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APOSTOLO DOTTOR JOSÉ LUIS DE JESÚS MIRANDA
GESUCRISTO UOMO
30 di dicembre del 2012
(05 di Settembre del 2012)
Quindi, il tema di oggi é: “IL LABIRINTO DELLA FEDE”
Quelli che sono caduti in questo labirinto non possono ritornare, anche se cercano di farlo. É una bestemmia imperdonabile.
Guarda, vicino a te c’é un buco, un precipizio dove possono cadere quelli che camminano. Ci sono persone che al momento dicono:
-“Come puó essere questo?”-
-“Come puó essere Lui, Dio?”-
-“Come? Se gli é successo questo, che se gli é successo quello …”-
E quindi, si fanno queste domande e dicono: -“La Bibbia é stata scritta molto tempo fa, questo sta lí da molto tempo. Io ho diritto ad interpretarla …”-
Una volta che tu cadi in questo, neghi la fede.
É per questo che Paolo dice lá, nella Seconda carta ai Tessalonicesi capitolo 2, versi dall’ 1 al 3:
“Peró rispetto alla venuta del nostro Signore Gesucristo,
e la nostra riunione con Lui vi preghiamo, fratelli, che non vi lasciate muovere facilmente dal vostro modo di pensare né vi confondiate…”
Dice il verso 3:
“NESSUNO VI INGANNI in nessuna maniera…”
benedetto…
“Badate bene, non sia che qualcuno venga meno alla grazia di Dio,
che spuntando qualche radice di amarezza, vi disturbi
e per essa molti siano contagiati;
non ci sia qualche fornicatore, o profano, come Esaú,
che per una sola pietanza ha venduto la sua primogenitura.
Perché sapete giá che in seguito, desiderando ereditare la benedizione,
é stato respinto e non c’é stata opportunitá per il pentimento,
sebbene l’abbia richiesta con lacrime.”
Ci sono cose che, poiché tu sei stato illuminato, non hanno perdono, benedetto.
Lí ci sará il pianto e lo stridore di denti. Tu sai cosa significa stare qui e per camminare nella maniera come stai camminando, ascolta, quando arriva la trasformazione… tu sai cosa significa per te restarne fuori?
-“No, questo é per gli empi”-
No! No, no, no, gli empi neanche a pensarlo, quelli scompariranno e non ci sará piú memoria di loro, ma tu?
Dice… Seconda ai Tessalonicesi capitolo 3, verso 6:
“Peró vi ordiniamo, fratelli, nel nome del nostro Signore Gesucristo,
che vi appartiate da ogni fratello …”
osserva che non dice: DA OGNI EMPIO
“…da ogni fratello che si comporti disordinatamente,
e non secondo l’insegnamento che avete ricevuto da noi…”
Se tu vedi in giro un fratello e lo vedi sempre ubriaco, o fumando come un turco, o facendo sempre baldoria e dice di essere un fratello, ed é un benedetto e usa la libertá come libertinaggio: da questo appartati, da lui.
Mantieniti saldo, guarda: il fondamento é stato posto, le 14 epistole di Paolo, queste sono le carte nelle quali tu devi mantenere la tua fede.
L’ idea é che “il nuovo uomo creato secondo Dio” sia stato illuminato in te e che tu sia vero, un fratello vero, umile, onesto, che si possa confidare in te. Questa é la necessitá e quello che lo Spirito di grazia dice in questi momenti.
Cosí che, benedetti, fratelli miei: avanti! Prendetevi cura dell’Amata, prendetevi cura del vostro fratello, vegliate che nessuno inganni nessuno… l’altro. NON É TEMPO DI INGANNARE.
Occupatevi dei fatti vostri, occupatevi del vostro lavoro, delle vostre responsabilitá: metta le cose in ordine, curi la sua famiglia, sua moglie. Questa é la chiamata, perché colui che non sa governare la sua casa, come potrá governare la casa di Dio?
(VESCOVO LUIS MARTÍN GUÍO 1 DI FEBBRAIO DEL 2012)
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Oggi, per istruzione di nostro Padre e Dio, il Dottor José Luis De Jesús Miranda, staremo trattando un tema di gran importanza.
Il tema ha come titolo: Tre Tappe dell’Apostasia.
Cosí che, cominciamo con il verso centrale lá, in Galati 4. L’ Apostolo Paolo stava parlando con i galati, con quelli della Galazia, una chiesa che lui aveva concepito.
Waw! Guarda che domanda. Galati 4, versetti 15-16:
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“Dove, dunque, sta quella soddisfazione che sperimentavate?
Perché vi dó testimonianza del fatto che, se avreste potuto,
vi sareste tolti i vostri propri occhi per darmeli.
Sono diventato, dunque, vostro nemico per dirvi la veritá?”
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Per questo viene questa esortazione da parte di Gesucristo Uomo e Lui ci vuole richiamare l’attenzione, in amore, e vuole che osserviamo tre tappe in ció che é l’apostasia. L’apostatare si manifesta in tre tappe differenti:
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Prima tappa: Interna.
Diceva nostro Padre che nella mente cominciano i pensieri, i dubbi, cominciano quei dardi lí, nella carne.
Comincia la persona: -“E, se questo non succede? E, perché quest’altro?”-
Cominciano le domande: -“Waw! E, perché mi é successo questo? Perché gli é successo questo al tizio? E se questo non succede?”-
E comincia il sospetto: -“Waw! E perché nostro Padre, ultimamente, non lo vediamo piú tanto spesso? E cos’é (successo) con il vescovo? E perché?”-
Cominciano i sospetti… una situazione, dei pensieri che si possono convertire in fortezze.
Seconda Tappa: Esterna
Questa tappa é dove sta il punto delicato perché, se lascio annidare questi pensieri, arriva un momento nel quale questi pensieri hanno fatto una fortezza nella mente e si manifesta esteriormente.
E lí comincia la persona a parlare male: comincia a parlare male del ministero, di Papi, dei benedetti, del collaboratore, della dottrina. Lí resta giá dipinto (modo di dire: giá mostra le intenzioni del cuore -ndt), giá non si congrega e, se no si congrega, ebbene, nemmeno semina.
Giá non gli interessa, giá non é importante il ministero, giá sembra che le prioritá siano cambiate, giá non é “la perla di gran prezzo”, giá é: -“Io vado a volte…”- …tu sai: -“Io lo vedo a volte con la coda dell’occhio…”-. E: -“Sí, io posso congregarmi peró preferisco internet”-. E cominciano le scuse, situazioni nelle quali giá si fa manifesta questa apostasia.
Guarda quello che Papi mi diceva: -“Il punto piú delicato in questa tappa é che gli angeli consegnano questa persona come a un labirinto di pensieri, a un labirinto dal quale non c’é modo di uscire”-.
Diceva Papi che é come un punto di non ritorno: Giá lí non c’é retromarcia, anche se volessi tornare.
La terza tappa: nostro Padre ci ricordava che si manifestano le conseguenze dell’apostasia.
