Posts Tagged 'epicentro'

Terremoto, scossa 3.5 alle 00:26 nell’Adriatico: paura a Pesaro e Fano

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http://www.meteoweb.eu/2014/04/terremoto-scossa-3-5-alle-0026-nelladriatico-paura-a-pesaro-e-fano/279875/

 

 

Terremoto, scossa 3.5 alle 00:26 nell’Adriatico: paura a Pesaro e Fano

 

 

mercoledì 30 aprile 2014, 01:00 di Peppe Caridi

pesaro

 

 

La scossa di terremoto di magnitudo 3.5 che alle 00:26 della notte ha colpito il medio/alto Adriatico con epicentro in mare al largo del litorale marchigiano è stata distintamente avvertita tra Marche e Romagna, in modo particolare tra le province di Pesaro Urbino e Rimini. La scossa, di magnitudo 3.5 a 33.9km di profondità, è stata avvertita in modo particolare nei centri abitati di Pesaro e Fano, ma anche a Mondolfo, Monteciccardo, Montelabbate, Tavullia, Cattolica, Montescudo e Montefiore Conca.

Non sono segnalati danni.

 

 

TERREMOTI IN ITALIA

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2013/02/26/Terremoti-scossa-Brescia-Bergamo_8312520.html

Terremoti, scossa tra Brescia e Bergamo

Molte le chiamate ai vigili del fuoco

ma nessun danno

26 febbraio, 09:34

++ PADRE E FIGLIA MORTI IN INCENDIO NEL MILANESE ++

Guarda la foto 1 di 1

(ANSA) – BRESCIA, 26 FEB – Una scossa di magnitudo 3.1 ha seminato paura ieri sera, qualche minuto dopo le 23, tra le province di Bergamo e Brescia, dove comunque non risulta alcun danno. I comuni che l’hanno avvertita maggiormente sono quelli piu’ vicini all’epicentro di Montisola: Brione, Corte Franca, Iseo, Marone, Ome, Zone e le aree vicine. I Comuni bergamaschi dove la scossa è stata maggiormente sentita sono Fonteno, Parzanica, Predore, Riva di Solto, Tavernola e Vigolo.

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http://www.umbria24.it/terremoti-lieve-scossa-in-valtiberina-epicentro-a-9-km/151983.html

25 febbraio 2013 Ultimo aggiornamento alle 00:15

Terremoti, lieve scossa in Valtiberina:

epicentro a 9 km di profondità

La scossa avvertita nell’Alta Val Tiberina e in Toscana

 terremoti 2

Un terremoto di magnitudo 2 si è verificato lunedì pomeriggio alle ore 17.11 nell’Alta Tiberina.  Il terremoto è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV nel distretto sismico: Alta Val Tiberina.

Epicentro L’epicentro del terremoto è stato localizzato a nove chilometri di profondità. La scossa non ha provocato alcun danno ma è stata avvertita a Città di Castello, San Giustino, Monte Santa Maria Tiberina e Citerna. Avvertito anche nelle città di confine in Toscana. 

©RIPRODUZIONE RISERVATA 

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http://notizie.tiscali.it/articoli/cronaca/13/02/25/terremoto_provincia_torino.html

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Scossa di terremoto di magnitudo 3.2, torna paura …

Terremoti, una scossa di magnitudo 3.3

in provincia di Torino

e una di magnitudo 2

in provincia di Potenza

terremoti 3

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Trema la terra in Italia da nord a sud. Una scossa di terremoto di magnitudo 3.3 è stata registrata alle 2:01 sulle Alpi del Piemonte, in provincia di Torino. Secondo i rilievi dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 15,9 km di profondità ed epicentro in prossimità dei comuni di Cantoira, Ceres, Chialamberto, Coassolo, Germagnano, Lanzo, Locana, Mezzenile, Monastero di Lanzo, Pessinetto e Traves. Non si hanno al momento segnalazioni di danni a persone o cose.

