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Padre Reverberi, il prete accusato di crimini contro l’umanità, si nasconde in una parrocchia di Parma

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http://www.retelabuso.com/padre-reverberi-il-prete-accusato-di-crimini-contro-lumanita-si-nasconde-in-una-parrocchia-di-parma/

 

Padre Reverberi,

il prete accusato di crimini contro l’umanità,

si nasconde in una parrocchia di Parma

 

padre franco reverberi boschi

 

-R.P.- 28 agosto 2013- E’ ricercato per crimini contro l’umanità, fuggito dalla provincia di Mendoza.

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Il suo nome è Franco Reverberi Boschi, un sacerdote che, durante la dittatura di Videla, ricopriva il ruolo di assistente cappellano dello Squadron VIII di San Rafael ed attualmente, secondo l’Interpol, ha trovato rifugio in una parrocchia di Parma.

Il mandato di cattura internazionale, nei confronti del prete settantacinquenne, è stato richiesto dal procuratore di San Rafael, Francisco Josè Maldonano e dal giudice federale Ariel Puigdengolas.

La richiesta di estradizione è stata inoltrata alla magistratura italiana, ostacolata a quanto  pare dalla curia del nostro Paese. Estradizione al vaglio del Tribunale di Bologna.

In questo contesto, la sede dell’Assemblea permanente per i diritti dell’uomo di San Rafael, ha rivolto un mese fa un appello a papa Bergoglio, attraverso il Nunzio apostolico argentino, monsignor Emil Paul Tscherring, invitando il pontefice a “intercedere, ordinare, o istruire qualsiasi  azione che ritenga rilevante affinchè Franco Reverberi sia sottoposto a procedimento giudiziario in Argentina per accertare la sua condotta la sua criminale o confermare la presunzione di innocenza sotto il pieno godimento delle garanzie costituzionali e Stato di diritto democratico “.

Le responsabilità di padre Reverberi sono emerse duranti il primo processo per crimini di guerra celebrato a San Rafael nel 2010. Inchiodato dalla testimonianza di cinque vittime che hanno descritto nel dettaglio le torture che hanno dovuto subire nel centro clandestino di detenzione, tristemente noto come Casa Dipartimento.

Uno di loro, Roberto Flores, ha affermato che il sacerdote non ha preso parte alle violenze in prima persona, ma ha assistito alle torture inflitte ai prigionieri impassibile, con la Bibbia in mano.

Lo ha minuziosamente descritto, di carnagione olivastra, pantaloni, camicia e scarpe nere, colletto bianco e mai in abito talare.

Un altro sopravvissuto, Sergio Chaqui, ha aggiunto che mai, neppure dopo le torture, don Reverberi avrebbe portato un conforto quantomeno spirituale, mai si sarebbe trattenuto con i detenuti.

Agghiacciante la testimonianza di Mario Bracamonte: “Ho visto quel prete quattro volte. Ricordo che un pomeriggio venimmo sottoposti ad un pestaggio particolarmente violento. Il pavimento del locale delle torture era rosso di sangue. Padre Reverberi ordinò che lo pulissimo con i nostri corpi, strisciando per terra, zuppi d’acque e di sangue. Era inverno, la temperatura era di 10 gradi sotto zero”.

Bracamonte ricorda perfettamente che Reverberi assistette alla scena in compagnia di ufficiali e funzionari della polizia della giunta Videla e dell’esercito. Una notte, sempre Bracamonte, venne barbaramente pestato per quattro interminabili ore, torturato, la testa immersa più volte in una vasca colpa d’acqua. Sollevò il capo, vide Reverberi che lo apostrofò “Che hai da guardare? Cane!”.

Quasi tutti i poliziotti e i militari della Casa Dipartimento sono stati processati e condannati per crimini contro l’umanità. Condannati all’ergastolo per rapimento, tortura ed omicidio di massa.

La testimonianza di Angel Di Cesare, ha fatto emergere che il vescovo di Mendoza, vestito in tuta militare mimetica, più volte ha fatto visita al centro di detenzione, benedicendo le armi e gli strumenti con cui si torturavano i deportati.

Durante il primo processo, padre Reverberi fu chiamato a deporre come teste, ma nel corso delle udienze, la sua posizione risultò sempre più compromessa in quel contesto di atrocità, pertanto il procuratore Francisco Josè Maldonado che chiese l’incriminazione, richiesta che il giudice accolse.

Venne fissata un’udienza che avrebbe dovuto far sì che le porte del carcere si spalancassero per Reverberi, ma quell’udienza non si tenne mai, in quanto il cappellano riparò in Italia e fece sapere che, per motivi di salute, non avrebbe potuto fare ritorno in Argentina.

Secondo l’Interpol, il 10 maggio, 2011, tre mesi prima dell’udienza, il prete aveva lasciato il paese con il volo RA-1132 delle Aerolineas Argentinas destinazione finale di Roma internazionale, con una tappa in Spagna.

Sempre l’Interpol ha accertato che padre Reverberi starebbe esercitando le sue funzioni religiose presso la parrocchia Santi Faustino e Giovita a Sorbolo, in provincia di Parma, la città dove è nato il 24 dicembre 1937.

Il 10 agosto 2012, dopo una perizia medico-legale, per appurare lo stato di salute del sacerdote, il giudice federale argentino ha spiccato l’ordine di cattura internazionale e richiesto al nostro ministero della Giustizia e a quello degli Esteri, l’estradizione nei confronti di padre Franco Reverberi Boschi, il prete torturatore.

