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“HO VISTO RATZINGER ASSASSINARE UNA BIMBA”

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http://www.protegeatushijos.org/inicio/2013/10/29/ultima-hora-joseph-ratzinger-vs-benedicto-xvi-involucrado-en.html

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Ultima Notizia ! Joseph Ratzinger, al secolo Benedetto XVI,

coinvolto nella morte di una bimba in un rituale di sacrificio

 

TUESDAY, OCTOBER 29, 2013 AT 07:39AM .

 

Un Avviso ai mezzi di Comunicazione Globali da parte della Direzione Centrale del Tribunale Internazionale dei Crimini della Chiesa e dello Stato (ITCCS)  in Bruxelles

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“Ho visto Joseph Ratzinger assassinare una bimba”: Un testimone oculare conferma la versione di Toos Nijenhuis, Olanda, sul rituale di sacrificio nel 1987. 

Nuove prove della colpevolezza del Vaticano esigono ai politici italiani di affrontare il Papa Francesco dato che il prossimo giudizio della Legge Comune é stato annunciato  – Il Papato fa rappresaglia contro le  “operazioni occulte” globali attaccando l’ ITCCS. Attualizzazione e riassunto delle ultime notizie di ITCCS, Bruxelles: Lunedí, 28 di ottobre 2013

Le indagini sui crimini di un altro Papa si sono fatte piú reali questo mese poiché i politici italiani hanno accettato di lavorare con l’ ITCCS su un’ azione giudiziaria nella Corte della Legge Comune contro il papato per la sua copertura di un latitante della giustizia: il deposto Papa Benedetto XVI, Joseph Ratzinger.

L’accordo é nato dopo che un nuovo testimone ha confermato la partecipazione di Ratzinger in un rituale di sacrificio di bambini in Olanda nell’agosto del 1987.

“Ho visto Joseph Ratzinger assassinare una bambina in un castello francese nell’autunno del  1987 ” ha detto il testimone, che era un participante abituale nel rituale di tortura e assassinio di bambini.

“Era brutto ed orribile e non é successo una sola volta. Ratzinger partecipava spesso.  Lui e Alfrink (cardinale cattolico olandese) e Prince Bernhard (il fondatore del gruppo Bilderberger) erano alcuni degli uomini piú importanti che hanno partecipato “

Questa nuova testimonianza conferma quanto riportato da Toos Nijenhuis, una donna olandese che é uscita alla luce l’ 8 di maggio con il suo racconto di delitti simili che vedono la partecipazione di Ratzinger, Alfrink e Bernhard. (Vedere: http://youtu.be/-A1o1Egi20c )

Poco dopo la rinuncia storica al suo incarico, il passato 11 di febbraio, Joseph Ratzinger é stato dichiarato colpevole di crimini contro l’ Umanitá, il 25 di febbraio 2013, dal Tribunale Internazionale del Diritto Comune di Giustizia  con sede in Bruxelles, ed é stato emesso un ordine di arresto mondiale contro di lui da parte dei cittadini. Da allora, si é sottratto alla detenzione rimanendo dentro alla Cittá del Vaticano in virtú di un decreto dell’attuale Papa Francesco.

L’ apparizione di questa nuova prova della complicitá del Vaticano nell’ assassinio di bambini ha portato ha portato un gruppo di politici italiani a stipulare un accordo per lavorare con il ITCCS nel confrontare il papato con un caso giudiziario della Legge Comune contro l’attuale Papa Francesco, Jorge Bergoglio, per aver offerto rifugio a Ratzinger e per la sua propria complicitá in crimini di guerra. I politici hanno condotto strette negoziazioni  con i rappresentanti del ITCCS dal 22 di settembre.

“Stiamo studiando la revisione, non di abolire i Patti Lateranensi che il nostro paese ha stipulato con il Vaticano, poiché le sue azioni nel proteggere abusatori di bambini compiono senza dubbio con la definizione di organizzazione criminale internazionale nella cornice del Diritto Internazionale”, ha dichiarato il portavoce di uno dei politici.

In risposta a questo, durante la stessa settimana del 7 di ottobre, quando sono sorte queste nuove accuse, il  Vaticano ha iniziato una serie di attacchi contro i gruppi del ITCCS d’ Europa coinvolti nel documentare la partecipazione della Chiesa nel culto rituale di assassinio.

Agenti pagati hanno sabotato il lavoro del ITCCS in Olanda e Irlanda durante questa settimana e, il 14 di ottobre, il sito principale del ITCCS é stato distrutto dagli stessi sabotatori.

Fonti politiche in Roma hanno rivelato che questi attacchi sono stati pagati e coordinati attraverso l’ufficio dell’agenzia di spionaggio del Vaticano conosciuta come “la Santa Alleanza” o “l’ Entitá” ed il suo ufficio affiliato “affari sporchi”, il “Pianum Sodalicio”, stabilito in Roma nel 1913. Hanno anche coinvolto gli agenti del Nunzio Papale in Olanda, l’arcivescovo André Dupuy, che si é posto in contatto diretto con due dei sabotatori, “Mel e Richard Ve”, e con l’ arcivescovo di Dublino, Diarmuid Martin, il quale, allo stesso modo, ha pagato tangenti per alterare il lavoro del ITCCS in Irlanda.

“É evidente che il Vaticano é in preda al panico. Questo é un buon segnale”, ha commentato il Segretario di Campo dell’ ITCCS Kevin Annett oggi, dalla cittá di New York.

” La marea politica si é schierata contro la chiesa e giá non é possibile per gli assassini di bambini in sottana nascondersi dietro ai Patti Lateranensi. E nella sua agonia, la gerarchia ecclesiastica sta utilizzando i suoi metodi abituali di menzogna e disinformazione per deviare l’attenzione dai crimini dei quali sono colpevoli” .

