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Vittime preti pedofili attaccano Turkson

http://www.lettera43.it/cronaca/vittime-preti-pedofili-attaccano-turkson_4367584625.htm

 

 

POLEMICA

Vittime preti pedofili attaccano Turkson

 

Il cardinale africano ha correlato gay e abusi.

turkson(© ImagoEconomica) Peter Kwodwo Appiah Turkson, favorito dai bookmaker inglesi per l’elezione a papa.

Il cardinale Peter Turkson, uno dei favoriti del Conclave che, se eletto, potrebbe diventare il primo Papa nero, è stato attaccato dalle vittime dei preti pedofili per aver collegato omosessualità e abusi su minori.

Turkson, del Ghana, è il presidente del Consiglio pontificio per la Giustizia e la Pace. Intervistato nei giorni scorsi dalla Cnn ha affermato che le molestie sessuali da parte del clero difficilmente possono prender piede nella chiesa africana, perché la cultura tradizionale africana condanna l’omosessualità: «Il sistema tradizionale africano ha protetto la popolazione del continente contro questa tendenza», ha detto il Cardinale all’intervistatrice Christiane Amanpour: «È un tabù culturale».

SNAP: «NON POSSIAMO SAPERE COSA ACCADE IN AFRICA». Le parole dell’alto prelato sono state condannate dallo Snap (Survivors Network of those Abused by Priests): «Ci auguriamo che questo basti a squalificarlo dalla rosa dei papabili. La verità è che sappiamo poco dei crimini dei preti pedofili e dei relativi cover-up per le stesse ragioni per cui ne sappiamo poco nel resto del Terzo Mondo: ci sono meno fondi per la polizia, una magistratura meno forte, un giornalismo meno indipendente e maggiori differenze di ricchezza e potere tra la Chiesa e i fedeli».

«SCUDO DEBOLE DIETRO CUI NASCONDERSI». Secondo lo Snap, «quando sentiamo le parole del cardinale, che la pedofilia non è arrivata in Africa perché la sua cultura demonizza l’omosessualità non possiamo che essere preoccupati. Non solo non c’è legame tra omosessualità e abusi su minori, ma il sostenerlo è uno scudo veramente debole dietro cui nascondersi».

Mercoledì, 20 Febbraio 2013

 

Carta Aperta e Appello a Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica d’ Italia; di Kevin Annett, Segretario del Tribunale Internazionale sui Crimini della Chiesa e dello Stato. (video)

Carta Aperta e Appello a Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica d’ Italia; di Kevin Annett, Segretario del Tribunale Internazionale sui Crimini della Chiesa e dello Stato.

14 di Febbraio del 2013

Egregio Presidente Napolitano:

Nel nome del nostro Tribunale e delle persone di coscienza, ovunque nel mondo, e dei milioni di vittime di abuso da parte della chiesa, io mi appello a Lei, in vista della Sua prossima riunione con Joseph Ratzinger (Papa Benedetto XVI), il quale presto si ritirerá dal Pontificato della Chiesa di Roma.

Sappiamo che, come conseguenza della pressione esercitata su di lui per far sí che rinunciasse al suo incarico, a causa della sua provata complicitá nella protezione del traffico di minori nella sua chiesa e di altri crimini contro l’umanitá, Joseph Ratzinger sta cercando la protezione del governo italiano per assicurarsi assistenza ed immunitá dalla persecuzione legale nei suoi confronti.

Non necessito recordarLe, Signor Presidente, che in base alla legge internazionale ed i trattati che sono stati ratificati dall’Italia, Lei e il Suo governo hanno il divieto di dare tale protezione a coloro che, come Joseph Ratzinger, hanno aiutado e coperto azioni criminali tali come ordinare a Vescovi e Cardinali, in America e in ogni altro luogo, di proteggere conosciuti abusatori di minori che appartengono al clero.

Il Suo obbligo verso il Vaticano, dovuto dai Patti Lateranensi, non va contro e non annulla i requisiti delle piú alte leggi morali ed internazionali; e nemmeno esige che Lei conceda alcuna protezione o immunitá ad un individuo come Joseph Ratzinger, specialmente dopo che lui abbia lasciato i suoi incarichi papali.

La necessitá che Lei si allinei con le leggi internazionali e non scenda a patti con Joseph Ratzinger é ancora piú vera quando si considera l’enormitá dei crimini dei quali il Vaticano e le sue piú alte autoritá sono chiaramente colpevoli, secondo le considerevoli prove riunite e documentate dal nostro Tribunale e da altri gruppi e riconosciute da molti governi.

Solo in Canada, la Chiesa Cattolico-Romana ed i suoi agenti del Vaticano sono stati dichiarati colpevoli di responsabilitá per il genocidio e la morte di almeno 50.000 bambini indigeni nel sistema delle scuole residenziali indigene che sono state fondate dai gesuiti e che hanno funzionato fino al 1996.

In Irlanda, piú di 10.000 donne hanno sofferto e sono state sfruttate nelle Lavanderie delle Magdalene che erano dirette da cattolici, e dove molte di loro sono morte.  E nel mondo, in istituzioni simili della chiesa, si é vista una enorme mortalitá, malattie e rovina per milioni di bambini e, nonostante questo, la chiesa non é mai stata riconosciuta responsabile o non é mai stata portata in giudizio per queste morti e per il furto di enormi ricchezze di nazioni intere.

Con la recente iniziativa di almeno un governo europeo e di una gran quantitá di avvocati, di portare Joseph Ratzinger ed altri ufficiali ecclesiastici in giudizio per questi crimini, noi sentiamo che non é compito Suo né proteggere, né mostrarsi proteggendo o condonando il tentativo di lui di evadere, ostacolare o ritardare la giustizia, a meno che Lei non voglia esporsi al reato di complicitá in un crimine.

Nel nome del nostro Tribunale e di molta gente che non puó parlare, io Le chiedo di essere saldo nelle leggi delle nazioni e dell’umanitá e non offra appoggio o protezione a Joseph Ratzinger, o ai suoi complici, nei loro sforzi per evitare la responsabilitá dei crimini dei quali sono stati trovati, senza ombra di dubbio, colpevoli.

Rimango in attesa di una Sua risposta, nella speranza di poter continuare a parlare di questo tema con Lei quando visiteró il Suo paese in Maggio, in compagnia di una delegazione sui Diritti Umani, per approfondire questo argomento con maggiori dettagli.

Attentamente,

Kevin D. Annett, M.A., M.Div.

Segretario, Tribunale Internazionale sui Crimini della Chiesa e dello Stato.

Ufficio Centrale, Bruxelles.

Cc. Ai mezzi di comunicazione di tutto il mondo

RECIBO ENVIO ITALIA

Guardi le prove del Genocidio in Canada ed altri crimini contro gli innocenti, in: www.hiddennolonger.com  e nel sito web del Tribunale Internazionale sui Crimini della Chiesa e dello Stato, in www.itccs.org

Si possono lasciare messaggi per Kevin Annett al numero telefonico: 250-591-4573 in Canada.

Veda il premiato documentario di Kevin Annett (IMPENITENTES) nel sito web: www.hiddenfromhistory.org

“Io ho dato a Kevin Annet il suo nome indiano, Aquila dalla Voce forte, nel 2004 quando l’ho adottato ed introdotto nella nostra nazione Anishinabe. Lui porta questo nome con orgoglio perché lui sta facendo il lavoro per il quale é stato inviato, parlare alla sua gente sui loro mali. Lui parla forte e con la veritá. Lui parla per i nostri bambini rubati e morti. Io chiedo a tutti di ascoltarlo e di dargli il benvenuto”

Capo Louis Daniels –Vento Sussurrante-

Anziano, Clan della Tartaruga, Nazione Anishinabe, Winnipeg, Manitoba.

Il Papa benedice la promotrice ugandese della Pena di Morte per gli omosessuali.

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http://fulviobeltramiafrica.wordpress.com/2012/12/14/il-papa-benedice-la-promotrice-ugandese-della-pena-di-morte-per-gli-omosessuali/

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Il Papa benedice la promotrice ugandese della Pena di Morte per gli omosessuali.

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africafulviobeltrami

Pubblicato su dicembre 14, 2012 da africafulviobeltrami2012

 

Giovedì 13 Dicembre 2012 una delegazione di giudici Ugandesi guidata dalla portaparola del Parlamento, Rebecca Kadaga é stata ricevuta dal Papa Benedetto XVI presso la Basilica di San Pietro, riporta il quotidiano ugandese Daily Monitor.

”Questo é un momento irripetibile. Ho letto molto sul papa, lo seguo su Twitter ma non l’ho mai incontrato di persona e non ho mai visitato la Basilica di San Pietro. É un avvenimento da ricordare e ringrazio Dio per avermi concesso questa opportunità.”, ha dichiarato Kadaga.

Durante l’incontro il Papa ha benedetto la delegazione ugandese e in special modo Rebecca Kadaga.

La delegazione é a Roma per attendere alla Settima Assemblea dei Parlamentari della Corte Internazionale dei Crimini e alla Conferenza Mondiale dei Parlamentari per i Diritti Umani.

Il secondo appuntamento sarà molto difficile e delicato per la delegazione ugandese capitanata dalla promotrice (assieme al parlamentare David Bahati) della riforma dell’attuale legge contro i “comportamenti sessuali devianti”: omosessualità e bisessualità.

La proposta di legge, che sarà discussa in parlamento il 15 dicembre prossimo, intende introdurre i concetto di malattia mentale per l’omosessualità e la pena di morte o l’ergastolo per i gay recidivi.

É dal 2009 che questa proposta di legge é presentata a varie riprese al Parlamento e regolarmente bocciata su indicazione del Presidente Yoweri Museveni che, fino ad ora non intende rovinare l’immagine internazionale dell’Uganda con una legge omofobica così estrema, nonostante che la First Lady sia una accanita simpatizzante del provvedimento.

I promotori di questa palese violazione dei diritti umani si rifanno ai testi biblici e al vangelo per dimostrare che l’omosessualità é contro natura e contro il volere di Dio.

Sono appoggiati dalla Chiesa Anglicana Ugandese, della Chiesa Anglicana Americana e la neutralità della Chiesa Cattolica.

“Il gesto del Santo Padre é incomprensibile. Come si fa a benedire una figura politica criticata a livello internazionale per voler introdurre la pena di morte contro le minoranze sessuali in Uganda, a due giorni dal dibattito parlamentare sulla legge omofobica? Non si é valutato che questo gesto sarà utilizzato per rafforzare l’approvazione delle legge?”, si domanda un attivista gay dell’Università di Makerere che richiede l’anonimato per la sua salvaguardia fisica.

La riforma della legge peggiorerebbe il già grave clima delle violazioni dei diritti umani in Uganda nei confronti degli omosessuali.

Nel gennaio 2011 David Kato, attivista ugandese dei diritti umani e omosessuali fu trucidato in una stanza di hotel. Le autorità ugandesi archiviarono il caso facendolo passare come un incontro sessuale finito male tra Kato e un prostituto.

Il 07 dicembre 2012 un gruppo di prominenti leader delle Chiese Cristiane Americane ha reso pubblico la determinata opposizione alla legge definita discriminatoria, chiarendo che la criminalizzazione dell’omosessualità é incompatibile con a Fede Cristiana e le società democratiche.

“I Cristiani possono essere divisi a livello teologico ma sono uniti al richiamo di Cristo di prendere le difese delle minoranze perseguitate nella propria comunità e nel mondo. Sotto le festività del Santo Natale, noi invitiamo tutti i Cristiani del mondo ad unirsi a noi nel rigettare l’idea di questa legge che mira le minoranze vulnerabili e non é certo un modo appropriato di celebrare la nascita di Cristo.”, recita il comitato congiunto.

Rebecca Kadaga é confidente che la proposta di legge omofobica troverá la maggioranza necessaria al Palamento. “Sará il regalo di Natale al popolo ugandese”, ha promesso. La presenza di Kadaga alle due Conferenze Internazionali in Italia, non permetterá la partecipazione al voto prevista per domani, sabato 15 dicembre 2012.

