadini che stanno subendo crimini e ritorsioni da parte di uno stato estero, che non fa e non farà mai parte dell’Unione Europea, perché per sua natura non è conforme a tutti i principi sui quali si basa la democrazia. Recentemente il Parlamento Europeo ha varato una direttiva in tema di pedocriminalità, ma purtroppo non è applicabile nel caso dei pedocriminali in abito talare.

Pedofilia: il Parlamento Europeo dispone sanzioni più severe per abusi, il Vaticano ringrazia.

http://www.europarl.europa.eu/it/headlines/content/20111014FCS29306/10/html/Pedofilia-il-Parlamento-dispone-sanzioni-più-severe-per-abusi

Nel corso del dibattito nell’Aula del Parlamento Europeo, la relatrice (PDL) Roberta Angelilli  vicepresidente del Parlamento europeo, (PPE, IT) ha dichiarato che “la nuova direttiva per combattere gli abusi sui minori, lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedopornografia rappresenta uno strumento legislativo innovatore e un passo avanti per la protezione dei nostri bambini. Il testo sarà a disposizione delle autorità competenti e delle ONG per assicurare la tolleranza zero per tutti i crimini contro i bambini”

Perché non siamo d’accordo su questa direttiva Europea che, vista così, potremmo chiamarla

“Direttiva salva Vaticano”

Teniamo a ricordare che non vogliamo attaccare in nessun modo le Religioni. All’interno delle nostre associazioni collaborano cattolici, appartenenti ad altre religioni, confessioni e anche atei.

Nonostante le statistiche dicano che la percentuale di “pedofili laici”  sia equivalente ai “pedofili chierici”, quest’ultima categoria ha un impatto devastante sulle fasce di popolazione più esposte (bambini/e ragazzi/e) che spesso frequentano parrocchie, gruppi o attività ad esse associate.

La fiducia che diamo ad un sacerdote è, per nostra cultura, infinitamente maggiore, ma non teniamo mai conto della cultura del clero, una cultura che insegna il silenzio, insegna a lavare i panni sporchi in casa propria, una costante che emerge in moltissimi, più o meno recenti casi di pedofilia clericale. Possiamo quindi affermare con certezza che esiste un problema specialmente per le gravi omertà, le omissioni e i continui tentativi di insabbiamento che caratterizzano le gerarchie della Chiesa cattolica.

In riferimento alla direttiva approvata nella sessione plenaria dell’U.E. dal 24 al 27 ottobre con 541 voti a favore, 2 contrari e 31 astensioni, riteniamo esistano delle preoccupanti inesattezze e grossolane superficialità che ritroviamo poi nelle stesse domande della gente. La domanda più frequente è: “Perchè la vittima denuncia solo dopo tanti anni?”. Questa domanda è frequente e insidiosa perché tende a far passare la vittima,  che finalmente ha trovato il coraggio per denunciare, come poco credibile.

Proprio questo è il perno principale sul quale ruota l’enorme diversità tra “pedofilia laica” e “pedofilia clericale”: quando l’abuso sessuale avviene in famiglia, non è improbabile che qualche componente della famiglia stessa si accorga di ciò che accade. Non è difficile, anche se purtroppo ancora troppo limitato, che i genitori o qualche componente della famiglia scoprano l’abuso osservando irritazioni nelle zone intime o strani comportamenti del figlio e della figlia, come chiusure o alterazioni improvvise del carattere, strane reazioni quando la vittima è in particolari situazioni o vicina al carnefice o ai luoghi in cui sono avvenute le violenze. Questi e altri segnali esistono e sono evidentissimi. In questi casi è possibile che il crimine venga  scoperto e successivamente denunciato.

La “pedofilia clericale” è molto diversa. La figura del Prete ha un’influenza maggiore e un credito di credibilità praticamente illimitate nella cerchia dei fedeli. Difficilmente le persone che frequentano la chiesa mettono in discussione la lealtà e la correttezza del prete. Tendenzialmente, potremmo dire nella totalità dei casi, la vittima non viene creduta. Si ritrova da sola ad affrontare pressioni enormi e spesso persino più o meno velate minacce.

Un altro problema è la scelta da parte del prete della “tipologia” di vittima che, generalmente, è un soggetto con una famiglia problematica e in cui la comunicazione è difficoltosa, dove la potenziale preda è, generalmente, poco seguita. Di conseguenza difficilmente si manifestano le condizioni per accorgersi che la vittima ha cambi di umore o evidenti modifiche nelle abitudini. Non cogliendo questi segnali nessuno si metterà al fianco della vittima per sostenerla nell’analisi del trauma e per denunciare. La vittima, se troverà le condizioni favorevoli, denuncerà solo in età adulta.