In risposta a questi passi avanti ed ai nuovi attacchi al suo lavoro, la Direzione Centrale dell’ ITCCS in Bruxelles ha fatto oggi la seguente dichiarazione ai mezzi di comunicazione mondiale ed alle sue filiali in ventisei paesi:

1 . Nel mese di novembre, la nostra rete convocherá una conferenza stampa mondiale a Roma con i politici italiani per annunciare una nuova fase della nostra campagna per destabilizzare il potere secolare del Vaticano. Questa campagna includerá il lancio di una nuova azione giudiziaria nella legge comune contro l’attuale Papa Francesco ed i suoi agenti per complicitá in crimini contro l’umanitá e culto di omicidio rituale.

2 . Per salvaguardare questi sforzi, il nostro sito web principale in www.itccs.org é stato restaurato ed ha nuove caratteristiche di sicurezza. Inoltre, a partire da ora, tutte le sezioni del ITCCS agiranno sotto la copertura di una Lettera ufficiale nella quale tutti i membri dovranno firmare e giurare. Una copia di questa lettera sará pubblicata in itccs.org e verrá distribuita alle altre sezioni.

3 . A titolo informativo, le antiche strutture di televisione in  www.itccs.tv  sono state compromesse e catturate dagli agenti pagati conosciuti con gli alias “Mel e Richard Ve”, i quali stanno agendo in deliberata opposizione al  ITCCS per sporcare il nostro lavoro ed il buon nome di Kevin Annett, il nostro Segretario di Campo. Né “Mel e Richard Ve”, né il sito  itccs.tv sono affiliati né rappresentano in nessuna maniera l’ITCCS .

 4. Jorge Bergoglio (alias Papa Francesco) ed altri funzionari del  Vaticano sono ora sotto indagine per delitti atroci che comprendono la tratta di persone, la tortura e l’ assassinio di bambini. Consigliamo a tutte le persone di astenersi nel appoggiare Bergoglio ed i suoi agenti sotto la pena di condanna per partecipare ad una cospirazione criminale comprovata a carico della Curia e dell’Ufficio del  Pontefice Romano.

Per favore, rimanete in attesa di futuri annunci ed azioni.

Questa dichiarazione é stata emessa il 28 di ottobre del 2013, dalla Direzione Centrale del Tribunale Internazionale dei Crimini dello Stato e della Chiesa in Bruxelles, Belgio.

Traduzione dall’ originale di Protege a tus Hijos

Il Papa: “In Vaticano una lobby gay”. La notizia su un sito cileno

http://www.francescozanardi.org/2013/06/il-papa-in-vaticano-una-lobby-gay-la.html

Il Papa: “In Vaticano una lobby gay”.

La notizia su un sito cileno

Secondo la testata online sudamericana Reflexion y Liberacion, incontrando i rappresentanti dell’America Latina Francesco avrebbe parlato di una “corrente di corruzione” nella Chiesa romana e di un gruppo di potere omosessuale. Padre Lombardi: “E’ stato un incontro privato, nessun commento”. Il Consiglio latinoamericano: “Appunti presi a memoria, frasi non attribuibili ma solo senso generale”

lobby gay in vaticano 120613

CITTA’ DEL VATICANO – Papa Francesco ha ammesso che nella Curia romana esiste una “corrente di corruzione” e che c’è una “lobby gay” in Vaticano, aggiungendo: “Bisogna vedere cosa possiamo fare al riguardo”. A riferirlo è il sito cileno Reflexion y Liberacion. Bergoglio – secondo la testata sudamericana – l’ha detto giovedì scorso durante un’udienza con rappresentanti della Clar, la Confederazione di Religiosi dell’America Latina e dei Caraibi. Una notizia che, se confermata, andrebbe ad avvalorare le indiscrezioni dei mesi scorsi su Vatileaks e sul quadro di corruzione che avrebbe indotto Benedetto XVI alle dimissioni.

Interrogato sulla sua volontà di riforma, Francesco – racconta il sito – ha risposto: “Eh sì, è difficile. Nella curia c’è gente santa, santa davvero. Ma esiste anche una corrente di corruzione, anche questa esiste, è vero. Si parla di una lobby gay ed è vero, è lì… Ora bisogna vedere cosa possiamo fare al riguardo”. E ancora: “Non posso essere io a fare la riforma, queste sono questioni di gestione e io sono molto disorganizzato, non sono mai stato bravo per questo”.

Poi ha aggiunto di aver fiducia nella commissione cardinalizia che ha creato con questo incarico. “Lì abbiamo a (Oscar) Rodriguez Maradiaga, che è latinoamericano, c’è anche (Francisco Javier) Errazuriz, e sono molto ordinati. Anche quello di Monaco di Baviera (Reinhard Marx) è molto ordinato: loro sapranno portarlo avanti”, ha continuato il Papa.

Dalla sala stampa vaticana non è arrivata una smentita. Padre Federico Lombardi, interpellato sulla vicenda dalla France Presse, ha detto di non avere “alcuna dichiarazione da fare sui contenuti della conversazione” dato che si trattava di “un incontro di carattere privato”.

Una conferma indiretta, e piuttosto imbarazzata, viene invece dalla Presidenza della Consiglio Latino Americano dei Religiosi che in una nota “lamenta profondamente la pubblicazione di un testo con riferimento alla conversazione mantenuta con il Santo Padre Francesco”. I dirigenti del Clar non smentiscono quanto riportato dai siti, ma ricordano che “la conversazione che si è sviluppata a partire da domande poste al Papa dai presenti”. “In questa circostanza – precisa la nota – non è stata fatta nessuna registrazione della conversazione, ma poco dopo è stata elaborata una sintesi della medesima in base ai ricordi dei partecipanti”.