Fulvio Beltrami

Kampala Uganda

Reporter dall’Africa per L’Indro.

STORIE DI ORDINARIA PEDOFILIA. Diocesi di Milano Seminario di Bergamo

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Questa è la storia di Alessandro V., ex seminarista violentato cinicamente all’età di 11 anni per due lunghi, interminabili anni, nel seminario di Bergamo, dal prete che si definiva suo padre spirituale.

Alessandro è la stessa persona che, cresciuto, adulto, padre di famiglia e rispettabile professionista, in questo momento si è volontariamente incatenato al cancello del seminario di Bergamo, in una protesta non violenta alla ricerca di una giustizia che non è mai stata fatta.

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http://retelabuso.blogspot.it/2012/05/storie-di-ordinaria-pedofilia-diocesi_30.html

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STORIE DI ORDINARIA PEDOFILIA.

Diocesi di Milano – Seminario di Bergamo

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Documentiamo un’altra “storia di ordinaria PEDOFILIA”, una delle tante purtroppo. Questa volta parliamo degli abusi avvenuti non molti anni fa a un seminarista A. V. nel seminario di Bergamo, e della Diocesi di Milano, che tra qualche giorno ospiterà Benedetto XVI, attuale Papa, colui che non solo ha gestito ed insabbiato negli ultimi 40 ANNI i CRIMINI di PEDOFILIA avvenuti in TUTTO il MONDO, quando era a capo della Congregazione per la Dottrina della Fede (Ex Santa Inquisizione) , ma colui che, niente affatto pentito nè minimamente interessato al caso, ha chiuso le porte in faccia ad una delegazione delle vittime di preti pedofili, partita per un pellegrinaggio a piedi, da Savona a Roma il 22 settembre 2011 e giunta a Città del Vaticano l’11 ottobre 2011.

Un teatrino per bambini gestito da criminali in abito talare, che abusano di loro in NOME di DIO e che alla luce delle linee guida emesse dalla CEI pochi giorni fa, dimostrano per l’ennesima volta di auto eleggersi PROTETTORI di PRETI PEDOFILI, a discapito delle vittime per l’immagine della Chiesa. Anche nel caso che andiamo a raccontare, il Cardinale Joseph Ratzinger era la massima autorità in materia e non fece NULLA !!!

IL TESTO CHE SEGUE è la versione integrale dell’esposto depositato presso la Procura di Milano dalla vittima, ho solo ritenuto di dover rimuovere il nome della vittima per tutelarla e i nomi di coloro che hanno contribuito a favoreggiare questi crimini. Doveroso sottolineare che la serie di perizie psicofisiche e l’assistenza legale, non è alla portata di tutti, per questo i PRETI PEDOFILI restano impuniti.

PROCURA DELLA REPUBBLICA

PRESSO

IL TRIBUNALE DI BERGAMO

              

             DENUNZIA – QUERELA

Illustrissima Procura della Repubblica, vogliate accogliere e prendere visione della mia denunzia di cui alle seguenti pagine.

OGGETTO

DENUNCIA CONSEGUENTE A FATTI ILLECITI, VIOLENZE SESSUALI E PSICOLOGICHE, SUBITI DAL 1981 AD OGGI ANCORA, DA PARTE DI SACERDOTE MIO EX PADRE SPIRITUALE, DEL SEMINARIO VESCOVILE GIOVANNI XXIII DI BERGAMO.

Espongo e denuncio:

Io sottoscritto V. A., nato a Bergamo il 26.12.1970 e domiciliato in Via xxxxxx n°xx 20127 Milano, Tel. 366.xxxxxxx, mail xxxxxxxxxx@yahoo.it,  dichiaro di essere entrato nell’anno 1981 nel seminario Vescovile Giovanni XXIII di Bergamo per dedicarmi agli studi ecclesiastici con la fede e l’ardore che contraddistinguono un giovane credente di quella età ed una ritenuta vocazione per la vita sacerdotale.

Purtroppo però la  mia vita  è stata precocemente sconvolta dalle violenze sessuali subite nei primi due  anni di seminario, a opera dell’allora  mio padre spirituale Don A. B., poi deceduto nel luglio 2007 .

Ebbi a subire, fin dal mio ingresso in seminario e con  una frequenza pressoché quotidiana, pesanti  molestie da parte del richiamato sacerdote il quale le poneva in essere quasi tutte le notti entrando nella camerata che condividevo con altri ragazzi e almeno una volta la settimana nello studio dello stesso sacerdote ove venivano tenuti i colloqui personali con il padre spirituale.

Gli atti cui ci si riferisce sono chiaramente descritti (e qui si richiamano integralmente) nella relazione della D.ssa Alessandra Bramante, Psicologa e Criminologa clinica che  da  tempo mi ha preso in terapia e che ne ha valutato l’attendibilità delle sue affermazioni e la gravità della patologia che me ne è residuata  e alla successiva relazione di consulenza specialistica psichiatrico-forense redatta, dopo visita peritale, dal Dr. Marco Garbarini, specialista Psichiatra Perfezionato in Psicopatologia e Psicologia Forense.

Il mettere in atto molestie da parte del prete in questione verso bambini del seminario messi nelle sue mani da parte di famiglie ignare di tutto ciò , viene confermato dal manoscritto dell’ex vescovo di Bergamo Mons. R., che all’epoca della mia prima lettera raccomandata denunziante i fatti subiti, confermava anche che da parecchi anni si era venuto a sapere di quanto questo prete faceva nella sua vita, ma comunque proseguiva indisturbato e non punito nella sua attività pastorale.

Viene menzionata nella relazione psicologica una tale gravissima turbativa che mi ha lasciato un trauma pesantissimo che non mi ha portato a termine gli studi seminaristici abbandonando il seminario nel 1986, a 16 anni.

Viene inoltre descritta anche la mia successiva vita “laica” che è stata pesantemente turbata dai patiti anni di reiterate violenze subite con un continuo malessere malamente dissimulato ma sempre presente in ogni mia iniziativa  prima di studio e poi lavorativa, ma ancor più nei miei rapporti sentimentali.

Il malessere si è però pesantemente aggravato qualche tempo dopo attorno agli anni 2003-2004, quando, nel corso di un colloquio con mia  madre  che improvvisamente ed inaspettatamente mi chiese cosa mi fosse successo in Seminario, il ricordo  di quanto subito si è violentemente  quanto impietosamente riaffacciato alla mia coscienza e la stessa mia madre, mi disse che il motivo del mio abbandono del seminario, lei lo aveva intuito e per tutti quegli anni lo aveva tenuto sofferente dentro di sé.

Le violenze poste in essere all’interno del seminario,  per la loro gravità, a parer degli specialisti che hanno seguito il mio caso, di cui intendo espormi di persona senza assistenza legale  hanno sostanzialmente condizionato sin dall’inizio, ovvero a far tempo dal 1981, la mia vita affettiva e il mio equilibrio psicofisico  i cui risvolti veramente devastanti sono chiaramente evidenziati sia nella relazione della D.ssa Bramante stessa che in quella del Dr. Garbarini e che qui vengono allegate, sia per evidenziare la descrizione degli spregevoli atti di violenza messi in atto sulla mia persona  (all’epoca avevo undici anni) portati avanti per circa un biennio che per certificare la loro veridicità testata con professionalità dai qualificatissimi consulenti.

Dalla relazione del Dr. Garbarini, lo stesso  ha infine quantificato  la residualità del danno biologico riscontrata con valutazione medico/legale in ragione di un individuato disturbo post-traumatico da Stress Cronico Moderato, complicato da una patologica strutturazione della personalità valutabile in  un valore  che può arrivare fino al 25%  (venticinque per cento).

In merito alla ricostruzione storica e probatoria della vicenda faccio presente che una volta rivisitata nella mia mente tutta la vicenda nell’aprile del 2004  decido di scrivere e spiegare questo  mio tormento  interiore all’allora vescovo di Bergamo, Mons. R. che riscontra addolorato e mi invita  ad alcuni incontri presso la casa Vescovile di Piazza Duomo 4 Bergamo.

A tali incontri, nei quali viene sviscerata tutta la vicenda con la ricostruzione di quei drammatici momenti e con l’ammissione che  la cosa era venuta a conoscenza delle autorità ecclesiastiche che provvidero ad allontanare Don B. dal seminario trasferendolo in altre sedi ecclesiastiche, partecipò anche un allora mio Prefetto nel seminario , Don  A. L., con ruolo di segretario personale del Vescovo.

Inizia cosi una serie consistente di comunicazioni scritte e incontri, in merito alle molteplici mie richieste , di dar atto alla scomunica del sacerdote, che mai a nulla valsero. In quegli incontri, avevo inoltre, oltre che a sollecitare le mie richieste di scomunica,  prospettavo anche la mia ipotesi risarcitoria da parte dell’Arcivescovado/Curia/Seminario quale unico responsabile e mio tutore sia per coprire le spese dei trattamenti sanitari/psicoterapeutici cui  decisi  di sottopormi, sia in particolare,  per ristorare tutti i gravi patimenti che ebbi e che tuttora ho, oltre ai patimenti  vissuti dalla mia famiglia per tutti questi anni,  che all’epoca dei fatti, pensava di avere un figlio tra mura e mani sicure.

Purtroppo dopo la morte di Mons. R., avvenuta alla fine del 2009 ho interrotto la trattativa in corso con l’Arcivescovado di Bergamo , per poi riprenderle con il prelato sostituto Mons. Francesco Beschi, a Maggio del 2010 e dal quale non ho mai ricevuto risposta alcuna alle mie innumerevoli lettere raccomandate e tanto meno alle richieste risarcitorie avanzate da un legale all’epoca da me incaricato.

Un’unica riposta arrivò per tramite mail, da parte di un assistente legale dell’arcivescovado di Milano, (Avv. Mario Zanchetti ) che in seguito ad indagini fatte, rispose che nella diocesi di Bergamo e nel Seminario, nessuno ricordava nulla di queste vicende a parte aver preso visione di tutta la mia documentazione postale inviata dal 2004 al 2010 e pertanto non vi fù nessun incontro o qualsivoglia valutazione risarcitoria per i gravissimi danni subiti.

Prosegue un insistente e praticamente settimanale fino al mese di luglio 2011, invio di richiesta scritta al seminario Vescovile in persona del suo rettore Don Pasquale Pezzoli e alla curia in persona del Vescovo Mons. F. Beschi di incontro, al fine di  valutare la chiusura di questa vicenda.

Espongo richiesta scritta in particolare presso il seminario e in modo specifico al rettore Don Pasquale Pezzoli, in quanto lo stesso, all’epoca dei fatti era uno dei miei superiori e collaboratore con il Don B. e al corrente di tutto quanto succedeva. (di ciò vi è  testimonianza di un mio ex compagno non consacrato sacerdote e anche esso oggetto solo di tentata violenza, ma che esponeva all’epoca dei fatti a Don Pasquale Pezzoli, quanto il Don B. stava facendo su di lui e su altri suoi compagni tra cui me. Lo stesso don Pezzoli, rispose di stare zitto e non dire nulla perchè erano solo dicerie  e malelingue ).

Ad oggi, dallo stesso don Pezzoli, una banalissima telefonata ricevuta nel mese di Giugno 2011, nella quale mi disse che non sapeva nulla e non poteva fare nemmeno nulla, chiudendo poi rapidamente la telefonata stessa.

Proseguono cosi a parer mio e degli specialisti che seguono il mio cammino psicologico, le violenze sulla mia persona a livello psicologico, dettato dal più completo silenzio alle mie missive, creando in me ancor più dolore e sofferenza interiore, amplificando la non autostima verso me stesso e non permettendomi di vivere normalmente, se non con l’utilizzo in quantità ingenti di prodotti antidepressivi e psicofarmaci.

Dei fatti di cui alla presente  sono venuti a conoscenza, nelle varie fasi dello svolgersi della intera vicenda più soggetti che  indico come testi ai fini di espletare una corretta istruttoria probatoria.