 

http://www.articolotre.com/2013/08/padre-reverberi-il-prete-accusato-di-crimini-contro-lumanita-si-nasconde-in-una-parrocchia-di-parma/200056

ITCCS: Benedetto XVI chiede immunità e protezione al Presidente della Repubblica Italiana

http://www.informarexresistere.fr/2013/02/16/itccs-benedetto-xvi-chiede-immunita-e-protezione-al-presidente-della-repubblica-italiana/#axzz2LGVMWkWD

ITCCS: Benedetto XVI chiede immunità e

protezione al Presidente della

Repubblica Italiana

 

Riportiamo l’odierno comunicato dal sito ITCCS, che mostra come la delicata questione degli annunciati possibili arresti del papa cominci a farsi articolata. Molti rimarranno increduli per l’inverosimiglianza apparente di tali notizie, ma a questo punto non c’è che stare a vedere nel modo più neutro possibile quale piega prenderanno gli eventi.

Ripetiamo, per la delicatezza assoluta della questione e per l’estrema gravità degli addebiti, che il nostro atteggiamento è unicamente quello di desiderare che la piena verità emerga sui fatti cui la vicenda si riferisce.

Jervé

 richiesta di immunitá

Inviato il 14 febbraio 2013 da itccs

http://itccs.org/2013/02/14/pope-benedict-to-seek-immunity-and-protection-from-italian-president-giorgio-napolitano-on-february-23/

Il Tribunale Internazionale invita Napolitano alla “non collusione con la criminalità”, e annuncia una campagna globale per occupare l’immobile Vaticano e avviare un’inchiesta sui diritti umani in Italia

Roma (09:00 ora locale):

Papa Benedetto XVI, Joseph Ratzinger, ha programmato un incontro con il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano per Sabato, 23 febbraio al fine di discutere di sicurezza e immunità da procedimenti giudiziari da parte del governo italiano, secondo fonti dei media italiani.

Incontro di Ratzinger segue al ricevimento apparente da parte del Vaticano di una nota diplomatica da un governo europeo riservato il 4 febbraio, che dichiarava la sua intenzione di emettere un mandato di arresto per Ratzinger, dimessosi dal suo pontificato meno di una settimana dopo quel termine.

In risposta alla riunione fissata per il 23 febbraio, il Tribunale internazionale sui crimini di Chiesa e Stato (ITCCS), attraverso il suo Segretario, (Ex) Rev. Kevin Annett, ha scritto al presidente Napolitano, chiedendogli di non assistere Ratzinger nell’eludere la giustizia.

La lettera ITCCS, dice tra l’altro:

“Non ho bisogno di ricordare, signor Presidente, che in base al diritto internazionale e dei trattati che sono stati ratificati da Italia, sono vietati voi e il vostro governo di concedere tale protezione a chi, come Joseph Ratzinger, ha aiutato ed incoraggiato azioni criminali, ad esempio ordinando Vescovi e Cardinali in America e altrove, per proteggere i stupratori di bambini noti all’interno del loro clero.”

“L’obbligo in Vaticano attraverso il Trattato del Laterano non nega o annulla i requisiti di queste leggi morali e per di più internazionali, né richiede che si dia alcuna protezione o immunità per un singolo individuo come Joseph Ratzinger, soprattutto dopo che ha lasciato il suo ufficio papale. “

Una copia del testo integrale della lettera ITCCS segue al termine di questo post

In risposta ai crimini documentati di torture minorili, tratta e il genocidio legato a Papa Benedetto e funzionari del Vaticano, ITCCS sponsorizzerà una serie di proteste in corso e occupazioni di chiese cattoliche e uffici attraverso i suoi affiliati in tutto il mondo a partire nella settimana di Pasqua, 24-31 marzo 2013, che continuerà a tempo indeterminato.

Queste azioni accompagneranno gli sforzi legali per portare Joseph Ratzinger e altri funzionari del Vaticano in giudizio per la loro complicità dimostrata nei crimini contro l’umanità e associazione a delinquere.

La campagna di Pasqua Bonifica raccoglie le proprietà della chiesa e le sue attività per impedirne l’utilizzo da parte dei sacerdoti che stuprano bambini, che sono protetti dal diritto canonico cattolico. I cittadini hanno il diritto di difendere la loro comunità e dei bambini quando le autorità si rifiutano di farlo, secondo il diritto internazionale.

Il Rev. Kevin Annett e una delegazione ufficiale presso l’Ufficio ITCCS centrale convocheranno una formale richiesta per i diritti umani a Roma, con inizio la settimana del 13 maggio 2013, per prendere in considerazione ulteriori oneri contro il Vaticano e il suo nuovo Papa per crimini contro l’umanità e ostruzione della giustizia.

Rev. Annett e la sua delegazione lavorerà con le organizzazioni di tutta Italia in questa indagine. Nel 2009 e nel 2010, ha tenuto comizi fuori dal Vaticano e si è incontrato con i media e per i diritti umani in tutta Italia per indicare il Vaticano come responsabile della morte di più di 50.000 bambini aborigeni in Canada.

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Lettera aperta e appello a Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica d’Italia dal Rev. Kevin D. Annett, segretario del Tribunale internazionale sui crimini della Chiesa e dello Stato

14 feb 2013
Al Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano
Presidenza della Repubblica
c / o Palazzo del Quirinale
00187 Roma
Italia

Caro Presidente Napolitano,

A nome del nostro Tribunale e della gente di coscienza in tutto il mondo, e dei milioni di vittime degli abusi della chiesa, io faccio appello a voi per quanto riguarda il vostro prossimo incontro con Joseph Ratzinger, che tra poco darà le dimissioni come Papa Benedetto XVI, Pontefice della Chiesa di Roma.

