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Pedofilia, Vaticano sostiene Mahony che ha partecipato al Conclave

http://it.euronews.com/2013/03/13/pedofilia-vaticano-sostiene-mahony-che-ha-partecipato-al-conclave/

NOTIZIE

 

Pedofilia, Vaticano sostiene Mahony

che ha partecipato al Conclave

13/03 19:33 CET

 

mahony

 

Lo scandalo pedofila che si è abbattuto sulla sua diocesi è stato senza conseguenze per Roger Mahony. Mentre il Cardinale di Los Angeles era riunito in Conclave, l’avvocato della sua arcidiocesi stava patteggiando una cifra milionaria con quattro vittime di abusi, per evitare il processo.

Mahony sarebbe colpevole di omissione: Michael Baker, ex sacerdote della sua diocesi,gli avrebbe confessato di aver abusato di due fratellini per sette anni. Per i cattolici statunitensi, Mahony non doveva essere ammesso al Conclave.

Per il Vaticano ne ha il diritto: “I cardinali, tra cui Roger Mahony che sono stati denunciata dallo SNAP (Survivors Network of those Abused by Priests), l’associazione statunitense delle vittime degli abusi”, spiega il canadese Thomas Rosica nel corso di una conferenza stampa, “hanno molto riflettuto sulle accuse mosse loro. Non c’era alcun motivo perché non partecipassero al Conclave. Ci sono uomini indicati da questa associazione che sono degni della nostra stima e del nostro rispetto e che hanno un posto nel conclave.”

Sarebbero 130 i casi di presunte violenze a danno di minori avvenuti nel corso degli anni ’80 nella diocesi che Mahony ha guidata per 26 anni. L’organizzazione con sede a Chicago che rappresenta coloro che hanno subito abusi da parte dei sacerdoti continua a chiedere l’apertura di un’indagine.

Nota di Crescendo in Grazia; 130 casi?  Guarda: http://jh.to/criminalita

Ior, la minaccia del Vaticano

http://www.lettera43.it/economia/finanza/ior-la-minaccia-del-vaticano_4367585224.htm

VERSO IL CONCLAVE

Ior, la minaccia del Vaticano

Proposta choc dei porporati stranieri: sciogliere l’istituto. E cancellare i segreti della Chiesa.

ior, veduta aerea del vaticano(© imagoeconomica) Una veduta aerea di Piazza San Pietro.

L’idea choc viene dai porporati stranieri: fare a meno dell’Istituto per le opere di religione (Ior) per far scomparire migliaia di conti riservati. E un bel numero di segreti.

A decidere il futuro dello Ior, però, è il papa e quindi il destino della banca vaticana è nelle mani del successo di Benedetto XVI che alle 20 di giovedì 28 febbraio si appresta a lasciare la Santa sede con destinazione Castel Gandolfo.

Lo Ior, secondo quanto svelato dal quotidiano La Repubblica, è indicato come uno dei temi più importanti da affrontare nelle cosiddette Congregazioni generali, le giornate di discussioni sul futuro della Chiesa e sul nuovo pontefice che sono in agenda dal 1 marzo.

SCANDALI E RIFORMA DELLA CURIA. Ma non c’è solo la banca del Vaticano tra gli argomenti in programma. Di estrema attualità anche l’evangelizzazione all’estero (il 2013 è l’anno della fede), la riforma della Curia (Joseph Ratzinger ha ammesso di non essere riuscito a rivoluzionare) e poi ci sono gli scandali che hanno segnato indelebilmente il pontificato di Bendetto XVI.

Eppure il nodo più importante è quello dello Ior. E il suo possibile scioglimento.

CORDATA GUIDATA DA SCHOENBORN. A sponsorizzare l’idea di chiudere l’istituto vaticano è un gruppo di cardinali, irritati da tempo per la gestione dello Ior, considerato come uno dei protagonisti per i danni dell’immagine della Santa sede a livello internazionale.

A farsi portavoce del malcontento è l’arcivescovo di Vienna Christoph Schoenborn, considerato un conservatore illuminato e indicato da molti come possibile successore di Ratzinger, di cui è stato allievo.

Il porporato potrebbe essere quindi in grado di riunire intorno a sé una serie di eminenze, in gran parte straniere, pronte a schierarsi contro la gestione ‘italiana’ dello Ior, ovvero il segretario di Stato Tarcisio Bertone e il suo predecessore Angelo Sodano. E non importa che Benedetto XVI abbia appena confermato Ernst Von Freyberg (manager tedesco) al vertice dell’istituto dopo l’uscita di scena di Ettore Gotti Tedeschi.

ACCORDO CON BANCA STRANIERA. Tuttavia, in caso di scioglimento dello Ior, i cardinali dovrebbero pensare a un’alternativa credibile. Da qui l’idea di un accordo con una banca straniera.

