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Parla Nunzio Scarano: “In Vaticano riciclaggio, speculazioni…”

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Parla Nunzio Scarano: “In Vaticano riciclaggio, speculazioni…”

 

scarano 1

 

ROMA –  Nei conti vaticani c’erano riciclaggio di soldi e speculazioniFiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera ricostruisce pezzi degli interrogatori di Nunzio Scarano, il prete che gestiva i conti dello Ior. Le rivelazioni di Scarano (ora in carcere) riguarderebbero alcuni conti correnti aperti sull’Apsa (Amministrazione del patrimonio della sede apostolica).

Riporta la Sarzanini una parte dell’interrogatorio di padre Scarano. Padre Scarano parla di “laici”, ovvero non prelati che usavano quei conti per compiere operazioni “dubbie”:

«Noi come Apsa non potevamo avere clienti esterni, ma pur non potendo in realtà “facevamo banca”, nel senso che avevamo una raccolta di risparmio e forme di reimpiego con corresponsione di interessi ai depositanti. Fui ricevuto dal cardinal Bertone alcuni anni fa, subito dopo la sua nomina, ma l’incontro non ebbe alcun effetto».

«C’erano conti di cardinali, gestiti da Giorgio Stoppa precedente delegato direttore dell’Apsa. C’erano anche conti laici ma non ricordo alcun nome specifico se non quello della duchessa Salviati, benefattrice del Bambin Gesù. Di recente mi recai dal cardinal Filoni (Ferdinando, attuale prefetto di Propaganda Fide, ndr) al quale dissi dei conti “laici”.

Dato l’incontro al 2010 e in seguito a questo in effetti alcuni funzionari furono allontanati dall’Apsa. Mennini (Paolo, il direttore, ndr) era arrivato quando Stoppa andò in pensione e si trattava di trovare qualcuno che si occupasse anche di coprire gli scheletri da lui lasciati nell’armadio. Mennini portò con sé De Angelis. I due avevano uno stretto rapporto con Marco Fiore che lavora per i D’Amico a Montecarlo. Stoppa gestiva in maniera padronale e opaca il suo settore. Mennini gli riconobbe un trattamento pensionistico molto lauto. Mennini si era portato anche una certa Maria Teresa Pastanella che godeva di un trattamento privilegiato pur non avendo alcun titolo di studio. Per effetto del mio incontro con il cardinale Filoni furono anche chiusi dei conti di laici».

Sarzanini riporta anche un’altra parte della deposizione, che riguarda i legami con la banca Finnat.

«A Filone riferì di un’operazione fatta dal banchiere Nattino». Il riferimento è alla famiglia fondatrice della banca Finnat. Poi prosegue: «Questi aveva un conto all’Apsa (poi chiuso) e un figlio di Mennini, Luigi, lavorava nella banca da lui diretta. Fece un’operazione di aggiotaggio di cui si parlava nei corridoi che riguardava titoli della sua banca che subivano oscillazioni e che venivano comprati e venduti, di fatto, sotto mentite spoglie. A quanto ricordo i titoli erano stati fatti artatamente scendere di valore e Nattino li riacquistò al momento giusto senza apparire e servendosi dello schermo Apsa. Vi furono più operazioni simili.

Quando il cardinale Filoni prese provvedimenti, la cosa scatenò il finimondo e io fui promosso in seguito a questi eventi, anche se la promozione, di fatto mi collocò fuori dal perimetro operativo. Avevo anche sospetti su improvvisi cambiamenti nelle banche con cui operavano (si consideri che spostavamo milioni di euro). In un caso fu interessato un istituto in cui lavorava il padre del genero di Mennini, ma non so quale sia la banca».

VATICANO: L’IMPERO FUORILEGGE DEL MATTONE

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2013/03/vaticano-limpero-fuorilegge-del-mattone.html

18.3.13

VATICANO: L’IMPERO FUORILEGGE

DEL MATTONE

 

 l'impero del mattone 1

San Pietro – foto Gilan

di Gianni Lannes

In Italia la legge non è uguale per tutti. Le controprove? Un esempio a portata d’orizzonte. Il patrimonio di San Pietro: ancora e sempre esentasse. Uno Stato nello Stato tricolore che non paga nulla e vive in maniera parassitaria, succhiando il sangue degli ignari contribuenti, non solo mediante l’8 per mille, ma soprattutto attraverso ininterrotte elargizioni statali di denaro pubblico fuori controllo. Mica c’è solo l’Imu che non sborsano: non pagano neanche una tassa, né a titolo d’esempio il consumo di acqua o lo smaltimento dei rifiuti e la depurazione fognaria. Pagano sempre e soltanto quei fessi di italioti. Altro che crisi.

San Pietro, grazie alle strabilianti operazioni dello Ior - annessi e connessi in Italia e nel resto del mondo – vive di rendite, speculazioni ed affari con le mafie intercontinentali. A titolo di riferimento documentato: il 29 settembre 1978, l’allora Papa Giovanni Paolo I (Albino Luciani), si accingeva fare piazza pulita  licenziando in primis il gran corrotto monsignor Paul Marcinkus, a capo della banca vaticana in affari addirittura con Cosa Nostra. Invece, durante la notte tra il 28 ed il 29 settembre fu avvelenato da una dose di digitalina  - non lascia tracce nel sangue – che causò un infarto del miocardio. Insomma: una finta morte naturale. E così la potente massoneria eliminò chi voleva cambiare le cose. C’è un libro documentato sul caso dell’avvelenamento di Papa Luciani, scritto da David Yallop e pubblicato nel 1984 (a Londra dalla casa editrice Jonathan Cape), dal titolo In God’s name. 

Nel testo In nome di Dio, pubblicato nel 1997 in Italia dall’editore napoletano Tullio Pironti, a pagina 4 si legge: “Le prove che il Papa aveva raccolto mostravano che all’interno del Vaticano c’erano più di cento massoni, a partire dai cardinali fino ai preti, benché il diritto canonico stabilisca che l’appartenenza alla Massoneria comporta l’automatica scomunica. Luciani era inoltre preoccupato per una loggia massonica illegale che estendeva le sue radici al di fuori dell’Italia alla ricerca di denaro e potere. Era la P2″.

Il Pontefice era preoccupato da Marcinkus, Ortolani, Gelli e perfino Giulio Andreotti. I primi due li avrebbe subito allontanati se non fosse stato ammazzato.

Ricchissimi ieri - E’ scontata la sedicente “Santa Sede”. Perché? «Un quarto di Roma è in mano alle società ombra panamensi, del Liechtenstein, lussemburghesi, svizzere. Un altro quarto è di enti pubblici e dello Stato. Un quarto ancora è di privati grandi e piccoli. Ma l’ultimo quarto, forse il migliore, è nelle mani del Vaticano (…) Dare un valore commerciale a questo impero è impossibile. Ci si può trovare indifferentemente di fronte ad ettari di terreno edificabile o al palazzetto storico pronto alla ristrutturazione. Si inciampa in collegi o conventi, abitati ora da pochi religiosi, che potrebbero (ed è stato già fatto) essere trasformati agevolmente in residence di lusso, in alberghi, in centri commerciali. Il valore attuale di queste proprietà immobiliari dovrebbe essere moltiplicato  per mille, diecimila volte. Il tutto come si può leggere nelle norme capestro del vecchio Concordato, esentasse …».

E’ l’incipit di un’importante inchiesta giornalistica intitolata “Vaticano S.p.A.”, pubblicata il 7 gennaio 1977 dal periodico L’Europeo, a firma di Paolo Ojetti. Il meticoloso lavoro di approfondimento di questo giornalista italiano, prosegue elencando in dettaglio tutte le proprietà ecclesiastiche immobiliari a Roma: terreni e palazzi di proprietà della Santa Sede, ma anche dei vari ordini religiosi, che occupano ben sette pagine del giornale. Il dossier pubblicato da L’Europeo suscita scalpore e provoca un’immediata reazione del Vaticano. Ma L’Europeo allora diretto da Gianluigi Melega non si lascia intimorire (giornalisti d’altri tempi), e pubblica una seconda puntata, intitolata “I mercanti di san Pietro”, con appendice “I conti nelle casse vaticane”.

Argomenta ancora il rigoroso Ojetti il 21 gennaio di 36 anni fa: «Non c’è dubbio che una cosa sono i beni immobiliari che, inseriti nel Trattato, godono del privilegio della “extraterritorialità”, e una cosa siano tutti gli altri beni della Santa Sede e degli enti ecclesiastici (…) L’impero vaticano è ancora enorme. Se si pensa che l’inchiesta era limitata alla città di Roma, non riusciamo nemmeno ad immaginare cosa sia il resto d’Italia (…) Tra l’investimento misericordioso e quello redditizio, la Chiesa sceglie tuttora il secondo. Per mantenere e sviluppare questo potere temporale, il Vaticano non ha dovuto nemmeno aguzzare troppo l’ingegno delle gerarchie. La strada gli è sempre stata spianata dalle carenze legislative dello Stato italiano, dalla sudditanza degli istituti di credito a tradizione cattolica, dalla colpevole arrendevolezza del mondo laico, dalla sostanziale inutilità dei formalismi delle procedure di controllo».