Terza Tappa: Le Conseguenze
Dentro a queste conseguenze, per esemplo, la persona viene consegnata alla sua mente carnale, viene consegnata a Satana, alla sua mente carnale.
Uhi! Questo é tremendo, il caso dei galati. L’Apostolo li aveva concepiti, l’Apostolo Paolo, ed é arrivato un momento nel quale Paolo si é convertito in un loro nemico . Giá Paolo non era amico, giá Paolo non era il loro Apostolo: -“Mio fratello, il mio Apostolo”-. No. Giá era nemico: “…mi sono convertito in vostro nemico”.
Questa é una vergogna. Tremendo! Che nostro Padre arrivi ad essere questo per alcune persone, che poi giá ne parlano con disprezzo.
Un’altra conseguenza: gli dá prurito di udire di tutto, di udire di qua e altre cose.
Guarda nella Seconda carta a Timoteo 4:3, dice:
“Perché verrá un tempo nel quale non sopporteranno la sana dottrina,
ma, per il prurito di udire,
si circonderanno di maestri secondo le loro proprie concupiscenze.”
Queste persone giá smettono di udire nostro Padre e cominciano ad udire altre cose. E colui che prima diceva: -“Benedetto”- adesso dice: -“Benedizioni”- …ascolta, cos’é successo al benedetto?
Cosí che, l’ esortazione oggi, Amata, per noi e naturalmente mi includo sempre in questo, é: ripulirci da ogni contaminazione.
Secondo: prenderci cura di noi stessi e della dottrina. E per prenderci cura di noi stessi e della dottrina: il Ricalco, la riunione.
Numero tre, essere diligenti e non pigri in ció che richiede diligenza. E lí non sta parlando di levatacce alle 5 della mattina, no, stá parlando di essere diligenti in ció che richiede diligenza: nella confessione, nella nostra semina.
Come cambiare la perla di gran prezzo, come cambiare questo tesoro tanto meraviglioso, per cosa? Cambiarlo con cosa? Dimmi: per cosa si puó cambiare questo? Non c’é modo. Non c’é niente comparabile alla multiforme sapienza, le parole ineffabili che Dio stesso ci ha dato.
Abba Padre! Dai un applauso a Gesucristo Uomo. Grazie, Papino!
Benedetti con tutte le benedizioni!
(15 di luglio del 2012)
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Prima carta ai Corinzi capitolo 4, verso 20:
“Perché il regno di Dio non consiste in parole ma in potere.”
Se questo ministero é un ministero di parole… e adesso Paolo mi dice che “…il regno di Dio non consiste in parole ma in potere”.
C’é gente che parla molto ma non parla di potere… e il vangelo che cos’é? Potere di Dio!
Quindi, siccome noi insegnamo il vangelo, non sono parole. Non stiamo parlando di un qualunque potere, stiamo parlando del potere di Dio, il potere del regno. Adesso, perché non sta funzionando piú? Per la tua condizione umana.
Dunque, Dio dice: “Voi siete déi.”
Salmo 82, verso 6 (salmo 81:6, ed. Cei):
“Io ho detto: Voi siete déi…”
Immaginati: déi senza potere. Con ragione tu dici alla gente in giro: -“Dica: Sono un dio”- e non si azzarda!
-“E come faccio a dire che sono un dio se sono in bancarotta?”- ed é mancanza di fede!
La carne vuole mettersi in tutto, guarda: la carne si mette nella tua relazione matrimoniale e ti anticipa cose e ti dice cose, perché vuole molestarti. Si mette nei tuoi affari, si mette nei tuoi studi, nel lavoro, perché é che il regno della carne funziona cosí.
Tu vivi in uno stato di corruzione. Questo mondo sta in corruzione, é per questo che bisogna vestirlo di immortalitá!
E come facciamo a vestirlo? Con il potere di Dio.
Adesso, questo invito:
“Sollevati, oh Dio, giudica la terra,
perché tu erediterai tutte le nazioni.”
Immaginati: “Sollevati, oh Dio, giudica la terra.” E con cosa l’avrebbe giudicata? Con il potere del vangelo.
É per questo che noi stiamo giudicando la terra e la stiamo giudicando bene, perché stiamo facendo divisioni, giudicando, spiegando con il vangelo della Incirconcisione.
Io intendo quello che io insegno. Conosco il potere di quello che io insegno e so i miracoli che causa e lo stile di vita.
Io, in questo momento, vi faccio una preghiera come diceva Paolo: “…io vi prego di presentare i vostri corpi in sacrificio vivo, santo, che é il vostro culto razionale” e non vi sottomettiate alle tradizioni.
Tu sei un dio, tu sei un dio poderoso.
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“LA FEDELTÁ CHE ESIGE UN PATTO”
(12 di dicembre del 2012)
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Ebrei capitolo 12, versi dal 12 al 17:
“Pertanto, sollevate le mani cadute e le ginocchia paralizzate
e fate sentieri diritti per i vostri piedi, per far sí che la zoppía non vi porti fuori dal cammino ma che sia sanata.
Perseguite la pace con tutti e la santitá senza la quale nessuno vedrá il Signore.
Badate bene, non sia che qualcuno venga meno alla grazia di Dio
che, spuntando qualche radice di amarezza, vi disturbi
e per essa molti siano contagiati…”
osserva che una radice si attacca ad uno, e lui l’attacca a un altro … contagia.
“…non ci sia qualche fornicatore o profano come Esaú,
che per una sola pietanza ha venduto la sua primogenitura.
Perché sapete giá che in seguito, desiderando ereditare la benedizione,
é stato respinto e non c’é stata opportunitá per il pentimento,
nonostante lo abbia richiesto con lacrime.”
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Peró dice lí che Esaú ha venduto la sua primogenitura e quando si é reso conto di quello che ha fatto, del privilegio che ha perduto, sembra che abbia detto: -“No, no, io la voglio, perdonami, non mi sono reso conto di quello che ho fatto”- peró, poi, giá non si poteva.
Osserva, io mi sono messo a studiare, per esempio: io ho qui casi come Barnaba che é stato trascinato dall’ipocrisia degli apostoli perché, una volta che é stato trascinato, gli é stato difficile ritornare nonostante si sia reso conto: -“Ascolta, Pietro mi ha ingannato… e adesso come ritornare?”-
Imeneo é naufragato nella fede. Sembra che Giacomo lo abbia confuso dicendo: -“Non é solo per fede, é anche per le opere”- ed é naufragato nella fede.
Alessandro, era che parlava male di Paolo.
Fileto, ha detto che giá la trasformazione si era effettuata, che non bisognava aspettare per la trasformazione perché giá siamo immortali e siamo giá risuscitati insieme a Cristo e non bisogna aspettare piú niente. Giá sta la trasformazione.
Seconda carta a Timoteo 4: 9.
“Procura venire presto a vedermi perché Dema mi ha abbandonato
amando questo mondo, e se n’é andato a Tessalonica.”
Osserva, questo non é stato dottrinale, non é stato che si era effettuata la risurrezione, non é stato trascinato per ipocrisia: questo é stato “ventre”, il denaro.