L’istituto vaticano, infatti, è considerato come una fonte continua di problemi per la Santa sede: dallo scandalo Enimont, al crac dell’Ambrosiano. E poi la presenza di personaggi come Michele Sindona e monsignor Paul Marcinkus, che ha presieduto lo Ior per 18 anni.

La banca, nata nel 1942 per volere di Pio XII, è stata quindi spesso criticata sia per la sua gestione spregiudicata sia per i suoi numerosi privilegi. Si racconta infatti, che quando Giovanni Paolo II, dopo lo scandalo Calvi, chiese la lista dei correntisti dello Ior, si sentì rispondere che non era possibile violare la riservatezza dei clienti.

Lunedì, 25 Febbraio 2013

IL CASO DEL PRIMATE DI SCOZIA. NON PRENDERÀ PARTE AL CONCLAVE PER ELEGGERE IL NUOVO PAPA

http://www.corriere.it/cronache/13_febbraio_25/cardinale-obrien-si-dimette_135f145c-7f3c-11e2-b0f8-b0cda815bb62.shtml

IL CASO DEL PRIMATE DI SCOZIA.

NON PRENDERÀ PARTE AL CONCLAVE

PER ELEGGERE IL NUOVO PAPA

Vaticano, si dimette il cardinale O’Brien

 

File photo of Cardinal Keith O'Brien walking in front of Saint Peter's Square in Rome

Accuse di «comportamenti inappropriati», lascia la carica di arcivescovo. Nota: «Mi scuso con chi ho offeso»

 

Il cardinale Keith O’Brien in Piazza San Pietro (Reuters)

Ha deciso di dimettersi da arcivescovo di St. Andrews e Edimburgo il cardinale scozzese Keith O’Brien, il più alto prelato cattolico nel Regno Unito che avrebbe dovuto partecipare al Conclave (il comunicato – pdf). Il Vaticano ha confermato che il Papa ha accettato la rinuncia «per raggiunti limiti di età».

Il porporato britannico è accusato di «comportamento inappropriato» nei confronti di tre sacerdoti e di un quarto che in seguito aveva lasciato l’abito talare. I fatti risalgono agli anni 80, in un periodo in cui O’Brien era stato direttore spirituale del St.Andrews College e in seguito rettore del St.Mary’s College.

CONCLAVE - O’Brien è nato il 17 marzo 1938, giorno di San Patrizio, a Ballycastle, nella Contea di Antrim, diocesi di Down and Connor, in Irlanda del Nord. È uno dei 117 cardinali elettori del Conclave, ma – come ha fatto sapere lui stesso in una nota nella quale chiede anche scusa a quanti ha offeso con il suo comportamento – non prenderà parte al Conclave in cui sarà eletto il successore di Benedetto XVI. «Chiedo la benedizione di Dio sui miei fratelli cardinali» che presto saranno a Roma per eleggere il nuovo Papa, «io non mi aggiungerò a loro di persona per questo Conclave. Non voglio che l’attenzione dei media a Roma sia concentrata su di me», si legge nella dichiarazione diffusa da O’Brien dopo che il Papa ha accettato le sue dimissioni da arcivescovo di St. Andrews e Edimburgo.

STAMPA - Sulla stampa, i sospetti di un nuovo scandalo alla vigilia del Conclave hanno avuto grande risalto, lunedì mattina, insieme all’ultima benedizione del Pontefice stanco. Dalla Gran Bretagna agli Usa, i media sottolineano l’applauso rivolto a Benedetto XVI da centomila fedeli durante l’ultimo Angelus, puntando tuttavia anche al caso del cardinale scozzese Keith O’Brien che potrebbe portare alla sua clamorosa esclusione dal Conclave.

COMPORTAMENTI INAPPROPRIATI - L’inglese The Guardian punta al caso del porporato britannico e titola «Il Papa considera di rispondere ai sospetti di “comportamenti inappropriati” su un cardinale britannico». Il Daily Mail evidenzia che l’alto prelato «potrebbe essere escluso dal Conclave» mentre lo Scotsman testa la reazione della diocesi e dei fedeli legati a O’Brien in un reportage dalla St.Mary’s Cathedral di Edimburgo intitolato «Shock e accuse» e in cui si evidenzia come, al di là del supporto al cardinale, «un’ombra di angosciante silenzio» sia calata sulla chiesa durante la messa domenicale. Oltreoceano è soprattutto il «caso O’Brien» a rimbalzare sui principali quotidiani, dal New York Times alWashington Post, che in un altro articolo si è soffermato anche sui difficili rapporti con Pechino che attenderanno il successore e titola: «Il nuovo Papa porta speranza ai cattolici cinesi». Il Boston Globe titola infine «Il Vaticano aprirà un inchiesta sul cardinale britannico» mentre in Sud America «l’ultima benedizione del Pontefice stanco» rimbalza sui principali media, dalla Colombia all’Argentina.