La nostra comprensione è che, a seguito della pressione dimettersi dal suo ufficio a causa della sua complicità provata nel nascondere il traffico di bambini nella sua chiesa e di altri crimini contro l’umanità, Joseph Ratzinger chiede l’aiuto del governo italiano per garantire la protezione e immunità da azioni legali.

Non ho bisogno di ricordare, signor Presidente, che in base al diritto internazionale e dei trattati che sono stati ratificati da Italia, è vietato a voi e al vostro governo di concedere tale protezione a coloro che, come Joseph Ratzinger hanno aiutato ed incoraggiato azioni criminali, come l’ordinazione episcopale e cardinalizia in America e altrove per proteggere gli stupratori di bambini noti tra il loro clero.

L’obbligo in Vaticano attraverso i Patti Lateranensi non nega o annulla i requisiti di queste leggi morali superiori e internazionali; né richiede che si fornisca alcuna protezione o immunità a un singolo individuo come Joseph Ratzinger, soprattutto dopo aver lasciato il suo ufficio papale.

La necessità di rispettare il diritto internazionale e non essere visto a colludere con Joseph Ratzinger è ancora più vera se si considera l’enormità dei crimini di cui il Vaticano ed i suoi più alti funzionari sono chiaramente colpevoli, secondo le prove considerevoli raccolte e documentate dal nostro Tribunale e altri gruppi, e riconosciute da molti governi.

In Canada da solo, la Chiesa Cattolica Romana ed i suoi agenti del Vaticano sono stati giudicati colpevoli di genocidio e la responsabilità per la morte di almeno 50.000 bambini aborigeni del sistema indiano di scuola residenziale avviato dai gesuiti, che ha operato fino al 1996.

In Irlanda, più di 10.000 donne hanno sofferto e sono state sfruttate nelle lavanderie Magdalene a conduzione cattolica, dove molte di loro morirono. Simili istituzioni gestite dalle chiese di tutto il mondo hanno causato mortalità enorme, malattie e rovina per milioni di bambini. E tuttavia la Chiesa non è mai stata ritenuta responsabile o perseguita per queste morti e per il furto di enormi ricchezze da intere nazioni.

Con la recente iniziativa di almeno un governo europeo e una serie di avvocati per portare Joseph Ratzinger e altri rappresentanti della chiesa a processo per questi crimini, riteniamo che incombe su di voi né di assistere né di essere visto per assistere o tollerare il tentativo di lui di eludere, ostacolare o ritardare la giustizia, perché ci si apre ad una accusa di essere complice di un crimine.

A nome del nostro Tribunale e di molte persone che non possono parlare, vi invito a stare sulla legge delle nazioni e l’umanità, e non offrire alcun sostegno o protezione a Joseph Ratzinger o ai suoi accoliti nei loro sforzi di eludere la responsabilità per i loro crimini provati.

Attendo con ansia la vostra risposta, e di discutere con Lei al più quando visiterò il vostro paese in maggio con una delegazione di diritti umani per indagare la questione più da vicino.

Cordiali saluti,

Kevin D. Annett, MA, M. Div..

Segretario, Il Tribunale Internazionale sui Crimini della Chiesa e dello Stato
Ufficio Centrale, Bruxelles

Fonte: iconicon.it/blog

http://www.stampalibera.com/?p=60179

Tratto da: ITCCS: Benedetto XVI chiede immunità e protezione al Presidente della Repubblica Italiana | Informare per Resistere http://www.informarexresistere.fr/2013/02/16/itccs-benedetto-xvi-chiede-immunita-e-protezione-al-presidente-della-repubblica-italiana/#ixzz2LHp5qK2G
– Nel tempo dell’inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario!

Carta Aperta e Appello a Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica d’ Italia; di Kevin Annett, Segretario del Tribunale Internazionale sui Crimini della Chiesa e dello Stato. (video)

Carta Aperta e Appello a Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica d’ Italia; di Kevin Annett, Segretario del Tribunale Internazionale sui Crimini della Chiesa e dello Stato.

14 di Febbraio del 2013

Egregio Presidente Napolitano:

Nel nome del nostro Tribunale e delle persone di coscienza, ovunque nel mondo, e dei milioni di vittime di abuso da parte della chiesa, io mi appello a Lei, in vista della Sua prossima riunione con Joseph Ratzinger (Papa Benedetto XVI), il quale presto si ritirerá dal Pontificato della Chiesa di Roma.

Sappiamo che, come conseguenza della pressione esercitata su di lui per far sí che rinunciasse al suo incarico, a causa della sua provata complicitá nella protezione del traffico di minori nella sua chiesa e di altri crimini contro l’umanitá, Joseph Ratzinger sta cercando la protezione del governo italiano per assicurarsi assistenza ed immunitá dalla persecuzione legale nei suoi confronti.

Non necessito recordarLe, Signor Presidente, che in base alla legge internazionale ed i trattati che sono stati ratificati dall’Italia, Lei e il Suo governo hanno il divieto di dare tale protezione a coloro che, come Joseph Ratzinger, hanno aiutado e coperto azioni criminali tali come ordinare a Vescovi e Cardinali, in America e in ogni altro luogo, di proteggere conosciuti abusatori di minori che appartengono al clero.

Il Suo obbligo verso il Vaticano, dovuto dai Patti Lateranensi, non va contro e non annulla i requisiti delle piú alte leggi morali ed internazionali; e nemmeno esige che Lei conceda alcuna protezione o immunitá ad un individuo come Joseph Ratzinger, specialmente dopo che lui abbia lasciato i suoi incarichi papali.

La necessitá che Lei si allinei con le leggi internazionali e non scenda a patti con Joseph Ratzinger é ancora piú vera quando si considera l’enormitá dei crimini dei quali il Vaticano e le sue piú alte autoritá sono chiaramente colpevoli, secondo le considerevoli prove riunite e documentate dal nostro Tribunale e da altri gruppi e riconosciute da molti governi.