Quando qualcuno viola questo, lo ha violato e rimane fuori. Ascolta, nella grazia tu puoi sbagliare, puoi esagerare ma non sbagliare nella dottrina perché lí non c’é ritorno.
E quindi sono casi e questo ministero che adesso sta stringendo… e adesso siamo nella parte importante del progetto “trasformazione”.
Questo é un privilegio molto grande, essere trasformato.
Filippesi capitolo 3, verso 2:
“Guardatevi dai cani…”
Uuuh!
“…guardatevi dai cattivi operai…”
C’é gente cattiva e si puó infiltrare in Crescendo in Grazia. Guardati! Non lasciarti convincere perché dice “benedetto” e “Abba Padre”: questo si impara.
C’é gente ipocrita che si infiltra, per questo Paolo ti dice: -“Guarda: guardatene tu, io non ti posso proteggere perché sei lontano da me”-.
Romani 16, verso 17:
“Ma vi prego, fratelli, di guardarvi bene da coloro che causano
divisioni ed inciampi contro la dottrina che voi avete appreso,
e che vi appartiate…”
da chi?
“…da loro…”
non dargli amicizia
“…perché tali persone non servono nostro Signore Gesucristo…”
in questo caso
“…ma i loro propri ventri,
e con suavi parole e elogi ingannano i cuori di…”
chi?
“…degli ingenui.
Perché la vostra obbedienza é diventata nota a tutti
cosí che gioisco di voi;
peró voglio che siate saggi per il bene e ingenui per il male …”
Che cosa significa ingenuo? Voi mi stavate dicendo che ingenuo… cos’é? E quindi, adesso dice che tu sia ingenuo per cosa?
IO, LA MIA PARTE É CREDERE. Se lui mi dice questo, devo credere a quello che lui dice: qui nessuno inganna nessuno! Qui sono venuti ingannatori, guarda, e non stanno qui. E adesso stanno… dico: se ci stanno … non so neanche dove stanno. Neanche di lá stanno.
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(29 di aprile del 2012)
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Seconda carta ai Corinzi capitolo 5, versi dall’ 1 al 4:
“Perché sappiamo che se la nostra dimora terrestre…”
che é questa carne che abbiamo addosso
“…questo tabernacolo, si distruggesse, riceveremmo da Dio un edificio”
l’ edificio é l’uomo spirituale, ma lo ha chiamato edificio
“…una dimora non fatta da mani, eterna…”
non in alto
“…nei cieli…”
qua sotto!
“Ed anche per questo gemiamo, desiderando essere rivestiti di quella nostra abitazione celestiale, poiché cosí saremo trovati vestiti …”
siamo nudi, non siamo vestiti, siamo nudi nell’aspetto spirito
“Perché nello stesso modo, noi che stiamo in questo tabernacolo…”
in questa argilla, in questo corpo di carne
“…gemiamo con angoscia, perché non vorremmo essere
denudati ma rivestiti, per far sí che ció che é mortale sia…”
cosa? Inghiottito!
“…assorbito dalla vita”.
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Quando questo mortale si vestirá di immortalitá e quando la morte verrá assorbita dalla vita, quindi, dice lí che all’essere rivestiti ció che é mortale, il tabernacolo, la carne, sará assorbito dalla vita.
Quindi siamo noi che dobbiamo offrire… e, a volte, passiamo momenti forti perché il tabernacolo, immaginati… loro che non hanno niente di sicuro, totalmente in tenebre.
Noi abbiamo una speranza e stiamo nel tempo adeguato, nel tempo corretto nel quale questo si manifesterá.
Andiamo a vedere la Prima carta ai Corinzi 15: 54.
“E quando questo corruttibile si sia vestito di incorruttibilitá e questo mortale si sia vestito di immortalitá, quindi si compirá la parola che sta scritta:
Sorbita é la morte in vittoria”.
Osserva, dice: “Quando sará vestito…” perché adesso é nudo.
Peró, l’ Apostolo dice questo nella prima carta ai Corinzi e nella seconda carta torna e lo menziona ancora.
Guarda quello che dice adesso la Seconda carta ai Corinzi capitolo 4, verso 10:
“…portando nel corpo…”
nel nostro tabernacolo
“…sempre e dovunque la morte di Gesú,
perché anche la vita di Gesú si manifesti nei nostri corpi”.
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A volte uno legge questo e si domanda: -“Come posso io portare ovunque la morte di Gesú?”-
Ebbene, guarda, noi soffriamo molta persecuzione per portare (ovunque) questa morte, perché non é portarla come fa il religioso che si butta una croce addosso: é spiegare cosa significa questo.
Ogni volta che tu dici: -“Non c’é peccato”-, lí stai portando la morte di Gesú.
Ogni volta che tu dici: -“Il diavolo é rimasto distrutto”-, lí stai portando la morte di Gesú.
Ogni volta che tu dici: -“Non si dice “Dio ti benedica”, si dice “Benedetto””- stai portando la morte di Gesú.
Cosí che, noi stiamo aspettando la trasformazione: questo deve essere il nostro vocabolario.
Guarda, tutto quello che tu dici adesso, si manifesta nel suo tempo. Tu hai notato questo? Che uno comincia a parlare…
E quello che non si sia rinnovato, ricorda che non é che Dio dice: -“Questo sí, questo no!”-, é che dipende se tu stai crescendo nella conoscenza.
La conoscenza nel tuo spirito é quella che assorbirá la morte.
Dio non si mette in questo. Dice: -“Bene, questo sta nelle tue mani. Nelle tue mani. Devi crescere. Devi osservare la parola, confessarla, farla parte di te”-.
(19 di dicembre del 2012)
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Il tema di oggi é “L’ Arrivo del Signore”.
Non la venuta, perché si diceva che Lui veniva. Adesso é l’arrivo: é arrivato.
Quando il mondo sente che Gesucristo é arrivato: -“E dove stá?”-
-“In Miami”-.
Atti capitolo 1, verso 11:
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“…i quali gli dissero anche: Uomini di Galilea…”
quei due angeli
“…perché state guardando in cielo?”
Naturalmente, se tu vedi che Cristo viene elevato cosí, di fronte a te, stai a guardare! Gli dicono:
“Perché state guardando in cielo?
Questo stesso Gesú, che é stato preso da voi al cielo,
cosí verrá come lo avete visto andare in cielo.”
Numero 1: Verrá cosí.
-“Peró, in che senso verrá cosí?”-
-“Ebbene: lui stesso, con l’altezza che ha, il metro e ottanta che misura e il peso che ha. Lui stesso tornerá a vivere, verrá un’altra volta. Lo stesso”-.
Quindi, tu devi intendere che questa venuta non é una venuta per far sí che tutto il mondo lo veda cosí: scendendo (dal cielo). Non é questo.
Dí: PROPOSITO.
Quando tu osservi bene, Lui ha avuto un proposito nella Sua venuta:
Lui é venuto ed ha tolto la legge.
Lui é venuto ed ha distrutto il diavolo.