Secondo i dirigenti del Clar, “questa sintesi, che non include le domande poste al Santo Padre, era destinata alla memoria personale dei partecipanti e per nessun motivo alla pubblicazione, cosa per la quale d’altra parte, non è stata chiesta nessun autorizzazione”. “E’ chiaro che su questa base – si legge ancora – non si possono attribuire al San Padre, con certezza, le espressioni singolari contenute nel testo, bensì solo il suo senso generale”. La presidenza della CLAR, dunque, lamenta profondamente quanto è accaduto e la confusione che ha potuto provocare”. Il comunicato è firmato da suor Mercedes Leticia Casas Sanchez, presidente del Clar, e da padre Gabriel Naranjo Salaza, segretario generale del medesimo organismo.
FONTE

Pubblicato da Francesco Zanardi mercoledì, giugno 12, 2013

 

lobby gay in vaticano 2- 120613

Ior, la minaccia del Vaticano

http://www.lettera43.it/economia/finanza/ior-la-minaccia-del-vaticano_4367585224.htm

VERSO IL CONCLAVE

Ior, la minaccia del Vaticano

Proposta choc dei porporati stranieri: sciogliere l’istituto. E cancellare i segreti della Chiesa.

ior, veduta aerea del vaticano(© imagoeconomica) Una veduta aerea di Piazza San Pietro.

L’idea choc viene dai porporati stranieri: fare a meno dell’Istituto per le opere di religione (Ior) per far scomparire migliaia di conti riservati. E un bel numero di segreti.

A decidere il futuro dello Ior, però, è il papa e quindi il destino della banca vaticana è nelle mani del successo di Benedetto XVI che alle 20 di giovedì 28 febbraio si appresta a lasciare la Santa sede con destinazione Castel Gandolfo.

Lo Ior, secondo quanto svelato dal quotidiano La Repubblica, è indicato come uno dei temi più importanti da affrontare nelle cosiddette Congregazioni generali, le giornate di discussioni sul futuro della Chiesa e sul nuovo pontefice che sono in agenda dal 1 marzo.

SCANDALI E RIFORMA DELLA CURIA. Ma non c’è solo la banca del Vaticano tra gli argomenti in programma. Di estrema attualità anche l’evangelizzazione all’estero (il 2013 è l’anno della fede), la riforma della Curia (Joseph Ratzinger ha ammesso di non essere riuscito a rivoluzionare) e poi ci sono gli scandali che hanno segnato indelebilmente il pontificato di Bendetto XVI.

Eppure il nodo più importante è quello dello Ior. E il suo possibile scioglimento.

CORDATA GUIDATA DA SCHOENBORN. A sponsorizzare l’idea di chiudere l’istituto vaticano è un gruppo di cardinali, irritati da tempo per la gestione dello Ior, considerato come uno dei protagonisti per i danni dell’immagine della Santa sede a livello internazionale.

A farsi portavoce del malcontento è l’arcivescovo di Vienna Christoph Schoenborn, considerato un conservatore illuminato e indicato da molti come possibile successore di Ratzinger, di cui è stato allievo.

Il porporato potrebbe essere quindi in grado di riunire intorno a sé una serie di eminenze, in gran parte straniere, pronte a schierarsi contro la gestione ‘italiana’ dello Ior, ovvero il segretario di Stato Tarcisio Bertone e il suo predecessore Angelo Sodano. E non importa che Benedetto XVI abbia appena confermato Ernst Von Freyberg (manager tedesco) al vertice dell’istituto dopo l’uscita di scena di Ettore Gotti Tedeschi.

ACCORDO CON BANCA STRANIERA. Tuttavia, in caso di scioglimento dello Ior, i cardinali dovrebbero pensare a un’alternativa credibile. Da qui l’idea di un accordo con una banca straniera.

L’istituto vaticano, infatti, è considerato come una fonte continua di problemi per la Santa sede: dallo scandalo Enimont, al crac dell’Ambrosiano. E poi la presenza di personaggi come Michele Sindona e monsignor Paul Marcinkus, che ha presieduto lo Ior per 18 anni.

La banca, nata nel 1942 per volere di Pio XII, è stata quindi spesso criticata sia per la sua gestione spregiudicata sia per i suoi numerosi privilegi. Si racconta infatti, che quando Giovanni Paolo II, dopo lo scandalo Calvi, chiese la lista dei correntisti dello Ior, si sentì rispondere che non era possibile violare la riservatezza dei clienti.

Lunedì, 25 Febbraio 2013

Vaticano, dossier choc sugli scandali: “Via il segreto pontificio”

 

http://qn.quotidiano.net/primo_piano/2013/02/22/849158-dossier_choc_sugli_scandali.shtml

 

Vaticano, dossier choc


sugli scandali:


“Via il segreto pontificio”

 

Benedetto XVI ci pensa, effetto valanga tra i cardinali

 

IL PAPA ALLONTANA BALESTRERO: DIVENTA NUNZIO DI COLOMBIA

 

Sono i “convitati di pietra” al Conclave che eleggerà il successore del Papa. Temi spinosi, questioni torbide, vicende che hanno coinvolto anche alcuni cardinali che si chiuderanno nella Cappella Sistina

di Iacopo Scaramuzzi

via il segreto vaticano

Papa Benedetto XVI (Imagoeconomica)

di Iacopo Scaramuzzi

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Città del Vaticano, 22 febbraio 2013 – Sono i “convitati di pietra” al Conclave che eleggerà il successore di Benedetto XVI. Temi spinosi, questioni torbide, vicende che hanno coinvolto anche alcuni cardinali che si chiuderanno nella Cappella Sistina. Il Conclave, in realtà, non ha un’agenda prefissata e le discussioni sono riservate. Ma c’è da giurare che verranno al pettine alcuni nodi emersi negli ultimi mesi, a partire da pedofilia, Ior e Vatileaks. Gli abusi dei preti sui minori hanno segnato il Pontificato di Ratzinger.

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Benedetto XVI ha maturato una linea di ‘tolleranza zero’ che ha creato più di un malumore dentro e fuori il Vaticano. La recente vicenda del cardinale statunitense Roger Mahony — domani deporrà in un’aula di tribunale americana con l’accusa di avere insabbiato le denunce — è solo la punta dell’iceberg. Ieri è stato sentito dai giudici anche il cardinale di New York Timothy Dolan. Lo scandalo aleggerà al Conclave. Non è detto che determini l’elezione del nuovo Papa – il cardinale di Boston Sean O’Malley, campione anti-pedofilia, è “papabile” – ma verosimilmente bloccherà l’ascesa di cardinali con qualche “ombra” nel loro passato, compresi i porporati vicini a Wojtyla che non vollero vedere le accuse — poi formalizzate da Benedetto XVI — al fondatore dei Legionari di Cristo Marcial Maciel.