Scrive il collega Mario Guarino nel saggio I mercanti del Vaticano pubblicato da Kaos nel 1998, (autore insieme a Giovanni Ruggeri del pionieristico libro Berlusconi: inchiesta sul signor tv, edito dagli Editori Riuniti nel 1987 e poi riedito da Kaos nel 1993): «Alla pubblicazione della seconda puntata dell’inchiesta “L’Europeo”, l’organo del Vaticano non reagisce. Non occorre. La Rizzoli Editore, controllata dalla P 2, provvede a licenziare in tronco il direttore del settimanale Gianluigi Melega».

Poverissimi oggi - Un censimento e una valutazione degli immobili di proprietà della sedicente “Santa Sede” in territorio italiano era e resta un’impresa impossibile. Infatti, le proprietà immobiliari regolarmente registrate nei catasti del territorio italiano sono solo una parte: molte di esse non sono registrate in quanto, come è noto, il Vaticano è una nazione estera a tutti gli effetti legali.

Chiese, conventi, monumenti. Ma anche palazzi, interi caseggiati nel centro delle città di mezzo mondo, alberghi, appartamenti extra-lussuosi centri commerciali e terreni in gran parte del globo terrestre. In altri termini: beni incommensurabili, protetti da società di comodo, e schermi spesso in odore conclamato di mafia, in paradisi off-shore che farebbero impallidire Beppe Grillo.

l'impero del mattone 2

il cardinal Bertone & l’eterno abbronzato  Beppe Grillo

Il dato ufficiale (una cifra ampiamente sottostimata) stima soltanto in Italia al 25 per cento circa, il patrimonio immobiliare che fa capo alla Chiesa del Vaticano.  Il patrimonio gestito dallo Ior (la banca del Vaticano) e l’Apsa, sfiora i 10 miliardi di euro. Le proporzioni rendono l’idea: esattamente 10 miliardi di euro (denaro pubblico sono stati sperperati impunemente e senza controllo dalla Protezione Civile italiana in particolare sotto il regime di Guido Bertolaso, grazie anche a Silvio Berlusconi (della serie vedi gli affaroni nel proprio clan sul post terremoto di L’aquila e poi muori).

Un quarto di Roma è intesto a diocesi, congregazioni religiose, enti e società del Vaticano. Solo le proprietà che fanno capo a Propaganda Fide (il ministero degli esteri del Vaticano che coordina l’attività delle missioni nel mondo) ammontano a circa 10 miliardi di euro. Dal 2005 il Vaticano ha ricominciato a fare trading immobiliare, vendendo beni per circa un centinaio di milioni.

D’altro canto, nel 2006 esclusivamente a Roma si sono registrate più di 8 mila donazioni di beni immobiliari, mentre in provincia sono state 3.200.

Il più grande intermediario immobiliare che lavora con la Chiesa cattolica, il gruppo Re S.p.A., realizza da questa attività circa 30 milioni di fatturato.

Santi in paradiso - L’enfant prodige dei nuovi palazzinari capitolini è un casertano, tale Giuseppe Statuto. Più di un lustro fa si è affermato con un colpaccio, acquistando senza battere ciglio, un immenso complesso monastico sulla Camilluccia. Nella stessa zona, Statuto si è accaparrato un convento del XVIII secolo di valenza storica con annesso terreno di 5 mila metri quadrati. Statuto è uno dei rari operatori del mattone a fare affari in esclusiva con il Vaticano. In tal modo la sua ditta Michele Amari e le altre società controllate (Bixio 15, Diemme Immobiliare, Derilca, Egis) ha fatto incetta uno dietro l’altro, di immobili di pregio dismesso da congregazioni religiose.

La nomina 11 anni fa del cardinale Attilio Nicora a capo dell’Amministrazione del patrimonio della sede apostolica ha segnato la vera svolta affaristica, a stretto contatto con Paolo Mennini (figlio di quel Luigi, consigliere dello Ior, già inseguito da un mandato di cattura per lo scandalo Ambrosiano). Qualcuno rammenta Calvi, Cosa Nostra, Sindona, P2, Gelli e i loro intrecci affaristici con la “Santa Sede”?

L’Apsa, a parte i valori truccati sugli accatastamenti di immobili lussuosi in pieno centro storico capitolino, registrati come ultra popolari, dirige i 30 mila enti religiosi su tutto il territorio italiano. Oltretutto, attraverso la Sirea - che risulta intestataria di due palazzi in piazza Cola di Rienzo, affittati alla Direzione investigativa antimafia - e la Edile Leonina, con locali occupati dal Viminale, è titolare anche della società Nicoloso da Recco (proprietaria di 4 appartamenti). Avete capito bene: DIA e Ministero dell’Interno che sicuramente adesso indagheranno dopo questa “insignificante” sollecitazione giornalistica.

Si tratta di un patrimonio solo per citare un modesto esempio – extra Patti Lateranensi – sfuggito a qualsiasi censimento dello Stato tricolore. Ecco un utile riferimento: nell’aprile del 1985 nel dibattito parlamentare sulla legge degli edifici di culto, si trova agli atti l’elenco sterminato dei palazzi posseduti dagli enti ecclesiastici nella sola città di Roma Il dato inequivocabile offre uno squarcio informativo sulla reale consistenza dei beni della Curia. E rovescia quella visione di una Chiesa “povera” che aveva indotto lo Stato ad elargire all’epoca mille miliardi di lirette sul conto spese annuale, per il mantenimento dei luoghi adibiti a culto. 

Nel dicembre 2005 il Governo Berlusconi (tanto per cambiare) vara l’esenzione totale per le proprietà del Vaticano, compresi i beni ad uso commerciale. In punta di diritto si tratta di un regime speciale – manifestatamente illegale ed anticostituzionale – che sulla carta doveva essere cancellato dal decreto Bersani (il numero 1 del Pd). Ma poi il centro sinistra ha preferito istituire una commissione che ha fatto melina e tutti si sono dimenticati del lucroso argomento.

Il business di tendenza è la riconversione di edifici religiosi in alberghi lussuosi. E’ un’attività gestita quasi in esclusiva dal gruppo RE di Vincenzo Pugliesi e Franco Alemani. Nel 2007 è stato chiamato dalla Spagna tale Antonio Fraga Sanchez. I primi acquirenti di beni della Curia sono le banche Santander e Bilbao, ovviamente a braccetto con l’ubiquo Opus Dei.

Per la cronaca: nel 2000 – con il Giubileo - il Vaticano ha incassato dallo Stato (vale a dire dai contribuenti) altri 3.500 miliardi di lire. Diamo ancora i numeri: in tutto il Belpaese si contano più di 2 mila monasteri e abbazie. Il giro d’affari del turismo religioso soltanto nella capitale tocca i 200 milioni di euro ogni anno. In Italia si contano 200 mila posti letto gestiti da religiosi, con 3.300 indirizzi tra hotel, case per ferie, centri di accoglienza per pellegrini. Il giro d’affari è stimato in 4,5 miliardi di euro l’anno esentasse. 

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Vaticano – foto Gilan

IOR & JP MORGAN - Violazione delle legge 231 del 2007 che disciplina, per gli istituti di credito, una serie di norme antiriciclaggio, tra cui la trasparenza della titolarità sul deposito dei conti correnti. Dal 2003, secondo un rapporto della Guardia di Finanza, inviato ai magistrati della Procura della repubblica di Roma – Nello Rossi (procuratore aggiunto) e Stefano Rocco (pm) – movimenti per centinaia di milioni di euro su un deposito intestato alla banca del Vaticano. Si tratta di un conto aperto quando la filiale capitolina era ancora sotto il marchio della banca di Roma, prima che l’istituto di credito confluisse in Unicredit.

«La Banca d’Italia non ha autorizzato lo Ior a operare sul territorio della Repubblica italiana tramite succursali, ovvero in regime di prestazione di servizi senza stabilimento». Lo ha riferito il sottosegretario all’Economia, Vieri Ceriani, in risposta ad un’interrogazione di Maurizio Turco in Commissione Finanze della Camera. Il problema sta nella frase “regime di prestazione di servizi senza stabilimento”, perché nel rapporto del 4 luglio 2012, il Comitato Moneyval del Consiglio d’Europa, a pagina 30, ha affermato che «l’Ior svolge come impresa una o più delle attività o operazioni – per o per conto di un cliente – elencate nella definizione di “istituzione finanziaria” del glossario GAFI».