In ogni caso proprio dopo la forzata quanto sofferta interruzione delle richiamate trattative ho ritenuto di ricontattare tutti i vecchi compagni di seminario e i sacerdoti che allora ebbero con lui contatti e che ritenevo, e ritengo tutt’oggi, a conoscenza dei fatti di cui è causa al fine di potere in questa sede documentarli offrendo le relative informazioni e/o relazioni concessemi durante questi vari incontri.

Pertanto io sottoscritto A. V.

Chiedo a questa  illustrissima Procura della Repubblica di Bergamo di precedere nei confronti di tutti i responsabili che verranno ravvisati e per la fattispece di reato ritenuto applicabile, anche con riferimento ai comportamenti omissivi di chi ne era a conoscenza e del relativo concorso ai reati.

Mi riservo di far valere nelle sedi competenti il diritto al risarcimento dei danni verso i responsabili ( Tra cui il Seminario Vescovile Giovanni XXIII ), quantificato in  € 788.175,00 a titolo di danno Biologico, oltre al danno morale e da quello subito  dalla mia famiglia pari a non meno di € 700.00,00, per un totale di € 1.488.175,00 fino alla data del decesso di Mons. R.. Oltre a quanto sopra, viene richiesto un’ulteriore risarcimento di danno morale pari a € 210.000,00 per violenza psicologica subita in questo lasso di tempo ove invano ho cercato di riallacciare i contatti con la Curia di Bergamo/Seminario, ricevendo in cambio solo ed esclusivamente ignobili e violenti silenzi.

L’importo totale di richiesta di risarcimento danni è pertanto pari a

 € 1.698.175,00.

Chiedo, inoltre, di essere avvisato al seguente indirizzo mail (xxxxxxxxxx@yahoo.it) in caso di richiesta di archiviazione ex art. 408 c.p.p. o di proroga delle indagini preliminari ai sensi dell’art. 405 c.p.p.

Indico a proposito di violenza psicologica quanto sotto                                                                                                                                           esposto.

Ci sono parole, comportamenti che nessuna legge punisce e che possono uccidere psichicamente una persona o almeno ferirla in modo grave e spesso irreversibile.


La provocazione continua, l’offesa, la disistima, la derisione, la svalutazione, la coercizione, il ricatto, la minaccia, il silenzio, la privazione della libertà, la menzogna e il tradimento della fiducia riposta, l’isolamento sono alcune forme in cui si manifesta la violenza psicologica.


Come si può definire la violenza psichica? È quella strategia che mira a uccidere, distruggere, annientare, portare al suicidio una persona, senza spargimento di sangue. La caratteristica fondamentale di questi comportamenti è la crudeltà esercitata dall’aggressore, il quale ben sa che lesioni fisiche o violenze sessuali potrebbero essere punibili come reato.

Le strategie che mette in atto chi decide di annientare un essere umano sono molto subdole e mirano prima di tutto ad anestetizzare la vittima designata in modo che non possa reagire.

Come mai ? Non è forse complicità questa? La vittima chiede anche alla procura di accertare le responsabilità alle quali si sono sottratti una notevole serie di prelati. “la chiesa accusa noi vittime di fare di tutta l’erba un fascio”, purtroppo i meccanismi di criminale omertà utilizzati dalla Chiesa coinvolgono tutti i preti, lo dimostra il fatto che in tutti i casi, “TUTTI SANNO MA NON ESISTE UNA DENUNCIA DA PARTE DI PRETI O VESCOVI IN TUTTO IL MONDO”.

INVITO INOLTRE QUESTA ILLUSTRISSIMA PROCURA DELLA REPUBBLICA A VOLER SOTTOPORRE  I SEGUENTI QUESITI ALLE PERSONE DA ME SOTTO/ELENCATE, QUALI TESTIMONI E / O PERSONE INFORMATE DEI FATTI:

                    Testi con relativi capitoli di prova

 1.  Don A. L. segretario personale del Vescovo Mons. R.:

  • Vero che negli anni ottanta è stato il prefetto del Sig. A.V. nel Seminario di Bergamo?
  • Vero che lei negli anni 81/82/83 era venuto a conoscenza del fatto che Don B. era indicato come autore di molestie sessuali su giovani  seminaristi ?
  • Vero che dal 2004 lei è venuto a  conoscenza che il sig. A. V. stava sottoponendo alla curia di Bergamo la sua posizione in merito alle molestie sessuali subite negli anni ottanta ?
  • Vero che era per cui a conoscenza che l’allora vescovo R. e il Don P. stesso, erano a conoscenza dei fatti di molestie e violenza ?
  • Vero che lei ebbe  , nel corso del 2004,   un colloquio con il sig. A.V. ed il suo legale Matteo Pagani su espresso incarico ricevuto   dell’allora vescovo Mons. R. per verificare  fatti  e circostanze che lo stesso A.V. lamentava come ricevute violenze e molestie sessuali  da parte di Don B. nel corso del periodo trascorso presso il Seminario di Bergamo ?
  • Vero il A.V. ebbe più colloqui nel corso degli scorsi anni con il Vescovo di Bergamo Mons. R. nella casa vescovile al fine di discutere delle vicende sopra richiamate    e in due occasioni venivano versate al sig. A.V. in contanti Euro 10.000 quale anticipo del risarcimento che lo stesso Vescovo si era impegnato a fargli riconoscere ?

2. Don G. A.

  • Vero che negli anni ottanta frequentava il Seminario di Bergamo con  il sig. A.V. sia pure in sezione diversa?
  • Vero che era a conoscenza del fatti che Don B. molestava sessualmente alcuni giovani seminaristi o per lo meno che il soggetto in questione faceva cose strane di notte nelle camerate dei seminaristi?
  • Vero che sapeva del fatto che il Don P. P. era a conoscenza di quanto accadeva in quegli anni e in particolare delle molestie messe in atto da Don B. ?
  • Vero che anche lei ebbe la sensazione di tentativo di molestia da parte dello stesso prete durante un colloquio, quando lui le accarezzò il collo della maglia che indossava e che riferi al Sig. A.V. questa cosa nell’incontro tenutosi qualche mese fa con lei ?
  • vero che una sera sentì una conversazione nella sala degli educatori e superiori ove erano presenti M. M., Don B. F., Don P. P. e tutti i prefetti che parlavano di quanto stava accadendo in relazione alle molestie poste in essere da Don B. ?

     3. Don P. S. e Don P. R.

  • Vero che sin dall’epoca dei fatti ( 1981/1982/1983 ) eravate al corrente del comportamento tenuto da Don B. in quanto riferitovi ciò dall’allora compagno G. A. ?
  • Vero che sapeva del fatto che il Don P. P. era a conoscenza di quanto accadeva in quegli anni e in particolare delle molestie messe in atto da Don B. ?

     4. Don P. M.

  • Vero che lei è stato compagno episcopale di Don B. recentemente prima della sua morte?
  • Vero che è a conoscenza del fatto che alcuni seminaristi lamentarono molestie ricevute da Don B.?
  • Vero che lei sostenne poco tempo fa con un collega prete che il suo compagno Don B. era comunque una brava persona anche se aveva questo piccolo difetto ?
  • Vero che sapeva del fatto che il Don P. P. era a conoscenza di quanto accadeva in quegli anni e in particolare delle molestie messe in atto da Don B. ?

 6. A. C.

  • Vero che Don B. con lei ebbe a porre tentativo di molestie a carattere sessuale alle quali lei si oppose ma che tanto la turbarono ?
  • Vero che in relazione a tale comportamento lei ebbe ad abbandonare il Seminario in maniera notevolmente traumatica trasferendosi persino all’estero?
  • Vero che era al corrente del fatto che  Don B.   teneva analogo comportamento anche con altri giovani seminaristi ?
  • Vero che sapeva del fatto che il Don P. P. era a conoscenza di quanto accadeva in quegli anni e in particolare delle molestie messe in atto da Don B. ?

7. V. L. e V. M.

  • Vero che negli anni 80, durante la vostra frequentazione del Seminario di Bergamo siete venuti a conoscenza di molestie sessuali che  Don B. poneva in essere nei confronti  di giovani seminaristi ?
  • Vero quando di tali fatti avete reso edotti i vostri educatori vi veniva riferito di non parlarne con altri e che erano solo malelingue ?

  8. Mons. M. M. e Don F. B.

  • Vero che all’inizio degli anni ottanta lei rivestiva il ruolo di  “superiore”  nella sezione delle scuole medie del Seminario di Bergamo dove il A.V. frequentava e il Don B. aveva ruolo di padre spirituale ?
  • Vero che a lei era giunta notizia di lamentate molestie sessuali ad opera di   Don B. sin dal 1981/82/ ?
  • Vero che sapeva del fatto che il Don P. P. era a conoscenza di quanto accadeva in quegli anni e in particolare delle molestie messe in atto da Don B. ?

  9. Mons. P. P.

  • Vero che lei all’epoca dei fatti era un superiore/insegnante nel reparto delle scuole medie ed era venuto a conoscenza di quanto accadeva di notte e di giorno ad alcuni giovani seminaristi o meglio che venivano molestati da Don A. B. ?
  • vero che un certo bambino alunno e seminarista di nome C. D., venne da lei a riferire che il Don B. aveva provato a molestarlo e che molestava altri suoi compagni e lei rispose in duro modo che erano male/voci e comunque doveva stare zitto e non dire nulla perchè non era vero mentre invece ne era perfettamente a conoscenza ?
  • Vero che in tutti questi anni lei ha sempre saputo cosa combinava nelle varie parrocchie ove veniva mandato/spostato il Don B. ? ( non è mai stato allontanato dall’attività Pastorale e in ogni luogo ove ha prestato servizio immancabilmente adescava e molestava qualche bambino )

            10. Sig. C. D.

  • Vero che durante la sua permanenza in seminario negli anni 1981/82 venne operato di appendicite e in degenza trasferito presso l’infermeria del Seminario di Bergamo ?
  • Vero che durante la sua degenza il suo padre Spirituale Don A. B. gli venne a far visita e prese la scusa di voler vedere la sua ferita per tentare di abusare di lei, vista la posizione della ferita ?
  • Vero che informò di quanto sopra il superiore Don P. P. e lo stesso in modo duro le riferì di stare zitto e non dire nulla perchè non era assolutamente vero e se lo era solo immaginato ?
  • Vero che riferì  anche di sapere che lo stesso prete faceva queste cose anche su altri bimbi e lo stesso le rimproverò di nuovo di stare zitto che erano solo male/lingue ?

    11. D.ott.ssa Alessandra BRAMANTE :

  • Riferisca sulle risultanze della valutazione peritale che si produce a sua  firma e su quanto ha riscontrato sulla personalità del Sig. A.V. e riferisca sul fatto che lo stesso è da tempo in cura con psicoterapia presso il suo studio .
  • Si richiede inoltre che  venga disposta una consulenza tecnica al fine di valutare l’attuale stato psicofisico dell’attore e la quantificazione del danno biologico in relazione al patimento psichico causato dai fatti di cui è causa .

      Allego mediante deposito in cancelleria la seguente documentazione:

1.   Perizia medico/legale  rilasciato dal dott. Marco Garbarini – psichiatra con specialità in psicologia forense ;

2.   Relazione clinica della D.ssa Alessandra Bramante – psicologa e criminologa clinica

3.   Dettaglio storico corrispondenza intercorsa con il precedente Vescovo di Bergamo mons. R. inviata per tramite raccomandata al vescovo attuale Mons. Francesco Beschi.

4.   Unica riposta ricevuta via Mail da Avv. M. Zanchetti per conto Curia.

5.   Lettere raccomandate inviate al Rettore del Seminario e al Vescovo Mons. Francesco Beschi fino ad oggi e alle quali non è seguita alcuna risposta.