Solo in Canada, la Chiesa Cattolico-Romana ed i suoi agenti del Vaticano sono stati dichiarati colpevoli di responsabilitá per il genocidio e la morte di almeno 50.000 bambini indigeni nel sistema delle scuole residenziali indigene che sono state fondate dai gesuiti e che hanno funzionato fino al 1996.

In Irlanda, piú di 10.000 donne hanno sofferto e sono state sfruttate nelle Lavanderie delle Magdalene che erano dirette da cattolici, e dove molte di loro sono morte.  E nel mondo, in istituzioni simili della chiesa, si é vista una enorme mortalitá, malattie e rovina per milioni di bambini e, nonostante questo, la chiesa non é mai stata riconosciuta responsabile o non é mai stata portata in giudizio per queste morti e per il furto di enormi ricchezze di nazioni intere.

Con la recente iniziativa di almeno un governo europeo e di una gran quantitá di avvocati, di portare Joseph Ratzinger ed altri ufficiali ecclesiastici in giudizio per questi crimini, noi sentiamo che non é compito Suo né proteggere, né mostrarsi proteggendo o condonando il tentativo di lui di evadere, ostacolare o ritardare la giustizia, a meno che Lei non voglia esporsi al reato di complicitá in un crimine.

Nel nome del nostro Tribunale e di molta gente che non puó parlare, io Le chiedo di essere saldo nelle leggi delle nazioni e dell’umanitá e non offra appoggio o protezione a Joseph Ratzinger, o ai suoi complici, nei loro sforzi per evitare la responsabilitá dei crimini dei quali sono stati trovati, senza ombra di dubbio, colpevoli.

Rimango in attesa di una Sua risposta, nella speranza di poter continuare a parlare di questo tema con Lei quando visiteró il Suo paese in Maggio, in compagnia di una delegazione sui Diritti Umani, per approfondire questo argomento con maggiori dettagli.

Attentamente,

Kevin D. Annett, M.A., M.Div.

Segretario, Tribunale Internazionale sui Crimini della Chiesa e dello Stato.

Ufficio Centrale, Bruxelles.

Cc. Ai mezzi di comunicazione di tutto il mondo

RECIBO ENVIO ITALIA

Guardi le prove del Genocidio in Canada ed altri crimini contro gli innocenti, in: www.hiddennolonger.com  e nel sito web del Tribunale Internazionale sui Crimini della Chiesa e dello Stato, in www.itccs.org

Si possono lasciare messaggi per Kevin Annett al numero telefonico: 250-591-4573 in Canada.

Veda il premiato documentario di Kevin Annett (IMPENITENTES) nel sito web: www.hiddenfromhistory.org

“Io ho dato a Kevin Annet il suo nome indiano, Aquila dalla Voce forte, nel 2004 quando l’ho adottato ed introdotto nella nostra nazione Anishinabe. Lui porta questo nome con orgoglio perché lui sta facendo il lavoro per il quale é stato inviato, parlare alla sua gente sui loro mali. Lui parla forte e con la veritá. Lui parla per i nostri bambini rubati e morti. Io chiedo a tutti di ascoltarlo e di dargli il benvenuto”

Capo Louis Daniels –Vento Sussurrante-

Anziano, Clan della Tartaruga, Nazione Anishinabe, Winnipeg, Manitoba.

I tremila bambini morti che nessuno piange

 

http://www.giornalettismo.com/archives/719769/la-strage-dimenticata-dei-bambini-siriani/

 

I tremila bambini morti che nessuno piange

 

19/01/2013 – L’Unicef lancia inascoltato l’allarme sulla condizione

dei piccoli siriani

bimbi siriani

 

di Valentina Spotti

 

“I bambini della Siria stanno pagando un prezzo terribile per quanto sta succedendo nel loro paese. È una vera e propria crisi”. L’UNICEF lancia l’allarme: secondo i dati raccolti dall’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani sarebbero 3.538 i bambini uccisi dall’inizio della guerra civile. Un bilancio pesantissimo, se si considera che la stima totale conta circa 60.000 morti da marzo 2011, tra cui 2.031 donne. 

bimbi siriani 1

MORTI SOTTO LE BOMBE - Come muore un bambino in Siria? Colpito da un proiettile durante uno scontro a fuoco, schiacciato dalla folla in preda al panico o ucciso dai bombardamenti. Come domenica scorsa alla periferia di Damasco: l’esercito ha compiuto una vera e propria strage di bambini, almeno 14, secondo gli attivisti anti-Assad.

bimbi siriani 2

O come lunedì a Moadimiya, Aleppo, Homs e Al Ateiba, alle porte della capitale, dove 21 bambini hanno perso la vita in seguito del “passaggio” dei soldati. O, ancora, come nel villaggio di Hasweya, dove 106 persone, comprese donne e bambini, sono state bruciate vive nelle proprie case. Tutti ragazzini non più grandi di 16 anni, i corpi dilaniati dalle bombe e le madri disperate che piangono tutto il loro dolore.

bimbi siriani 4

“La notizia della morte di bambini giunge oramai quotidiana, si sta uccidendo un’ intera generazione aggiungendo odio ad altro odio” – ha dichiarato Giacomo Guerrera, responsabile per l’Italia del Fondo dell’Onu per l’infanzia.