C’è poi il nodo delle finanze vaticane. Non solo perché alcuni paesi — Stati Uniti e Germania in primis — donano ingenti somme alle casse del Vaticano e vogliono contare anche nell’elezione del nuovo Pontefice. Lo scontro degli ultimi tempi tra “banca vaticana“, procura di Roma e Bankitalia, il siluramento di Ettore Gotti Tedeschi e la nomina del nuovo presidente Ernst von Freyberg a ridosso della rinuncia di Benedetto XVI hanno creato nuovi malumori tra i cardinali non romani. Anche qui, non verrà scelto un Papa-manager, ma è probabile che i cardinali eviteranno candidati privi di senso pratico e oculatezza pastorale.

Infine, la fuga di documenti riservati che ha spinto il Vaticano, nei mesi scorsi, sull’orlo di una crisi di nervi. La vicenda si è conclusa con l’arresto, la condanna e, infine, la grazia del maggiordomo del Papa. Ma Benedetto XVI ha affidato a tre cardinali — Julian Herranz, Josef Tomko e Salvatore De Giorgi — una parallela, discretissima indagine, conclusa con un dossier segreto consegnato al solo Benedetto XVI. Decine di interviste avrebbero fatto emergere nomi, cognomi e dettagli di una Curia attraversata da veleni, trame, cordate di potere.

Il settimanale Panorama scrive che emergerebbe anche il ruolo di una potente ‘lobby gay’. Sarebbero coinvolti cardinali della vecchia guardia wojtyliana, ex nemici coalizzati contro Benedetto XVI e il suo segretario di Stato Bertone. “Non ci sono né commenti, né conferme, né smentite”, si è limitato a dichiarare il portavoce vaticano, il gesuita Federico Lombardi. I tre cardinali ‘detective’ dovrebbero essere ricevuti dal Papa nei prossimi giorni. Il Papa potrebbe anche decidere di togliere il segreto al rapporto. Di certo, il suo contenuto potrebbe bruciare qualche candidato

 

Banca del Vaticano : Von Freyber produce navi da guerra

http://www.zazoom.it/blog/post.asp?id=15231

 

Banca del Vaticano :

Von Freyber produce navi da guerra

 

di Redazione Zazoom di martedì 19 febbraio 2013

Per la Banca del Vaticano il nuovo presidente Ior è Ernst Von Freyberg, produce navi da guerra, ma Padre Lombardi: “Non è un guerrafondaio”.

 non é un guerrafondaio

Mentre sono ancora forti le polemiche legate alle dimissioni di Papa Benedetto XVI sul Vaticano si sono accesi i riflettori anche sulla nomina del nuovo presidente dell’ Ior che è Ernst Von Freyberg. Von Freyber svolgerà un ruolo part-time, altra situazione inusuale in un periodo in cui il Vaticano sembra fare di tutto per uscire dai propri rigidi schemi.

 

Ma il vero motivo per cui la sua nomina ha scatenato numerose polemiche è legata al fatto che Von Freyberg appartiene all’Ordine di Malta e naturalmente è impegnato in altre attività, ad esempio è presidente dei cantieri navali di Amburgo Blohm-Voss Group, che producono navi da guerra.

 

Interpellato in merito alla sua elezione il portavoce del Vaticano, Padre Lombardi, ha detto Non so se Il nuovo presidente ior produca navi da guerra, so per certo che organizza viaggi a Lourdes. Non bisogna dare valutazioni negative sull’attività cantieristica del Blohm Voss Group”, che, a suo dire, recupera e ripara navi da crociera, anche se attualmente fa parte di un consorzio che sta costruendo quattro fregate per la marina militare tedesca.

di Redazione Zazoom

ITCCS: Benedetto XVI chiede immunità e protezione al Presidente della Repubblica Italiana

http://www.informarexresistere.fr/2013/02/16/itccs-benedetto-xvi-chiede-immunita-e-protezione-al-presidente-della-repubblica-italiana/#axzz2LGVMWkWD

ITCCS: Benedetto XVI chiede immunità e

protezione al Presidente della

Repubblica Italiana

 

Riportiamo l’odierno comunicato dal sito ITCCS, che mostra come la delicata questione degli annunciati possibili arresti del papa cominci a farsi articolata. Molti rimarranno increduli per l’inverosimiglianza apparente di tali notizie, ma a questo punto non c’è che stare a vedere nel modo più neutro possibile quale piega prenderanno gli eventi.

Ripetiamo, per la delicatezza assoluta della questione e per l’estrema gravità degli addebiti, che il nostro atteggiamento è unicamente quello di desiderare che la piena verità emerga sui fatti cui la vicenda si riferisce.

Jervé

 richiesta di immunitá

Inviato il 14 febbraio 2013 da itccs

http://itccs.org/2013/02/14/pope-benedict-to-seek-immunity-and-protection-from-italian-president-giorgio-napolitano-on-february-23/

Il Tribunale Internazionale invita Napolitano alla “non collusione con la criminalità”, e annuncia una campagna globale per occupare l’immobile Vaticano e avviare un’inchiesta sui diritti umani in Italia

Roma (09:00 ora locale):

Papa Benedetto XVI, Joseph Ratzinger, ha programmato un incontro con il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano per Sabato, 23 febbraio al fine di discutere di sicurezza e immunità da procedimenti giudiziari da parte del governo italiano, secondo fonti dei media italiani.

Incontro di Ratzinger segue al ricevimento apparente da parte del Vaticano di una nota diplomatica da un governo europeo riservato il 4 febbraio, che dichiarava la sua intenzione di emettere un mandato di arresto per Ratzinger, dimessosi dal suo pontificato meno di una settimana dopo quel termine.