Lui é venuto ed ha tolto il peccato.
Lui é venuto ed ha stabilito un nuovo patto.
E quindi, dopo di questo proposito… Lui ha terminato questo proposito, ha lasciato un nuovo patto stabilito e poi é stato portato via.
Ebbene, nella stessa maniera come é venuto la prima volta, viene la seconda volta: con proposito non con misticismo.
Benedetto, pensa con me. Sii flessibile. Non ti lasciare convincere nemmeno da me. Guarda quello che io ti presento:
Non c’é un uomo nella storia, non c’é un uomo in tutta la storia di duemila anni che sia venuto come sono venuto io, predicando Cristo senza relazione con il peccato, dicendo che il peccato é stato tolto, dicendo che tu sei perfetto con una sola offerta.
(Applausi)
Quindi questo é il mistero di questo ministero.
Questa é la tua evidenza, perché se dopo di ció che io ti diró tu dubiti di questo, guarda, tranquillino che non ci metteremo con te: rispetteremo la tua debole coscienza.
Prima carta ai Corinzi capitolo 4, versi 5 e 6:
“Cosí che, non giudicate niente prima del tempo,
fino a che venga il Signore, il quale chiarirá anche l’occulto delle tenebre,
e manifesterá le intenzioni dei cuori;
e allora ciascuno riceverá la sua lode da Dio.”
Vuole dire che Paolo dice: -“Guarda, quando Lui verrá, Lui tratterá con i cuori”-.
E l’unica gente che ha cuore sono gli esseri umani viventi e le intenzioni dei cuori le ha la gente vivente. Vuole dire che quando lui fosse arrivato, sarebbe arrivato ma non in una nuvoletta lassú, a farti cosí: -“Vieni, salí quassú…”-.
No! Lui veniva: -“Prima sistemiamo la tua testa. Prima trattiamo con le intenzioni del tuo cuore. Prima andiamo a chiarire l’occulto delle tenebre, perché tutto questo sistema protestante, cattolico, tutto questo cristianesimo… tutto questo é tenebra”-.
Cosa sono le tenebre? L’ opposto della luce. E che cos’é la luce? La veritá. Cosa sono le tenebre? Ció che non é veritá. E che cosa predicano loro? Menzogne.
Prima carta ai Tessalonicesi capitolo 4, verso 16:
“Perché il Signore stesso con voce di comando…”
con una manifestazione mistica nei cieli?
Proposito!
“Perché il Signore stesso con voce di comando…”
Chi?
Con voce di cosa?
Tu hai visto il comando che c’é qui, in questa mattina? Qui c’é voce di autoritá. Qui c’é voce di comando.
“…con voce di comando, con voce d’ arcangelo…”
perché solo gli arcangeli conoscono i misteri occulti
“…e con tromba di Dio, scenderá dal cielo.”
Ti ricordi Atti 1:11, quando ha detto: “Lui stesso scenderá”? Lo stesso che é salito é quello che é sceso.
“Con voce d’arcangelo e con tromba di Dio scenderá dal cielo;
e i morti in Cristo risusciteranno per primi.”
La conclusione di oggi é che il Signore Gesucristo vive in questo ministero e non si puó tappare il cielo con un dito. Le evidenze sono molto chiare.
SE QUESTO NON É COME LO ABBIAMO VISTO FINO ADESSO, GUARDA: “MANGIAMO E BEVIAMO CHE DOMANI MORIREMO” E DIMENTICHIAMOCI DI QUESTA STORIA.
PERÓ, SE QUESTO LIBRO É VERITÁ PER TE CHE MI STAI GUARDANDO, SE QUESTA É LA VERITÁ QUINDI IO SONO IL SIGNORE!

TRE TAPPE DELL’APOSTASIA
Pubblicato 24 febbraio 2012 Ricalchi 2012 ChiusoEtichette: alessandro, amarezza, amore, angeli, antiochia, apostasia, benedetti, Chiesa, circoncisione, collaboratore, commenti, contaminazione, coscienza, crescendo, cristiani, diligenti, Dio, disprezzo, divisioni, dottrina, Edificazione, energia, Esaù, fede, fornicatore, fratello, galati, gelosie, Gesucristo uomo, giacobbe, governo, grazia, Imeneo, infettati, interessi, ipocrisia, labirinto, macchinazioni, mente, metafisica, ministero, nemico, padre, Paolo, perla, pettegolezzi, prescelti, primogenitura, profanatore, radice, santità, santo, Satana, scienza, scuse, sospetto, spirito, timore, timoteo, trasformazione, umili, vangelo, velenosa, vergogna, Vescovo
VESCOVO LUIS MARTÍN GUÍO
1 DI FEBBRAIO DEL 2012.
Benedetti con tutte le benedizioni!
Oggi, per istruzioni di nostro Padre e Dio, il Dottor José Luis De Jesús Miranda, staremo trattando un tema di gran importanza, tenendo in conto del fatto che siamo a soli pochi giorni dalla gran trasformazione.
Così che io ricevo, io dichiaro che sono le Sue parole nella mia mente, nella mia bocca e che sono fedele nel comunicare il Suo messaggio per noi.
Il tema ha come titolo: Tre Tappe dell’ Apostasia.
E a titolo di introduzione dobbiamo dire che, biblicamente, ci sono molti esempi di persone che si consideravano salde in quello che credevano, in quello che professavano ma, un giorno, questa fermezza è caduta. Un giorno hanno smesso di manifestare questa fermezza e, al contrario, hanno apostatato: si sono allontanati da quello che credevano.
E vale la pena notare, questa è una nota molto importante prima di cominciare, che non staremo parlando di persone che non sono mai state nel Ministero: oggi parleremo di persone che stanno nel Ministero, Prescelti che credono, che sono saldi ma che, per qualche ragione, la loro fermezza viene incrinata in qualche modo. E questa è un’esortazione in amore che nostro Padre ci fa.
Così che, ricorda, non staremo parlando di persone che sono state qui fisicamente ma che non sono mai state parte, persone che si sono avvicinate a questo governo e che, improvvisamente, se ne sono andate e uno dice: -“Ma che cos’è successo?”- ed è che non sono mai state con noi.
In realtà, nella loro mente c’erano macchinazioni, o si stavano cercando una posizione, macchinando alcuni interessi. E, al vedere che gli angeli li hanno smascherati, perchè sono gli angeli che guidano questo Governo, il governo di nostro Padre, gli angeli li hanno smascherati e se ne sono andati. Ma questo tipo di individui non sono mai stati in mezzo a noi. Non parleremo di loro.
Parleremo dei Prescelti, di noi che ci dichiariamo saldi e riceviamo che rimaniamo così fino alla trasformazione e senza limiti.
Così che, cominciamo con il verso centrale là nella lettera ai Galati 4. L’apostolo Paolo stava parlando con i Galati, con quelli della Galazia, una chiesa che lui aveva concepito e che manifestava una fermezza tremenda, al punto tale che loro volevano addirittura dare i loro occhi a Paolo.