Redazione online25 febbraio 2013 | 14:06

Bertone: “Falsità per condizionare conclave” Papa a Napolitano: “Pregherò per l’Italia”

http://www.repubblica.it/esteri/2013/02/23/news/vaticano_padre_lombardi_media_seminano_discredito-53231209/

Bertone: “Falsità per condizionare conclave”


Papa a Napolitano: “Pregherò per l’Italia”

La segreteria di Stato attacca i media. Poco prima era intervenuto il portavoce della Santa Sede Lombardi parlando di “maldicenza”, “calunnia” e “pressioni inaccettabili per condizionare l’esercizio del dovere di voto da parte del Collegio dei cardinali”. Incontro e commozione tra Ratzinger e il capo dello Stato

pregheró per l'italia

Padre Federico Lombardi (ansa)

  • APPROFONDIMENTI
 pregheró per l'italia 2

VIDEO

Il Papa riceve Napolitano: ”Prego per l’Italia”

Napolitano dona al Papa copia dei “Promessi sposi”

Da don Georg alle Memores domini
la “famiglia” rimane con Benedetto XVI

Vaticano, Balestrero nunzio in Colombia
Lascia a sorpresa la segreteria di Stato

Un tentativo di condizionare il Conclave. La Segreteria di Stato della Santa Sede attacca la stampa, parlando di una volontà di influenzare l’opinione dei cardinali, con la diffusione di “notizie spesso non verificate, o non verificabili, o addirittura false, anche con grave danno di persone e istituzioni”.  “Nel corso dei secoli – continua il testo – i cardinali hanno dovuto far fronte a molteplici forme di pressione, esercitate sui singoli elettori e sullo stesso Collegio, che avevano come fine quello di condizionarne le decisioni, piegandole a logiche di tipo politico o mondano”. “Se in passato sono state le cosiddette potenze, cioè gli Stati, a cercare di far valere il proprio condizionamento nell’elezione del Papa, oggi si tenta di mettere in gioco il peso dell’opinione pubblica, spesso sulla base di valutazioni che non colgono l’aspetto tipicamente spirituale del momento che la Chiesa sta vivendo“.

Un tentativo di respingere quanto emerso in queste ore sul caso Vatileaks, sulle lotte di potere e danaro nelle stanze del Vaticano e sul dossier consegnato a Ratzinger dai tre cardinali incaricati di indagare sulla fuga di notizie. E anche le ricostruzioni sulla vicenda di monsigno Ettore Balestrero, numero due di Bertone, allontanato dalla Curia ufficialmente per una promozione come nunzio in Colombia.

Padre Lombardi attacca i media. Un prima critica alla stampa era già arrivata questa mattina con una dichiarazione del portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi, ai microfoni di Radio Vaticana. Mentre la Chiesa Cattolica vive con sofferenza la fine di un grande Pontificato, “non manca chi cerca di approfittare del momento di sorpresa e di disorientamento degli spiriti deboli per seminare confusione e gettare discredito sulla Chiesa e sul suo governo, ricorrendo a strumenti antichi, come la maldicenza, la disinformazione, talvolta la stessa calunnia, o esercitando pressioni inaccettabili per condizionare l’esercizio del dovere di voto da parte dell’uno o dell’altro membro del Collegio dei cardinali, ritenuto sgradito per una ragione o per l’altra”, ha detto padre Lombardi.


L’incontro con Napolitano. Una polemica esplosa, sulle agenzie di stampa, proprio mentre il Papa incontrava il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Un colloquio intenso anche per il rapporto di rispetto fra Napolitano e Benedetto XVI.  “Pregherò per l’Italia”, ha detto il Papa Ratzinger. Sia il Papa, sia il presidente, sia sua moglie Clio che lo accompagnava sono apparsi molto commossi in quest’ultimo incontro,  alla vigilia della “rinuncia” di Benedetto XVI, che lascerà giovedì 28 febbraio. Signor Presidente, ha trovato il tempo di venire a salutarmi”, ha detto il Papa. “No, è lei mi ha dato opportunità di rivederla”, ha risposto Napolitano. Il Papa ha “ancora una volta espresso al Presidente e alla Signora” Clio “gratitudine per la loro amicizia e i migliori auspici per il bene dell’Italia, in particolare in questi giorni e in questo tempo di scelte impegnative”.

LO SPECIALE

Benedetto XV: “Il Maligno vuole sporcare la creazione”. 
Uscendo dal silenzio nella breve riflessione con la quale ha concluso gli Esercizi Spirituali, ha parlato ai cardinali di curia. “Il Maligno vuole sempre sporcare la creazione per contraddire Dio e per rendere irriconoscibile la sua verità e la sua bellezza”, ha detto Benedetto XVI che ha aggiunto: “Il ‘molto bello’ del sesto giorno – espresso dal Creatore – è permanentemente contraddetto dal male di questo mondo, dalla sofferenza, dalla corruzione”. Un tema quello dello ‘spirito del male’ e dell’egoismo che ricorre  più volte nei messaggi del Pontefice, dal giorno in cui ha annunciato le dimissioni.