Lieve scossa sull’Appennino lucano - Una lieve scossa di terremoto di magnitudo 2 è stata registrata alle 3:16 sull’Appennino lucano, in provincia di Potenza. Secondo i rilievi dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 26,2 km di profondità ed epicentro in prossimità dei comuni di Picerno, Sasso di Castalda, Satriano di Lucania e Tito. Non si registrano danni a persone o cose.

25 febbraio 2013

Colombia: terremoto magnitudo 7 nel sud-ovest, 8 feriti

http://www.repubblica.it/ultimora/esteri/colombia-terremoto-magnitudo-7-nel-sud-ovest-8-feriti/news-dettaglio/4299433

 

24ORE – ESTERI

21:51

Colombia: terremoto magnitudo 7

nel sud-ovest, 8 feriti

 

Bogota’, 9 feb. – E’ di almeno 8 feriti il bilancio della forte scossa di terremoto di magnitudo 7 che ha colpito stamane la Colombia sud-occidentale, distruggendo 140 edifici. Il movimento tellurico e’ stato avvertito fino a Quito, capitale dell’Ecuador, distante circa 200 chilometri dall’epicentro, localizzato a sua volta una decina di chilometri a sud-ovest della citta’ colombiana di Pasto. L’ipocentro e’ stato individuato a una profondita’ di 130 chilometri nel sottosuolo .

(09 febbraio 2013)

 

http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/articoli/1081082/forte-scossa-di-terremoto-in-colombia.shtml

MONDO

Tgcom24 > Mondo > Forte scossa di terremoto in Colombia

9.2.2013

 

Forte scossa di terremoto in Colombia

Magnitudo 6.9, l’epicentro a Yacuanquer,

vicino al confine con l’Ecuador

 

FOTO AP/LAPRESSE

terremoto colombia

15:43 - Un sisma di magnitudo 6.9 è stato registrato in Colombia. L’Istituto geofisico americano (Usgs) ha localizzato l’epicentro a 6 chilometri dalla città di Yacuanquer, non lontano dal confine con l’Ecuador, a una profondità di 129 chilometri.

UN SISMA DI 8 GRADI DELLA SCALA RICHTER A 28 KM DI PROFONDITÀ

http://www.corriere.it/esteri/13_febbraio_06/allerta_tsunami_428774fe-7000-11e2-b08e-f198d7ad0aac.shtml

UN SISMA DI 8 GRADI DELLA

SCALA RICHTER

A 28 KM DI PROFONDITÀ

Isole Salomone, tsunami distrugge villaggi
In Giappone onde di mezzo metro

Cinque morti nel Pacifico. Dopo otto ore il maremoto è giunto sulle coste nipponiche

terremoto isole cruz

Una violenta scossa di magnitudo 8 è stata registrata nell’oceano Pacifico nell’arcipelago delle Salomone al largo delle isole Santa Cruz alle 12.12 ora locale (le 2.12 in Italia). Secondo i rilievi dell’Usgs, il Servizio geologico degli Stati Uniti, il sisma ha avuto ipocentro a 28 km di profondità (all’inizio si era parlato di 6 km) ed epicentro a ovest dell’isola di Nendo. Sono seguite sei forti repliche di magnitudo tra 5.2 e 6.6. Dopo il sisma, le coste delle Salomone sono state raggiunte da uno tsunami con onde fino a un metro e mezzo d’altezza. Almeno cinque le vittime registrate (quattro anziani e un bambino) e tre feriti, secondo le prime notizie da fonti sanitarie nelle Isole di Santa Cruz.

VILLAGGI DISTRUTTI - «Secondo le informazioni che abbiamo, villaggi costieri a ovest e a sud di Lata sono stati distrutti, ma non possiamo ancora confermarlo», ha detto all’Afp il direttore dell’ospedale di Lata, capoluogo della provincia di Temotu sull’isola di Nendo. Testimoni citati dai media locali parlano di una pista di atterraggio a Lata coperta dall’acqua e dai detriti, ma non risulterebbero al momento particolari danni o vittime. Anche la polizia della città di Kirakira, sull’isola di Makira (ex San Cristobal), non segnala da parte sua alcun danno causato dal sisma o dallo tsunami: «Abbiamo chiaramente avvertito la scossa e invitato le persone a salire ai piani alti delle abitazioni». L’organizzazione cristiana World Vision conferma che un centinaio di abitazioni sono state distrutte, alcune spostate di una decina di metri rispetto alle fondamenta. La popolazione di Lata, circa 4 mila persone, ha raggiunto il centro dell’isola che si trova a 150 metri sul livello del mare.