bimbi siriani 5

STUPRI E VIOLENZE - Ma nemmeno chi scampa alle bombe può dirsi sicuro, perché le associazioni per i diritti umani stanno denunciando un numero sempre più alto di violenze sessuali ai danni di giovani donne, poco più che bambine. Nei giorni scorsi l’International Rescue Committee ha lanciato l’allarme sul dilagante fenomeno degli stupri commessi da “uomini armati che, forse, potrebbero non avere nulla a che fare con il conflitto, a caccia di ragazze che vengono rapite, violentate e spesso uccise. In molti casi le violenze non vengono denunciate, un po’ per la paura di nuove aggressioni, un po’ perché nei paesi islamici lo stupro è considerato un disonore, e le vittime temono di essere uccise dai propri famigliari per “lavare” l’onta subita.

bimbi siriani 7

IL DRAMMA NEI CAMPI PROFUGHI - Molte famiglie hanno preferito lasciare la Siria e cercare rifugio in uno dei tanti campi profughi appena dopo il confine con il Libano o la Giordania. Ma, in quelle regioni, le temperature sono rigidissime e l’inverno non concede tregua. I rifugiati, bambini compresi, vivono in tende inondate dal fango ed esposte alle intemperie. I più sono scappati con quello che avevano addosso: nessuno ha vestiti per l’inverno, mezzi per riscaldarsi o cibo a sufficienza per sfamarsi. “È devastante vedere questi bambini arrivare nei campi profughi” – ha dichiarato ad Al-Jazeera Panos Moumtzis, coordinatore regionale dell’ONU per i rifugiati siriani, spiegando che la crisi potrebbe presto trasformarsi in tragedia se non si prenderanno misure adeguate per far fronte all’emergenza.

CRIMINI CONTRO L’UMANITÀ - Ieri Navi Pillay, l’alto commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite, ha dichiarato che la Corte Penale Internazionale ha posto le basi per un’indagine per crimini di guerra: “Sono fermamente convinto che in Siria sono sati commessi crimini di guerra e contro l’umanità” – ha affermato Pillay, annunciando anche che sono già 58 i paesi firmatari di una lettera indirizzata al presidente del Consiglio di Sicurezza, che chiede l’apertura delle indagini contro il governo di Damasco.

SANTIFICANO GIOVANNI PAOLO II PER AVERE PARTECIPATO IN CRIMINI CONTRO L’UMANITÀ

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Santificano Giovanni Paolo II per avere partecipato in crimini contro l’umanità.

PERCHÈ  SANTIFICAZIONE ?

Giovanni Paolo II, Karol Józef Wojtyla nasce a Wadowice, in Polonia il 18 maggio 1920 e muore nella Città del Vaticano il 2 aprile 2005. È stato il 264°Papa della chiesa cattolica e capo di stato della Città del Vaticano nel periodo 1978-2005.

In precedenza, egli è stato vescovo ausiliare (dal 1958) e arcivescovo di Cracovia (dal 1962). È stato il primo Papa polacco della storia, e uno dei pochi che, nei secoli passati, non sono nati in Italia.

I suoi 26 anni di pontificato hanno costituito il terzo pontificato più lungo nella storia della Chiesa cattolica, dopo San Pietro (ritenuto tra i 34 ei 37 anni) e quella di Pio IX (31 anni).

Ora sappiamo, dai documenti e dalle testimonianze che sono emersi in Germania, Belgio, Germania, Canada, Cile, Colombia, Stati Uniti, Italia, che durante il governo Wojtyla i ministri del sistema religioso cattolico romano hanno commesso innumerevoli crimini contro l’umanità (crimini propiziati dagli stati) violentando donne e bambini, e queste azioni sono state coperte da Giovanni Paolo II.

Essendo papa, (stato gerarchico inventato dalla stessa gerarchia vaticana, non riconosciuta nella Bibbia) migliaia di persone sono state violentate, molestate e maltrattate da preti che non riescono a rimanere nel celibato (pratica chiamata dall’Apostolo Paolo “dottrina diabolica”).

Durante il papato di Wojtyla è stato ampliata l’istruzione divulgata con il “Crimen sollicitationis” per proteggere gli alti incarichi quali vescovi, cardinali, porporati, arcivescovi, ambasciatori del Vaticano, che commettessero reati sessuali con i fedeli cattolici.

 

Allego parte del testo di questo documento, che è ufficiale nella chiesa cattolica, per dare esempio di ciò che contiene:

“Crimen Sollicitationis” (latino: “delitto di sollecitazione”) è una istruzione approvata da Giovanni XXIII nel 1962, la Sacra Congregazione del Sant’Uffizio (ora “Congregazione per la Dottrina della Fede” che è stata diretta da Ratzinger, attuale Papa). È firmato dal cardinale Alfredo Ottaviani, segretario della Congregazione, e si rivolge a “tutti gli Arcivescovi, Vescovi e altri Ordinari locali, compresi quelli delle chiese cattoliche orientali “.

Nel documento, la Congregazione del Sant’Uffizio ha stabilito le procedure per la gestione dei casi di clericali (preti o vescovi) della Santa Chiesa Cattolica Apostolica e Romana, accusati di fare uso del sacramento della penitenza per portare a termine approcci sessuali con i fedeli e le corrispondenti sanzioni per questi atti.

Le regole che sono state stabilite sono più specifiche di quelle contenute nel Codice di Diritto Canonico. Egli ha anche dato istruzione di seguire le stesse procedure in caso di denunce per comportamenti omosessuali, pedofili o zoofili da parte dal clero.

La direttiva impone il più assoluto giuramento di segretezza da parte della vittima, il bambino o la bambina, del sacerdote accusato di questo e di eventuali testimoni.

Rompere questo giuramento che significa essere allontanati dalla Chiesa Cattolica: la “scomunica”.

Mario Bello A
Editoriale per Protege a tus hijos.
mariobello14@yahoo.com

Costa Rica

SANTO GIOVANNI PAOLO II?