    Distintamente

    A. V.


1) 
Allego prima di concludere, il testo di 2 lettere inviate dal Vescovo R. alla Vittima A.V. emerge come sempre l’indifferenza della chiesa, la contraddizione di frasi fatte e disoneste, che non escono dal cuore.

Bergamo 24 Agosto 2004

Ho letto il suo scritto con dolore e sconcerto per le sue vicende passate e per la sua sofferenza presente.Egregio sig. A. “riporto come da testo originale, non mette neppure il cognome della vittima”

Mi sento profondamente addolorato per l’origine di questa dolorosa situazione da me non conosciuta.

A nome di tutti le chiedo scusa e le prometto di ricordarla nelle mie povere preghiere perchè possa raggiungere la serenità sperata.

Se lo ritiene utile la incontrerei volentieri. Le garantisco che da diversi anni, cioè da quando si è conosciuto qualcosa, la persona da lei indicata è stata messa in condizione di non aver più contatti con i ragazzi.

Con profonda e sincera partecipazione alla sua sofferenza la saluto cordialmente e le auguro giorni più sereni.

+ R.

2)

Gentilissimo Sig. A.

Quindi non c’e’ nessuna motivazione particolare ma l’impossibilità fisica di sedersi alla scrivania .le chiedo scusa per non aver risposto al suo scritto del 30.11.2004: sono stato travolto da moltissimi impegni che mi hanno reso impossibile di rispondere a molte lettere.

Ancora chiedo perdono.

Sono contento di poterla incontrare anche se dovremo collocare tale incontro dopo il 6 aprile.

Infatti i prossimi giorni sono già completamente occupati dagli impegni pastorali legati alla Pasqua.

In più il 30 di marzo partirò con un gruppo di sacerdoti per un pellegrinaggio. Lei telefoni al mio segretario Don Alessandro Locatelli ( 035.xxxxxx ) per concordare la sua visita con le mie possibilità.

La ricordo nelle preghiere perchè la Pasqua doni speranza e serenità al suo cuore tormentato. Saluti e auguri di buona pasqua.

Bergamo 15.Marzo 2005

+ R.

Savona: Riconosciuta piena responsabilità del Vescovo Lanfranconi nel favoreggiamento di crimini sessuali su minori

UNA SENTENZA SENZA PRECEDENTI!!

PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIA VIENE RICONOSCIUTA LA RESPONSABILITÀ DI FAVOREGGIAMENTO NEL REATO DI CRIMINI SESSUALI DI UN VESCOVO DELLA CHIESA CATTOLICA, UN DIPENDENTE DALLO STATO ESTERO DEL VATICANO.

LA FONDAZIONE PROTEJE A TUS HIJOS, SOLIDALE A FRANCESCO ZANARDI E ALL’ASSOCIAZIONE L’ABUSO,  SI ASPETTA LE DIMISSIONI DEL PRESULE E IL RISARCIMENTO ALLE VITTIME.

Comunicato stampa.

Addì 08/05/12 ore 13,40

Una sentenza storica quella nei confronti Dante Lafranconi, per la prima volta in Italia la magistratura savonese argomenta con ben 6 pagine di ordinanza (allego Copia) i crimini dei preti pedofili savonesi e dei vescovi che li hanno coperti, come Dante Lafranconi che non solo ha permesso ma anche alimentato le perversioni sessuali di almeno due sacerdoti pedofili, non curandosi minimamente dei minori che frequentano il clero, ma curandosi solamente del fatto che i criminali potessero continuare a fare i preti e che nessuno ne parlasse con l’unico scopo di non infangare la chiesa, una multinazionale in nome di Dio.

Anche in Italia arriva, grazie a questa ordinanza storica, la prima nel nostro paese, forse la soluzione per evitare che la chiesa cattolica continui a proteggere, nascondere e difendere dei deviati mentali.

È triste dirlo ma con la chiesa occorre “il bastone e la carota” per mettere fine ai crimini sessuali commessi dal clero. La chiesa a partire dal Papa, dal presidente della CEI e così via,  ha dimostrato il più totale disinteresse anche solo nel limitare i casi di pedofilia e malgrado questa sentenza, il vescovo di Savona continua a lasciare altri preti pedofili a contatto con i minori.

Il motivo? Sono reati prescritti e quindi la magistratura non può procedere.

Ma la pedofilia è una devianza della personalità, non va in prescrizione e non si cura, anzi peggiora con l’avanzare dell’età quindi, con maggior attenzione, questi pervertiti in abito talare continueranno nella loro opera.

Mettere mano al portafogli della chiesa pare l’unico strumento che possa far sì che la chiesa intervenga.  I corsi antipedofilia della Diocesi di Savona confermano in pieno questo disegno, in realtà la chiesa con quei corsi tutela solo se stessa, non attua alcun provvedimento preventivo o di soccorso nei confronti delle decine di vittime che ha seminato in questi ultimi 32 anni, nessuna assunzione di responsabilità, malgrado ciò che è emerso.

Vi lascio alla lettura del decreto di archiviazione del giudice, è palesemente chiara la grave responsabilità del Lafranconi, ma non procedibile causa prescrizione, a mio avviso doverose le dimissioni del presule.

Da notare anche che la prescrizione non avrebbe avuto effetto se Lafranconi avesse voluto uscire con chiarezza da questo vergognoso scandalo ai danni di minori, avrebbe potuto chiedere al GIP di proseguire fino alla sentenza ma i troppi scheletri nell’armadio non glielo hanno permesso.

L’attuale Vescovo di Savona Vittorio Lupi ha sempre sostenuto l’estraneità ai fatti della Diocesi di cui è a capo, malgrado la documentazione ritrovata dagli investigatori nella sua cassaforte. La magistratura, invece conferma tutte le responsabilità.

Come portavoce delle vittime savonesi chiedo che la Diocesi di Savona intervenga al più presto e a proprie spese nel soccorrere le vittime, molte già ben note al presule. Credo che questa assunzione di responsabilità sia il minimo che la chiesa si debba assumere anche in virtù delle responsabilità educative che ha nei confronti dei milioni di minori che frequentano il clero e le sue attività, anziché infangare le vittime, i testimoni e spesso anche la magistratura.

L’associazione annuncia per i prossimi giorni ulteriori iniziative utili a sensibilizzare la comunità savonese e cremonese sulla gravità di ciò che è accaduto e sulle indiscutibili responsabilità della Diocesi.

Doveroso ringraziare per l’integrità morale e per il senso di giustizia la Dott. Fiorenza Giorgi, la Dott. Alessandra Coccoli e il Dott. Giovanni Battista Ferro insieme agli investigatori che hanno lavorato a 360 gradi su questo caso. Un ringraziamento particolare anche al Dott. Carla Corsetti la quale si è presa in carico, con molta responsabilità e a titolo gratuito l’intera vicenda.

Francesco Zanardi

Portavoce Rete L’ABUSO

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.

.

Atti della magistratura:

documento 1 : documento n. 1

documento 2 : 

documento 3: 

documento 4: 

documento 5: 

documento 6: 

“IL MISTERO DELL’ INIQUITÀ”

APOSTOLO JOSÉ LUIS DE JESÚS MIRANDA

GESUCRISTO UOMO

19 di febbraio del 2012

 

 

Il tema è “Il mistero dell’ iniquità”.

Seconda carta ai Tessalonicesi, capitolo 2, versi 7 e 8. Questo mistero è cominciato già duemila anni fa. Dice:

 

“Perche è già in atto il mistero” di cosa? “dell’iniquità.”

Di cosa? Dell’iniquità!

Una cosa è il Mistero della Pietà, quando Dio è stato manifestato, in cosa? In carne. Ma questo è il “mistero dell’ iniquità.”

Dice:

“…solo che c’è chi ora lo trattiene…”

Noi ci immaginiamo che quello che lo stava trattenendo era lo stesso Paolo, la presenza di Paolo, perchè Paolo era vivo. E quindi Paolo non gli permetteva di avanzare perchè il messaggio di Paolo era chiaro e, di fatto, li stava smascherando.

Dice:

“…ora c’è chi lo trattiene, fino a che lui  lui: questo è personale “fino a che lui, a sua volta, venga tolto di mezzo.”

 

Sta parlando di Pietro. Cominciamo dal primo verso di questo capitolo perchè vediate. Verso 1. 

“Ma rispetto alla venuta del nostro Signore Gesucristo e alla nostra riunione con Lui,  vi preghiamo, fratelli, di non lasciarvi muovere facilmente dal vostro modo di pensare, nè vi confondiate, nè a causa di spirito, nè per parole, nè per una lettera fatta passare come nostra…”

                                                                                                                

Come dire che Paolo sapeva già che Giovanni avrebbe scritto, Pietro avrebbe scritto, Giacomo avrebbe scritto, e vi mostrerò più tardi come hanno scritto.

 

“…nel senso che il giorno del Signore è vicino. Nessuno vi inganni in nessuna maniera, perchè quel giorno non verrà se prima non sia venuta l’apostasia…”

 

In altre parole l’apostasia, la mancanza di fede, è ciò che avrebbe rivelato che era il tempo.

“…e si manifesti l’uomo del peccato…”

Cosa significa “l’uomo del peccato”? È un uomo o più uomini che insegnano che il peccato è ancora vigente.

 

“…l’uomo del peccato, il figlio della perdizione, il quale si oppone e s’innalza contro tutto ciò che si chiama Dio o è oggetto di culto, tanto che si siedea Roma “facendosi passare per Dio.”

Verso 5. Adesso guarda come parla Paolo:

 

“Non vi ricordate che quando io stavo

ancora con voi, vi dicevo questo? E adesso

voi sapete cosa lo trattiene al fine che,

a suo debito tempo, si manifesti.

 

Perchè è già in atto il mistero dell’iniquità,

solo che c’è chi ora lo trattiene

fino a che lui, a sua volta, venga tolto di mezzo.

 

 E poi si manifesterà quell’iniquo,

che il Signore ucciderà con lo spirito della Sua bocca

e lo distruggerà con lo splendore della Sua venuta.”

 

Guarda, questo è ciò che sono io: lo splendore è qualcosa che illumina, che sta illuminando, “lo splendore della Sua venuta”.

E lo stiamo portando alla luce perchè, per la prima volta, la gente viene a sapere che già non c’è peccato.

Quindi, come si è manifestato questo mistero? Ebbene, si è manifestato per mezzo di quelle carte delle quali Paolo ha detto: “Guardate, fate attenzione, nè per uno spirito” ossia: nè sentendo parlare “nè per una carta come se fosse nostra.”

Per esempio, andiamo a vedere la Prima carta di Giovanni capitolo 1, nel verso 8, perchè voi possiate vedere come parlava Giovanni.

Osserva quello che chiamano “il vangelo di Giovanni”, cioè il libro storico di Giovanni, che sono state delle scritture corrette ma poi, quando Giovanni ha continuato a scrivere, ha scritto le lettere alle quali si riferiva Paolo quando ha detto: -“Nè per carta come se fosse nostra ma che non è nostra. Arriveranno delle lettere che scriveranno e che verranno unite alla Bibbia”-.

Adesso, osserva come parla Giovanni. Evidenza! Pensa, benedetto:

“Se diciamo che non abbiamo peccato, inganniamo noi stessi e

la verità non sta in noi.”

Ascolta questo: Ascolta! “Se diciamo…”.  Ascoltami bene! “Se diciamo che non abbiamo peccato…” cosa stava facendo Giovanni lì? Stava calpestando il sangue di Gesucristo, perchè Giovanni il Battista aveva detto: “Ecco l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo…”!

Ebbene, è morto e lo ha tolto!

Poi Paolo dice che noi siamo morti al peccato. Non è così?

E quindi, andiamo a vedere -per spiegare a chi ci sta visitando e a chi ci vede in internet- quello che è successo con il peccato: prima la lettera ai Romani 10: 4 e poi la lettera ai Romani 7:8, perchè tu veda come è morto il peccato.

Lettera ai Romani 10:4

“…perchè la fine della legge è” chi? “Cristo…”

La fine della legge di Mosè: quando Cristo muore paga Mosè, paga la legge.