GIAPPONE - Il Giappone ha diramato un’allerta tsunami in seguito al sisma nelle isole Salomone. Onde di 10 centimetri di altezza sono state misurate nell’isola principale di Honshu, di 20 cm a Chichijima, un’isola dell’arciplago delle Ogasawara, raggiunta alle 10,14 (ora italiana). Un’onda maggiore di 40 cm è stata registrata alle 12,01 sull’isola Hachijojima, circa 300 km a sud di Tokyo. Per precauzione le autorità hanno fatto evacuare le scuole delle zone costiere e auto della polizia pattugliano le strade più vicine alla costa lanciando appelli alla prudenza.

Redazione online 6 febbraio 2013 | 13:37

Terremoto in Emilia, i numeri della tragedia

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http://it.notizie.yahoo.com/foto/terrmeoto-in-emilai-numeri-tragedia-slideshow/least-nine-killed-5-8-20120529-140329-910.html

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Terremoto in Emilia, i numeri della tragedia

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Alle tragedie non ci può mai abituare davvero. E così quando la terra ha tremato in Emilia il ricordo delle macerie e delle lacrime dell’Aquila, colpita dal terremoto il 6 aprile del 2009, si è arricchito di nuovo dolore. Con tanto di polemiche sulla possibilità di prevenire simili fenomeni naturali o almeno limitarne le conseguenze. (Testi di Filippo Panza)

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emilia 1

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Questa volta il sisma ha colpito la pianura padana con epicentro in provincia di Modena. Erano le 4:03 del 20 maggio di quest’anno quando una forte scossa di 20 secondi, con magnitudo di 5,9 della scala Richter, si è fatto sentire in tutto il Nord e parte del Centro Italia. Il dramma, dovuto al movimento delle faglie e all’accavallamento delle falde appenniniche al di sopra della placca adriatica, è stato subito evidente.

Il bilancio di 7 morti, circa 50 feriti, 5mila sfollati e ingenti danni al patrimonio culturale non lasciava spazio a dubbi. Mentre faticosamente riaffiorava la voglia di vivere degli emiliani, un destino cinico ha colpito di nuovo a soli 9 giorni. E sempre nella stessa zona.

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emilia 2

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Alle 9 del 29 maggio una scossa di 30 secondi, con magnitudo di 5,8 della scala Richter e una maggiore profondità di quella del 20 maggio, ha avuto effetti ancora più devastanti: 20 morti, 350 feriti, 15mila sfollati, numerosi danni ad edifici pubblici, privati e storico-artistico. Soprattutto uno stato perenne di incertezza che le centinaia di scosse successive hanno reso incancellabile.

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Le vittime. Il bilancio totale è di 27 vittime. Medolla, paese in provincia di Modena ed epicentro della scossa del 29 maggio, ha pagato il tributo di sangue più pesante. Qui, infatti, sono morte sei persone, di cui ben 4 sono state uccise dal crollo dell’azienda biomedicale Haemotronic. Il terremoto dell’Emilia è stato anche il dramma dell’emigrazione. Tra i decessi, infatti, ci sono anche il marocchino Mohammed Azaarg e l’indiano Pawan Kumar, operai della Meta di San Felice sul Panaro distrutta dal sisma

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Tra le storie che più hanno colpito l’opinione pubblica quelle di Don Ivan Martini, 65 anni, parroco di Rovereto, morto in chiesa per salvare la statua della Madonna e Martina Aldi, 38enne di Finale Emilia, incinta di pochi mesi e deceduta dopo più di dieci giorni di coma.