Presso la filiale di Milano della banca nordamericana JP Morgan, ad esempio, era stato aperto nel 2009 un conto Ior dove, in poco più di 18 mesi (presidente Ettore Gotti Tedeschi, direttore generale Paolo Cipriani) era transitato oltre un miliardo di euro. Il conto (un sweep account) è stato chiuso, su iniziativa di JP Morgan, nel febbraio 2012, tre mesi prima della defenestrazione di Gotti dalla presidenza. Secondo quanto ipotizzato dalla magistratura JP Morgan si decise a questo passo quando si rese conto che gli inquirenti si stavano interessando con continuità della situazione della banca vaticana. I magistrati hanno iniziato ad indagare nell’ipotesi che su quel conto possono essere transitate cospicue tangenti. «Fu la JP Morgan a chiedere a Ior di aprire il “conto secondario” la cui clausola contrattuale era stata avallata dall’Autorità di Vigilanza italiana» (la Banca d’Italia, in realtà non più pubblica ma privata), ha detto il 28 giugno 2012 durante l’open day presso lo Ior, il direttore Cipriani.

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Un profitto sacro asservito alle leggi terrene, che i mercanti di San Pietro perseguono come se fosse l’imperativo di un undicesimo comandamento.

Il nuovo Papa Jorge Mario Bergoglio, che sostiene di ispirarsi al frate scalzo di Assisi, vorrà dividere tutta questa immensa ricchezza con i poveri e diseredati della Terra? Ne dubito ma spero di essere smentito dai fatti, non dai proclami altisonanti di Piazza San Pietro.

Pubblicato da Gianni Lannes 12:03

Pedofilia, Vaticano sostiene Mahony che ha partecipato al Conclave

http://it.euronews.com/2013/03/13/pedofilia-vaticano-sostiene-mahony-che-ha-partecipato-al-conclave/

NOTIZIE

 

Pedofilia, Vaticano sostiene Mahony

che ha partecipato al Conclave

13/03 19:33 CET

 

mahony

 

Lo scandalo pedofila che si è abbattuto sulla sua diocesi è stato senza conseguenze per Roger Mahony. Mentre il Cardinale di Los Angeles era riunito in Conclave, l’avvocato della sua arcidiocesi stava patteggiando una cifra milionaria con quattro vittime di abusi, per evitare il processo.

Mahony sarebbe colpevole di omissione: Michael Baker, ex sacerdote della sua diocesi,gli avrebbe confessato di aver abusato di due fratellini per sette anni. Per i cattolici statunitensi, Mahony non doveva essere ammesso al Conclave.

Per il Vaticano ne ha il diritto: “I cardinali, tra cui Roger Mahony che sono stati denunciata dallo SNAP (Survivors Network of those Abused by Priests), l’associazione statunitense delle vittime degli abusi”, spiega il canadese Thomas Rosica nel corso di una conferenza stampa, “hanno molto riflettuto sulle accuse mosse loro. Non c’era alcun motivo perché non partecipassero al Conclave. Ci sono uomini indicati da questa associazione che sono degni della nostra stima e del nostro rispetto e che hanno un posto nel conclave.”

Sarebbero 130 i casi di presunte violenze a danno di minori avvenuti nel corso degli anni ’80 nella diocesi che Mahony ha guidata per 26 anni. L’organizzazione con sede a Chicago che rappresenta coloro che hanno subito abusi da parte dei sacerdoti continua a chiedere l’apertura di un’indagine.

Nota di Crescendo in Grazia; 130 casi?  Guarda: http://jh.to/criminalita

Ior, la minaccia del Vaticano

http://www.lettera43.it/economia/finanza/ior-la-minaccia-del-vaticano_4367585224.htm

VERSO IL CONCLAVE

Ior, la minaccia del Vaticano

Proposta choc dei porporati stranieri: sciogliere l’istituto. E cancellare i segreti della Chiesa.

ior, veduta aerea del vaticano(© imagoeconomica) Una veduta aerea di Piazza San Pietro.

L’idea choc viene dai porporati stranieri: fare a meno dell’Istituto per le opere di religione (Ior) per far scomparire migliaia di conti riservati. E un bel numero di segreti.

A decidere il futuro dello Ior, però, è il papa e quindi il destino della banca vaticana è nelle mani del successo di Benedetto XVI che alle 20 di giovedì 28 febbraio si appresta a lasciare la Santa sede con destinazione Castel Gandolfo.

Lo Ior, secondo quanto svelato dal quotidiano La Repubblica, è indicato come uno dei temi più importanti da affrontare nelle cosiddette Congregazioni generali, le giornate di discussioni sul futuro della Chiesa e sul nuovo pontefice che sono in agenda dal 1 marzo.

SCANDALI E RIFORMA DELLA CURIA. Ma non c’è solo la banca del Vaticano tra gli argomenti in programma. Di estrema attualità anche l’evangelizzazione all’estero (il 2013 è l’anno della fede), la riforma della Curia (Joseph Ratzinger ha ammesso di non essere riuscito a rivoluzionare) e poi ci sono gli scandali che hanno segnato indelebilmente il pontificato di Bendetto XVI.

Eppure il nodo più importante è quello dello Ior. E il suo possibile scioglimento.

CORDATA GUIDATA DA SCHOENBORN. A sponsorizzare l’idea di chiudere l’istituto vaticano è un gruppo di cardinali, irritati da tempo per la gestione dello Ior, considerato come uno dei protagonisti per i danni dell’immagine della Santa sede a livello internazionale.

A farsi portavoce del malcontento è l’arcivescovo di Vienna Christoph Schoenborn, considerato un conservatore illuminato e indicato da molti come possibile successore di Ratzinger, di cui è stato allievo.

Il porporato potrebbe essere quindi in grado di riunire intorno a sé una serie di eminenze, in gran parte straniere, pronte a schierarsi contro la gestione ‘italiana’ dello Ior, ovvero il segretario di Stato Tarcisio Bertone e il suo predecessore Angelo Sodano. E non importa che Benedetto XVI abbia appena confermato Ernst Von Freyberg (manager tedesco) al vertice dell’istituto dopo l’uscita di scena di Ettore Gotti Tedeschi.

ACCORDO CON BANCA STRANIERA. Tuttavia, in caso di scioglimento dello Ior, i cardinali dovrebbero pensare a un’alternativa credibile. Da qui l’idea di un accordo con una banca straniera.

L’istituto vaticano, infatti, è considerato come una fonte continua di problemi per la Santa sede: dallo scandalo Enimont, al crac dell’Ambrosiano. E poi la presenza di personaggi come Michele Sindona e monsignor Paul Marcinkus, che ha presieduto lo Ior per 18 anni.

La banca, nata nel 1942 per volere di Pio XII, è stata quindi spesso criticata sia per la sua gestione spregiudicata sia per i suoi numerosi privilegi. Si racconta infatti, che quando Giovanni Paolo II, dopo lo scandalo Calvi, chiese la lista dei correntisti dello Ior, si sentì rispondere che non era possibile violare la riservatezza dei clienti.

Lunedì, 25 Febbraio 2013

Vaticano, dossier choc sugli scandali: “Via il segreto pontificio”

 

http://qn.quotidiano.net/primo_piano/2013/02/22/849158-dossier_choc_sugli_scandali.shtml

 

Vaticano, dossier choc


sugli scandali:


“Via il segreto pontificio”

 

Benedetto XVI ci pensa, effetto valanga tra i cardinali

 

IL PAPA ALLONTANA BALESTRERO: DIVENTA NUNZIO DI COLOMBIA

 

Sono i “convitati di pietra” al Conclave che eleggerà il successore del Papa. Temi spinosi, questioni torbide, vicende che hanno coinvolto anche alcuni cardinali che si chiuderanno nella Cappella Sistina

di Iacopo Scaramuzzi

via il segreto vaticano

Papa Benedetto XVI (Imagoeconomica)

di Iacopo Scaramuzzi

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Città del Vaticano, 22 febbraio 2013 - Sono i “convitati di pietra” al Conclave che eleggerà il successore di Benedetto XVI. Temi spinosi, questioni torbide, vicende che hanno coinvolto anche alcuni cardinali che si chiuderanno nella Cappella Sistina. Il Conclave, in realtà, non ha un’agenda prefissata e le discussioni sono riservate. Ma c’è da giurare che verranno al pettine alcuni nodi emersi negli ultimi mesi, a partire da pedofilia, Ior e Vatileaks. Gli abusi dei preti sui minori hanno segnato il Pontificato di Ratzinger.

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Benedetto XVI ha maturato una linea di ‘tolleranza zero’ che ha creato più di un malumore dentro e fuori il Vaticano. La recente vicenda del cardinale statunitense Roger Mahony — domani deporrà in un’aula di tribunale americana con l’accusa di avere insabbiato le denunce — è solo la punta dell’iceberg. Ieri è stato sentito dai giudici anche il cardinale di New York Timothy Dolan. Lo scandalo aleggerà al Conclave. Non è detto che determini l’elezione del nuovo Papa – il cardinale di Boston Sean O’Malley, campione anti-pedofilia, è “papabile” – ma verosimilmente bloccherà l’ascesa di cardinali con qualche “ombra” nel loro passato, compresi i porporati vicini a Wojtyla che non vollero vedere le accuse — poi formalizzate da Benedetto XVI — al fondatore dei Legionari di Cristo Marcial Maciel.