L’ha pagata, sì o no?

Quindi, la legge ha avuto la sua… cosa? La sua fine.

Adesso, guarda quello che dice la lettera ai Romani 7:8.

“Ma il peccato, prendendo occasione dal comandamento…”

Com’è che entra il peccato? Per mezzo del comandamento.

“…ha prodotto in me ogni sorta di desideri: perchè senza la legge il peccato è” cosa? “morto.

Pensa benedetto! Tu mi stai seguendo?

Dice: “Perchè senza la legge…” cos’è successo alla legge? Che Cristo le ha posto, cosa? Fine.

Poi dice: “Perchè senza la legge il peccato è…” come? “morto” !

Quindi, se dici come Giovanni: “Se diciamo che non abbiamo peccato facciamo di lui un bugiardo” cosa stai facendo tu? Stai eliminando tutto il lavoro di Gesucristo.

Questi apostoli erano dei banditi! Questi apostoli dicono: -“Oh, Gesucristo…”-… tu hai visto questi preti che dicono: -“Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Oh, Cristo benedetto, il nostro amato Cristo!”- e il papa lì con una croce: -“Oh, come amano Cristo! Guarda come si gettano sulle ginocchia!”- ma poi amano la statuetta e dicono: -“Ma passi a confessare i suoi peccati!!”- poi, allo stesso tempo, lo stanno negando.

È per questo che è il “mistero dell’iniquità”. C’è iniquità nel tema.

(Applausi).

È come se io ti dicessi: -“Guarda, qui c’è una famiglia che ha perduto la sua casa, c’è stato un incendio e io voglio che passi di qui, io voglio dargli un assegno di centomila dollari per aiutarli”-.

E viene la famiglia con tutti i bimbi che piangono e quindi io arrivo e gli presento l’assegno e, bene, loro piangendo: -“Grazie, grazie”- e poi, quando arrivano alla banca, l’ assegno è scoperto!

Ebbene, questo è quello che loro fanno. Dicono: -“Oh, Cristo…”- e viene il papa con la croce addosso e tutte le suorine e tutti i preti e poi ti celebrano una messa.

Tu sai che cos’è una messa? È un ricordatorio di peccati, è una bestemmia!

Quindi, quando tu vai al confessionario a parlare, a dire scemenze, stupidaggini:

-“Sì, figlioletto mio, e che cosa hai fatto?”-

-“Ah, bla, bla…”-

-“Sì, che altro?”-

-“Aaaah. (Bla, bla, bla…)”-.

-“Ok, tre ave marie…”-

questo è un inganno perchè tu stai parlando ad un uomo e il peccato già non esiste. Dio ti ha già perdonato prima di arrivare a quel cassone (il confessionario).

Sveglia benedetto! Ascolta Telegracia, non lasciarti più ingannare!

(Applausi).

Ascolta, Città del Vaticano, entra adesso, entra ad investigare:

Non potrai contro questo!

Sì. Loro sono sopravvissuti duemila anni perchè i protestanti gli criticano solo gli idoli e le statuine e loro dicono:-“No, noi le teniamo lì come adorno”- e si sono difesi bene.

Ma con questo non si potranno difendere, perchè questo è la Bibbia! Questo è il Vangelo. Questo è stare dando onore al sangue di Gesucristo.

Siamo indistruttibili! A me nessuno tapperà la bocca. Nessuno! Non possono perchè ho evidenza biblica.

Persino uno stupido si rende conto del fatto che io ho ragione!

(Applausi).

Guarda, persino una persona che non crede in noi, se mi ascolta un pochino dice:

-“Guarda, io non sono d’accordo con il “man””, con questo “man”, come dicono in Colombia, “the man”: -“Io non sono d’accordo ma, ragazzo, quello che dice lui è verità”-. Ascolta, chiunque abbia due dita di fronte, dice: -“Questa è la verità”- perchè se Cristo muore, mette fine alla legge e il potere del peccato sta nel fatto che ci sia legge. Cristo muore e paga Mosè: -“Ok, Mosè, sei soddisfatto?”-

-“Sì, no, già, già, con la morte sono soddisfatto…”-

-“Ok, ebbene, fatti da parte Mosè, la legge è abolita”-.

Un nuovo patto senza la legge di Mosè, dove resta il peccato? Morto.

Dì: IL PECCATO È MORTO.

Dì: IO NON SONO NESSUN PECCATORE. DI PIÙ, IO NON SONO MAI STATO IN PECCATO.

ABBA!… Woooowwww, ascoltaaaaaaaaa! (Ovazione).

È il momento di smettere di abusare delle nazioni, con la gente poverina. Tu sai il sollievo che riceve una famiglia che dice: -“Non c’è peccato?  Ossia che Cristo non mi vede in peccato, non mi ha mai visto in peccato?”-

Guarda benedetto, ascoltami bene: il peccato è stato tolto duemila anni fa. NON ci sono peccatori da duemila anni.

E sempre l’ignorante mi dice: -“Ah, e i crimini e i ladri?”-

Se tu rubi, vai in carcere. Se commetti un crimine, vai in carcere. Quello che la fa la paga, quello che semini raccogli, Ma, Dio non può tirare indietro la Sua parola e chiamarti peccatore per questo, perchè per presentare una giustizia, stai invalidando il sacrificio del sangue di Gesucristo.

(Applausi).

Così mi ha detto l’artista colombiana, Sofia Vergara. Io le ho presentato questo dettaglio e lei mi dice: -“No, no, no, così chiunque (si salva). E dove stanno i peccatori e gli abusatori di Los Angeles, California?”-

-“Ebbene, stanno precisamente lì, in Los Angeles, California”-. 

-“Sì, però, dove sta Dio lì?”-

-“Dio sta dove deve stare… sull’aereo con te…”

(Applausi).

Fai attenzione, noi stiamo trattando con gente ignorante, che non conosce la Bibbia. Quello che loro sanno dire è: -“Alleluia, gloria a Dio, Signore perdonami, abbi misericordia, Paparino…”- e dicono mille cose ma sono gente ignorante. Includendo i pastori, i papi, i reverendi, i teologi, questi sono i più stupidi, i peggiori sono loro.

Quindi, Roma è la madre del mistero dell’iniquità.  La cosa peggiore che sia esistita in questo mondo è questo vaticano. Questo deve terminare! È da lì che è uscita tutta la menzogna alle nazioni, per questo ci sono delinquenti.

Guarda: tu insegni questo ad un bambino, nonostante quella gente dica che io sono un bugiardo, che insegno spazzatura, che lavo il cervello con menzogne, guarda, quello che io insegno, poni ben attenzione, prendi un bambino da piccolo e guarda: puoi giurare su tua madre o tuo padre, su quello che tu vuoi giurare, che questo bambino non diventerà mai un delinquente, mai. (Applausi).

Si possono chiudere persino le carceri. Di più: persino la furia di un pitbull, gli fai così: -“Benedetto, stia quieto!”- persino gli animali cambiano, come non va a cambiare un essere umano.

Guarda, il problema del crimine è il papato. Il problema della delinquenza è il papato. Il problema del fatto che tu debba stare inviando denaro ai tuoi familiari, nel paese che sia, perchè là non ci sono dollari perchè tutto sta danneggiato, chi è il colpevole? Il papato è il colpevole. Perchè se Paolo avesse potuto continuare ad insegnare, tutto il mondo sarebbe prospero.

Guarda, Paolo insegnava: “Già conoscete la grazia del nostro Signore, che essendo ricco si è impoverito per farti ricco con questa povertà…” vuole dire che se Paolo avesse potuto continuare ad insegnare così, -e fossero state raccolte le semine come si raccolgono qui, spiegando-, non ci sarebbe stata povertà nel mondo.

E quindi, i paesi più stupidi sono i più danneggiati perchè sono senza denaro, sono senza soldi, stanno soffrendo, hanno guerriglia, hanno problemi, hanno delinquenza e non sanno che il problema è il papato, il cattolicesimo romano. Tu non vedi che loro hanno calpestato il sangue di Gesucristo, lo hanno considerato immondo.

Guarda come dice Giovanni: “Figlioletti, se diciamo di non avere peccato, facciamo di Lui un bugiardo…” e quindi, una persona religiosa dice: -“Ascolta, che onesto è questo apostolo, l’apostolo Giovanni. Sì,io sono un peccatore”-.

Ma ti stai dimenticando della giustizia di Dio, che Lui è morto perchè tu non dica questo.

Guarda, io so che tu sai questo, ma ci sono persone che necessitano ascoltarlo, lettera ai Romani 5:18.

Andiamo a vedere se le visite o le persone che stanno qui per la prima volta sintonizzando la nostra emittente, si rendono conto e possono vederlo. Io non so perchè noi vediamo questo tanto chiaro e questi benedetti non so che cos’hanno negli occhi?

Sono ciechi o io non so che cos’hanno nella vista o nell’intendimento, ce l’hanno congelato. Sembra che di notte lo mettono nel congelatore e gli esce congelato, non lo so, cosa succede a questa gente?

Come possono chiamarmi falso se io parlo tanto chiaro! Sembra che si stia compiendo quello che Cristo dice: “Hanno occhi ma non vedono, hanno orecchie ma non sentono, sono come gli idoli”.

Guarda, solo Paolo parla in questo modo, guarda quello che dice:

“Così che…”

Concludendo, e se tu sapessi quello che dice prima di questo, perchè questa è una conclusione. Dice:

“Così che, come per la trasgressione di uno” Adamo, questo è Adamo “è venuta la condanna” a quanti uomini? “a tutti gli uomini…”

Uno per tutti, corretto? Guarda come Dio somma: Uno sbaglia, gli altri sbagliano.

Come le fotocopiatrici, l’originale è cattivo e tu dici: -“Fammi cinquecento copie”-. Se la prima è cattiva sono cinquecento fogli buttati via. Se la copia è buona, sono cinquecento copie che sembrano originali. Che tu sai che a volte tu fai copie che devi appartare l’originale perchè ti si può perdere l’originale nel mucchio.

Ebbene se per uno, Adamo, è venuta la condanna a tutti gli uomini, ascoltami benedetto, guarda:

“Nella stessa maniera” nella stessa maniera, cosa? “per mezzo della giustizia di Gesucristo è venuta a tutti gli uomini la giustificazione” di cosa? “di vita.”

Andiamo a leggere il verso 19.

“Perchè così come per la disobbedienza di un uomo molti sono stati costituiti peccatori, così anche per l’obbedienza” di tutti noi? Di quanti? di uno i molti saranno costituiti giusti.”

Vuole dire, benedetto, ascolta questo, quando qualcuno nasceva prima che Cristo morisse, fosse anche Maria, fosse anche la donna, l’uomo, il profeta; prima della morte di Cristo tutti erano peccatori. Mosè era un peccatore, Davide era un peccatore, i dodici profeti minori erano peccatori, i cinque maggiori, i giudici, Maria, la madre di lui stesso era una peccatrice.

È per questo che lei ha detto: “La mia anima gioisce in Dio, il mio Salvatore” perchè lei ha dovuto salvarsi. Quindi tutti, a meno che fossero di un altro pianeta o io non so cosa ma tutti erano peccatori. Ma quindi, la sapienza sta nell’osservare la maniera.

Quindi dice: -“Ok, uno lo ha danneggiato, tutti hanno peccato fino alla croce”-. Ma poi dice: -“Nella stessa maniera…”- …tu cambi questa maniera e non ti chiami cristiano. Tu cambi questa maniera e devi chiudere la tua chiesa e devi scendere da quel pulpito.

Perchè se tu cambi la maniera, la maniera dice che nella stessa forma come uno lo ha danneggiato, l’altro l’ha sistemato. Vuole dire che da duemila anni i bambini nascono salvi. Tutti!

Tutti!

Ma siccome non glielo dicono…

(Applausi).

Io non so se a te succede come a me, mia mamma stava sempre :

-“Devi fare la prima comunione”-.

-“Ahi mami, è che bisogna imparare un sacco ci cose”-.