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emilia 5

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Le scosse. Quasi 2mila scosse dal 20 maggio fino a metà giugno, quando lo sciame sismico in Emilia ha cominciato ad arrestarsi.Il dramma è scattato alle 4:03 del 20 maggio quando una scossa della durata di 20 secondi di magnitudo pari a 5,86 della scala Richter ha colpito la Pianura padana. L’epicentro a Finale Emilia, in provincia di Modena, a 6,3 km di profondità. La scossa più forte, preceduta all’1:13 e all’1:42 da altre due di 4,1 e 2,2, si è fatta sentire in tutto il Nord e parte del Centro Italia. Successivamente ci sono state altre scosse tra i 4 e i 5,1 di magnitudo.

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Alle 9 del 29 maggio, poi, un nuovo terremoto della durata di 30 secondi, di magnitudo 5,8 e della profondità di 9,6 km. L’epicentro è nella zona di Medolla e Cavezzo, in provincia di Modena, ma il sisma è stato avvertito anche in Slovenia e Croazia. Il 29 si sono verificate altre due scosse alle 12:55 e alle 13 di intensità 5,3 e 5,2. Lo sciame sismico dei giorni seguenti ha avuto punte di rilievo. Il 3 giugno alle 21:20 una forte scossa di magnitudo 5,1 con epicentro a Novi di Modena, dove è crollata la torre dell’orologio, è stata avvertita in tutto il Nord Italia.

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L’emergenza. I numeri dei soccorsi ai terremotati rendono chiaramente la portata della tragedia emiliana. Sono state allestite 52 strutture di accoglienza per 40 mila sfollati. Nello specifico i campi e le strutture coperte hanno accolto fino a 13 mila persone, altre 3 mila sono state ospitate in alberghi e strutture sanitarie.

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Tra questi ultimi sono 1.600 gli anziani e i disabili. Per gestire i 28 campi di accoglienza attivati e le 20 le strutture coperte si sono spesi 20mila volontari impegnati nell’emergenza per 200 mila giornate complessive di lavoro. Tutti i campi sono stati smantellati il 20 ottobre scorso a 5 mesi dal sisma. Ad oggi, comunque, sono ancora 1.475 i modenesi ospitati in hotel. In provincia di Modena 18 comuni continuano a raccogliere le macerie.

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I danni. Non bastassero le vittime, il terremoto ha causato anche enormi danni alle costruzioni rurali ed industriali, alle opere di canalizzazione delle acque, ai monumenti storico-artistici. La cifra complessiva stimata è di circa 13,2 miliardi di euro di cui 12,2 miliardi nella sola regione Emilia Romagna, in particolare nelle provincie di Modena e Ferrara, 980 milioni in Provincia di Mantova e 51 milioni in Provincia di Rovigo. Oltre 72 milioni è la stima dei danni al sistema idraulico e di bonifica.

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Ferito a morte anche il patrimonio artistico e culturale. Oltre 2 miliardi di euro è la stima del danno diretto in tutta l’Emilia Romagna, con 2.100 strutture interessate. Tra queste centinaia di chiese e teatri. Il crollo della secolare torre civica di Finale Emilia è uno dei simboli del sisma.

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L’economia in ginocchio. Seriamente compromesso l’impianto economico della Regione. Ammonta, infatti, a 2 miliardi e 700 milioni di euro il danno stimato alle aziende. Soltanto nei 54 comuni oggetto del decreto del Ministero delle Finanze del 1 giugno 2012 sono quasi 66mila le imprese coinvolte e 270mila gli addetti.

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Tra le realtà più colpite Carpi, Mirandola e Finale Emilia nel modenese, Crevalcore nel bolognese, Reggiolo nel reggiano e Cento nel ferrarese. Danneggiati settori d’eccellenza come il manifatturiero, il tessile, il biomedicale e il commercio. Il valore aggiunto perso a causa del sisma è di 3,1 miliardi di euro. Fino a fine ottobre hanno dovuto fare ricorso alla cassa integrazione 40.752 lavoratori per 3.748 unità produttive. Il maggior numero di cassaintegrati si concentra nel modenese: 25.874 lavoratori di 2.414 aziende.