Paolo aveva una menzognetta lì negli occhi e loro si dichiaravano saldi, e dicevano: -“Diamo la nostra vita per l’apostolo Paolo”-. Ma che cos’è successo? Paolo è rimasto sorpreso: qualcosa è successo ai Galati.
Guarda la lettera ai Galati 4 versicolo 15-16. Dice:
“Dove sta, quindi, quella soddisfazione che sperimentavate?”
Wow! Guarda che domanda: -“Dove sta, quindi, quella soddisfazione che sperimentavate?”-
“Perchè vi dò testimonianza del fatto che, se aveste potuto, vi sareste cavati i vostri propri occhi per darmeli.
Sono dunque diventato vostro nemico…?”
Wow! Paolo, immaginati, si è convertito adesso nel loro nemico.
“…dicendovi la verità?”
Versi 19-20.
“Figlioletti miei che io di nuovo partorisco nel dolore, affinchè Cristo sia formato in voi.”
“Vorrei stare con voi in questo momento e cambiare di tono, poichè sono perplesso” wow! Guarda questa espressione: “poichè sono perplesso a vostro riguardo.”
Quindi, l’apostolo Paolo è rimasto sorpreso, perchè loro manifestavano una fermezza tremenda. E disse: -“Sono perplesso! Dove sta questa soddisfazione che voi sperimentavate? Che volevate addirittura darmi i vostri occhi!”-.
Immaginati, loro manifestavano una fermezza per la quale Paolo ha detto: -“Bene, mi tocca tornare a concepirli. Devo tornare a soffrire i dolori del parto. Voi siete miei figli, io vi ho concepito, che cos’è successo con questa fermezza?”-.
Wow! Questa è un’ espressione ben tremenda, e sta parlando dei figli di Paolo, Paolo li aveva concepiti con il vangelo. E questo è quello che è successo: lo hanno lasciato perplesso.
È per questo che viene questa esortazione da parte di Gesucristo Uomo e Lui ci vuole richiamare l’attenzione in amore e vuole che osserviamo tre tappe in quello che è l’apostasia. L’apostatare si manifesta in tre tappe differenti.
La Prima tappa: Interna.
Cioè, quando una persona apostata non si manifesta così: -“No, già non sta venendo, già non è parte di questo”-. No! Comincia prima internamente, nella mente.
Diceva nostro Padre che nella mente cominciano i pensieri, i dubbi, cominciano questi dardi lì, nella carne. Comincia la persona (a chiedersi): -“E, se questo non succede? E, perchè quest’altro?”-
Cominciano le domande: -“Wow! E perchè mi è successo questo? Perchè è successo questo al tizio? E se questo non succede?”-
E comincia il sospetto: -“Wow! E perchè nostro Padre, ultimamente, non lo vediamo spesso? E cosa succede al Vescovo? E perchè…?”- Cominciano i sospetti, una situazione, dei pensieri che possono convertirsi in fortezze.
Mi diceva Papi che “…la persona comincia a lasciare questa fermezza, questa costanza e comincia addirittura a frequentare persone che già non fanno parte del Governo”. Comincia a frequentare ed ascoltare chiamatine, mail, situazioni, e poi comincia a cercare mancanze nel Governo, alcune falle nel Ministero: -“E perchè questo? E perchè questo non è stato fatto così? Questo si sarebbe dovuto fare così! Per me questo non è corretto…”-, e cominciano a cercare mancanze in molte cose e questi sono i pensieri che possono venire. Benedetto, hello! Sono pensieri che possono venire alla mente.
Una volta Papi ha detto che a uno può cadere una piuma o qualcos’altro sulla testa, ma non possono farci un nido. E questo è quello che succede. Se una persona non si toglie la contaminazione di alcune cose, comincia a formarglisi una fortezza nella mente e lì comincia una apostasia interna.
Guarda che io ho avuto l’opportunità di compartire con persone che già non stanno in questo Governo, che sono state qui e già non stanno, e ricordo che prima che gli si manifestasse questa apostasia cominciavano a fare domande, domande strane.
Cose così, per meglio dire, come di dubbi: -“E, perchè è necessaria la trasformazione? E perchè…?”-. Io restavo sorpreso, pensando: -“E tu, benedetto, da dove tiri fuori queste domande? Wow! Ascolta, io ricevo che questo benedetto sta saldo!”-. Ed oggigiorno non sono più qui.
Oggigiorno non ci sono!
Perchè hanno cominciato contaminazioni lì, nella loro mente, e non hanno sottomesso questo (questi pensieri).
Quindi, diceva nostro Padre, che può esserci qualcuno che sta ascoltando in questo momento questo tema e dica: -“Ascolta, io sto passando per cose così, a volte…”- e se questa persona non si avvicina rapidamente a un benedetto che sta saldo… ti ricordi che Papi una volta ci ha detto che colui che si avvicina a un buon albero (buona ombra lo copre)…, che dobbiamo accompagnarci con gli umili, con le persone che ci edificano, con persone che, invece di farti fluttuare, ti rinsaldano (e ti dicono): -“Ascolta benedetto, io ti dichiaro così”-. Wow! Che bello compartire con questo benedetto!
Ebbene, Papi diceva che se, improvvisamente, tu stai sentendo questo, questo come una piccola fluttuazione che Papi ci sta mandando, se c’è qualcuno che sta fluttuando, si può avvicinare a qualcuno che sta saldo e gli può dire: -“Guarda, io ho queste domande…”- e questa persona ti può ricordare, non i suoi pensieri, ma i pensieri di Papi, i Suoi ricalchi, la Sua parola; e ti può essere di beneficio.
Io ricevo che succeda questo, perchè questi pensieri possono venire alla nostra vita, il punto è che non si annidino, che non comincino a minare questa fermezza, a minare questa diligenza che stavamo sperimentando.
Oggi Lui ci voleva ricordare, per esempio, là nella lettera agli Ebrei 12 c’è il caso di Esaù. Ti ricordi di Giacobbe e di Esaù? Dice che:
- Esempio 1: Esaù ha cambiato la sua primogenitura a causa di una radice velenosa
Guarda la lettera agli Ebrei 12:15. Dice:
“Vigilando che nessuno venga meno alla Grazia di Dio. Non spunti nè cresca qualche radice velenosa in mezzo a voi, e per essa molti siano” cosa? “infettati.”
Perchè, a volte, questo non viene solamente per la persona, ma condiziona anche gli altri. Verso 16, dice:
“Non sia che ci sia nessun fornicatore, o nessun profanatore, come Esaù, che per una sola pietanza ha venduto la sua primogenitura.”
Wow! E non l’ha venduta perchè sì, perchè è scivolato. No! Sembra che sia cominciata una radice, e una radice comincia da sotto, comincia internamente, queste radici di amarezza: -“E perchè a me no? E perchè a questo sì? Perchè questo prospera e io non prospero? E perchè sembra che gli angeli lavorino con lui e con me no? E perchè nostro Padre ha menzionato questo e quest’altro, no?”-. E queste piccole amarezze lì, quelle piccole volpi che rovinano le vigne. Wow!