C’è poi il nodo delle finanze vaticane. Non solo perché alcuni paesi — Stati Uniti e Germania in primis — donano ingenti somme alle casse del Vaticano e vogliono contare anche nell’elezione del nuovo Pontefice. Lo scontro degli ultimi tempi tra “banca vaticana“, procura di Roma e Bankitalia, il siluramento di Ettore Gotti Tedeschi e la nomina del nuovo presidente Ernst von Freyberg a ridosso della rinuncia di Benedetto XVI hanno creato nuovi malumori tra i cardinali non romani. Anche qui, non verrà scelto un Papa-manager, ma è probabile che i cardinali eviteranno candidati privi di senso pratico e oculatezza pastorale.

Infine, la fuga di documenti riservati che ha spinto il Vaticano, nei mesi scorsi, sull’orlo di una crisi di nervi. La vicenda si è conclusa con l’arresto, la condanna e, infine, la grazia del maggiordomo del Papa. Ma Benedetto XVI ha affidato a tre cardinali — Julian Herranz, Josef Tomko e Salvatore De Giorgi — una parallela, discretissima indagine, conclusa con un dossier segreto consegnato al solo Benedetto XVI. Decine di interviste avrebbero fatto emergere nomi, cognomi e dettagli di una Curia attraversata da veleni, trame, cordate di potere.

Il settimanale Panorama scrive che emergerebbe anche il ruolo di una potente ‘lobby gay’. Sarebbero coinvolti cardinali della vecchia guardia wojtyliana, ex nemici coalizzati contro Benedetto XVI e il suo segretario di Stato Bertone. “Non ci sono né commenti, né conferme, né smentite”, si è limitato a dichiarare il portavoce vaticano, il gesuita Federico Lombardi. I tre cardinali ‘detective’ dovrebbero essere ricevuti dal Papa nei prossimi giorni. Il Papa potrebbe anche decidere di togliere il segreto al rapporto. Di certo, il suo contenuto potrebbe bruciare qualche candidato

 

Sesso e carriera, i ricatti in Vaticano dietro la rinuncia di Benedetto XVI

http://www.repubblica.it/esteri/2013/02/21/news/ricatti_vaticano-53080655/

Sesso e carriera, i ricatti in Vaticano


dietro la rinuncia di Benedetto XVI

 

Lotte di potere e denaro in un rapporto segreto con i risultati di un’inchiesta sul Vatileaks consegnato da tre cardinali al Papa. Ipotizzata anche una lobby gay. Il documento passerà nelle mani del nuovo pontefice, dovrà essere abbastanza “forte, giovane e santo”

di CONCITA DE GREGORIO

sesso e carriera, repubblica

Benedetto XVI (ansa)

“In questi 50 anni abbiamo imparato ed esperito che il peccato originale esiste, si traduce sempre in peccati personali che possono divenire strutture del peccato. Abbiamo visto che nel campo del Signore c’è sempre la zizzania. Che nella rete di Pietro si trovano i pesci cattivi”. 

La zizzania. I pesci cattivi. Le “strutture del peccato”. È giovedì 11 ottobre, Santa Maria Desolata. È il giorno in cui la Chiesa fa memoria di papa Giovanni XXIII, cinquant’anni dal principio del Concilio. Benedetto XVI si affaccia al balcone e ai ragazzi dell’Azione cattolica raccolti in piazza dice così: “Cinquant’anni fa ero come voi in questa piazza, con gli occhi rivolti verso l’alto a guardare e ascoltare le parole piene di poesia e di bontà del Papa. Eravamo, allora, felici. Pieni di entusiasmo, eravamo sicuri che doveva venire una nuova primavera della Chiesa”. Breve pausa. Eravamo felici, al passato. “Oggi la gioia è più sobria, è umile. In cinquant’anni abbiamo imparato che la fragilità umana è presente anche nella Chiesa”. Che c’è la zizzania, ci sono i pesci cattivi.

Nessuno ha capito, in quel pomeriggio di ottobre. I ragazzi in piazza hanno applaudito e pianto il ricordo di papa Giovanni. Nessuno sapeva che due giorni prima Benedetto XVI aveva di nuovo incontrato il cardinale Julian Herranz, 83 anni, lo spagnolo dell’Opus Dei da lui incaricato di presiedere la commissione d’indagine su quello che i giornali chiamano Vatileaks.

Il corvo, la fuga di notizie, le carte rubate dall’appartamento del Papa. Herranz ha aggiornato Ratzinger con regolarità. Ogni settimana, in colloquio riservato, da aprile a dicembre. Il Papa ha appreso con crescente apprensione gli sviluppi dell’inchiesta: decine e decine di interviste a prelati, porporati, laici. In Italia e all’estero. Decine e decine di verbali riletti e sottoscritti dagli intervistati. Le stesse domande per tutti, dapprima, poi interviste libere. Controlli incrociati. Verifiche.

Un quadro da cui veniva emergendo una rete di lobby che i tre cardinali hanno diviso per provenienza di congregazione religiosa, per origine geografica. I salesiani, i gesuiti. I liguri, i lombardi. Infine, quel giorno di ottobre, il passaggio più scabroso. Una rete trasversale accomunata dall’orientamento sessuale. Per la prima volta la parola omosessualità è stata pronunciata, letta a voce alta da un testo scritto, nell’appartamento di Ratzinger. Per la prima volta è stata scandita, sebbene in latino, la parola ricatto: “influentiam”, Sua Santità. Impropriam influentiam.

17 dicembre 2012, San Lazzaro. I tre cardinali consegnano nelle mani del Pontefice il risultato del loro lavoro. Sono due tomi di quasi 300 pagine. Due cartelle rigide rilegate in rosso, senza intestazione. Sotto “segreto pontificio”, sono custodite nella cassaforte dell’appartamento di Ratzinger. Le conosce soltanto, oltre a Lui, chi le ha scritte. Contengono una mappa esatta della zizzania e dei pesci cattivi.

Le “divisioni nel corpo ecclesiale che deturpano il volto della Chiesa”, dirà il Papa quasi due mesi dopo nell’Omelia delle Ceneri. È quel giorno, con quelle carte sul tavolo, che Benedetto XVl prende la decisione tanto a lungo meditata. È in quella settimana che incontra il suo biografo, Peter Seewald, e poche ore dopo aver ricevuto i tre cardinali gli dice “sono anziano, basta ciò che ho fatto”. Quasi le stesse parole, in quell’intervista poi pubblicata su Focus, che dirà a febbraio al concistoro per i martiri di Otranto: “”Ingravescente aetate”. “Noi siamo un Papa anziano”, aveva già allargato le braccia molte volte, negli ultimi mesi, in colloqui riservati.

Dunque nella settimana prima di Natale il Papa prende la sua decisione. Con queste parole la commenta il cardinale Salvatore De Giorgi, un altro dei tre inquisitori che redigono la “Relationem”, presente al momento della rinuncia: “Ha fatto un gesto di fortezza, non di debolezza. Lo ha fatto per il bene della Chiesa. Ha dato un messaggio forte a tutti quanti nell’esercizio dell’autorità o del potere si ritengono insostituibili. La Chiesa è fatta di uomini. Il Pontefice ha visto i problemi e li ha affrontati con un’iniziativa tanto inedita quanto lungimirante”. Ha assunto su di sé la croce, insomma. Non ne è sceso, al contrario. Ma chi sono “coloro che si ritengono insostituibili?”. Riecheggiano le parole dell’Angelus di domenica scorsa: bisogna “smascherare le tentazioni del potere che strumentalizzano Dio per i propri interessi”.

La “Relationem” ora è lì. Benedetto XVI la consegnerà nelle mani del prossimo Papa, che dovrà essere abbastanza forte, e giovane, e “santo” – ha auspicato – per affrontare l’immane lavoro che lo attende. È disegnata, in quelle pagine, una geografia di “improprie influenze” che un uomo molto vicino a chi le ha redatte descrive così: “Tutto ruota attorno alla non osservanza del sesto e del settimo comandamento”. Non commettere atti impuri. Non rubare.

La credibilità della Chiesa uscirebbe distrutta dall’evidenza che i suoi stessi membri violano il dettato originario.

Questi due punti, in specie. Vediamo il sesto comandamento, atti impuri. La Relazione è esplicita. Alcuni alti prelati subiscono “l’influenza esterna” – noi diremmo il ricatto – di laici a cui sono legati da vincoli di “natura mondana”. Sono quasi le stesse parole che aveva utilizzato monsignor Attilio Nicora, allora ai vertici dello Ior, nella lettera rubata dalle segrete stanze al principio del 2012: quella lettera poi pubblicata colma di omissis a coprire nomi.