(23 febbraio 2013)

NOTA DI CRESCENDO IN GRAZIA: Se il maligno sta facendo tutto questo nel vaticano, che lo arrestino e lo buttino in carcere cosí si terminerá di dare la colpa di tutte le porcherie che stanno vendendo in luce nel vaticano alla “povera chiesa innocente”.

O meglio leggete ed intendete la lettera agli Ebrei 2:14 dove si spiega chiaramente che il diavolo é stato distrutto:

“Cosí che, come i figli hanno partecipato di carne e sangue, anche Lui ha partecipato dello stesso, per distruggere mediante la morte, colui che aveva l’impero della morte, ossia, il diavolo” *

*Traduzione di Crescendo in Grazia della Bibbia versione Reina-Valera 1960

Cosí che, come i figli… – noi, i figli di Dio

…hanno partecipato di carne e sangue… – incarnandosi in carne terrestre

…anche Lui… – Dio stesso

…ha partecipato dello stesso… – nella carne di Gesú di Nazaret

…per distruggere… – distruggere significa rendere inutilizzabile, annullare, far scomparire

…mediante la morte… – di Gesú, uno dei propositi della sua venuta

…colui che aveva l’impero della morte, ossia, il diavolo. –  …chi?

IL DIAVOLO !!!

IL DIAVOLO É STATO DISTRUTTO DALLA MORTE DI GESÚ:

CHE IL VATICANO LA SMETTA DI DIRE

SCEMENZE 

E SI PRENDA LA RESPONSABILITÁ DI

TUTTI I SUOI CRIMINI

e il papa si occupi di pregare per sé stesso, se pensa che

possa servire a qualcosa, perché

GESUCRISTO UOMO

ha giá decretato la sua

FINE !!

Vaticano, dossier choc sugli scandali: “Via il segreto pontificio”

 

http://qn.quotidiano.net/primo_piano/2013/02/22/849158-dossier_choc_sugli_scandali.shtml

 

Vaticano, dossier choc


sugli scandali:


“Via il segreto pontificio”

 

Benedetto XVI ci pensa, effetto valanga tra i cardinali

 

IL PAPA ALLONTANA BALESTRERO: DIVENTA NUNZIO DI COLOMBIA

 

Sono i “convitati di pietra” al Conclave che eleggerà il successore del Papa. Temi spinosi, questioni torbide, vicende che hanno coinvolto anche alcuni cardinali che si chiuderanno nella Cappella Sistina

di Iacopo Scaramuzzi

via il segreto vaticano

Papa Benedetto XVI (Imagoeconomica)

di Iacopo Scaramuzzi

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Città del Vaticano, 22 febbraio 2013 – Sono i “convitati di pietra” al Conclave che eleggerà il successore di Benedetto XVI. Temi spinosi, questioni torbide, vicende che hanno coinvolto anche alcuni cardinali che si chiuderanno nella Cappella Sistina. Il Conclave, in realtà, non ha un’agenda prefissata e le discussioni sono riservate. Ma c’è da giurare che verranno al pettine alcuni nodi emersi negli ultimi mesi, a partire da pedofilia, Ior e Vatileaks. Gli abusi dei preti sui minori hanno segnato il Pontificato di Ratzinger.

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Benedetto XVI ha maturato una linea di ‘tolleranza zero’ che ha creato più di un malumore dentro e fuori il Vaticano. La recente vicenda del cardinale statunitense Roger Mahony — domani deporrà in un’aula di tribunale americana con l’accusa di avere insabbiato le denunce — è solo la punta dell’iceberg. Ieri è stato sentito dai giudici anche il cardinale di New York Timothy Dolan. Lo scandalo aleggerà al Conclave. Non è detto che determini l’elezione del nuovo Papa – il cardinale di Boston Sean O’Malley, campione anti-pedofilia, è “papabile” – ma verosimilmente bloccherà l’ascesa di cardinali con qualche “ombra” nel loro passato, compresi i porporati vicini a Wojtyla che non vollero vedere le accuse — poi formalizzate da Benedetto XVI — al fondatore dei Legionari di Cristo Marcial Maciel.

C’è poi il nodo delle finanze vaticane. Non solo perché alcuni paesi — Stati Uniti e Germania in primis — donano ingenti somme alle casse del Vaticano e vogliono contare anche nell’elezione del nuovo Pontefice. Lo scontro degli ultimi tempi tra “banca vaticana“, procura di Roma e Bankitalia, il siluramento di Ettore Gotti Tedeschi e la nomina del nuovo presidente Ernst von Freyberg a ridosso della rinuncia di Benedetto XVI hanno creato nuovi malumori tra i cardinali non romani. Anche qui, non verrà scelto un Papa-manager, ma è probabile che i cardinali eviteranno candidati privi di senso pratico e oculatezza pastorale.