E dice che Esaù impulsivamente ha venduto la sua primogenitura, sembra che ci fossero come piccole gelosie verso suo fratello e, per un piatto di lenticchie, ha venduto la sua primogenitura.
E qui non stiamo parlando di primogenitura, immaginati! Stiamo parlando della trasformazione, di cose tremende!
Un altro esempio che nostro Padre ci vuole sottolineare come esempio: Imeneo e Alessandro.
Esempio: Imeneo e Alessandro hanno naufragato… Non si sono mantenuti nella fede
Là nella Prima carta a Timoteo il capitolo 1, verso 19, dice:
“Mantenendo la fede e la buona coscienza, disprezzando la quale alcuni hanno naufragato nella fede…”
In cosa? Alla fede.
Hanno naufragato. Ossia, andavano nella barca, andavano nella barca lì: -“Ascolta, qui sono saldo. Guarda: tremendo! Già a pochi giorni!!”-… ma cosa gli è successo? Sono naufragati in quanto alla fede, ossia, non si sono mantenuti (saldi). Hello! Sono stati nella fede ma non si sono mantenuti (nella fede).
Così che, ci sono esempi e possiamo menzionarne altri ancora. Nostro Padre ci vuole ricordare quello di Esaù, quello di Imeneo e Alessandro, che sono persone che andavano nella barca, nell’imbarcazione, in fermezza, e poi sono naufragate. Per questo l’apostolo Paolo una volta ha detto: “Quello che dice di essere saldo, stia attento di non cadere”. Non dalla salvezza ma dalla fermezza.
Ed io ricevo che tutti noi, cominciando da colui che ti sta parlando, ci manteniamo saldi e che non ci siano radici di amarezza, e che se comincia qualche radice, qualche pensiero, qualche dubbio, qualche domanda nella mia mente e sale come un dardo lì, nella mia carne, uhi!! Io lo sottometto e mi alimento di questa parola, mi congrego.
Hello! Quanto è importante congregarci, quanto è importante ascoltare le parole di Papi, quanto è importante riunirci con persone che ci ricordano la Sua scienza e non i pettegolezzi e le situazioni ed i sospetti ed i commenti e questo, poichè qui c’è carne (segnalando il suo corpo). Tutti abbiamo dardi che possono salire e ci dichiariamo , ci dichiariamo diligenti nell’ascoltarlo sempre.
Così che, la prima tappa nell’apostasia, è la tappa Interna. Questa è quella che a volte sembra non notarsi ma sta lì. E comincia lì, come una radicetta, comincia a fare un effetto.
E poi viene la seconda tappa. Nostro Padre mi diceva che è l’Esterna.
Seconda Tappa: L’ Esterna
Questa tappa è dove sta la parte delicata, perchè se lascio che si annidino questi pensieri, arriva un momento nel quale questi pensieri hanno fatto una fortezza nella mente e si manifestano esteriormente.
E lì la persona comincia a parlare male, comincia a parlare male del Ministero, di Papi, dei benedetti, del collaboratore, della dottrina. Già lì si ricrede, già non si congrega e se non si congrega, ebbene: nemmeno semina. Già non gli interessa, già il Ministero non è tanto importante, già è come se le priorità fossero cambiate.
Già non è la perla di gran prezzo, già è: -“Io vado a volte, sai com’è… io lo vedo a volte”-, dall’angolino. E: -“Sì, io posso congregarmi ma preferisco vederlo in Internet”-. E cominciano le scuse, le situazioni che già rendono manifesta questa apostasia.
E gli altri diventano testimoni di queste espressioni, comincia a sorprendere gli altri (che dicono): -“Ascolta, perchè ha fatto questo commento contro Papi? Ascolta, e perchè ha detto questo contro il messaggio? E perchè ha detto questo contro quelli che collaborano?”-. Già gli altri cominciano a rendersi conto ed è lì quando noi diciamo: -“Uhi!! Bisogna tenere un pò lontano questo benedetto”-, perchè può anche causare divisioni. E noi ci appartiamo da quelli che causano divisioni.
Quello che è più tremendo, guarda quello che Papi mi diceva, ciò che è più delicato in questa tappa è che gli angeli mettono questa persona come ad un labirinto di pensieri, a un labirinto dal quale non c’è maniera di uscire. Diceva Papi che è come un “punto di non ritorno”.
Già lì non c’è retromarcia, anche se volessi tornare, guarda: diceva Papi che ci sono persone che vorrebbero tornare adesso e già è come se gli angeli non permettono a questa persona di ritornare. Perchè, ascolta: Dio è geloso, Dio è geloso, nostro Padre è ben geloso e siccome gli angeli osservano, gli occhi di Papà, i 7 occhi, osservano questi pensieri, questi commenti superficiali e queste radici di amarezza manifestate e già lì non c’è ritorno.
Ascolta, io non ricevo questo per nessuno di coloro che stiamo vedendo e neanche per me. Ricevo che stiamo saldi.
Ma ci sono esempi. Per esempio, guarda Esaù. Lui voleva tornare.
Esempio: Esaù già non ha potuto tornare, nonostante lo abbia richiesto in lacrime.
Torniamo un momentino alla lettera agli Ebrei 12:17. Dice:
“Perchè ben sapete che in seguito, quando volle ottenere in eredità la benedizione, è stato respinto e non ha avuto opportunità per il pentimento, nonostante l’abbia richiesto” come? “in lacrime.”
Ossia, dice che Esaù ha richiesto questa primogenitura in lacrime ma già fu respinto, già gli angeli non gli hanno permesso tornare.
Guarda un altro esempio, il caso di Barnaba. Quanti ricordiamo Barnaba? Barnaba fu un gran collaboratore di Paolo, è stato lì spalla a spalla con Paolo e li hanno chiamati cristiani per la prima volta, là in Antiochia, e militava con Paolo.
Esempio: Barnaba è stato trascinato e non ha mai più collaborato con Paolo.
È successo qualcosa: stava saldo ma, cosa dice l’evidenza? Lettera ai Galati 2:13.
“E nella loro simulazione parteciparono anche altri giudei, in tal maniera che anche Barnaba fu” cosa? “trascinato”. Dì: Trascinato “…anche Barnaba fu trascinato dalla loro ipocrisia.”
Guarda, un tremendo collaboratore, un tremendo collaboratore di Paolo, e fu cosa? Trascinato! Sembra che Barnaba cominciò a frequentare altri, perchè è stato contaminato dalla loro ipocrisia. Io mi immagino che cominciava a unirsi a Pietro, ad altri, quelli della circoncisione e che gli hanno detto:
-“Ascolta, ma questo Paolo è un pò matto! E tu continui a stare con lui? Guarda, ma se noi stiamo meglio qui! No, se a Paolo hanno scoperto questo , quest’altro ed anche quell’altro ed ha anche queste debolezze. Sì, Paolo…”- e gli ha cominciato a dare retta.