In risposta alla riunione fissata per il 23 febbraio, il Tribunale internazionale sui crimini di Chiesa e Stato (ITCCS), attraverso il suo Segretario, (Ex) Rev. Kevin Annett, ha scritto al presidente Napolitano, chiedendogli di non assistere Ratzinger nell’eludere la giustizia.

La lettera ITCCS, dice tra l’altro:

“Non ho bisogno di ricordare, signor Presidente, che in base al diritto internazionale e dei trattati che sono stati ratificati da Italia, sono vietati voi e il vostro governo di concedere tale protezione a chi, come Joseph Ratzinger, ha aiutato ed incoraggiato azioni criminali, ad esempio ordinando Vescovi e Cardinali in America e altrove, per proteggere i stupratori di bambini noti all’interno del loro clero.”

“L’obbligo in Vaticano attraverso il Trattato del Laterano non nega o annulla i requisiti di queste leggi morali e per di più internazionali, né richiede che si dia alcuna protezione o immunità per un singolo individuo come Joseph Ratzinger, soprattutto dopo che ha lasciato il suo ufficio papale. “

Una copia del testo integrale della lettera ITCCS segue al termine di questo post

In risposta ai crimini documentati di torture minorili, tratta e il genocidio legato a Papa Benedetto e funzionari del Vaticano, ITCCS sponsorizzerà una serie di proteste in corso e occupazioni di chiese cattoliche e uffici attraverso i suoi affiliati in tutto il mondo a partire nella settimana di Pasqua, 24-31 marzo 2013, che continuerà a tempo indeterminato.

Queste azioni accompagneranno gli sforzi legali per portare Joseph Ratzinger e altri funzionari del Vaticano in giudizio per la loro complicità dimostrata nei crimini contro l’umanità e associazione a delinquere.

La campagna di Pasqua Bonifica raccoglie le proprietà della chiesa e le sue attività per impedirne l’utilizzo da parte dei sacerdoti che stuprano bambini, che sono protetti dal diritto canonico cattolico. I cittadini hanno il diritto di difendere la loro comunità e dei bambini quando le autorità si rifiutano di farlo, secondo il diritto internazionale.

Il Rev. Kevin Annett e una delegazione ufficiale presso l’Ufficio ITCCS centrale convocheranno una formale richiesta per i diritti umani a Roma, con inizio la settimana del 13 maggio 2013, per prendere in considerazione ulteriori oneri contro il Vaticano e il suo nuovo Papa per crimini contro l’umanità e ostruzione della giustizia.

Rev. Annett e la sua delegazione lavorerà con le organizzazioni di tutta Italia in questa indagine. Nel 2009 e nel 2010, ha tenuto comizi fuori dal Vaticano e si è incontrato con i media e per i diritti umani in tutta Italia per indicare il Vaticano come responsabile della morte di più di 50.000 bambini aborigeni in Canada.

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Lettera aperta e appello a Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica d’Italia dal Rev. Kevin D. Annett, segretario del Tribunale internazionale sui crimini della Chiesa e dello Stato

14 feb 2013
Al Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano
Presidenza della Repubblica
c / o Palazzo del Quirinale
00187 Roma
Italia

Caro Presidente Napolitano,

A nome del nostro Tribunale e della gente di coscienza in tutto il mondo, e dei milioni di vittime degli abusi della chiesa, io faccio appello a voi per quanto riguarda il vostro prossimo incontro con Joseph Ratzinger, che tra poco darà le dimissioni come Papa Benedetto XVI, Pontefice della Chiesa di Roma.

La nostra comprensione è che, a seguito della pressione dimettersi dal suo ufficio a causa della sua complicità provata nel nascondere il traffico di bambini nella sua chiesa e di altri crimini contro l’umanità, Joseph Ratzinger chiede l’aiuto del governo italiano per garantire la protezione e immunità da azioni legali.

Non ho bisogno di ricordare, signor Presidente, che in base al diritto internazionale e dei trattati che sono stati ratificati da Italia, è vietato a voi e al vostro governo di concedere tale protezione a coloro che, come Joseph Ratzinger hanno aiutato ed incoraggiato azioni criminali, come l’ordinazione episcopale e cardinalizia in America e altrove per proteggere gli stupratori di bambini noti tra il loro clero.

L’obbligo in Vaticano attraverso i Patti Lateranensi non nega o annulla i requisiti di queste leggi morali superiori e internazionali; né richiede che si fornisca alcuna protezione o immunità a un singolo individuo come Joseph Ratzinger, soprattutto dopo aver lasciato il suo ufficio papale.

La necessità di rispettare il diritto internazionale e non essere visto a colludere con Joseph Ratzinger è ancora più vera se si considera l’enormità dei crimini di cui il Vaticano ed i suoi più alti funzionari sono chiaramente colpevoli, secondo le prove considerevoli raccolte e documentate dal nostro Tribunale e altri gruppi, e riconosciute da molti governi.

In Canada da solo, la Chiesa Cattolica Romana ed i suoi agenti del Vaticano sono stati giudicati colpevoli di genocidio e la responsabilità per la morte di almeno 50.000 bambini aborigeni del sistema indiano di scuola residenziale avviato dai gesuiti, che ha operato fino al 1996.

In Irlanda, più di 10.000 donne hanno sofferto e sono state sfruttate nelle lavanderie Magdalene a conduzione cattolica, dove molte di loro morirono. Simili istituzioni gestite dalle chiese di tutto il mondo hanno causato mortalità enorme, malattie e rovina per milioni di bambini. E tuttavia la Chiesa non è mai stata ritenuta responsabile o perseguita per queste morti e per il furto di enormi ricchezze da intere nazioni.

Con la recente iniziativa di almeno un governo europeo e una serie di avvocati per portare Joseph Ratzinger e altri rappresentanti della chiesa a processo per questi crimini, riteniamo che incombe su di voi né di assistere né di essere visto per assistere o tollerare il tentativo di lui di eludere, ostacolare o ritardare la giustizia, perché ci si apre ad una accusa di essere complice di un crimine.