Infine, la fuga di documenti riservati che ha spinto il Vaticano, nei mesi scorsi, sull’orlo di una crisi di nervi. La vicenda si è conclusa con l’arresto, la condanna e, infine, la grazia del maggiordomo del Papa. Ma Benedetto XVI ha affidato a tre cardinali — Julian Herranz, Josef Tomko e Salvatore De Giorgi — una parallela, discretissima indagine, conclusa con un dossier segreto consegnato al solo Benedetto XVI. Decine di interviste avrebbero fatto emergere nomi, cognomi e dettagli di una Curia attraversata da veleni, trame, cordate di potere.

Il settimanale Panorama scrive che emergerebbe anche il ruolo di una potente ‘lobby gay’. Sarebbero coinvolti cardinali della vecchia guardia wojtyliana, ex nemici coalizzati contro Benedetto XVI e il suo segretario di Stato Bertone. “Non ci sono né commenti, né conferme, né smentite”, si è limitato a dichiarare il portavoce vaticano, il gesuita Federico Lombardi. I tre cardinali ‘detective’ dovrebbero essere ricevuti dal Papa nei prossimi giorni. Il Papa potrebbe anche decidere di togliere il segreto al rapporto. Di certo, il suo contenuto potrebbe bruciare qualche candidato

 

Bertone piazza Calcagno allo Ior

http://www.ilsecoloxix.it/p/italia/2013/02/17/APcE8wlE-bertone_migliaia_calcagno.shtml

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CITTÀ DEL VATICANO 17 febbraio 2013

Bertone piazza Calcagno

allo Ior

Roma. Fatto salvo l’intervento pacificatore dello Spirito Santo ci si avvia a un conclave lungo e tormentato, e per questo probabilmente anticipato. Succede infatti che il cardinale Tarcisio Bertone, sottosegretario di Stato ma soprattutto camerlengo, e cioè reggente della Santa Sede a partire dal 28 febbraio, non abbia nessuna intenzione di arrendersi ai molti che lo invocano morto – politicamente, s’intende – da almeno quattro anni.

Ieri, per esempio, ha piazzato il suo fedelissimo Domenico Calcagno nella commissione cardinalizia dello Ior. Ma procediamo con ordine. Due dettagli apparentemente marginali sono stati rievocati nei giorni scorsi, con toni diversi, da altrettanti quotidiani. Uno, il tedesco Frankfurter Rundschau, ha pubblicato l’intervista al cardinale arcivescovo di Colonia, e amico personale di Ratzinger, Joachim Meisner. «Nel 2009 andai a trovare il Santo Padre», ha rivelato Meisner, «e gli dissi testualmente che sull’onda del caso Williamson, il vescovo negazionista sulle camere a gas, bisognava rimuovere il segretario di Stato. Lui mi ha guardato negli occhi e mi ha risposto: Ascoltami bene, Bertone resta. Basta! Basta! Basta!».

Meisner non fu l’unico a pronunciarsi contro l’ex arcivescovo di Genova. Anche il fratello del Pontefice, Georg, secondo quanto riferisce l’agenzia Ansa, avrebbe consigliato a Ratzinger di procedere all’avvicendamento del suo primo collaboratore, il segretario di Stato, cardinale Tarcisio Bertone, come possibile soluzione per imprimere una svolta nel governo della Chiesa e aprire una nuova fase.

La decisione di Ratzinger, però, poi è stata diversa. A questo punto, dunque, Bertone uscirà di scena con il nuovo papa, ma farà il possibile per pilotare il conclave nel quale entrerà in una posizione di forza. Lui, e solo lui, avrà accesso a partire dal 28 febbraio ai documenti di Benedetto XVI: corrispondenza non privata, dossier… E dunque sarà il principale king maker del successore, anche perché a 79 anni – fra pochi mesi sarebbe rimasto fuori – non può ambire a candidarsi. Può puntare invece a far riapprodare in San Pietro un italiano, dopo due turni saltati, e magari lasciar crescere il nuovo Woyljla (il cardinale Tagle di Manila, 55 anni) che al momento sembra davvero troppo giovane.

Il Papa si dimette: lascerà dal 28 febbraio. “Sento il peso dell’incarico”

naum 3:1-6

3,1 Guai alla città sanguinaria,
piena di menzogne,
colma di rapine,
che non cessa di depredare!

2 Sibilo di frusta, fracasso di ruote,
scalpitio di cavalli, cigolio di carri,

3 cavalieri incalzanti, lampeggiare di spade,
scintillare di lance, feriti in quantità,
cumuli di morti, cadaveri senza fine,
s’inciampa nei cadaveri.