Io mi immagino questo, questo non sta scritto ma ce lo immaginiamo: che gli ha dato retta. E lo hanno, cosa? Lo hanno trascinato. Un collaboratore tremendo. E, di fatto, che io sappia, non si torna a parlare di Barnaba in ciò che è scritto, già nel vangelo, di Barnaba non si è tornato a parlare.
Un altro che ha perso l’anno lì, ha perso la primogenitura, ha perso questa fermezza, ha naufragato. Tremendo collaboratore e si è manifestato. Capace che Barnaba stava a momenti a lato di Paolo e poi se ne andava di là ed ascoltava e infine si è manifestato.
Così che, abbiamo coperto due tappe: la ”Interna”, quella che comincia lì tra le quattro pareti della casa: nella mente. Cominciano i commentari lì, le situazioni e a volte sono i familiari.
La sposa gli dice una cosa e l’altro dice: –“Ascolta, è davvero certo. No, a me risulta…”- e la sposa improvvisamente…perchè, guarda, ci sono benedette, recentemente io commentavo che qui in Bogotà c’è una benedetta che lo sposo ha cercato di trascinare (via): -“No, non ti tatuare, questo e quest’altro…”- e lei si è mantenuta salda. E lì sta salda, senza fluttuare, salda e costante.
Ma, cosa sarebbe successo se lei avesse dato retta: -“Ascolta, davvero?”-, -“No, guarda che qui stiamo meglio. E se questo non succede?”- l’avrebbe trascinata.
Ma, comincia così: il dialogo, le situazioni, i commenti. Questa è la “interna”.
Poi viene la “Esterna” dove già lì non c’è ritorno. Già lì il labirinto, entrano nel labirinto e da lì non c’è chi ne esca. Abbiamo testimonianza di questo, che nonostante lo richieda con lacrime, già non c’è ritorno. Che tremendo questo.
La terza tappa, nostro Padre ci ricordava che si manifestano le conseguenze dell’apostasia.
Terza Tappa: Le Conseguenze
Dentro a queste conseguenze, per esempio, la persona viene consegnata alla sua mente carnale, viene consegnata a satana, alla sua mente carnale.
Là nella Prima carta a Timoteo 1:20, dice:
“…tra essi Imeneo e Alessandro che ho consegnato a satana perchè apprendano a non bestemmiare.”
Ossia, stavano saldi con Paolo, stavano saldi nella fede e sono stati consegnati a satana, alla carne. Naufragarono, apostatarono e il labirinto se li è mangiati.
Guarda che tremendo. Uhi! Questa è tremenda, il caso dei Galati. L’apostolo li aveva concepiti, l’apostolo Paolo ed è arrivato un momento nel quale Paolo si è convertito nel loro nemico. Paolo non era già più amico, Paolo non era già più il loro apostolo -“mio fratello, mio apostolo”-. No. Già era un nemico: -“Mi sono convertito in vostro nemico”-.
Che tremendo, guarda: colui che li aveva concepiti! E questo succede, è già successo qua: colui che ci ha concepiti, colui che ha insegnato a delle vite la loro vera identità, colui che ci ha dato coscienza pulita, colui che ci ha insegnato a dividere i due vangeli, colui che ci ha insegnato a regnare in vita, colui che ci ha insegnato ad apprezzare quello che Gesucristo ha fatto con la croce 2.000 anni fa, Lui, per coloro che hanno apostatato, viene ad essere adesso il loro nemico, già non più l’Apostolo e il Consolatore, no. Hanno cominciato a parlare male.
Questa è una vergogna. Tremendo! Che nostro Padre arrivi ad essere questo per alcune persone, che poi ne parlano con disprezzo.
Guarda lettera ai Galati 4:16, dice:
“Sono diventato, dunque, vostro nemico dicendovi la verità?”
Ah, gli dà prurito di udire. Un’altra conseguenza: gli dà prurito di udire di tutto, di udire di qua e di udire altre cose.
Guarda nella Seconda carta a Timoteo 4:3, dice:
“Perchè verrà tempo nel quale non si sopporterà più la sana dottrina ma, per il prurito di udire qualcosa, si circonderanno di maestri secondo le loro proprie voglie.”
Queste persone hanno già smesso di udire nostro Padre e cominciano a udire altre cose, a cambiare canali qui e là: -“Ascolta questo è tremendo, guarda l’energia, la metafisica e lo Spirito Santo che passa per di qua e … Signore rivelami”-. E quello che prima diceva: -“Benedetto”- adesso dice: -“Benedizioni”-.
Ascolta, cos’è successo con il benedetto? Sono le conseguenze! Sono stati consegnati alla loro propria mente carnale.
Così che, l’ esortazione oggi, amata, per noi e mi includo naturalmente sempre in questo, è a ripulirsi da ogni contaminazione.
Lì nella Seconda carta ai Corinzi 7:1, dice:
“Così che, amati, posto che abbiamo tali promesse” immaginati: la trasformazione! “tali promesse, ripuliamoci da ogni contaminazione della” cosa? “della carne e dello spirito…”
Qui non sta parlando del tuo spirito, è di questo spirito di dubbio, di sospetto, di domanda.
“ripuliamoci da ogni contaminazione della carne e dello spirito, perfezionando la santità nel timore del Signore.”
Quindi, non solamente osservare la nostra carne ma anche coprire colui che sta a nostro lato. Hello! Badare alla sua fermezza.
Dì con me: io mi pulisco da ogni contaminazione di carne e di spirito.
Un’altra esortazione, là nella Prima carta a Timoteo 4:16. Dice:
“Vigila su te stesso e” su cos’altro? “e sulla dottrina: persisti in questo …”
Hello! Dì: Io persisto in questo.
“poichè facendo questo, salverai te stesso…”
E lì non sta parlando della salvezza eterna ma di quella quotidiana, di quella che ci sta portando verso la trasformazione, a regnare in vita.
“…salverai te stesso e coloro che ti ascoltano.”
Quindi, numero uno, decontaminarci, ripulirci da ogni contaminazione. Secondo, vigilare su noi stessi e sulla dottrina. E per proteggerci e stare attenti alla dottrina, (è necessario) il ricalco, la riunione. Attento: -“Attenzione, non mi toccate questo orario. Non mi toccate l’internet. Sto attento, devo ascoltare mio Padre. Questa è la parola che mi mantiene saldo. Io non sto giocando qui. No, no io sono qui nel Governo di Dio, verso la trasformazione”-.
Numero tre, essere diligenti e non pigri in ciò che richiede diligenza. Lettera agli Ebrei 6:12, dice:
“Perchè non diventiate pigri, ma imitatori di coloro che per la fede e la pazienza ereditano le” cosa? “le promesse.”
Ossia, uno non può essere pigro a questa altezza. Uhi, Padre, non lo ricevo. E meno per udire Papi e meno per sottomettere (il pensiero). E lì non sta dicendo di alzarsi alle 5 della mattina, no, sta parlando di essere diligenti in ciò che richiede diligenza: nella confessione, nella nostra semina.