-“Devi fare la prima comunione”-…

 

Ah, e: -“…bisogna battezzare il bimbo, perchè se muore senza battesimo”- quando il bimbo è salvo, il bimbo è giustificato, ha giustificazione di vita. Perchè la malvagità, l’iniquità sta nell’ignoranza. La malvagità sta nel mentire a una persona e non dirle la verità sull’argomento.

E quindi, ebbene, la mamma cerca di portarlo dal prete e di battezzarlo e che faccia la prima comunione, e comincia con le cosine, a farsi il segno della croce e a baciare… pssh!…i novenari. E il  bambino comincia ad avvelenarsi.

E poi:-“Guarda che devi comportarti bene, che devi fare questo, che devi stare attento alle droghe”- e quindi il ragazzo comincia ad entrare in un circolo di menzogna, e una menzogna lo porta ad un’altra menzogna e quando vai a vedere il bambino, gli è venuto fuori confuso, deformato.

E poi, tu vai dal padre:-“Padre, preghi per il mio bimbo”-

-“Ahi, sì, pregherò per lui!”- ed è il prete lì quello che sta confondendo.

Mistero dell’ iniquità: sono iniqui. Se ti suona duro quello che io dico, io te lo devo dire così, perchè non te lo dico morbido. Questo è un tuo problema perchè tu sei un pauroso, hai spirito di timore e temi che ti perseguitino ma la verità è la verità.

Paolo ha detto: “Nel tempo e fuori dal tempo. Predica la verità nel tempo e fuori dal tempo” e se non te lo diciamo così… immaginati! Questo è un mondo danneggiato.

Guarda, io sto lavorando con 2.000 anni di ritardo, sono 2.000 anni di ignoranza. Abbiamo già raggiunto moltissimi paesi ma dobbiamo continuare a raggiungerne. Abbiamo già centinaia di cavi (televisione via cavo -ndt) che scaricano il segnale ma abbiamo bisognodi altri mille. È un lavoretto, immaginati, sono 20 e tanti anni in questo argomento, lottando contro 2.000 anni.  20 contro 2 mila, e bisogna lavorare anche se ci sono grandi preoccupazioni nel mondo.

L’ alternativa del mondo sta in questo Ministero. Osserva, quanto è importante la tua collaborazione qui, quanto è importante la tua presenza, il dare tu testimonianza di questa parola.

Ti hanno mentito.

Osserva una delle cose, per intendere bene il vangelo, andiamo a vedere ancora un altro errore di questi apostoli della circoncisione. Guarda quello che dice la Seconda carta di Giovanni 1:9.

Presta molta attenzione a quello che stai leggendo, non leggere così per leggere. Studia. È per questo che ti hanno portato qui, per questo ti hanno messo in Telegracia, a guardare questo canale, perchè tu intenda quello che stai ascoltando, perchè se no dirai:

-“Ah! Io ho visto questo!”-.

-“E cos’è successo?”-

-“Ah no, no. Uno dei tanti”-.

No, no, no. Questo non è uno dei tanti, questa è l’ alternativa. Stiamo trattando con ciò che salverà il mondo.

Guarda quello che dice Giovanni. Prestami bene attenzione, che questo sembra molto religioso e molto pietoso.

“Chiunque si perde…”

Perchè già loro stavano perdendo gente, perchè Paolo era presente e quindi loro dicevano: -“Quelli che stanno con Paolo sono perduti”-perchè non avevano la dottrina della quale lui parlava. Ascolta questo:

“Chiunque si perde e non persevera nella dottrina di Cristo, non ha Dio; colui che  persevera nella dottrina di Cristo, questo sì ha il Padre e il Figlio…”

Già lo ha diviso in due pezzi lì. Ma ascolta questo, dice: “colui che persevera nella dottrina di Cristo.” Tu ti ricordi di questo?

Dì con me: “Colui che persevera nella dottrina di Cristo”.

Adesso andiamo dall’Apostolo Paolo, l’Apostolo inviato a noi, i Gentili: lettera agli Ebrei capitolo 6, verso 1. Giovanni dice che bisogna perseverare in questa dottrina.

Adesso, osserva quello che dice Paolo:

“Pertanto, lasciando già i rudimenti della dottrina di  Cristo…”

Quindi Giovanni dice: “Persevera in essi”. E Paolo dice: “Lasciali”.

Ma osserva come parla Giovanni, è per questo che Paolo ha detto: -“Fate attenzione, diffidate di qualunque predica che voi ascoltate o “qualunque carta come se fosse nostra” e che mia non è, perchè presto io verrò sacrificato…” Paolo già lo sapeva “…mia non è. Se qualcuno, dopo la mia morte, scrive qualcosa, fate attenzione!”- perchè Paolo già lo stava sospettando.

È per questo che lui diceva: “È già in azione, è già in azione.” E quindi, appare Giovanni, quello che si appoggiava al petto del Maestro e con queste credenziali: -“No! Io ho camminato con lui. Io ho camminato con lui!!”- ma, come voi già sapete, una volta che lui è morto queste dottrine sono già scadute. Queste medicine sono già scadute, non hanno nessun effetto.

Gli succede come quel caso che io ho visto in televisione oggi, , che la gente ha fatto la fila per farsi iniettare dei vaccini ma qualcuno ha commesso un errore e li ha congelati ed hanno perduto il loro effetto. Quindi coloro che sono stati vaccinati devono tornare.

Quanti hanno visto questa notizia? Io l’ho vista oggi.

Devono tornare a fare la fila un’altra volta perchè a qualcuno è venuto in mente, per mantenerle freschine, di congelarle ed ha ucciso l’anticorpo.

Quindi Giovanni andava con vaccini congelati: “Se qualcuno vi porta il vaccino congelato, non lo ricevete in casa”.

Quindi, in chi vai a confidare: in Giovanni o in Paolo?  In Paolo.

Terminiamo con Giacomo 2:24. Questa sì che è una bestemmia.

Tu sai che il sistema protestante se la passa cercando di giustificare sempre Giacomo davanti a Paolo. Sempre: -“No, quello che succede è che lui voleva dire questo, lui voleva dire quello”-.

Ma guarda quello che dice lì:

“Voi vedete, quindi, che l’uomo è giustificato” per cosa? “per le opere…”

La giustificazione viene per cosa: per le opere!

“…e non solamente per la fede.”

Come chi dice: La fede c’entra, la fede c’entra ma è secondaria. Sono le azioni (che contano).

Quindi, osserva quello che dice la lettera ai Romani capitolo 3, verso 27. Perchè tu veda che sono due spiriti differenti.

“Dove sta dunque il vanto? Rimane escluso. Per quale legge? Per quella delle opere?”

No, perchè le opere non evitano il vanto. Se è per le opere dici:

-“Io, Io, Io! Io ho fatto. Io ho pregato. Io ho sacrificato”-

ma poi Paolo dice:

-“No, il vanto qui non vale. Qui o siamo tutti completi o nessuno è completo. Qui o siamo tutti salvi o nessuno è salvo. O siamo liberi dal peccato o nessuno è libero dal peccato”-.

Dice:

“No,  ma per la legge della” di cosa? “della fede.”

Conclusione. Verso 28:

“…Concludiamo quindi, che l’uomo è giustificato” ascolta questo“per la fede senza…” cosa?

“…senza le azioni della legge.”

 

“Per la fede senza le azioni.”

 

E come dice Giacomo? “Per le opere”.

 

Paolo:                                                                        Giacomo:

“Concludiamo quindi, che l’uomo è                 “Voi vedete, quindi, che l’uomo

giustificato” ascolta questo! “per la fede      è giustificato per le opere

senza le opere della legge…”                            e non solamente per la fede…”

e cosa dice Paolo? Conclusione: “L’uomo è giustificato per fede senza le opere.”

Quindi, qui Giacomo mette prima le opere e poi la fede.

Cosa fai tu con un uomo così?  Confidi in lui? È che sono due vangeli differenti: Circuncisione e Incirconcisione.

Ascolta, se tu potessi dare uno studio a un familiare:

-“Ascolta, guarda, vieni qua benedetto”

portati due Bibbie:

“Adesso, queste carte sono state scritte dopo che Paolo è morto. Immediatamente dopo averlo ucciso, perchè sono stati loro, Pietro ha ammazzato Paolo. Guarda che razza di primo Papa abbiamo!  E se il primo è così, la prima copia è cattiva, come saranno gli altri papati?  Uguali o peggiori!”-

Quindi, loro hanno ucciso Paolo. Io ho le evidenze scritte, nelle vostre proprie Bibbie se volete studiarlo voi che mi state ascoltando: Atti degli apostoli capitolo 21:17 in avanti fino al 23. Lì sta l’evidenza, quando loro hanno detto:

-“Non conviene che Paolo viva. Non conviene che Paolo viva, perchè se continua così ci mette in luce il commercio”

perchè il business sta nel farti sentire colpevole. L’affare sta nel fatto che tu ti veda peccatore, che ti veda cattivo, perchè così cerchi la penitenza, paghi l’indulgenza. Questa è l’idea, è per questo che è il Mistero dell’iniquità.

Ascolta, benedetto, che bene è parlare così in questi giorni, vero? Tu sai che in duemila anni non era mai stato detto questo? Nessuno! Ascolta e tu dirai:

-“Ma che, che tu sei tanto intelligente?”-

No. Non è intelligenza: è che Dio metteva un velo ai teologi. Quando passavano lì sopra e li distraeva o li chiamavano la moglie: -“Guarda, è pronto il caffè”-.

-“Ah sì”-.

Qualcosa succedeva perchè non lo vedessero. Perchè era Gesucristo Uomo colui che doveva spiegarlo. (Applausi)

Quindi, tutto questo è successo, che quando Paolo è morto, quindi si sono uniti i tre: Giacomo, Giovanni e Pietro, i tre più malvagi della Bibbia. Dicevano:

-“Quindi adesso bisogna scrivere perchè bisogna cancellare questi insegnamenti. Bisogna cancellarli! Perchè se non li cancelliamo il mondo, un giorno, crederà di essere salvo, che sono senza peccato, crederanno che il diavolo è stato distrutto e termina il business. Non venderanno più le (loro) proprietà. Pietro! Cornelio non ti darà buone offerte e non si farà il Vaticano, così che: sotto a scrivere contro Paolo!!”- e così fecero, contro Paolo.

Ti mostrerò un verso, perchè tutto questo è stato conservato: lettera ai Romani 16:25. Leggi con attenzione:

“E a colui che può confermarvi secondo il mio vangelo e la predicazione di Gesucristo…”

Ascolta questo: vuole dire che Cristo avrebbe predicato ma secondo il vangelo di Paolo e il punto è che Paolo non era ancora stato chiamato quando Cristo è vissuto, il vangelo non era stato scritto!

Quindi, se Cristo veniva a predicare secondo il vangelo di Paolo, vuole dire che Cristo non lo ha mai predicato, vuole dire che questo sarebbe stato un evento futuro, nel quale Cristo lo avrebbe predicato.

“…secondo la rivelazione del mistero che è stato mantenuto occulto dai tempi eterni…”

Includendo questi duemila anni.

Quindi, Cristo sarebbe apparso per fare una predicazione del vangelo di Paolo, e quindi, per mia consolazione e per intendere perchè mi chiamano Gesucristo Uomo… è per questo che io ho dovuto accettarlo, è che io già non sopportavo un altro verso biblico in più, voi non mi toglievate il guantone dal corpo, perchè io dicevo:

-“Bene, l’unico che sta predicando questo sono io.  E deve essere “secondo il vangelo” di Paolo. Ahi, Padre! Sarò io Gesucristo Uomo?”-

Guarda, io ho lottato per anni. La gente crede che io lo faccio per attirare l’attenzione: io ero spaventato e mi sono detto:

-“Ahi, Padre!  Ma com’è possibile che io sia questo personaggio?”-.

Io l’ho studiato per anni. Io non mangio le cose così per fare, io le ho investigate, di qui, di là. Ci sono 62 tesi che provano che io sono Gesucristo Uomo, immaginati!