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fonte: www.protejeatushijos.org

http://www.protejeatushijos.org/2011/01/santo-juan-pablo-ii-se-rompio-el.html

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Santo Giovanni Paolo II? Si è rotto il “cinismometro” con la sua beatificazione.

 

Venerdì 14 gennaio 2011- Beatificazione del Papa insabbiatore della pedofilia, Giovanni Paolo II.

 

 

Benedetto XVI ha approvato il miracolo attribuito oggi a Giovanni Paolo II ed il Vaticano ha annunciato che il papa polacco sarà beatificato il 1° maggio; Joseph Ratzinger, oggi saluta così il mondo, mantenendosi alla testa di una delle istituzioni più oscure che siano mai esistite. Benedetto XVI sta aiutando Giovanni Paolo II a compiere con i pre requisiti per essere dichiarato “santo” e “benedetto”, essere iscritto nella lista dei santi, elevarlo agli altari ed assegnargli un giorno di festa per la venerazione.

Si è rotto il “cinismometro”!!

Ricordiamo i fatti di Giovanni Paolo II e sia lei stesso a giudicare:

 

  • Copertura e difesa di Paul Marcinkus, presidente della Banca Vaticana (Istituzione per le Opere Religiose – IOR) quando è scoppiato lo scandalo delle operazioni illecite con Michele Sindona, personaggio relazionato alla mafia italiana ed alla loggia massonica P2. Questa truffa ha lasciato un buco di 1400 milioni di dollari alla banca ed è stata la causa del fallimento della Banca cattolica milanese Banco Ambrosiano, diretto da Roberto Calvi. Sindona e Calvi, entrambi morti in condizioni sospette. Giovanni Paolo II ha difeso Marcinkus e gli ha dato via d’uscita agli Stati Uniti, libero da ogni colpa.

 

  • Appoggio ed autorizzazione al Cardinale Joseph Ratzinger, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede (ex Sant’ Ufficio per l’inquisizione), attuale Papa, nell’elaborazione del documento “Crimen Sollicitacionis” che ordinava esplicitamente ai vescovi di ogni paese di mantenere silenzio di fronte a scandali sessuali dei suoi sacerdoti cattolici.

 

 

  • Copertura e riconoscimento a Marcial Maciel, fondatore dei “Legionari di Cristo” e del gruppo sacerdotale “Regnum Christi”, noto pederasta e tossicodipendente, che ha avuto per lo meno 4 figli da differenti donne, e che alcuni di questi ha anche abusato sessualmente: Giovanni Paolo II fu un suo grande protettore. “Una guida efficace della gioventù”, secondo l’ipocrita definizione di Giovanni Paolo II.

È questa la prossima immagine che vedremo negli edifici cattolici e sulle immaginette?

I sopravvissuti all’abuso sessuale e alla pedofilia dovranno inginocchiarsi a chiedere un miracolo davanti a chi ha coperto i loro aggressori?

Non possiamo tacere davanti a tanti crimini verso l’umanità.

BASTA!

Dr. Myrna Cestero

Collaboratrice di Gesucristo Uomo

Vescovo del Messico

 

IL PAPA RICEVE UNA DENUNCIA INTERNAZIONALE QUALE CAPO DI UNA ASSOCIAZIONE CRIMINALE

Il Tribunale Internazionale dei
Crimini della Chiesa e dello Stato


Convocatoria di un Foro di Giustizia in virtù della Legge Internazionale e del Diritto Comune
Causa No. ITCCS – 001 – 2011 Regno Unito, Fascicolo 001 A

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CITAZIONE PUBBLICA

Per: Joseph Ratzinger, conosciuto come “il Papa” e Pontífice della Chiesa cattolica (Romana)

SI CONSIDERI A CONOSCENZA DEL FATTO che Lei forma parte della lista come testimone principale in una denuncia presentata a questa Corte, che è un Tribunale di Giudici Internazionali ed Indigeni. Si sollecita la sua presenza il giorno Lunedì 4 di aprile del 2011 alle 10:00, in luogo da definire, nella città di Londra, Inghilterra.

Detto tribunale si costituisce in conformità al Diritto Internazionale, al Diritto Tribale, allo Stato di Diritto Naturale (The Rule of Natural Law) e alla Legge delle Nazioni (The Law of Nations). La sua presenza è richiesta per partecipare all’indagine sulle questioni e domande relazionate ai carichi e temi seguenti:

1. La sua responsabilità civile e quella legale come capo della chiesa cattolica romana per i crimini di genocidio, omicidio, guerre, spostamento forzato da terre tradizionali, schiavismo, razzismo instituzionale, furto di risorse, traffico di bambini, pedofilia ed altri crimini contro adulti e bambini indigeni avvenuti nel Sistema Scolastico Residenziale Aborigeni in Canada, stabilito e mantenuto dalla Chiesa Cattolica Romana e dal governo Canadese.

2.  la sua mancanza nel rispondere alla Carta di Denuncia pubblica emessa contro di Lei il giorno 4 di febbraio del 2008, da parte dei Familiari ed Amici degli Scomparsi, sollecitando che lei identifichi i luoghi di seppellimento e la causa della morte dei bambini che sono deceduti nelle scuole residenziali aborigeni in Canada, fondati ed amministrati dalla sua chiesa.

3. la sua divulgazione ed imposizione di una politica di copertura, negando la violenza e gli abusi sessuali contro i bambini dentro alla sua chiesa e la sua pratica attiva nel coprire, proteggere, aiutare e fortificare, costituendosi complice di abusatori sessuali di bambini ed altri criminali dentro alla sua chiesa e, in questo modo, perpetrando il reato di ostruzione internazionale alla giustizia.