Molti di quei nomi e di quelle circostanze riaffiorano nella Relazione. Da vicende remote, come quella di monsignor Tommaso Stenico sospeso dopo un’intervista andata in onda su La 7 in cui raccontava di incontri sessuali avvenuti in Vaticano.

Riemerge la vicenda dei coristi di cui amava circondarsi il Gentiluomo di sua Santità Angelo Balducci, agli atti di un’inchiesta giudiziaria. I luoghi degli incontri. Una villa fuori Roma. Una sauna al Quarto Miglio. Un centro estetico in centro. Le stanze vaticane stesse. Una residenza universitaria in via di Trasone data in affitto ad un ente privato e reclamata indietro dal Segretario di Stato Bertone, residenza abitualmente utilizzata come domicilio romano da un arcivescovo veronese.

Si fa menzione del centro “Priscilla”, che persino da ritagli di stampa risulta essere riconducibile a Marco Simeon, il giovane sanremese oggi ai vertici della Rai e già indicato da monsignor Viganò come l’autore delle note anonime a suo carico. Circostanze smentite dai protagonisti sui giornali, ma approfondite e riprese dalla Relazione con dovizia di dettagli. 

I tre cardinali hanno continuato a lavorare anche oltre il 17 dicembre scorso. Sono arrivati fino alle ultime vicende che riguardano lo Ior – qui si passa al settimo comandamento - ascoltando gli uomini su cui confida Tarcisio Bertone a partire dal suo braccio destro, il potentissimo monsignor Ettore Balestrero, genovese, classe 1966. Sono arrivati fino alla nomina del giovane René Bruelhart alla direzione dell’Aif, l’autorità finanziaria dell’Istituto.

Il terzo dei cardinali inquirenti, Josef Tomko, è il più anziano e dunque il più influente della triade. Ratzinger lo ha richiamato in servizio a 88 anni. Slovacco, era stato con Woijtyla a capo del controspionaggio vaticano.

Aveva seguito di persona la spinosa questione dei contributi anche economici alla causa polacca come delegato ai rapporti con l’Europa orientale. Dopo monsignor Luigi Poggi, scomparso nel 2010, è l’ultimo custode di quella che ancora oggi si chiama l’Entità, il “Sodalitium pianum” di antica memoria, il servizio segreto vaticano formalmente smantellato da Benedetto XV, nel nome predecessore di Ratzinger. Poiché i simboli e i gesti, a San Pietro, contano assai più delle parole chi è molto addentro alle liturgie vaticane fa notare questo. Nell’ultimo giorno del suo pontificato, Benedetto XVI riceverà i tre cardinali estensori della Relationem in udienza privata. Subito dopo, al fianco di Tomko, vedrà i vescovi e i fedeli slovacchi in Santa Maria Maggiore. La sua ultima udienza pubblica. 27 febbraio, San Procopio il Decapolita, confessore. Poi il conclave.

(1-continua) 

(21 febbraio 2013)

Carta Aperta e Appello a Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica d’ Italia; di Kevin Annett, Segretario del Tribunale Internazionale sui Crimini della Chiesa e dello Stato. (video)

Carta Aperta e Appello a Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica d’ Italia; di Kevin Annett, Segretario del Tribunale Internazionale sui Crimini della Chiesa e dello Stato.

14 di Febbraio del 2013

Egregio Presidente Napolitano:

Nel nome del nostro Tribunale e delle persone di coscienza, ovunque nel mondo, e dei milioni di vittime di abuso da parte della chiesa, io mi appello a Lei, in vista della Sua prossima riunione con Joseph Ratzinger (Papa Benedetto XVI), il quale presto si ritirerá dal Pontificato della Chiesa di Roma.

Sappiamo che, come conseguenza della pressione esercitata su di lui per far sí che rinunciasse al suo incarico, a causa della sua provata complicitá nella protezione del traffico di minori nella sua chiesa e di altri crimini contro l’umanitá, Joseph Ratzinger sta cercando la protezione del governo italiano per assicurarsi assistenza ed immunitá dalla persecuzione legale nei suoi confronti.

Non necessito recordarLe, Signor Presidente, che in base alla legge internazionale ed i trattati che sono stati ratificati dall’Italia, Lei e il Suo governo hanno il divieto di dare tale protezione a coloro che, come Joseph Ratzinger, hanno aiutado e coperto azioni criminali tali come ordinare a Vescovi e Cardinali, in America e in ogni altro luogo, di proteggere conosciuti abusatori di minori che appartengono al clero.

Il Suo obbligo verso il Vaticano, dovuto dai Patti Lateranensi, non va contro e non annulla i requisiti delle piú alte leggi morali ed internazionali; e nemmeno esige che Lei conceda alcuna protezione o immunitá ad un individuo come Joseph Ratzinger, specialmente dopo che lui abbia lasciato i suoi incarichi papali.

La necessitá che Lei si allinei con le leggi internazionali e non scenda a patti con Joseph Ratzinger é ancora piú vera quando si considera l’enormitá dei crimini dei quali il Vaticano e le sue piú alte autoritá sono chiaramente colpevoli, secondo le considerevoli prove riunite e documentate dal nostro Tribunale e da altri gruppi e riconosciute da molti governi.

Solo in Canada, la Chiesa Cattolico-Romana ed i suoi agenti del Vaticano sono stati dichiarati colpevoli di responsabilitá per il genocidio e la morte di almeno 50.000 bambini indigeni nel sistema delle scuole residenziali indigene che sono state fondate dai gesuiti e che hanno funzionato fino al 1996.

In Irlanda, piú di 10.000 donne hanno sofferto e sono state sfruttate nelle Lavanderie delle Magdalene che erano dirette da cattolici, e dove molte di loro sono morte.  E nel mondo, in istituzioni simili della chiesa, si é vista una enorme mortalitá, malattie e rovina per milioni di bambini e, nonostante questo, la chiesa non é mai stata riconosciuta responsabile o non é mai stata portata in giudizio per queste morti e per il furto di enormi ricchezze di nazioni intere.

Con la recente iniziativa di almeno un governo europeo e di una gran quantitá di avvocati, di portare Joseph Ratzinger ed altri ufficiali ecclesiastici in giudizio per questi crimini, noi sentiamo che non é compito Suo né proteggere, né mostrarsi proteggendo o condonando il tentativo di lui di evadere, ostacolare o ritardare la giustizia, a meno che Lei non voglia esporsi al reato di complicitá in un crimine.

Nel nome del nostro Tribunale e di molta gente che non puó parlare, io Le chiedo di essere saldo nelle leggi delle nazioni e dell’umanitá e non offra appoggio o protezione a Joseph Ratzinger, o ai suoi complici, nei loro sforzi per evitare la responsabilitá dei crimini dei quali sono stati trovati, senza ombra di dubbio, colpevoli.

Rimango in attesa di una Sua risposta, nella speranza di poter continuare a parlare di questo tema con Lei quando visiteró il Suo paese in Maggio, in compagnia di una delegazione sui Diritti Umani, per approfondire questo argomento con maggiori dettagli.

Attentamente,

Kevin D. Annett, M.A., M.Div.

Segretario, Tribunale Internazionale sui Crimini della Chiesa e dello Stato.

Ufficio Centrale, Bruxelles.

Cc. Ai mezzi di comunicazione di tutto il mondo

RECIBO ENVIO ITALIA

Guardi le prove del Genocidio in Canada ed altri crimini contro gli innocenti, in: www.hiddennolonger.com  e nel sito web del Tribunale Internazionale sui Crimini della Chiesa e dello Stato, in www.itccs.org

Si possono lasciare messaggi per Kevin Annett al numero telefonico: 250-591-4573 in Canada.

Veda il premiato documentario di Kevin Annett (IMPENITENTES) nel sito web: www.hiddenfromhistory.org

“Io ho dato a Kevin Annet il suo nome indiano, Aquila dalla Voce forte, nel 2004 quando l’ho adottato ed introdotto nella nostra nazione Anishinabe. Lui porta questo nome con orgoglio perché lui sta facendo il lavoro per il quale é stato inviato, parlare alla sua gente sui loro mali. Lui parla forte e con la veritá. Lui parla per i nostri bambini rubati e morti. Io chiedo a tutti di ascoltarlo e di dargli il benvenuto”

Capo Louis Daniels –Vento Sussurrante-

Anziano, Clan della Tartaruga, Nazione Anishinabe, Winnipeg, Manitoba.

Esposto di accertamento nei confronti dei Cardinali; Dionigi Tettamanzi, Tarcisio Bertone e Angelo Bagnasco

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Comunicato stampa della Rete L’Abuso del 24 maggio 2012

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Esposto di accertamento nei confronti dei Cardinali: Dionigi  Tettamanzi, Tarcisio Bertone e Angelo Bagnasco.