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Il Parmigiano distrutto. Il sisma dell’Emilia si è accanito soprattutto contro l’agricoltura e l’agroalimentare. Oltre 50mila aziende di un territorio che produce il 10 per cento del Pil agricolo nazionale hanno subito danni per 2 miliardi e 400 milioni. Tra le produzioni agroalimentari locali più colpite c’è sicuramente il Parmigiano Reggiano. Ben 600mila le forme cadute a terra, danneggiati gravemente 37 caseifici di Modena, Reggio Emilia, Mantova e Bologna e oltre 600 allevamenti.

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  • Il danno stimato per il comparto è di 150 milioni di euro. La perdita di valore ha coinvolto le forme al di sotto dei due mesi di stagionatura, quelle con stagionatura fra i 3 e i 12 mesi con un deprezzamento di circa 6 euro/kg e quelle già stagionate e classificate come Dop, di fatto divenute equivalenti a formaggi succedanei, con un calo di valore di due euro/kg.

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Il Parmigiano salvato. Gli italiani, nonostante la crisi economica e finanziaria, hanno portato a casa per solidarietà oltre un milione di chili del Parmigiano Reggiano duramente colpito dal sisma. La corsa all’acquisto si è basata sulle vendite solidali attuate dalla Coldiretti attraverso i mercati e le botteghe di Campagna Amica e quelle del Consorzio di Tutela. Quasi 1 milione di euro è giunto nelle casse del “Comitato Gruppo caseifici terremotati del Parmigiano Reggiano”.

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A questa cifra si aggiungono i quasi 9 milioni di euro derivanti dal contributo straordinario di solidarietà messo in atto dai caseifici del comprensorio di produzione. Anche i consumi hanno mostrato una ripresa: nel trimestre giugno-agosto 2012 le vendite di Parmigiano Reggiano sono state superiori di quasi 61mila forme a quelle dello stesso periodo 2011.

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Fondi di solidarietà. La gara della solidarietà è scattata anche questa volta. Fare un conto preciso è difficile e sarebbe comunque parziale. Dallo sport alla Chiesa, dai media agli artisti fino ai singoli cittadini alle banche, alle aziende e alle associazioni di categoria, sono davvero tante le iniziative che hanno contribuito alla ricostruzione post-terremoto. Nello specifico tramite gli sms sono stati raccolti circa 14 milioni di euro, versati sul conto corrente della Regione e destinati a 38 progetti in altrettanti Comuni.

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Gli oltre 4milioni di fondi raccolti fino ad ora con il concerto a Campovolo, che ha venduto circa 150mila biglietti, sono destinati alla ricostruzione degli istituti scolastici, mentre i 3 milioni di euro del Concerto per l’Emilia sono stati destinati agli ospedali di Mirandola e Carpi. Le donazioni sul conto corrente della Regione Emilia-Romagna a fine settembre ammontavano a 10,26 milioni di euro. Sono stati individuati al momento oltre una ventina di interventi da finanziare.

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Fondi pubblici. Le istituzioni hanno cercato di fare la loro parte per rimediare ai numerosi danni del terremoto dell’Emilia. I fondi totali stanziati con diversi provvedimenti ammontano ad oltre 9 miliardi euro. La cifra non considera la stima del credito d’imposta per le ristrutturazioni, i costi della cassa integrazione ordinaria e straordinaria, l’esenzione tickets e gli interessi sulle anticipazioni bancarie.

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Tra le risorse anche i risparmi del Senato per circa 21 milioni di euro e i 500 milioni reperiti tramite aumento delle accise sui carburanti pari a 2 centesimi di euro al litro. Dopo alcune polemiche sono stati stanziati anche 670 milioni di euro dal Fondo di solidarietà dell’Unione Europea, che ha approvato una rettifica al bilancio 2012. I soldi, a copertura parziale dei costi di emergenza e prima assistenza dei danni provocati dagli eventi sismici, andranno per la quasi totalità all’Emilia e una parte ridotta a Lombardia e Veneto.

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La ricostruzione. A più di 6 mesi dal terremoto del 20 e 29 maggio la laboriosità degli emiliani sta facendo miracoli, anche se tanto resta ancora da fare. Finora sono 650 gli interventi urgenti di messa in sicurezza eseguiti nel modenese e 221 mila tonnellate la quantità delle macerie rimosse. Oltre mille gli edifici scolastici controllati, il 40 per cento in provincia di Modena.