E qualora trovasse la forza per denunciare verrebbe immediatamente isolata nell’ambito parrocchiale e fatta passare con estrema facilità per bugiarda, facendo leva proprio sui suoi problemi familiari o sociali. Proprio le condizioni che il “pedofilo prete” utilizza per scegliere la propria preda.

Questi sono alcuni dei motivi per i quali riteniamo dannosa e inutile la direttiva U.E.  che solo appesantisce la pena ai pedofili.

Ma ci sono altre ragioni.

 

Il concordato tra Stato e Chiesa, che è  differente nei vari Stati membri, in Italia è particolarmente dannoso. Nel protocollo addizionale, revisione del 1984, firmato dall’allora presidente del consiglio Bettino Craxi troviamo la clausola 2. In relazione all’articolo 4 paragrafo B la quale recita:

b) “La Repubblica italiana assicura che l’autorità giudiziaria darà comunicazione all’autorità ecclesiastica competente per territorio (Il Vescovo) dei procedimenti penali promossi a carico di ecclesiastici”.

Credo che non ci sia bisogno di commenti, poiché la norma è sufficientemente chiara. Permette ai Vescovi di correre ai ripari. E non solo nei casi di pedofilia.

Per questi motivi riteniamo sia fondamentale modificare quanto segue:

1)     Tempi di prescrizione: Difficilmente un minore denuncerà gli abusi se non molto dopo aver raggiunto l’età adulta e superato i traumi. Il pedofilo ringrazierà per la prescrizione del reato, per questo motivo è fondamentale togliere i tempi di prescrizione che sono una costante che permette nella maggior parte dei casi l’impunibilità dell’abusatore.

2)     Apertura degli archivi del Vaticano alla Giustizia Italiana ed Europea: i sacerdoti hanno una funzione educativa che li mette spesso a stretto contatto con i minori. È di fondamentale importanza conoscere la storia del sacerdote. Anche questa mancanza è stata una costante che, fino ad oggi, ha permesso la reiterazione dei reati, semplicemente per il fatto che il pedo-criminale viene spostato in una parrocchia lontana da quella dove aveva commesso gli abusi e nessuno sa niente.

3)     Inserimento di pesanti sanzioni penali a chi non denuncia: Ossia a chiunque fornisca qualsiasi genere di copertura al “pedofilo” in quanto gravemente corresponsabile in un atto criminale.

4)     Risarcimenti alle vittime: I traumi da “pedofilia” richiedono lunghi tempi lunghi per raggiungere la necessaria consapevolezza e tempi altrettanto lunghi per affrontare un percorso psicologico, normalmente molto costoso. Attualmente le vittime sono condannate a subire i traumi a vita, soprattutto quando sono vittime del clero dato che in questi casi difficilmente si arriva a una condanna del pedofilo.

Le strutture pubbliche non sempre garantiscono questi trattamenti di recupero. Le vittime prendono coscienza di quanto gli è accaduto in età adulta e con una serie di problematiche che si trascinano dal passato proprio perché nessuno è intervenuto. Il “pedofilo prete” in queste condizioni continua indisturbato a commettere abusi, protetto dai Vescovi che non hanno obbligo di denuncia e dalla Legge, la quale difficilmente riesce ad intervenire. Nella grande maggioranza dei casi, per non dire la totalità, il prete verrà spostato di parrocchia in parrocchia, dove nessuno lo conosce: ecco qui la giostra della pedofilia.

RicordandoLe che due cittadini Europei sono in sciopero della fame dal 31 ottobre, chiediamo che una delegazione dei portavoce delle vittime del clero venga ricevuta da Lei al più presto possibile per poter esporre nel dettaglio le ragioni della nostra protesta in quanto cittadini Europei che si trovano di fronte alle gravi problematiche presenti in tutta Europa e nel mondo in tema di pedofilia.

Riteniamo che questo sia un problema urgente in quanto molte di queste vittime, cittadini europei, stanno attualmente subendo pesanti ritorsioni da parte di questo stato estero, il Vaticano, Stato che rifiuta per sua natura qualunque tipo di dialogo a danno dei cittadini dell’Unione e della democraticità dell’Unione stessa.

Alleghiamo un testo tradotto in varie lingue sottoscritto da associazioni nazionali ed internazionali, le quali chiedono a gran voce un intervento di modifica della recente direttiva in tema di pedofilia emessa dal Parlamento Europeo. Lo stesso testo verrà utilizzato per raccogliere firme a sostegno di questo reclamo, firme che Le saranno presentate in occasione di questo incontro che cortesemente Le sollecitiamo.

In attesa di una Sua certa risposta, cogliamo l’occasione per presentarLe cordiali saluti

Francesco Zanardi

Portavoce Rete L’ABUSO

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