A nome del nostro Tribunale e di molte persone che non possono parlare, vi invito a stare sulla legge delle nazioni e l’umanità, e non offrire alcun sostegno o protezione a Joseph Ratzinger o ai suoi accoliti nei loro sforzi di eludere la responsabilità per i loro crimini provati.

Attendo con ansia la vostra risposta, e di discutere con Lei al più quando visiterò il vostro paese in maggio con una delegazione di diritti umani per indagare la questione più da vicino.

Cordiali saluti,

Kevin D. Annett, MA, M. Div..

Segretario, Il Tribunale Internazionale sui Crimini della Chiesa e dello Stato
Ufficio Centrale, Bruxelles

Fonte: iconicon.it/blog

http://www.stampalibera.com/?p=60179

Tratto da: ITCCS: Benedetto XVI chiede immunità e protezione al Presidente della Repubblica Italiana | Informare per Resistere http://www.informarexresistere.fr/2013/02/16/itccs-benedetto-xvi-chiede-immunita-e-protezione-al-presidente-della-repubblica-italiana/#ixzz2LHp5qK2G
– Nel tempo dell’inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario!

Bertone piazza Calcagno allo Ior

http://www.ilsecoloxix.it/p/italia/2013/02/17/APcE8wlE-bertone_migliaia_calcagno.shtml

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CITTÀ DEL VATICANO 17 febbraio 2013

Bertone piazza Calcagno

allo Ior

Roma. Fatto salvo l’intervento pacificatore dello Spirito Santo ci si avvia a un conclave lungo e tormentato, e per questo probabilmente anticipato. Succede infatti che il cardinale Tarcisio Bertone, sottosegretario di Stato ma soprattutto camerlengo, e cioè reggente della Santa Sede a partire dal 28 febbraio, non abbia nessuna intenzione di arrendersi ai molti che lo invocano morto – politicamente, s’intende – da almeno quattro anni.

Ieri, per esempio, ha piazzato il suo fedelissimo Domenico Calcagno nella commissione cardinalizia dello Ior. Ma procediamo con ordine. Due dettagli apparentemente marginali sono stati rievocati nei giorni scorsi, con toni diversi, da altrettanti quotidiani. Uno, il tedesco Frankfurter Rundschau, ha pubblicato l’intervista al cardinale arcivescovo di Colonia, e amico personale di Ratzinger, Joachim Meisner. «Nel 2009 andai a trovare il Santo Padre», ha rivelato Meisner, «e gli dissi testualmente che sull’onda del caso Williamson, il vescovo negazionista sulle camere a gas, bisognava rimuovere il segretario di Stato. Lui mi ha guardato negli occhi e mi ha risposto: Ascoltami bene, Bertone resta. Basta! Basta! Basta!».

Meisner non fu l’unico a pronunciarsi contro l’ex arcivescovo di Genova. Anche il fratello del Pontefice, Georg, secondo quanto riferisce l’agenzia Ansa, avrebbe consigliato a Ratzinger di procedere all’avvicendamento del suo primo collaboratore, il segretario di Stato, cardinale Tarcisio Bertone, come possibile soluzione per imprimere una svolta nel governo della Chiesa e aprire una nuova fase.

La decisione di Ratzinger, però, poi è stata diversa. A questo punto, dunque, Bertone uscirà di scena con il nuovo papa, ma farà il possibile per pilotare il conclave nel quale entrerà in una posizione di forza. Lui, e solo lui, avrà accesso a partire dal 28 febbraio ai documenti di Benedetto XVI: corrispondenza non privata, dossier… E dunque sarà il principale king maker del successore, anche perché a 79 anni – fra pochi mesi sarebbe rimasto fuori – non può ambire a candidarsi. Può puntare invece a far riapprodare in San Pietro un italiano, dopo due turni saltati, e magari lasciar crescere il nuovo Woyljla (il cardinale Tagle di Manila, 55 anni) che al momento sembra davvero troppo giovane.

Carta Aperta e Appello a Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica d’ Italia; di Kevin Annett, Segretario del Tribunale Internazionale sui Crimini della Chiesa e dello Stato. (video)

Carta Aperta e Appello a Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica d’ Italia; di Kevin Annett, Segretario del Tribunale Internazionale sui Crimini della Chiesa e dello Stato.

14 di Febbraio del 2013

Egregio Presidente Napolitano:

Nel nome del nostro Tribunale e delle persone di coscienza, ovunque nel mondo, e dei milioni di vittime di abuso da parte della chiesa, io mi appello a Lei, in vista della Sua prossima riunione con Joseph Ratzinger (Papa Benedetto XVI), il quale presto si ritirerá dal Pontificato della Chiesa di Roma.

Sappiamo che, come conseguenza della pressione esercitata su di lui per far sí che rinunciasse al suo incarico, a causa della sua provata complicitá nella protezione del traffico di minori nella sua chiesa e di altri crimini contro l’umanitá, Joseph Ratzinger sta cercando la protezione del governo italiano per assicurarsi assistenza ed immunitá dalla persecuzione legale nei suoi confronti.

Non necessito recordarLe, Signor Presidente, che in base alla legge internazionale ed i trattati che sono stati ratificati dall’Italia, Lei e il Suo governo hanno il divieto di dare tale protezione a coloro che, come Joseph Ratzinger, hanno aiutado e coperto azioni criminali tali come ordinare a Vescovi e Cardinali, in America e in ogni altro luogo, di proteggere conosciuti abusatori di minori che appartengono al clero.

Il Suo obbligo verso il Vaticano, dovuto dai Patti Lateranensi, non va contro e non annulla i requisiti delle piú alte leggi morali ed internazionali; e nemmeno esige che Lei conceda alcuna protezione o immunitá ad un individuo come Joseph Ratzinger, specialmente dopo che lui abbia lasciato i suoi incarichi papali.