Se lo desidera, Lei può ricorrere legalmente al consiglio del suo avvocato in relazione a questo tema, o avere un avvocato che la rappresenti per presenziare alle udienze con lei.  Può presentare documenti scritti e materiale vario, ma si consideri avvertito che questo non avrà il minimo peso, nè potrà essere considerato in cambio o in sostituzione della sua testimonianza personale.

SI CONSIDERI AVVERTITO che nel caso che Lei non compia con il rispondere a questa CITAZIONE PUBBLICA, o la sua mancata comparizione ante questo Tribunale, questo comportamento può essere interpretato come il suo riconoscimento ed accettazione dei carichi formulati contro di Lei in questo documento e per i testimoni ed altro materiale, e potrà quindi sfociare in un verdetto contro di Lei, in contumacia.

Dovuto allo stato in questo tema tra Nazioni, il quale coinvolge le nazioni originali del continente dell’America del Nord come quelle in possesso del Titolo Allodiale (Allodial Title), e la sua preoccupazione circa gli argomenti riferenti ai Crimini contro l’Umanità internazionalmente riconosciuti, questo Tribunale ed i suoi argomenti saranno controllati da specialisti in diritti umani e rappresentanti dei governi, agenzie Internazionali, Nazioni Indigene e per i mezzi di comunicazione pubblici.

Questo tribunale resterà aperto al pubblico ed ai mezzi di comunicazione. I suoi ufficiali presenteranno i suoi argomenti in un’informazione finale in forma esaustiva all’ Alto Commissario per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, alla Corte Penale Internazionale, e ad altre istanze.

Debitamente firmato e consegnato questo diciottesimo giorno di Settembre dell’anno  2010, nella Città di Londra.

(firmato nel documento originale)

Royce Whitecalf
Nazione degli Oglala Lakota
Segreteria facente funzioni, Il Tribunale Internazionale dei Crimini della Chiesa e dello Stato


Sezione Americana: c/o 1000 Walker St., Unit 223, Holly Hill, Florida USA 32117

ITCCS Communication 002 2011 UK, Docket 002

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L’ARTICOLO:

 

Ambasciatore del Vaticano in Inghilterra riceve Citazione al Papa da parte del Rev. Kevin Annett

LONDRA – 20 di settembre 2010 – Una Citazione Pubblica al Papa Benedetto è stata consegnata oggi nella residenza dell’ambasciatore del Vaticano in Londra Sud, Inghilterra.

La citazione elaborata dal recentemente istituito Tribunale Internazionale per i Crimini della Chiesa e dello Stato, esige che il  Papa Benedetto XVI si presenti in un’udienza pubblica il 4 di aprile del 2011 in Londra. Il Rev. Kevin Annett ha consegnato la Notificazione di Citazione all’ufficio della Nunziatura Papale in nome del Tribunale.

La Citazione chiede che il Papa risponda ai carichi individuati contro di lui come complice di crimini contro l’umanità, pederastia e traffico di bambini, a questo proposito il Papa non ha potuto rispondere alle investigazioni sulle morti di più di 50.000 bambini nelle Scuole Residenziali Aborigene gestite dalla Chiesa in Canada.

Si è cercato di consegnare a mano la Citazione direttamente al Papa il passato 18 di settembre, durante una messa nella Cattedrale di Westminster a Londra, ma le misure di sicurezza hanno impedito detta consegna personale, pertanto la Citazione è stata letta a voce alta ed è stata appesa in un luogo pubblico molto vicino alla Cattedrale.

“Mi sorprenderebbe se il Papa non facesse caso a questa Citazione, dato che il suo contenuto riporta tutto il peso delle opinioni e della moralità internazionale” ha detto oggi il Rev. Annett.

“Il nostro tribunale è stato patrocinato dai gruppi di sopravvissuti delle torture della Chiesa Cattolica in cinque paesi e gode di aiuto legale e politico in tutto il mondo. Joseph  Ratzinger non può eludere il fatto che lui può essere personalmente denunciato per coprire e proteggere dentro la sua chiesa gli abusatori di bambini”.

“Sarà qualcosa di simile al Tribunale per i crimini della chiesa che è stato fatto nel 1998 patrocinato da un ente affiliato alle Nazioni Unite.  Il Tribunale del prossimo Aprile, sarà innanzitutto un  Foro Internazionale per ottenere accuse reali contro il Papa ed il Vaticano”.

Il Tribunale arriva come conseguenza di una protesta massiva contro il Papa di quasi 20.000 persone, realizzata in Londra lo scorso sabato, nel quale hanno partecipato il Rev. Annett ed i membri del Tribunale.  Il Rev. Annett è stato intervistato da mass media importanti includendo Reuters, Sky News e Radio LBC, come parte del suo viaggio che durerà un mese, dando conferenze in tutta Europa al fine di ottenere appoggio per il Tribunale.

Gli uffici della campagna del  Rev. Annett si trovano a Londra. Per ulteriori informazioni, per favore contattare Ana Bragga dell’ufficio stampa chiamando il 07861677343 o scrivendo a consciencecommunications@gmail.com.

PRETE RUANDESE ARRESTATO PER GENOCIDIO

 

 21-10-09

  

RWANDA: PRETE ARRESTATO IN ITALIA PER GENOCIDIO, DIOCESI LO DIFENDE

 

 (ASCA) – Roma, 21 ott – L’Arcidiocesi di Firenze scende in campo a difesa del prete cattolico ruandese arrestato ieri in Italia con l’accusa di aver preso parte ai massacri etnici avvenuti nel suo paese. In una nota, l’Arcidiocesi ”confida nel corso della giustizia e spera in un lavoro rapido e sereno dei giudici che possa presto far luce sulla verita’ dei fatti. Nel frattempo si attiene al fatto che don Emmanuel ha sempre dichiarato la sua estraneita’ alle vicende in questione e lo accompagna fiduciosa nella preghiera”.