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Rendiamo noto che Rete L’ABUSO ha depositato questa mattina 24/05/2012 per mano del portavoce Francesco Zanardi, un esposto presso la Procura della Repubblica di Genova.

L’accertamento che chiediamo alla Procura di Genova è conseguenza diretta del provvedimento emesso dal GIP Fiorenza Giorgi della Procura di Savona lo scorso 8 maggio (Allegato 1), nei confronti dell’ex vescovo di Savona, ora a Cremona, Dante Lafranconi.

Il provvedimento di cui sopra è indubbiamente da considerarsi storico per l’Italia e potrebbe portare la maggior parte di vescovi italiani a dover rispondere di probabili omissioni e favoreggiamenti nei confronti di preti pedofili a danni di minori. L’accusa incardinata dalla Procura di Savona non è di molto differente da quella che ha portato, già nel 2004, l’allora Cardinale Ratzinger davanti ai giudici degli Stati Uniti, la stessa che ha portato molti Cardinali, anche in Europa a dover rendere conto alla legge laica di analoghe omissioni.

Nell’esposto (Allegato 2) diretto all’attuale Vescovo di Genova, Cardinal Angelo Bagnasco, vengono sottolineate diverse dichiarazioni rilasciate dai sacerdoti genovesi e riferite direttamente al caso di don Riccardo Seppia.

La prima è quella rilasciata da don Schiappacasse durante la trasmissione Matrix, che vide ospiti nel marzo scorso proprio il portavoce de L’ABUSO Francesco Zanardi, l’avvocato di Seppia, Don Di Noto, e tre vaticanisti. In quella circostanza il sacerdote dichiarava  ai mezzi di informazione di essersi reso conto delle tendenze pedofile del Seppia e di averle denunciate già parecchi anni prima all’allora vescovo di Genova.

E’ verosimile quindi che i Cardinali Tettamanzi, Bertone e l’attuale Arcivescovo di Genova, Bagnasco siano stati, come nel caso savonese, al corrente delle tendenze pedofile del Seppia ma che abbiano scelto di non intervenire a scapito delle vittime e quindi a tutela della chiesa.

Altre ipotesi che proverebbero questa modalità di non intervento e che emergono da altre testimonianze, uscite anche sui giornali e mai smentite dal clero, coinvolgerebbero come persona informata sui fatti anche il Vescovo di Albenga Mario Olivieri.

In questo caso, grazie al provvedimento del GIP di Savona Fiorenza Giorgi, graverebbe anche qui la responsabilità stabilita dal secondo comma dell’art.40 del codice penale secondo il quale “Non impedire un evento, che si ha l’obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo.”

Un’ulteriore verifica che viene chiesta alla Procura di Genova riguarda la notizia appresa dalla stampa: mentre Riccardo Seppia si trovava in carcere ed era in stato di isolamento, ha ricevuto la visita del vescovo Angelo Bagnasco il quale è riuscito ad incontrare Seppia nonostante il divieto di visite disposto dal Magistrato.

L’avvocato Carla Corsetti del foro di Frosinone, difensore dell’associazione, ipotizza che alla luce di questo importante precedente creatosi a Savona, anche la Procura della Repubblica di Genova interverrà doverosamente effettuando quanto meno le stesse indagini, procedendo all’acquisizione della medesima documentazione prelevata dalla procura nella Diocesi di Savona-Noli anche nell’Arcidiocesi di Genova.

Nel fascicolo depositato oggi alla procura di Genova abbiamo ritenuto doveroso allegare le linee guida (Allegato 3) divulgate pochi giorni fa, ai fini di un eventuale esame che potrebbe dimostrare la volontà della CEI in merito a quanto già sottolineato nel provvedimento savonese  (Allegato 1 pagina 6 da riga 14).

Rete L’ABUSO, tramite gli associati sul territorio italiano sta provvedendo a divulgare quanto più è possibile alle magistrature, studi legali e associazioni, il provvedimento prodotto dalla Procura di Savona l’8 maggio scorso, fondamentale informazione oggi applicabile anche in Italia, di utilità giuridica per i procedimenti in materia di pedofilia clericale attualmente aperti o non ancora prescritti nel nostro paese.

Non possiamo tenere conto solo del profilo penale ma anche del fatto che, in questo caso, esiste un dovere morale e di tutela non solo verso coloro che hanno già subito abusi da preti pedofili e ai quali la chiesa nega qualunque tipo di supporto, venendo indubbiamente meno al civile dovere di responsabilità ma anche di prevenzione e di garanzia che i vescovi DEVONO dare ai minori e alle famiglie che li affidano alle parrocchie italiane.

Le arroganti ed incivili linee guida diffuse dalla CEI (solo in Italia ed improponibili nel resto di paesi europei colpiti dalla pedofilia clericale) sostanzialmente non cambiano dalla Crimen Sollicitationis (Allegato 4), non contengono alcun riferimento alla tutela delle vittime ma sono volte solo alla tutela dell’immagine della chiesa che si riconferma priorità rispetto alla salute dei minori: i vescovi si autoeleggono protettori dei pedofili, negando qualunque tipo di garanzia;

1)      Nessun obbligo di denuncia 2) Nessuna apertura degli archivi vaticani e diocesani dei casi di preti criminali 3) Nessun risarcimento alle vittime e nessun sostegno 4) Nessuna collaborazione attiva e spontanea, ma solo il non ostacolo alla legge  5) Nessuna chiusura dei luoghi di allevamento dei preti pedofili e abusatori sessuali (seminari)  6) Nessun automatismo sulla espulsione dei preti macchiatisi di crimini sessuali  7) Nessuna indagine e rimozione delle cause della pedofilia clericale.

C’è n’è abbastanza per chiarire che le linee guida sono lo strumento della CEI a protezione dei loro adepti e per soffocare lo scandalo. La parola d’ordine per i vescovi sarà: omertà. Di fronte a questa posizione della CEI insorgono anche le associazioni cattoliche, che la condannano pienamente.

Sempre allo scopo di informazione e tutela preventiva nei confronti dei minori affidati al clero, Rete L’ABUSO ha cominciato (attualmente su Cremona e Savona) a divulgare tramite le inserzioni sponsorizzate di Facebook il provvedimento del’8 maggio, allo scopo di farlo conoscere quale strumento che eventuali vittime possono utilizzare in sede penale.

Ma è anche importante che si conoscano i meccanismi utilizzati dalla chiesa per coprire gli abusi. A questo scopo abbiamo utilizzato la documentazione, prelevata in curia dalla magistratura, riguardante il caso di Savona, che spiega come la chiesa è riuscita a coprire (malgrado fosse al corrente e preoccupata delle tendenze pedofile di Giraudo dall’anno stesso in cui prese i voti) per ben 32 anni un conclamato pedofilo senza mai denunciarlo, fino a che la magistratura non è intervenuta.

Francesco Zanardi

Prtavoce Rete L’ABUSO

cell. 3927030000

retelabuso.blogspot.it

www.crimesandthevatican.eu

Le persone silenziose chiedono conto al cardinal Calcagno.

La chiesa le rinnega ma silenziosi e non violenti ci saranno anche loro, quelli coinvolti da 32 anni di abusi sessuali di preti pedofili che ben quattro vescovi savonesi hanno consapevolmente deciso di coprire a danno di decine di bambini.

“Una decisione maturata con grande coscienza, ma non potevo chiedere alle vittime di tollerare e subire un’altra umiliazione”. Queste le parole di Francesco Zanardi portavoce della Rete L’ABUSO che domani mattina attenderà  insieme a diverse vittime e sostenitori il passaggio della processione patronale, che transiterà in via Torino a Savona.

Una presenza silenziosa e non violenta, come sono silenziose le decine di vittime che i preti pedofili savonesi hanno prodotto grazie alla complicità di ben quattro vescovi. Vittime che la chiesa oggi guarda come fossero degli appestati, alle quali non ha mai accennato nemmeno un “mea culpa”.

Spiega Zanardi “La nostra sarà una presenza silenziosa che non vuole ne intralciare la processione, ne offendere i cattolici che partecipano. Dimostreremo con una maglietta che riporta i volti dei vescovi ed una scritta “Hai ancora il coraggio di lasciare i tuoi figli sotto la loro tutela?”.

La decisione non è stata facile in quanto abbiamo dovuto studiare un modo non invasivo per denunciare civilmente e far notare la nostra presenza, che vuole ricordare ai vari Vescovi e Cardinali quello che emerge inequivocabile dai fascicoli della Procura della Repubblica di Savona, oggi nelle mani dell’associazione”.

Francesco Zanardi

Portavoce “Rete L’abuso”

+39 3927030000

www.crimesandthevatican.eu

www.francescozanardi.eu

 

L’ ULTIMO ANNO DEL CONTEGGIO


 

APOSTOLO DOTTOR JOSÉ LUIS DE JESÚS MIRANDA

GESUCRISTO UOMO

 

21 di dicembre del 2011

Benedetti con tutte le benedizioni!