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Oltre 79 milioni sono già stati stanziati in Regione per la costruzione di 28 edifici scolastici temporanei e l’affitto di prefabbricati modulari per 30 edifici scolastici. Nonostante tutto 18 mila studenti hanno iniziato l’anno scolastico in strutture alternative. Nella sanità gli ospedali più danneggiati, Carpi e Mirandola, hanno riattivato rispettivamente il 90 e il 50 per cento delle attività, mentre il nosocomio di Finale è ancora chiuso. Avviati 91 cantieri per la diminuzione del rischio idraulico.

Perché la terra ha tremato nel Pollino

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http://it.notizie.yahoo.com/blog/wired/perch%C3%A9-la-terra-tremato-nel-pollino-094826124.html

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Perché la terra ha tremato nel Pollino

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Nella notte, alle ore 01:05:24 la terra ha tremato tra la Basilicata e la Calabria: un terremoto di magnitudo 5.0 della scala Richter ha colpito infatti la zona del massiccio del Pollino.

L’epicentro, stando ai dati rilasciati dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) è stato nelle vicinanze di Rotonda (Potenza), Laino BorgoLaino Castello e Mormanno (Cosenza), a 6,3 chilometri di profondità. A questa scossa ne sono seguite fino a ora circa un centinaio, di intensità compresa tra 2 e 3,3 gradi. In Basilicata, finora non sono stati riportati danni.

In Calabria invece, si sono verificati crolli ad Altomonte e a Mormanno, dove è stato evacuato l’ospedale, e in entrambi i paesi i sindaci hanno predisposto la chiusura della scuole.

A Laino Borgo una casa di riposo per anziani ha riportato lesioni, mentre a Scalea un uomo di 84 anni è morto a causa di un infarto provocato dallo spavento. Sempre secondo l’Ingv il terremoto è stato avvertito anche in Campaniae in Puglia.

Dopo la sentenza dei giorni scorsi per la commissione Grandi rischi e le sue conseguenze, i sismologi italiani si ritrovano a lavorare sotto una pressione ancora maggiore rispetto al solito: “Siamo ovviamente scossi, noi però continuiamo a fare il nostro lavoro e cerchiamo di farlo al meglio“, ha commentato Rita Di Giovambattista, dirigente di ricerca del Centro nazionale terremoti (Cnt): “e i nostri protocolli non cambiano, continuiamo a essere in contatto in tempo reale con la Protezione Civile“.

Terremoto Emilia: ingenti i danni. In arrivo nuova tassa per la ricostruzione.

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http://it.finance.yahoo.com/notizie/terremoto-emilia-ingenti-i-danni-090021636.html?nc

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Terremoto Emilia: ingenti i danni. In arrivo nuova tassa per la ricostruzione

Tendenza&Mercati

Scritto da redazione | Tendenza&Mercati – lun 21 mag 2012 11:00 CEST
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Il sisma che ha investito l`Emilia nelle province di Modena, Ferrara e Bologna ha provocato numerosi danni, non solo quelli a case e monumenti storici, ma anche alle aziende e alle imprese agricole che, gia’ provate dalla crisi ora si trovano ad affrontare questo nuovo tragico imprevisto.