La necessitá che Lei si allinei con le leggi internazionali e non scenda a patti con Joseph Ratzinger é ancora piú vera quando si considera l’enormitá dei crimini dei quali il Vaticano e le sue piú alte autoritá sono chiaramente colpevoli, secondo le considerevoli prove riunite e documentate dal nostro Tribunale e da altri gruppi e riconosciute da molti governi.

Solo in Canada, la Chiesa Cattolico-Romana ed i suoi agenti del Vaticano sono stati dichiarati colpevoli di responsabilitá per il genocidio e la morte di almeno 50.000 bambini indigeni nel sistema delle scuole residenziali indigene che sono state fondate dai gesuiti e che hanno funzionato fino al 1996.

In Irlanda, piú di 10.000 donne hanno sofferto e sono state sfruttate nelle Lavanderie delle Magdalene che erano dirette da cattolici, e dove molte di loro sono morte.  E nel mondo, in istituzioni simili della chiesa, si é vista una enorme mortalitá, malattie e rovina per milioni di bambini e, nonostante questo, la chiesa non é mai stata riconosciuta responsabile o non é mai stata portata in giudizio per queste morti e per il furto di enormi ricchezze di nazioni intere.

Con la recente iniziativa di almeno un governo europeo e di una gran quantitá di avvocati, di portare Joseph Ratzinger ed altri ufficiali ecclesiastici in giudizio per questi crimini, noi sentiamo che non é compito Suo né proteggere, né mostrarsi proteggendo o condonando il tentativo di lui di evadere, ostacolare o ritardare la giustizia, a meno che Lei non voglia esporsi al reato di complicitá in un crimine.

Nel nome del nostro Tribunale e di molta gente che non puó parlare, io Le chiedo di essere saldo nelle leggi delle nazioni e dell’umanitá e non offra appoggio o protezione a Joseph Ratzinger, o ai suoi complici, nei loro sforzi per evitare la responsabilitá dei crimini dei quali sono stati trovati, senza ombra di dubbio, colpevoli.

Rimango in attesa di una Sua risposta, nella speranza di poter continuare a parlare di questo tema con Lei quando visiteró il Suo paese in Maggio, in compagnia di una delegazione sui Diritti Umani, per approfondire questo argomento con maggiori dettagli.

Attentamente,

Kevin D. Annett, M.A., M.Div.

Segretario, Tribunale Internazionale sui Crimini della Chiesa e dello Stato.

Ufficio Centrale, Bruxelles.

Cc. Ai mezzi di comunicazione di tutto il mondo

RECIBO ENVIO ITALIA

Guardi le prove del Genocidio in Canada ed altri crimini contro gli innocenti, in: www.hiddennolonger.com  e nel sito web del Tribunale Internazionale sui Crimini della Chiesa e dello Stato, in www.itccs.org

Si possono lasciare messaggi per Kevin Annett al numero telefonico: 250-591-4573 in Canada.

Veda il premiato documentario di Kevin Annett (IMPENITENTES) nel sito web: www.hiddenfromhistory.org

“Io ho dato a Kevin Annet il suo nome indiano, Aquila dalla Voce forte, nel 2004 quando l’ho adottato ed introdotto nella nostra nazione Anishinabe. Lui porta questo nome con orgoglio perché lui sta facendo il lavoro per il quale é stato inviato, parlare alla sua gente sui loro mali. Lui parla forte e con la veritá. Lui parla per i nostri bambini rubati e morti. Io chiedo a tutti di ascoltarlo e di dargli il benvenuto”

Capo Louis Daniels –Vento Sussurrante-

Anziano, Clan della Tartaruga, Nazione Anishinabe, Winnipeg, Manitoba.

Le dimissioni del Papa che visse lo scandalo pedofilia

http://www.giornalettismo.com/archives/763979/benedetto-xvi-ed-il-problema-pedofilia/

Le dimissioni del Papa che visse lo scandalo pedofilia

 

11/02/2013 – Una montagna forse troppo alta da scalare per l’ex pontefice

 scandalo pedofilia 1

di Maghdi Abo Abia

I quasi otto anni di pontificato di Benedetto XVI non sono stati una passeggiata anche perché il rigido teologo si è trovato di colpo catapultato a gestire affari che una volta non gli competevano, fino a oggi, giorno delle dimissioni del Papa.

LA CONDANNA - Da prefetto per la congregazione per la dottrina della Fede a Papa. Il mondo per Ratzinger è cambiato di colpo e forse non se l’è mai sentita veramente di combattere i guai che affliggevano e che colpiscono tutt’ora il Vaticano. Parliamo ad esempio della questione dei preti pedofili. Benedetto XVI una volta ebbe addirittura a chiedere pubblicamente perdono per gli atti sconsiderati perpetrati da alcuni ministri della parola di Dio e di Gesù. Nel 2010, in occasione della chiusura dell’anno sacerdotale, il fu Santo Padre disse:

“Chiediamo insistentemente perdono a Dio e alle persone coinvolte. Intendiamo promettere di voler fare tutto il possibile affinché un tale abuso non possa succedere mai più”.

IL TURBAMENTO - In quell’occasione parlò apertamente dei peccati dei sacerdoti venuti alla luce grazie alle denunce delle vittime. In special modo Ratzinger rimase turbato dall’abuso compiuto nei confronti dei più piccoli, “nel quale il sacerdozio come compito della premura di Dio a vantaggio dell’uomo viene volto nel suo contrario”. Secondo Ratzinger la soluzione era quella di verificare la vocazione degli aspiranti sacerdoti accompagnandoli nel cammino affinché Dio potesse proteggerli nei pericoli della Vita.