Siamo qui a riassumere l’anno 2011. Questo sarà l’ultimo anno verso la trasformazione, l’ultimo anno verso la fine del conteggio per tutti noi, coloro che siamo stati illuminati e ci hanno dato da mangiare dall’albero della vita.

Prima di entrare in pieno in un piccolo riassunto, volevo felicitare l’amata di Ponce, Lissette Miranda, la collaboratrice in Ponce. Mi sento orgoglioso di voi, di come vi è venuta bene quella presentazione, così che: avanti Ponce!

Bene, quindi, andiamo a dare lettura alla Prima carta a Timoteo, capitolo 4, verso 16. Dice così, l’apostolo:

“Proteggi te stesso e la dottrina, persisti in questo poichè,

facendo questo, salverai te

stesso e coloro che ti udiranno.”

Questo è un consiglio: dopo che siamo stati illuminati comincia la nostra salvezza, la salvezza dell’anima, della nostra parte animica. La salvezza del nostro spirito ha avuto luogo 2.000 anni fa. L’illuminazione è il giorno nel quale tu sei stato svegliato e ti hanno attivato il dono della fede per credere nel vangelo.

E quindi, da lì in avanti, Paolo dice:

-“Guarda,adesso ti devi proteggere da te stesso, è lì dove sta il problema, non ci sono problemi da nessun’altra parte. Il problema è il tuo corpo,condurlo in modo che la zoppìa non ti porti fuori strada. Salvarlo, salvarlo dalle situazioni, essere saggio”-.

Guarda, guarda come va il mondo! È per questo che verrà distrutto. La gente dice che se la vergine della Miracolosa, che se la Guadalupe… e voi li vedete in problemi e crimini e quello che dicono, quasi uno non lo può sopportare, perchè non hanno i pensieri ordinati, non hanno la conoscenza di Dio.

Stanno in una condizione come nei giorni di Noè, che Dio ha visto che c’era continuamente malvagità nei loro cuori, e la malvagità non è solo uccidere la gente e fare cose cattive: malvagità è dire tutta la spazzatura che costantemente, la gente che non è stata rinnovata, continua a dire. Non hanno senso.

Quindi, dice lì che “tu abbi cura di te e della dottrina” perchè è la dottrina che regola la crescita che tu avrai.

Adesso: dice “persisti”. Questo non significa:

-“Bene, quindi, lasciami vedere, la settimana che viene vado alla chiesa”-.

No, guarda: è costante, “persisti in questo”. Tu hai un corpo che già da piccolo si ribella.

Questa settimana io stavo parlando con Lizbeth, che il bambino, o anche con Alvaro, che loro stanno crescendo Prisci, lui nota che Prisci ha già la tendenza a dominare la situazione e fa le sue cose, e getta via il mangiare e Martita va e la disciplina e lei insiste.

Ma, quindi, quando lei vede che le arriva la disciplina, improvvisamente Prisci si calma, perchè la concupiscenza sta nel bambino,  è lì che comincia.

Da lì, loro cominciano con le loro astuzie di come dominare un ambiente. È per questo che tu vedi che ci sono tanti bambini maleducati, bambini disobbedienti, bambini che non obbediscono ai genitori, bambini che dovunque voi li portiate provocano vergogna ai genitori per la maniera come si comportano: perchè non hanno saputo condurre questo corpicino in obbedienza ed in disciplina.

Adesso tu sei già grande, già tu non sei un bambino, ma devi badare a te perchè, di fatto, è da piccolo che tu impari tutte queste cattive abitudini, tutte queste eredità familiari, tutte queste tradizioni di paese e costumi di popolo.

Guarda, in questi giorni natalizi, io l’ho passata tanto tranquillo, in una maniera semplice. Questo misticismo natalizio,  io sono  già uscito da questo.

Tu non sei fatto per stare sprecando luce e spendendo migliaia di soldi in cose… va bene una cosina lì, perchè il natale è un giorno allegro e uno mette il suo adornino, ma non perdere tempo in queste cose.

Quindi, c’è una chiamata a che tu ti devi salvare da te stesso.

Questo non lo fa la mamma nè il papà, tu sei già un adulto, tu conosci già. Coloro che hanno bambini, devono persistere, perchè questo bambino impari a salvarsi da tutte le sue tendenze maleducate e da tutte le tendenze di disobbedienza.

Quindi, questa chiamata è così. Io stesso mi devo prendere cura di me stesso e della dottrina, che stia in linea con quello che c’è scritto e devo “rendere prigioniero ogni pensiero all’obbedienza di Gesucristo”, come lo dice l’ apostolo (2ª lettera ai Corinzi 10:5).

Quindi, poi viene un secondo verso, in linea con questo. Apocalisse 22:14-15. Questo me lo ha inviato Fidel Briseño. Dice:

“Beati coloro che lavano i loro vestiti, per

avere diritto all’albero della vita e per entrare

per le porte nella città”.

questa è la città della quale ha parlato Abramo.

“Ma i cani resteranno fuori…”

Quanti cani ci sono: i cani religiosi, i reverendi, i cardinali, i preti, pastori disobbedienti… tutta questa gente resterà fuori, tutti questi cani, falsi apostoli, pedofili, dannosi, criminali, ingannatori.

“…i cani resteranno fuori, i fattucchieri” tanta stregoneria che c’è oggi, opere della carne “i fornicatori, gli omicidi, gli idolatri, e tutti cololro che amano e praticano la menzogna.”

Non è colui che dice la menzogna, è colui che ama dire menzogne.

Quindi, a questo è che ci hanno chiamato, la ragione della gioia che tu hai, quello che è successo a te, è stato che tu hai partecipato dell’albero della vita.

Tu hai avuto un incontro, tu stavi mangiando da anni dall’albero della conoscenza del bene e del male e questo non ti ha fatto felice, al contario, questo ha continuato a inabissarti.

Ma da quando è arrivato il vero vangelo, hai cominciato a mangiare da questo albero e tu hai visto il frutto, ed hai visto il sentire, la gioia, la sicurezza che tu hai sperimentato. È una cosa meravigliosa avere mangiato da questo albero.

Bene, ancora un altro passo, un altro consiglio paolino, in quanto a continuare a godere del consiglio del vangelo, dice, lettera ai Romani 12:2.

“Non vi conformate a questo secolo…”

“Non vi conformate a questo secolo”. Non puoi conformarti ai cattivi costumi di oggi. Dice:

“…ma trasformatevi per mezzo della rinnovazione

del vostro intendimento…”

“Per mezzo della rinnovazione del vostro intendimento”.

Questo è quello che tu devi trasformare: il tuo intendimento, e con questo ti rinnovi. Dice:

“…perchè comproviate quale sia la buona volontà di Dio, gradevole e perfetta.”

Quando tu ti trasformi per mezzo di questa rinnovazione, che l’albero della vita, la conoscenza del vangelo della incirconcisione ti va dando, tu ti vai trasformando, i pensieri ti cambiano, tu noti le decisioni che prendi.

Le tue stesse amicizie ti dicono:

-“Ascolta, ma quanto sei cambiato! Che cosa ti è successo? Io ho visto in te un cambio, una serenità, una serietà, una fermezza…”-.

Ed è che hai inghiottito l’àncora, l’àncora della vita. Ti hanno insegnato a camminare nel sentiero della vita, hai incontrato il sentiero della vita. Questo non lo incontrano tutti e noi siamo stati chiamati a questo.

E poi,  2ª carta aiCorinzi, capitolo 5 , nei versi dall’ 1 al 3, dice:

“Perchè sappiamo che se la nostra dimora terrestre” la nostra dimora terrestre “questo tabernacolo” questo a cui stiamo badando e che stiamo rinnovando “si disferà, riceveremo un edificio da Dio, una casa non fatta con le mani, eterna, nei cieli ed anche per questo gemiamo, desiderando

essere rivestiti da quella

nostra abitazione celestiale.”

Mi diceva qualcuno:

-“Lei dice di essere la bestia?”-

ed io gli rispondevo:

-“No,qui tutti siamo bestie: c’è la bestia Gesucristo Uomo, e c’è la bestia che sei tu. L’uomo è come una bestia, la donna è come una bestia”-.

-“Sì, però lo getteranno nel lago di fuoco!”-.

-“Lo sto aspettando, lo sto aspettando che mi buttino nel lago di fuoco per rotolarmi, per terminare di vestirmi lì di tutte queste belle pietre, e fare una vestitura in questa piscina, in questo lago di fuoco, è lì che entreremo tutti gli eletti e prescelti”-.

–“Sì, ma Giovanni ha detto…”-.

Guarda: Giovanni era della circoncisione.

Ti ricordi che Paolo dice: “Quelli della circoncisione confondono case intere, confondono per ricevere guadagni disonesti”.