4 Per le tante seduzioni della prostituta,
della bella maliarda, della maestra d’incanti,
che faceva mercato dei popoli con le sue tresche
e delle nazioni con le sue malìe.

5 Eccomi a te, dice José Luis.
Alzerò le tue vesti fin sulla faccia
e mostrerò alle genti la tua nudità,
ai regni le tue vergogne.

6 Ti getterò addosso immondezze,
ti svergognerò, ti ridurró come sterco.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/11/il-papa-si-dimette-lascera-dal-28-febbraio-sento-il-peso-dell-incarico/495322/

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Il Papa si dimette: lascerà dal 28 febbraio. “Sento il peso dell’incarico”

 

di Redazione Il Fatto Quotidiano | 11 febbraio 2013

fatto quotidiano

Più informazioni su: Benedetto XVIcittà del vaticanoPapaVaticano.

 

Il Papa si dimette. Benedetto XVI lascerà il pontificato dal 28 febbraio. Lo annuncia l’Ansa. E’ stato Benedetto XVI ad annunciarlo personalmente, in latino, durante il concistoro per la canonizzazione dei martiri di Otranto. Il Papa ha spiegato di sentire il peso dell’incarico di pontefice, di aver a lungo meditato su questa decisione e di averla presa per il bene della Chiesa. Il pontefice ha chiesto che si indica un conclave per l’elezione del successore che si dovrebbe tenere già a marzo. “Un fulmine a ciel sereno” ha detto il decano del collegio cardinalizio, il cardinale Angelo Sodano. Benedetto XVI lascerà “il suo Ministero alle 8 pomeridiane del 28 febbraio” ha confermato padre Federico Lombardi, capo della sala stampa vaticana, che poi ha risposto ai giornalisti in una conferenza stampa. Da quel momento dunque inizierà la sede vacante, vale a dire il periodo in cui la Chiesa resta priva di guida. A marzo la Chiesa cattolica avrà un nuovo pontefice.

“Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio – ha scandito papa Ratzinger, che compirà 86 anni ad aprile, ai cardinali – sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino”. Le sue parole (qui il discorso integrale davanti al Concistoro) sono state pronunciate in latino: il Papa, raccontano i testimoni, aveva una voce solenne ma serena, e il volto un po’ stanco. Se un Papa si rende conto che non è più in grado “fisicamente, psicologicamente e spiritualmente, di assolvere ai doveri del suo ufficio – disse nel 2010 nel libro-intervista del 2010 “Luce del mondo” – allora ha il diritto e, in alcune circostanze, anche l’obbligo, di dimettersi”.

Le condizioni di salute
Il Papa, secondo fonti mediche dello staff che lo segue, soffre per dolori articolari e reumatici ma è anche il peso del suo ruolo a incidere sul suo stato generale. Ratzinger è anche sofferente di fibrillazione atriale cronica ma, si è appreso, rifiuta i farmaci anticoagulanti prescritti. Le condizioni generali del Papa non sono mai state giudicate dai sanitari preoccupanti e gli stessi problemi circolatori non avevano mai causato lo stop delle sue attività, compresa la programmazione del prossimo viaggio in Brasile per la Giornata Mondiale della Gioventù. Non risulta fosse inoltre previsto alcun controllo sanitario particolare per questi giorni.

Il Papa non avrà nessun ruolo nel Conclave
Le funzioni del papa, secondo il diritto canonico, non vengono assunte da alcun prelato, ma solamente l’ordinaria amministrazione viene gestita da un collegio di tre cardinali che assumono a rotazione i relativi compiti. Reazioni da tutto il mondo, compreso la politica italiana. ”Per quanto mi riguarda, anche in futuro, vorrò servire di tutto cuore, con una vita dedicata alla preghiera, la Santa Chiesa di Dio” ha detto Ratzinger. Il suo pontificato – iniziato il 24 aprile 2005 – durerà così 7 anni, 10 mesi e 9 giorni. Ratzinger resterà in Vaticano: “Per quello che mi risulta il 28 febbraio il Papa si trasferirà a Castelgandolfo, poi terminati i lavori in corso si stabilirà nel piccolo monastero dove c’erano le suore di clausura, in Vaticano”. Benedetto XVI non avrà nessun ruolo nel Conclave del prossimo marzo né nella gestione della Chiesa durante la sede vacante: “La Costituzione Apostolica non prevede che ci sia un ruolo per il Papa che si dimette”.

“Dichiaro di rinunciare al ministero…”
Questa la formula pronunciata da Benedetto XVI, in lingua latina: “Ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro, a me affidato per mano dei Cardinali il 19 aprile 2005, in modo che, dal 28 febbraio 2013, alle 20, la sede di Roma, la sede di San Pietro, sarà vacante e dovrà essere convocato, da coloro a cui compete, il Conclave per l’elezione del nuovo Sommo Pontefice”. “Carissimi Fratelli, vi ringrazio di vero cuore per tutto l’amore e il lavoro con cui avete portato con me il peso del mio ministero, e chiedo perdono per tutti i miei difetti”.