(Applausi)

A volte mi sono arrivate persino menzogne:

-“Ahi, Padre, se io dico questo alla chiesa se ne vanno tutti, rimango solo con le sedie. Predico alle sedie”-.

Io ho detto:

-“Le nazioni diranno: l’Apostolo è diventato matto”-

perchè è quello che pensano questi personaggi che io ho intorno:

-“Come fa ad essere Gesucristo questo qui!”-

tu non vedi che loro aspettano un Gesucristo così… tutto di luce? Loro ai aspettano che venga con una nave di queste, come ha fatto quell’arabo che è venuto per l’incontro di boxe, che è sceso da una nube, con esplosioni, loro lo aspettano così. E quindi, quando uno arriva… immaginati…

È che parte di questo maleficio lo ha fatto la religione. Tu non vedi il Papa come veste?

E a me criticano un Rolex!

Tu sai quanto vale una croce di quelle di diamanti? Questo vale! C’è un crocifisso di quelli che vale più di un milione di dollari. Quel “vati-mobile”, quello vale 300 mila dollari e a me criticano il mio vecchio BMW.

Bandito!

Hai visto? Glielo vado a togliere, quel “vati-mobile”:

-“Dammelo qua!”-

(Applausi)

E tutti quei soldi che hanno rubato me li devono restituire e se non me li restituiscono, me li vado a prendere, perchè hanno rubato, hanno danneggiato il mondo.

Questi banditi, tu sai quanto hanno spillato al presidente della Costa Rica?

Sicuro, loro raccolgono l’elemosina con un cestinetto e tu vedi cadere quelle piccoline, tuc, tuc, tuc, monetine, a loro non importa: spillano più di 100 milioni al governo della  Costa Rica.

Tu non vedi che il governo ha fornicato con loro? La chiesa ha fornicato con loro. È per questo che stanno cercando di separare lo stato dalla chiesa. Tu senti questo, per questa situazione? Grazie a Dio in Colombia, già gli hanno tolto il mantenimento!

Adesso stanno parlando persino della decima, già. Dicono:

-“Aspetta, la cosa non va bene”-

e andiamo a svegliare la gelosia dei Presidenti, perchè voi pagate le tasse al governo e poi arrivano loro e prendono la loro fettina:

-“Nel nome del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo, dammi la mia messa libera (dalle tasse)…”-

Quindi abusano dei popoli, è per questo che hanno tanti soldi lì. Io credo che questo Vaticano deve stare dicendo: -“Cazzoooooooo!”- ha ha ha.

Devono stare dicendo: -“Quest’uomo ci frega!!!”-.

Dicono: -“I pentecostali, non hanno potuto, nègli evangelici, nè i battisti”-se anche loro sono altri cani! Non latrano.  Cani che non latrano!  Immaginati.

Ma questo, questo li preoccupa. Ah, già stiamo cominciando di togliergli il tappeto sotto i piedi, ma bisogna denunciarli, perchè hanno fatto troppo abuso.

Troppo abuso. Troppo!!

Troppe menzogne: tu sai quante famiglie che hanno sofferto? Tu sai le migliaia di persone che hanno ucciso a Roma? In Spagna? Con l’inquisizione? Li hanno uccisi, facevano roghi perchè confessassero il cattolicesimo.

Lì in Cartagine, a me hanno detto che quando uno non voleva essere cattolico, o i nativi, o gli schiavi, i negri in Porto Rico: quando non volevano professare la fede cattolica, ebbene, loro avevano un branco di cani che tenevano 5 giorni senza mangiare, quindi gli dicevano alla gente:

-“Guarda, vai a consegnare un messaggino lì”-

e li buttavano dentro e gli aizzavano i cani e i cani che non mangiavano da 5 giorni li facevano a pezzi e così li uccidevano.

Lì in Cartagine io sono andato a vedere un museo di cose che usavano per castigare, dove li stiravano fino a che si rompevano le membra. Gli strappavano le unghie con le pinze, così:

-“Confessa, confessa a Santa Maria, madre di Dio…”-

-“No. No, no”-

e li uccidevano lì.

Ascolta, e questo è un museo. Un museo del governo:

-“Aahhh! Guarda che Museo!!”-

Caspita! Questo serve per dargli fuoco! Con queste prove, viene da dirgli: -“Voi avete fatto questo? Andatevene da qui!! Lasciate queste cattedrali vuote!!”-. E invece loro li applaudono, immaginati, applaudono quello che usavano per uccidere la gente. Quindi è storico, è storia.

E applaudono anche quel bandito di Cristoforo Colombo. A me insegnavano persino delle canzoni a scuola, su quell’assassino che ha portato qui un mucchio di preti, sacerdoti a fare danno ai popoli. Immaginati.

Le cose sono andate così ma non andranno più così.

(Applausi)

Immaginati se io mi spavento di questi cani.

IO!!

Ma se io, quando ero ragazzino, per procurarmi un sacchettino di droga facevo una serie di pirolette che avrebbero potuto uccidermi in qualunque momento. Ed io, che per un sacchettino di droga facevo qualunque cosa, immaginati adesso che ho una gran perla di gran prezzo. Li frego tutti, se posso. Che vadano a farsi fottere.

(Applausi)

Come dice Sol 95: ♫A farsi fottere, che vadano a farsi fottere, a farsi fottere

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Il processo di Distruzione del Sistema Religioso è Già Cominciato

Distribuzione Immediata 05/01/12 

I Giorni della Puttana Sono Contati |   666  |   Gesucristo È GiàTornato

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:::AVVISO AI MEZZI DI COMUNICAZIONE:::

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Il processo di Distruzione del Sistema Religioso è Già Cominciato

HOUSTON, TEXAS – 5 DI GENNAIO –  Siamo negli ultimi giorni verso la distruzione del Vaticano. Gesucristo Uomo, José Luis De Jesús, lo ha avvisato secondo quanto c’è scritto.

Tutte le religioni scompariranno insieme alla madre di tutte loro, la Gran Puttana, meglio conosciuta come la Chiesa Cattolica. È inevitabile. Secondo quanto sta scritto, il  Vaticano smetterà di esistere per sempre in un solo giorno. Brucerà in fiamme per tutto il male che ha manifestato sulla terra, dato che i suoi falsi insegnamenti e la falsa apparenza di pietà ha causato nel mondo povertà, crimini, malattie e la crisi globale.

Si approssima l’ ira di Dio contro il sistema religioso. Mancano pochi giorni!

Poi non dite che non vi è stato detto!

Per ulteriori informazioni, visita il canale del Figlio dell’Uomo: www.TeleGracia.com

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Le persone silenziose chiedono conto al cardinal Calcagno.

La chiesa le rinnega ma silenziosi e non violenti ci saranno anche loro, quelli coinvolti da 32 anni di abusi sessuali di preti pedofili che ben quattro vescovi savonesi hanno consapevolmente deciso di coprire a danno di decine di bambini.

“Una decisione maturata con grande coscienza, ma non potevo chiedere alle vittime di tollerare e subire un’altra umiliazione”. Queste le parole di Francesco Zanardi portavoce della Rete L’ABUSO che domani mattina attenderà  insieme a diverse vittime e sostenitori il passaggio della processione patronale, che transiterà in via Torino a Savona.

Una presenza silenziosa e non violenta, come sono silenziose le decine di vittime che i preti pedofili savonesi hanno prodotto grazie alla complicità di ben quattro vescovi. Vittime che la chiesa oggi guarda come fossero degli appestati, alle quali non ha mai accennato nemmeno un “mea culpa”.

Spiega Zanardi “La nostra sarà una presenza silenziosa che non vuole ne intralciare la processione, ne offendere i cattolici che partecipano. Dimostreremo con una maglietta che riporta i volti dei vescovi ed una scritta “Hai ancora il coraggio di lasciare i tuoi figli sotto la loro tutela?”.

La decisione non è stata facile in quanto abbiamo dovuto studiare un modo non invasivo per denunciare civilmente e far notare la nostra presenza, che vuole ricordare ai vari Vescovi e Cardinali quello che emerge inequivocabile dai fascicoli della Procura della Repubblica di Savona, oggi nelle mani dell’associazione”.

Francesco Zanardi

Portavoce “Rete L’abuso”

+39 3927030000

www.crimesandthevatican.eu

www.francescozanardi.eu

 

Pedofilia. L’ipocrita direttiva UE rafforza l’omertà del Vaticano


Al presidente del Parlamento Europeo  Jerzy Buzek
Al presidente della Commissione Europea Josè Barroso
Ai Sig. Europarlamentari

Noi sostenitori delle vittime degli abusi sessuali dei membri della Chiesa cattolica esprimiamo il nostro fermo disappunto riguardo la direttiva antipedofilia, approvata nella sessione plenaria dell’U.E. dal 24 al 27 ottobre con 541 voti a favore, 2 contrari e 31 astensioni.

La direttiva è dannosa oltre che inutile. L’inasprimento delle pene diventa utile qualora venga rimosso l’ostacolo della prescrizione e venga imposto l’obbligo di denuncia dei crimini sessuali per ogni individuo. E’ necessario individuare la responsabilità penale per coloro che non denunciano questi crimini o che, peggio, proteggono chi commette questi crimini.

La direttiva troverà difficilmente bambini che denunceranno gli abusi subiti fino a che non avranno elaborato il trauma e raggiunto l’età adulta. Nel frattempo la prescrizione avrà salvato il criminale e coloro che sapevano, ma non hanno denunciato, continueranno ad invocare questa direttiva che non erano obbligati a farlo.

Niente sui trattamenti sanitari obbligatori da imporre al pedofilo, dato che la pedofilia è un disturbo della personalità a carattere recidivante.

Un altro punto: è troppo poco imporre ai datori di lavoro di informarsi sulle precedenti condanne dei propri dipendenti. Senza uno schedario internazionale accessibile a tutti, dei criminali che non hanno seguito un percorso di recupero psicoterapeutico nessuno potrà proteggere i propri bambini.

I limiti di questa direttiva sono stati immediatamente colti dalle autorità del Vaticano. Mons. Scicluna il 03 novembre 2011, davanti al Senato della Repubblica Italiana ha rivendicato la regola dell’omertà dichiarando che “Il dovere e il diritto di denunciare gli abusi alle autorità superiori spetta ai genitori o ai tutori dei minori interessati”.

Rivendicando il diritto all’omertà, il Vaticano scarica sui bambini indifesi e sui loro genitori, spesso inconsapevoli, l’onere di chiedere giustizia.

Il tutto anche quando, come spesso accade, le autorità ecclesiastiche sono a conoscenza dell’abuso e preferiscono trasferire il criminale anziché denunciarlo alle autorità civili.

Se non si vuole far da spalla a chi da decenni nega verità e giustizia alle vittime degli abusi sessuali c’è bisogno di un radicale cambiamento di rotta.

Ci auguriamo che le autorità europee , comunitarie e nazionali, comprendono le esigenze che noi esprimiamo.

Associazione Protege A Tus Hijos

Associazione per la Mobilitazione Sociale

Associazione Sordi “Antonio Provolo” – “Onlus”

A.N.N.A. Associazione Nazionale No AIDS “Onlus”

Bambini Vittime “Onlus”

Democrazia Atea

“Il Dialogo” periodico di Montepulciano Irpino

Rete L’ABUSO

UAAR Unione degli atei agnostici razionalisti

Pedofilia: l’Europa diventa un’oasi felice, per i pedofili in abito talare.

Al presidente della Commissione Europea Josè Barroso.

Pedofilia: l’Europa diventa un’oasi felice, per i pedofili in abito talare. Chiediamo all’U.E. di intervenire con determinazione.

 

Negli ultimi anni, in tutto il mondo è esploso lo scandalo della pedofilia clericale. Sono all’ordine del giorno i nuovi casi venuti in luce,  fino ad ora tutti sistematicamente insabbiati dai membri del clero. Un sistema che attualmente non vede fine poiché le leggi non incentivano il clero alla denuncia ma continuano ad incentivare la cultura del silenzio che, ad oggi, ha prodotto milioni di vittime e migliaia di pedo-criminali in abito talare lasciati in condizioni di continuare a delinquere e produrre altre vittime.