LA CONDANNA A SYDNEY - Questa posizione venne anticipata nel 2008 in occasione di un viaggio pastorale in Australia. A Sydney, durante la Giornata Mondiale della Gioventù, nel corso di una messa celebrata alla cattedrale di St.Mary, l’ex Papa parlò con fermezza dello scandalo preti pedofili. Per Ratzinger chi si è macchiato di tale delitto “deve essere portato davanti alla giustizia perché si prova solo vergogna per i loro misfatti”. Inoltre espresse nell’occasione “compassione e cura” per le vittime degli abusi. Le parole del Pontefice arrivarono dopo la pubblicazione da parte di Broken Rites, un’associazione non governativa, la quale spiegava che fino al 2008 nel paese oceanico vennero registrate 107 condanne per preti cattolici.

IL DOLORE - Ratzinger usò queste parole, riportate da Wikinews:

Desidero qui fare una pausa per riconoscere la vergogna che tutti abbiamo sentito a seguito degli abusi sessuali sui minori da parte di alcuni sacerdoti o religiosi di questa Nazione. Davvero sono profondamente addolorato per il dolore e la sofferenza subita dalle vittime e assicuro loro che come loro pastore anche io condivido la loro sofferenza. Questi misfatti, che costituiscono un così grave tradimento della fiducia, devono essere condannati in modo inequivocabile. Essi hanno causato grande dolore e hanno danneggiato la testimonianza della Chiesa. Chiedo a tutti voi di assistere i vostri vescovi e di collaborare con loro per combattere questo male. Le vittime devono ricevere compassione e cura, e i responsabili di questi misfatti devono essere portati davanti alla giustizia”.

NON BASTA - Ma queste vennero lette dal presidente di Broken Rites Chris Mac Isaac come parole vuote senza costrutto: “Le scuse non bastano, vogliamo i fatti. Una cosa è quello che dice il Papa, un’altra è ciò che fa”. E cosa fece l’ex Papa? Ad esempio mandò via Monsignor Charles Scicluna, maltese, uomo forte nella lotta alla pedofilia all’interno della Chiesa. Scicluna gestì il dossier del sacerdote messicano Marcial Maciel, già fondatore dei Legionari di Cristo ed in vita pedofilo, tossicomane, padre di tre figli avuti da due donne diverse. All’epoca Maciel era protetto dalla “gestione” Woytila, tanto che fu possibile aprire un dossier su di lui solo dopo l’elezione al soglio di Pietro del pastore bavarese.

LEGGI ANCHE: Dimissioni Papa: perché Ratzinger lo ha fatto e Wojtyla no

LA LETTERA SPEDITA IN IRLANDA - Scicluna fu così abile nelle sue indagini da costringere Maciel a passare gli ultimi anni della sua vita lontano dai riflettori, fino al commissariamento dei Legionari di Cristo nel 2010, l’anno dello scandalo pedofilia. Ratzinger fece dimettere vari vescovi, condannò l’azione dei cattolici irlandesi con una lettera di fuoco spedita il 19 marzo 2010 nella quale esprimeva il proprio turbamento “circa l’abuso di ragazzi e giovani vulnerabili da parte di membri della Chiesa in Irlanda, in particolare da sacerdoti e da religiosi”. E per lui non c’erano mezze misure, anzi:

devo anche esprimere la mia convinzione che, per riprendersi da questa dolorosa ferita, la Chiesa in Irlanda deve in primo luogo riconoscere davanti al Signore e davanti agli altri, i gravi peccati commessi contro ragazzi indifesi

LA “CACCIATA” DI SCICLUNA - Penitenziagite, quindi. Venne rafforzato il potere della congregazione della Dottrina della fede affidando al procuratore generale Scicluna il ruolo di “promotore di giustizia”. Il monsignore maltese fu anche protagonista del convegno sulla pedofilia ospitato alla Pontificia università Gregoriana dove, rivolgendosi ai presenti, a porte chiuse, specificò che era arrivato il momento di un cambio di rotta. Scicluna aveva però paura del silenzio delle conferenze episcopali più restie a cambiare rotta, come specificò in un’intervista ad Avvenire raccolta da TmNews.

DENUNCIATO ALL’AIA - Con toni cortesi ma fermi, Scicluna non ha evitato attriti con le conferenze episcopali più restie a cambiare rotta. E’ nota un’intervista concessa nel 2010 al quotidiano della Cei ‘Avvenire’ nella quale, senza mezzi termini, affermò: “Ciò che mi preoccupa è una certa cultura del silenzio che vedo ancora troppo diffusa nella Penisola”. Ed il 6 ottobre 2012 fu costretto a lasciare tutto dopo essere stato nominato vescovo “ausiliare” di Malta. Perché? Evidentemente non gli venne permesso di agire da parte di qualcosa, o qualcuno. Benedetto XVI venne anche denunciato al tribunale dell’Aia insieme ad Angelo Sodano, Tarcisio Bertone e William Levada. I quattro sono stati accusati di crimini contro l’umanità da parte di due associazioni americane di vittime della pedofilia, la Center for Costitutional Right e la Snap – Survivors Network of those Abused by Priest, perché ritenuti responsabili della copertura di sacerdoti colpevoli di abuso su minore.

PESO INSOSTENIBILE - Secondo l’accusa le istituzioni avrebbero fatto molto per risolvere la questione, non avrebbero isolato i responsabili ed avrebbero anzi deciso di coprire i colpevoli attraverso la carta del diritto canonico. A riprova della confusione e dell’ambiguità delle parti in causa. Nel 2010 Ratzinger accolse le dimissioni del vescovo di Augusta, in Germania, Walter Mixa, accusato di abusi su minore. Di contro però respinse la medesima offerta da parte di Eamonn Walsh e Raymond Field, rimasti per decisione del Papa vescovi ausiliari di Dublino. Pontefice che a sua volta accettò le dimissioni di altri due vescovi irlandesi, James Moriarty e Donald Murray. Chissà, forse avrà fatto quanto in suo potere, forse no. Benedetto XVI volle incontrare nel 2010 a Malta alcune vittime di abusi da parte di prelati locali. Ma per qualcuno non è bastato. Chissà, magari oggi ha alzato bandiera bianca anche per questo, e per la prima volta nella storia moderna, le dimissioni del Papa sono arrivate prima della sua morte.

Per saperne di più su: conclave

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