“Carissimi Fratelli – ha detto tra l’altro il Papa durante il Concistoro ordinario – vi ho convocati a questo Concistoro non solo per le tre canonizzazioni, ma anche per comunicarvi una decisione di grande importanza per la vita della Chiesa. Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino”. “Sono ben consapevole – ha aggiunto – che questo ministero, per la sua essenza spirituale, deve essere compiuto non solo con le opere e con le parole, ma non meno soffrendo e pregando. Tuttavia, nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, per governare la barca di San Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell’animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato”.

La notizia di Benedetto XVI nel mondo
La decisione di Joseph Ratzinger è legata, come ha detto lui stesso, ai suoi problemi fisici. Nei mesi scorsi si erano moltiplicate le voci che davano come possibile la rinuncia del pontefice. Una decisione quasi senza precedenti. L’episodio più celebre è quello di Celestino V, che rinunciò dopo essere stato eletto nel XIII secolo. Il flash dell’Ansa delle 11.46 sull’annuncio delle dimissioni ha fatto in pochi minuti il giro del mondo. Prima l’agenzia Reuters, poi la Cnn e a seguire al ArabiyaFrance Presse, i britannici TelegraphBbc e Sky News l’hanno rilanciato prima che arrivasse la conferma del Vaticano. Migliaia i tweet rilanciati, dall’Europa all’Asia, passando per il Medio Oriente. La notizia sta rimbalzando su molti siti arabi.

Padre Lombardi: “il Papa ci ha preso di sorpresa”
L’annuncio delle dimissioni del Papa ha colto di sorpresa anche i media vaticani. ”Il Papa ci ha preso un po’ di sorpresa” ha ammesso padre Lombardi. “Anche noi avevamo notato un po’ di stanchezza e di affaticamento rispetto al passato – ha aggiunto il portavoce vaticano – Anche noi lo abbiamo notato seguendo la sua attività abbiamo notato un pò di stanchezza e affaticamento rispetto al passato, anche se ha svolto fino in fondo tutte le sue funzioni”. Di certo la decisione di Ratzinger è diversa da quella, coerente fino all’ultimo istante, di Giovanni Paolo II che ha portato avanti il pontificato, nonostante il peso delle sofferenze provocate dalle varie malattie prima e dall’età poi. Padre Lombardi ha spiegato che nelle sue parole il Papa si è richiamato al codice di diritto canonico, con una “dichiarazione formale del punto di vista giuridico importante. Nel codice, al canone 332 paragrafo 2 si legge: nel caso il cui il romano pontefice rinunci a suo ufficio, si richiede per la validità che la rinuncia sia fatta liberamente e vanga debitamente manifestata, non si richiede che qualcuno la accetti”. “Mi sembra che le parole del Papa indichino una scelta fatta in piena libertà”.

I frati di Assisi, appresa la decisione, si sono subito raccolti in preghiera sulla tomba di San Francesco. La comunità religiosa si è detta “attonita e sorpresa”. “Preghiamo – hanno detto – per il Santo Padre e per la Chiesa”.

Intrighi in Vaticano

http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2013-01-29/intrighi-vaticano-185020.shtml?uuid=AbtMaLPH

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Intrighi in Vaticano

di Massimo Teodori Cronologia articolo 27 gennaio 2013

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gli intrighi del vaticano

 

I fantaromanzi rivelano spesso verità imbarazzanti su vicende e personaggi d’attualità che non possono essere rese note nelle loro reali identità.

È questo il caso del thriller Le mani sul Vaticano di Carlo Marroni – vaticanista del Sole 24 Ore – che narra gli intrighi internazionali che si sprigionano dalla Santa Sede allorché, col papa morente, si avvicina il momento del Conclave che deve eleggere il nuovo pontefice.

Nella guerra sotterranea che si scatena per portare alla cattedra di San Pietro questo o quel cardinale e conquistare il supremo potere vaticano, le alte gerarchie ecclesiastiche, spalleggiate dalle grandi potenze, organizzano complesse macchinazioni che fanno uso d’ogni mezzo, lecito e illecito. In questa lotta senza quartiere per il nuovo papa nulla è escluso: non la compravendita dei voti per il Conclave, non i dossier sui candidati da cui nascono i ricatti, e neppure l’intervento dei servizi segreti con il ricorso all’assassinio. Di fronte a un racconto così crudo, se pur romanzato, ci si chiede come mai Marroni abbia potuto immaginare una tale rappresentazione dei vertici della Chiesa. All’interrogativo si può solo rispondere che l’autore è un esperto vaticanista che conosce bene la materia, in particolare i meccanismi di potere che dominano all’ombra del cupolone.