La pedofilia non è una malattia, ma un disturbo della personalità a carattere recidivante. Il nostro non è un pregiudizio ma un dato di fatto: non esiste un solo Vescovo che abbia mai denunciato un sacerdote pedofilo.

Ho personalmente incontrato il Presidente della CEI, il Cardinal Angelo Bagnasco, al quale ho fatto precise denunce ma, purtroppo, nemmeno lui è voluto intervenire. Abbiamo quindi provato a chiedere l’intervento del Papa ma non ha voluto riceverci. Sono migliaia le lettere raccomandate inviate allo Stato estero del Vaticano da vittime, privati cittadini e associazioni, nessuno ha mai ricevuto risposta.

Dal 31 ottobre scorso due cittadini europei, uno dei quali è il sottoscritto Francesco Zanardi Rete L’Abuso, hanno cominciato uno sciopero della fame, una contestazione non violenta contro la mancata applicazione delle linee guida antipedofilia emesse dalla stessa Santa Sede, che però fino ad oggi risultano essere menzogne perché, di fatto, il Vaticano sta continuando ad applicare pesanti ritorsioni su cittadini europei, vittime e testimoni di crimini sessuali commessi dai membri del clero.

Nella “Carta dei diritti fondamentale della U.E.” troviamo;

Articolo 1

Dignità umana

-La dignità umana è inviolabile. Essa deve essere rispettata e tutelata.

Articolo 2

Diritto alla vita

-Ogni individuo ha diritto alla vita.

Articolo 3

Diritto all’integrità della persona

-Ogni individuo ha diritto alla propria integrità fisica e psichica.

Articolo 24

Diritti del bambino

-1. I bambini hanno diritto alla protezione e alle cure necessarie per il loro benessere. Essi possono esprimere liberamente la propria opinione; questa viene presa in considerazione sulle questioni che li riguardano in funzione della loro età e della loro maturità.

-2. In tutti gli atti relativi ai bambini, siano essi compiuti da autorità pubbliche o da istituzioni private, l’interesse superiore del bambino deve essere considerato preminente.

Articolo 41

Diritto ad una buona amministrazione

1. Ogni individuo ha diritto a che le questioni che lo riguardano siano trattate in modo imparziale, equo ed entro un termine ragionevole dalle istituzioni e dagli organi dell’Unione.

Quello che lo Stato extracomunitario del Vaticano sta commettendo nei paesi membri dell’UE, invalida quella che è la “Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea”. Il Parlamento ha il dovere di intervenire di fronte ai cittadini che stanno subendo crimini e ritorsioni da parte di uno stato estero, che non fa e non farà mai parte dell’Unione Europea, perché per sua natura non è conforme a tutti i principi sui quali si basa la democrazia. Recentemente il Parlamento Europeo ha varato una direttiva in tema di pedocriminalità, ma purtroppo non è applicabile nel caso dei pedocriminali in abito talare.

Pedofilia: il Parlamento Europeo dispone sanzioni più severe per abusi, il Vaticano ringrazia.

http://www.europarl.europa.eu/it/headlines/content/20111014FCS29306/10/html/Pedofilia-il-Parlamento-dispone-sanzioni-più-severe-per-abusi

Nel corso del dibattito nell’Aula del Parlamento Europeo, la relatrice (PDL) Roberta Angelilli  vicepresidente del Parlamento europeo, (PPE, IT) ha dichiarato che “la nuova direttiva per combattere gli abusi sui minori, lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedopornografia rappresenta uno strumento legislativo innovatore e un passo avanti per la protezione dei nostri bambini. Il testo sarà a disposizione delle autorità competenti e delle ONG per assicurare la tolleranza zero per tutti i crimini contro i bambini”

Perché non siamo d’accordo su questa direttiva Europea che, vista così, potremmo chiamarla

“Direttiva salva Vaticano”

Teniamo a ricordare che non vogliamo attaccare in nessun modo le Religioni. All’interno delle nostre associazioni collaborano cattolici, appartenenti ad altre religioni, confessioni e anche atei.

Nonostante le statistiche dicano che la percentuale di “pedofili laici”  sia equivalente ai “pedofili chierici”, quest’ultima categoria ha un impatto devastante sulle fasce di popolazione più esposte (bambini/e ragazzi/e) che spesso frequentano parrocchie, gruppi o attività ad esse associate.

La fiducia che diamo ad un sacerdote è, per nostra cultura, infinitamente maggiore, ma non teniamo mai conto della cultura del clero, una cultura che insegna il silenzio, insegna a lavare i panni sporchi in casa propria, una costante che emerge in moltissimi, più o meno recenti casi di pedofilia clericale. Possiamo quindi affermare con certezza che esiste un problema specialmente per le gravi omertà, le omissioni e i continui tentativi di insabbiamento che caratterizzano le gerarchie della Chiesa cattolica.

In riferimento alla direttiva approvata nella sessione plenaria dell’U.E. dal 24 al 27 ottobre con 541 voti a favore, 2 contrari e 31 astensioni, riteniamo esistano delle preoccupanti inesattezze e grossolane superficialità che ritroviamo poi nelle stesse domande della gente. La domanda più frequente è: “Perchè la vittima denuncia solo dopo tanti anni?”. Questa domanda è frequente e insidiosa perché tende a far passare la vittima,  che finalmente ha trovato il coraggio per denunciare, come poco credibile.

Proprio questo è il perno principale sul quale ruota l’enorme diversità tra “pedofilia laica” e “pedofilia clericale”: quando l’abuso sessuale avviene in famiglia, non è improbabile che qualche componente della famiglia stessa si accorga di ciò che accade. Non è difficile, anche se purtroppo ancora troppo limitato, che i genitori o qualche componente della famiglia scoprano l’abuso osservando irritazioni nelle zone intime o strani comportamenti del figlio e della figlia, come chiusure o alterazioni improvvise del carattere, strane reazioni quando la vittima è in particolari situazioni o vicina al carnefice o ai luoghi in cui sono avvenute le violenze. Questi e altri segnali esistono e sono evidentissimi. In questi casi è possibile che il crimine venga  scoperto e successivamente denunciato.

La “pedofilia clericale” è molto diversa. La figura del Prete ha un’influenza maggiore e un credito di credibilità praticamente illimitate nella cerchia dei fedeli. Difficilmente le persone che frequentano la chiesa mettono in discussione la lealtà e la correttezza del prete. Tendenzialmente, potremmo dire nella totalità dei casi, la vittima non viene creduta. Si ritrova da sola ad affrontare pressioni enormi e spesso persino più o meno velate minacce.

Un altro problema è la scelta da parte del prete della “tipologia” di vittima che, generalmente, è un soggetto con una famiglia problematica e in cui la comunicazione è difficoltosa, dove la potenziale preda è, generalmente, poco seguita. Di conseguenza difficilmente si manifestano le condizioni per accorgersi che la vittima ha cambi di umore o evidenti modifiche nelle abitudini. Non cogliendo questi segnali nessuno si metterà al fianco della vittima per sostenerla nell’analisi del trauma e per denunciare. La vittima, se troverà le condizioni favorevoli, denuncerà solo in età adulta.

E qualora trovasse la forza per denunciare verrebbe immediatamente isolata nell’ambito parrocchiale e fatta passare con estrema facilità per bugiarda, facendo leva proprio sui suoi problemi familiari o sociali. Proprio le condizioni che il “pedofilo prete” utilizza per scegliere la propria preda.

Questi sono alcuni dei motivi per i quali riteniamo dannosa e inutile la direttiva U.E.  che solo appesantisce la pena ai pedofili.

Ma ci sono altre ragioni.

 

Il concordato tra Stato e Chiesa, che è  differente nei vari Stati membri, in Italia è particolarmente dannoso. Nel protocollo addizionale, revisione del 1984, firmato dall’allora presidente del consiglio Bettino Craxi troviamo la clausola 2. In relazione all’articolo 4 paragrafo B la quale recita:

b) “La Repubblica italiana assicura che l’autorità giudiziaria darà comunicazione all’autorità ecclesiastica competente per territorio (Il Vescovo) dei procedimenti penali promossi a carico di ecclesiastici”.

Credo che non ci sia bisogno di commenti, poiché la norma è sufficientemente chiara. Permette ai Vescovi di correre ai ripari. E non solo nei casi di pedofilia.

Per questi motivi riteniamo sia fondamentale modificare quanto segue:

1)     Tempi di prescrizione: Difficilmente un minore denuncerà gli abusi se non molto dopo aver raggiunto l’età adulta e superato i traumi. Il pedofilo ringrazierà per la prescrizione del reato, per questo motivo è fondamentale togliere i tempi di prescrizione che sono una costante che permette nella maggior parte dei casi l’impunibilità dell’abusatore.

2)     Apertura degli archivi del Vaticano alla Giustizia Italiana ed Europea: i sacerdoti hanno una funzione educativa che li mette spesso a stretto contatto con i minori. È di fondamentale importanza conoscere la storia del sacerdote. Anche questa mancanza è stata una costante che, fino ad oggi, ha permesso la reiterazione dei reati, semplicemente per il fatto che il pedo-criminale viene spostato in una parrocchia lontana da quella dove aveva commesso gli abusi e nessuno sa niente.

3)     Inserimento di pesanti sanzioni penali a chi non denuncia: Ossia a chiunque fornisca qualsiasi genere di copertura al “pedofilo” in quanto gravemente corresponsabile in un atto criminale.

4)     Risarcimenti alle vittime: I traumi da “pedofilia” richiedono lunghi tempi lunghi per raggiungere la necessaria consapevolezza e tempi altrettanto lunghi per affrontare un percorso psicologico, normalmente molto costoso. Attualmente le vittime sono condannate a subire i traumi a vita, soprattutto quando sono vittime del clero dato che in questi casi difficilmente si arriva a una condanna del pedofilo.

Le strutture pubbliche non sempre garantiscono questi trattamenti di recupero. Le vittime prendono coscienza di quanto gli è accaduto in età adulta e con una serie di problematiche che si trascinano dal passato proprio perché nessuno è intervenuto. Il “pedofilo prete” in queste condizioni continua indisturbato a commettere abusi, protetto dai Vescovi che non hanno obbligo di denuncia e dalla Legge, la quale difficilmente riesce ad intervenire. Nella grande maggioranza dei casi, per non dire la totalità, il prete verrà spostato di parrocchia in parrocchia, dove nessuno lo conosce: ecco qui la giostra della pedofilia.

RicordandoLe che due cittadini Europei sono in sciopero della fame dal 31 ottobre, chiediamo che una delegazione dei portavoce delle vittime del clero venga ricevuta da Lei al più presto possibile per poter esporre nel dettaglio le ragioni della nostra protesta in quanto cittadini Europei che si trovano di fronte alle gravi problematiche presenti in tutta Europa e nel mondo in tema di pedofilia.

Riteniamo che questo sia un problema urgente in quanto molte di queste vittime, cittadini europei, stanno attualmente subendo pesanti ritorsioni da parte di questo stato estero, il Vaticano, Stato che rifiuta per sua natura qualunque tipo di dialogo a danno dei cittadini dell’Unione e della democraticità dell’Unione stessa.

Alleghiamo un testo tradotto in varie lingue sottoscritto da associazioni nazionali ed internazionali, le quali chiedono a gran voce un intervento di modifica della recente direttiva in tema di pedofilia emessa dal Parlamento Europeo. Lo stesso testo verrà utilizzato per raccogliere firme a sostegno di questo reclamo, firme che Le saranno presentate in occasione di questo incontro che cortesemente Le sollecitiamo.

In attesa di una Sua certa risposta, cogliamo l’occasione per presentarLe cordiali saluti

Francesco Zanardi

Portavoce Rete L’ABUSO

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