A favore di don Emmanuel Mihigo Wayezu, 47 anni, sacerdote di etnia hutu e vice parroco a Ponzano nel comune di Empoli, si e’ espresso anche il parroco della Collegiata di Sant’Andrea in Empoli, don Guido Engels: ”Don Emmanuel non ha mai coltivato sentimenti verso l’altra etnia, ha costantemente voluto la pacificazione. C’e’ stato e c’e’ pero’ chi purtroppo soffia sul fuoco, con uno spirito che non e’ quello di pacificazione”.

Le accuse contro di lui sono tuttavia piuttosto gravi e sono state documentate da un’Organizzazione non governativa, African Rights, che in base alle prove fornite ha ottenuto dall’Interpol un mandato di cattura internazionale contro il sacerdote. Don Emmanuel sarebbe implicato nel massacro, avvenuto il 7 maggio 1994, di piu’ di 80 alunni, fra i 12 e i 20 anni, del complesso scolastico Misericordia di Maria di Kibeho, nel sud del Rwanda, di cui era direttore. Gli studenti furono accerchiati ”da un gran numero di miliziani”. Il prete, ha sostenuto l’Ong, ”era la”’ e ”i gendarmi che aveva piazzato” per garantire la sicurezza dei ragazzi spararono ”in aria invece di disperdere gli attaccanti”. A eccezione di un pugno di sopravissuti, gli studenti in maggioranza morirono, uccisi dai fucili o dalle granate dei gendarmi o dalle lance, le accette e i machete dei miliziani hutu.

”Sono il primo a volere che su questa vicenda venga aperto un regolare processo affinche’ sia stabilita la realta’ dei fatti. Io non ho partecipato a nessun genocidio.

Anzi col vescovo tentammo di salvare i giovani massacrati”, aveva cercato di giustificarsi don Emmanuel appena saputo delle accuse avanzate da African Rights. Ora su di lui pesa una richiesta di estradizione da parte del Rwanda.

uda/sam/bra

fonte: www.asca.it

http://www.asca.it/news-RWANDA__PRETE_ARRESTATO_IN_ITALIA_PER_GENOCIDIO__DIOCESI_LO_DIFENDE-868474-ORA-.html

   

 

RUANDA: FIRENZE, ARRESTATO PRETE CATTOLICO ACCUSATO DI GENOCIDIO

 

Firenze, 20 ott. – (Adnkronos) – Don Emmanuel Mihigo Wayezu, prete cattolico ruandese, vice parroco della chiesa di Ponzano a Empoli (Fi), e’ stato arrestato oggi a Firenze con l’accusa di genocidio, sulla base di un mandato emesso dal Tribunale Internazionale sul genocidio ruandese. Don Emmanuel, 47 anni, di etnia hutu, e’ accusato di essere coinvolto nella strage dei tutsi perpetrata nel 1994 nel Paese africano.

L’ordinanza di custodia in carcere e’ stata eseguita dai carabinieri del Comando provinciale di Firenze. Il caso di don Emmanuel emerse dopo la denuncia dell’organizzazione non governativa ‘African Rights’ che sostenne che il sacerdote era coinvolto nel massacro di un gruppo di 80 alunni, di eta’ compresa tra i 12 e i 20 anni, che studiavano nell’istituto in cui don Emmanuel era direttore. Il sacerdote ha sempre respinto le accuse e si e’ difeso sostenendo che lui e il vescovo fecero di tutto per salvare quei ragazzi.

In una nota l’Arcidiocesi di Firenze ”preso atto del provvedimento restrittivo nei confronti di don Emmanuel Mihigo Wayezu, confida nel corso della giustizia e spera in un lavoro rapido e sereno dei giudici che possa presto far luce sulla verita’ dei fatti. Nel frattempo – sottolinea la nota – si attiene al fatto che don Emmanuel ha sempre dichiarato la sua estraneita’ alle vicende in questione e lo accompagna fiduciosa nella preghiera”.

 

fonte: http://www.libero-news.it

 http://www.libero-news.it/adnkronos/view/207414

 

 

Arrestato a Empoli prete hutu accusato di genocidio Ruanda

 

martedì 20 ottobre 2009 21:18

 FIRENZE (Reuters) – Un sacerdote africano di etnia hutu è stato arrestato oggi nella sua chiesa di Empoli, dove era viceparroco, in esecuzione di un mandato di cattura internazionale, perché accusato di avere partecipato al genocidio del 1994 in Ruanda. Lo hanno riferito i carabinieri.

Don Emmanuel Mihigo Uwayezu, di 47 anni, nato nell’ex Zaire (oggi Repubblica democratica del Congo) e da 12 anni residente in Italia, si trova ora nel carcere di Sollicciano a Firenze in attesa delle procedure di estradizione in Ruanda.

L’accusa mossa dalla procura generale del Ruanda, dove 15 anni fa circa 800.000 abitanti di etnia tutsi e hutu moderati sono stati uccisi in un massacro durato 100 giorni, sostiene che il sacerdote abbia commesso crimini contro l’umanità, come hanno riferito i carabinieri.

Uwayezu si è detto innocente, ha riferito l’arcidiocesi di Firenze, e confida nel corso della giustizia e nel lavoro rapido e sereno dei giudici.

© Thomson Reuters 2009 Tutti i diritti assegna a Reuters.

 

 fonte: http://www.reuters.com

http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE59J0NE20091020

 

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