Due sono i cardinali di prestigio internazionale favoriti per la cattedra di Pietro: il palestinese Gabriel Sader dell’Ordine di frati minori francescani, e il gesuita americano Thomas Simpson, prefetto per la Congregazione della Chiese Orientali. Il palestinese, espressione della corrente progressista, ha con sé i cardinali dell’America Latina e di alcuni settori delle Chiese europee capeggiati da Hans Furbaancher, presidente della Conferenza episcopale tedesca.

L’americano, conservatore illuminato, è il candidato dei moderati con l’appoggio dei vertici israeliani anti-palestinesi e della Casa Bianca. Questo grande gioco intorno ai cardinali favoriti provoca conflitti d’ogni genere: quello ecclesiastico dei francescani contro i tradizionali rivali gesuiti; quello religioso dei progressisti contro i conservatori; e, soprattutto, lo scontro internazionale tra arabi e israeliani. Nel labirinto politico, diplomatico e religioso che precede il Conclave in cui Sader o Simpson deve conquistare il quorum maggioritario per il papato, irrompe come pesante protagonista il denaro. A favore di Sader si mobilitano i ricchissimi potentati arabi del Golfo che mettono sul piatto quasi un miliardo di dollari per promuovere il futuro papa palestinese, mentre per l’americano vengono raccolte risorse altrettanto ingenti per oliare le diocesi dei cardinali latino-americani. Il vortice del denaro che percorre mille vie senza lasciar traccia, è azionato da quei centri finanziari vaticani, l’Istituto opere di religione (Ior) e l’Amministrazione patrimoniale della Santa Sede (Apsa), che anche di recente hanno occupato le cronache nere a causa dei “corvi” e dell’antiriciclaggio.

Alla testa delle operazioni finanziarie pro-palestinese, da una parte c’è il banchiere “Grande di Spagna” Mendoza Fernandez, la cui figlia Carmen, bella e intrigante, intrattiene rapporti prude con il giovane monsignor Luca Ferrari, longa manus del segretario di Stato; e dall’altra il nunzio apostolico a Washington monsignor Lobello che gestisce la rete clientelare pro-Simpson con centinaia di milioni di dollari destinati alle diocesi oscillanti.

Le prospettive del Conclave sembrano dipendere dalla quantità di denaro investito dai due schieramenti. Ma le cose non vanno nel senso previsto per cui i giochi si ingarbugliano. Le ottime quotazioni dei cardinali Sader e Simpson si annullano reciprocamente, anche per la diffusione della notizia del denaro in circolazione che dà origine a una serie di ricatti incrociati. Il gruppo pro-Simpson organizza contro il potenziale papa arabo la misteriosa operazione “Cenacolo” tendente a far restituire dagli israeliani alla Chiesa cattolica il luogo dove duemila anni fa si sarebbe celebrata l’Ultima Cena. Le diocesi sudamericane non accettano il denaro pro-Simpson; e un dossier rivela che Sader quasi mezzo secolo prima, da semplice frate, ha aiutato gli israeliani a occupare la Città vecchia di Gerusalemme. A loro volta i servizi segreti arabi mandano in pista un killer professionale che si scontra con il Mossad, sicché si bloccano tutti i conti cifrati attivati dallo Ior e destinati alle opposte campagne elettorali per il Conclave. Così, dopo la liquidazione dei cardinali favoriti, anche altri potenziali candidati al papato sono eliminati dalla corsa come nel caso del francese Pierre Laval, messo fuori gioco da un dossier sulle sue passate molestie sessuali. Infine il Conclave che si è aperto nella massima incertezza, si conclude con l’elezione inaspettata di un cardinale proveniente dall’Oriente.

È probabile che l’esperto vaticanista dietro il thriller riconosca tratti di personalità esistenti come quelle dei gestori del denaro, il presidente dello Ior Torrealta, il direttore generale marchese Prinetti della Stufa, il presidente del governatorato Barattieri di Serravalle, e il segretario dell’Apsa arcivescovo Sanmicheli. Il profano, però, pur godendo della brillante suspense narrativa, può solo provare a trarre una morale dal fantaromanzo che a chi scrive sembra rappresentare alcune realtà di potere vaticano da ultimo venute alla luce. Risulterebbe così che le alte istituzioni ecclesiastiche del Vaticano sono condizionate dalle lotte di potere e di denaro che poco hanno a che fare con la religione; e che la finanza internazionale, bianca e nera, così come alcuni Stati pesano sul governo interno della Chiesa. Altra e diversa lezione si può trarre dalla inaspettata conclusione del Conclave: la mano di Dio c’è, e talvolta prevale su quella di Cesare, rendendo vani i giochi di potere delle gerarchie ecclesiastiche e degli interessi mondani che sovrastano quelli religiosi. 



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