Queste persone sono dei superbi che non sanno quello che stanno dicendo, “ai quali bisogna tappare la bocca”. Quindi dimenticati quello che ha detto Giovanni. Giovanni non capisce niente.

Noi siamo coloro che intendono e il fuoco per noi è un vestito, dove stava Adamo, al principio, che passeggiava lì con le pietre di fuoco ed aveva una vestitura bellissima di tutte le pietre preziose.

È questo: si disfa questo tabernacolo di carne che abbiamo, e poi viene il rivestimento di questo abbigliamento speciale, che il sistema nemmeno si immagina, il sistema non ha neanche idea di che cosa significhi la trasformazione.

Vivono, ma ti dico: a 2.000 anni di distanza, un ritardo brutale nelle loro menti. Queste persone non sono rinnovate, non intendono, loro stanno giocando con satana e Papà Dio e che “…se un demonio…”, che “comportati bene…”, che “…fai attenzione…”, che “…il mondo…” e passano in questo tutta la vita e andando in chiesa e bevendo un succo d’uva con un pezzo di pane e battezzando, bagnando la gente, lavandogli i piedi.

Lavandogli i piedi!! Ragazzo, chi vuole lavare piedi adesso? Per caso tu sei un infermiere? Smetti con questo! Questo mucchio di religiosi, stupidi, che a dire il vero non so neanche come uno ha vissuto lì tutto il tempo che c’è stato.

Adesso bene, quindi, questo abbigliamento viene e tu sai qual’è questo abbigliamento perchè, se è indistruttibile ed è eterno, non può essere di carne perchè la carne non eredita le cose incorruttibili.

La carne tutto quello che ha è corrotto: ti viene la malattia, ti viene il cancro, ti viene la fatica fisica, ti vengono problemi da tutte le parti. Dio non può fare un regno così tanto debole.

Se dice:

-“Per ricevere un regno indistruttibile”-

è perchè è qualcosa di meraviglioso, o per caso noi siamo con questa gioia perchè ci diano un regno di questi, di carne?

No, noi combattiamo la buona battaglia della fede, noi colpiamo i nostri corpi, li conduciamo in servitù, ci proteggiamo da noi stessi, perchè abbiamo un’eredità, abbiamo delle promesse meravigliose.

E guarda il regalino che ci ha inviato Cudris: il trasporto, i mezzi di trasporto che avremo. Questo gioiellino che Cudris mi ha inviato, dice:

«La bibbia dice:

“I carri di Dio sono migliaia di migliaia”.

Questo lo trovi nei Salmi 68:17.(ed. Cei 67:18 Inno di Trionfo –ndt)

Dice: carri che corrono attraverso lo spazio, nei luoghi celestiali, carri che sono rimasti invisibili agli occhi dell’uomo, fino al giorno d’oggi.

Carri, nei quali potremo trasportarci in viaggi interstellari, gli dèi di Dio. Tali carri saranno una delle cose che occhio umano non ha visto, carri tirati da cavalli alati di fuoco, carri che come il vento ricorrono la terra. Sembra essere che questi carri sono manifestazioni angelicali dello spirito di Dio.»

Bene, necessitiamo delle navi, guarda: migliaia, carri spaziali.

Voi sapete, io vi ho raccontato vari anni fa, che io andavo in un viale in Miami e, improvvisamente, io stavo seduto nella mia automobile ed un finestrino era aperto ed io ho visto un segnale nel cielo.

Ma quando sono andato a letto quella notte, ho avuto una visione di una carovana di carri, carri potenti, delle automobili tremende, di fuoco naturalmente, questo è quello che ha visto Jesy là.

Lui ha visto cavalieri a cavallo, perchè al mostrare un apparato di questi in quei tempi a Jesy, lo avrebbe fatto impazzire, non avrebbe potuto intendere. Ma adesso che è aumentata la tecnologia, Dio ti può mostrare che non sono solo cavalli, nè veicoli bellissimi, no, le cose che io ho visto erano di una classe potente.

Osserva se sono poderosi, che in un giorno, satana è salito su uno di loro e Papà Dio gli ha detto:

-      “Ascolta, e dov’eri?”-

-      “No, andavo in un viaggio spaziale in giro per tutta la terra, per vedere come stanno le cose”-.

E come fai questo? Avremo queste navi spaziali e, se sono migliaia, ciascuno avrà la sua automobile. Dimenticati dei “dealers” (agenzie di vendita) di automobili e le cose che tu vedi in giro che si distruggono, diventano vecchie e si svalutano. Queste non si svalutano e corrono ad una velocità senza margine d’errore. Questo è quello che aspetta ai benedetti.

Nell’antico testamento, leggiamo su un avvenimento molto singolare. Dice, 2º libro dei Re 2:11:

“E successe che andando loro e parlando, ecco un carro di fuoco con cavalli di fuoco si interposero tra loro due, ed Elia salì nel turbine fino al cielo.”

Questo è successo: è scomparso come Gesù di Nazaret, quando è risuscitato. Tiricordi? Che gli è scomparso da sotto gli occhi e non lo hanno più visto e gli hanno detto:

-“Ritornerà lo stesso, lui torna, tornerà e abiterà tra di noi e ci parlerà di queste cose”-.

È questo che stavamo celebrando la settimana passata:i 38 anni di quando Gesucristo è tornato sulla terra in me, nella persona di José Luis De Jesúse, da lì noi abbiamo scoperto tutte queste meraviglie delle quali stiamo parlando.

Lasciami vedere che altra cosina ho sottolineato in questo gioiello, sono quattro paginette. Cudris, ricevi senza limiti. Come è bello questo gioiello.

Dice…questa l`ho già menzionata, quella di Satana, sì, questa l’ho menzionata: «…che dice in Giobbe 2:2:

“E disse il Signore a Satana: Da dove vieni? Rispose Satana al Signore, e gli disse: Da un giro intorno alla terra

e camminare in essa.”

Con il suo poderoso corpo angelicale, Satana poteva fare il giro della terra velocemente ed anche camminare su di essa.

Possedendo queste stesse proprietà soprannaturali, dopo la trasformazione quindi, sono molte le cose meravigliose che potremo fare con i nostri, nuovi corpi.

Non ci saranno barriere che ci impediscano la nostra nuova funzionalità di gloria nei cieli, riceveremo nuove forze in tutte le aree del nostro essere, tali forze ci permetteranno di correre senza stancarci e camminare senza affaticarci (Isaia 40:31). Meraviglioso!

Ma, ciò che è singolare e straordinario di tutto questo è che con queste nuove forze solleveremo ali come le aquile, come gli angeli (Isaia 40:31). Ci muoveremo nello spazio come facciamo oggi, fisicamente, sulla terra.»

Così che, benedetto, questo è il consiglio di questo ultimo anno, chiudendo il 2011. Siamo pieni di promesse, siamo pieni di sfide preziose, siamo in aspettativa, siamo usciti dalla noia della religione.

La religione scomparirà, tutte le religioni, quello che resta è dove sta la coperta. C’è una sola coperta. domandati: -“Dove sta questa coperta adesso?”-. È lì, dove sta il corpo morto, lì stanno le aquile, lì tu ti copri, dove sta Dio.

Paolo era giudeo ed ha detto: -“Qui non sta Dio. E dove sta Dio?  Con i gentili. Ebbene, vado con i gentili. Onoro il mio ministero, me ne vado là, perchè è lì dove sta Dio. I miei, sono stato zelante, ho voluto guadagnarmeli per il regno, ho voluto salvarli ma questo non è nè di chi vuole nè di chi corre,ma di Dio che ha misericordia”-

e Dio ti ha chiamato.

Pertanto, vi amo tanto. Felice natale e prospero anno nuovo. Godetevelo con le vostre famiglie.

Fate attenzione, mentre meno potete uscire dalle vostre case, meglio è. Ci sono molti incidenti, c’è molta gente che ha la mente disorganizzata, vanno in automobile come pazzi, non hanno direzione nè prudenza.

Così che, benedetti, ci congediamo da voi. Lizbeth sta registrando e anche conducendo la registrazione, vi invia un salutino. Io penso che questa è l’ultima registrazione che ha fatto, ne vengono altre ma è l’ultima di quest’anno.

Così che, andiamo con un riposino di un paio di giorni e staremo di nuovo con voi, in gennaio, lì di nuovo, combattendo la buona lotta della fede. Vi amo tanto.

Martincito, grazie per Telegracia, per la tua funzione.

Collaboratori in tutto il mondo, grazie. Il vostro lavoro non è invano.

Gli uffici centrali: Alvaro, Martita, Myrna, Wecky, Juanchi, tutti coloro che operano lì, anche Tony, stanno cooperando in differenti aspetti. Héctor Aguilar qui in Houston, tutta la sua cooperazione ed infine vi amiamo tanto e siamo orgogliosi di voi.

Sarà fino ad una prossima occasione.

Benedetto con tutte le benedizioni!



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