La Coldiretti, dopo un primo sommario sopralluogo, ha fatto sapere che “Nelle campagne dell’area interessata dall’epicentro del sisma si sono verificati decine di crolli negli edifici rurali con case, stalle, fienili, macchinari e serre lesionati e danni previsti per milioni di euro. Impossibile essere piu’ precisi, per ora, anche se l’associazione ha reso noti alcuni allarmanti dettagli.
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Nel Ferrarese a Sant’Agostino e’ crollato l’impianto fotovoltaico installato sul tetto di un capannone adibito a ricovero di macchinari e attrezzi agricoli nell’azienda di un componente di giunta della Coldiretti di Ferrara. Anche i numerosi allevamenti di animali da latte rischiano di scontare con pesantissime perdite economiche il sisma, al momento stimate attorno ai 50milioni di euro.
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E’ allarme terremoto anche per gli animali che sono rimasti intrappolati sotto le macerie delle stalle. Laddove i crolli non si sono fortunatamente verificati, Coldiretti fa sapere che gli animali, spaventati hanno ridotto, quando non proprio interrotto la produzione di latte. Ancora al vaglio i danni alle aziende associate a Confindustria, in particolare quelle della ceramica.
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Infine tra i primi a indicare l’entita’ delle perdite e’ stato il Consorzio Grana Padano che ha indicato in 400mila forme andate perse, numerosi capannoni danneggiati per un valore che si aggira attorno ai 250 milioni di euro. ARRIVA LA TASSA SULLE DISGRAZIE Con la dichiarazione di dello stato di calamita’ arrivera’ sui territori colpiti dal terremoto la nuova “tassa sulle disgrazie” introdotta dalla riforma della Protezione civile.
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L’aumento delle accise oltre i tetti normali di legge e’ previsto come strumento chiave per finanziare le ricostruzioni senza metterle interamente a carico della fiscalita’ generale. In pratica, il testo della riforma prevede una doppia modalita’: ad alzare il carico fiscale su benzina e gasolio puo’ essere lo Stato, con un provvedimento dell’agenzia delle Dogane, e i Governatori, dopo la dichiarazione dello Stato d’emergenza. In entrambi i casi, gli aumenti non possono essere superiori a 5 centesimi al litro. 21 / 05 / 2012 Economia Scrivi il tuo commento sulla pagina ‘Terremoto Emilia: ingenti i danni. In arrivo nuova tassa per la ricostruzione ‘ Economia Soldi Notizie

Autore: Riccardo Capannelli – Finanzautile.org

Messico, terremoto di magnitudo 7.4. Calderon: Nessun danno grave

LaPresseLaPresse – 2 ore 8 minuti fa
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Città del Messico (Messico), 20 mar. (LaPresse/AP) – Un forte terremoto di magnitudo 7.4, seguìto da una scossa di assestamento, ha colpito la zona centro-meridionale del Messico poco dopo mezzogiorno ora locale (le 19:02 in Italia) e centinaia di residenti si sono riversati per le strade. L’epicentro è stato individuato nello Stato meridionale di Guerrero a circa 25 chilometri da Ometepec e il sisma è stato avvertito in modo molto forte nello Stato di Oaxaca e nella capitale Città del Messico. Nello Stato di Oaxaca le scosse di assestamento sono state due.

NESSUN DANNO GRAVE. “Al momento non si riportano danni gravi per il terremoto”, ha comunicato su Twitter il presidente Felipe Calderon. Un ponte pedonale è crollato a Città del Messico schiantandosi su un minibus, ma non si hanno notizie di vittime. Il sindaco di Città del Messico, Marcelo Ebrard, ha inoltre scritto su Twitter che il sistema idrico e altri “servizi strategici” della città non hanno registrato problemi a seguito del sisma. Nella capitale e nelle aree in cui il terremoto è stato avvertito le linee telefoniche non funzionano. L’aeroporto di Città del Messico è stato chiuso per breve tempo ma non sono stati riscontrati danni alle piste e le operazioni stanno per tornare alla normalità.

LA FIGLIA DI OBAMA IN MESSICO. Anche la figlia del presidente Usa Barack Obama, la 13enne Malia, si trova in Messico e precisamente a Oaxaca, nel sud del Paese. La Casa Bianca ha fatto sapere che sta bene e non ha corso alcun pericolo per via del terremoto. La ragazzina si trova in vacanza con la scuola. Solitamente la Casa Bianca non rilascia commenti sulle figlie di Obama, ma in questo caso ha fatto un’eccezione per via del sisma.

L’INTENSITA’ DEL SISMA. L’istituto geologico degli Stati Uniti e quello sismologico messicano hanno però fornito stime differenti della magnitudo. Secondo lo Usgs la prima scossa è stata di magnitudo 7.4 e la seconda di 5.1; per il centro messicano, invece, la scossa di assestamento è stata di magnitudo 4.8.



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