Perchè guarda… wow! Che tremendo questo! Quando gli angeli osservano il nostro procedere, anche con la semina, loro vanno osservando, perchè dove sta il nostro tesoro, lì sta il nostro cuore.
Quindi, la nostra confessione, la nostra semina, la nostra professione, il nostro congregarci. Che tremenda questa esortazione. Lì nelle nostre case, con i nostri figli, certo: -“Andiamo! Andiamo ad ascoltare Papi”-, con i nostri figli, perchè loro si stanno sviluppando, stanno crescendo: -“Andiamo ad ascoltare nostro Padre. Guarda, andiamo a dire la confessione di nostro Padre”-. Che bello poterci alimentare ed essere trovati ancorati in questa grazia.
Un’altra esortazione, questa è tremenda: osservare l’esempio delle 10 vergini, quelle sensate e quelle insensate.
Le 10 avevano conoscenza del fatto che il giorno era già vicino, ossia: c’erano 10 vergini… questa è una parabola là in Matteo, nella storia. Le 10 sapevano che presto sarebbe arrivato lo sposo. Lì non c’era scusa: le 10 lo sapevano. Hello! -“Manca pochino”- e alcune si sono rifornite e altre no. E cos’è successo?
Guarda quello che dice, là in Matteo 25:3 e 4.
“Le insensate, prendendo le loro lampade, non presero con sè olio, ma le prudenti presero olio nei loro vasi insieme alle loro lampade.”
Cos’hanno fatto le prudenti? Hanno preso olio.
Io comparo questo con la parola di Papi, perchè è ciò che ci mantiene, la lampada, ossia, questo olio è ciò che accende la lampada, la luce, la voce di Papi sempre, questa è ciò che ci mantiene saldi.
Così che, osserva, c’è un invito personale, lì non è per gruppo, perchè lì alcune si sono distratte. Guarda quello che dice il verso 5:
“E ritardando lo sposo, si addormentarono tutte.”
Cos’è successo? Si sono addormentate.
“E ritardando lo sposo, si addormentarono tutte.”
Verso 6.
“E a mezzanotte si udì un clamore: Ecco che arriva lo sposo, uscite a riceverlo!”
Verso 10.
“Ma mentre esse” le insensate, quelle che non avevano olio “andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e quelle che erano preparate” quelle che erano come? “quelle che erano preparate sono entrate con lui alle nozze, e si è chiusa” cosa? “la porta.”
Così che, oggi c’è un invito da parte di nostro Padre, un invito personale a ciascuno di noi a dichiararci come queste vergini sensate, prudenti, che odono la voce dello sposo, che odono la voce di colui che ci ammonisce nei cieli, qui, di Gesucristo Uomo che costantemente ci sta ammonendo nei Ricalchi in una o in un’altra maniera.
Noi oggi abbiamo tutte le evidenze, amata, del fatto che siamo di fronte a Dio stesso, del fatto che nessuno ci aveva potuto comunicare quello che Lui ci ha comunicato, del fatto che nessuno ci ha potuto consolare come Lui ci ha consolato, del fatto che non c’è nessuna religione nè c’è nessuna organizzazione nel mondo che abbia potuto fare neanche un 1 per cento di tutto il bene che Gesucristo Uomo, nella Sua seconda venuta, ha fatto nelle nostre vite.
E qual’è l’esortazione? Ebbene: a mantenerci saldi, ad essere sensati, a non essere come Barnaba che è stato saldo un tempo. No, qui non è un tempo, qui è senza limiti, fino alla trasformazione e oltre.
Così ci dichiariamo, non è vero, Amata? Io mi dichiaro così. Dichiaro questo nella mia vita: “…facendo Lui in me”. Non è vero? A non essere come Imeneo e Fileto, che li hanno consegnati là, al labirinto della carne, a non essere come Esaù, che ha cambiato questo, ascolta, ha cambiato il più bello…come cambiare la perla di gran prezzo? Come cambiare questo tesoro tanto meraviglioso?
Per cosa? Cambiarlo con cosa? Dimmi! Per cosa si può cambiare questo? Non c’è maniera. Non c’è niente di comparabile con la multiforme sapienza, le parole ineffabili che Dio stesso ci ha dato, che ha restaurato vite, famiglie, che mantiene regnando in vita le Sue primizie, che ci tiene a alcuni giorni dalla trasformazione.
Quindi, questa non è una voce di nostro Padre che mette paura e non è qualcosa di forte. No, questa è un’esortazione fatta con amore perchè la zoppìa non ci porti fuori dal cammino.
Questo mi diceva Papi: “Martín, l’ idea è che la zoppìa non ci porti fuori dal camino.”
Possono venire pensieri, possono venire dubbi, un commento che uno ascolta una volta tanto: -“Che il tizio, io penso che…”-, un sospetto. Questo può arrivare così, ma immediatamente buttalo fuori: -“Io pulisco la mia cucina, io pulisco la mia mente, la spazzatura fuori, la spazzatura FUORI, perchè mi dichiaro saldo vedendo mio Papà, vedendo mio Padre. Mi dichiaro ancorato in questa grazia, ad alcune giornatine (dal grande evento)”-.
Tanto nuotare per affogare sulla riva… no, benedetto, non ricevo questo per te, non ricevo questo per me, non lo ricevo per nessun benedetto. E quello che comincia con qualche commento e tu vedi che questo benedetto non osserva l’unità (digli): -“Scusami, benedetto, no. Io mi unisco a coloro che osservano l’unità, coloro che vivono sottomessi, senza domandare. Qui è: “Ho creduto pertanto ho parlato”, quello che Papi dice, questo io credo. Io vivo sottomesso, osservando l’unità, edificato lì nella parola di Papi, mettendo a frutto il tempo, con i pensieri ordinati, con il corretto procedere, dando buona testimonianza, esempio di quello che portiamo sulla nostra carne, nella nostra mente e sul nostro corpo (il numero 666) ”-.
Amata, io dichiaro che questa esortazione di Papi per me, per noi, per tutta l’Amata di Gesucristo Uomo, ci porta ad un’altra gloria. Io ricevo che stiamo saldi e che presto governeremo il mondo con Lui. Manca pochino. C’è persecuzione ma niente è comparabile: “Le afflizioni del tempo presente non sono comparabili con la gloria che sta per manifestarsi”.
Vedremo Dio regnare, vedremo Dio governare le nazioni, vedremo un mondo differente, trasformato, governato da Dio stesso, con le Sue primizie ed i giusti. Sue primizie, erediteremo con Lui la terra.
“Alzati, oh Dio…”. Già si è alzato, sta governando e presto lo vedremo trasformato.
Io ti dichiaro: Benedetto!
Dì con me: “Mi dichiaro saldo. Mi dichiaro verso la trasformazione. Dichiaro i miei pensieri ordinati. Mi dichiaro diligente, congregandomi, ancora di più quando il giorno si avvicina. Non smettendo di congregarmi. Attento alle tue parole, Papi. Grazie, Papito”.
Un applauso per Papi. Digli: “Grazie, Papà, per questa esortazione d’ amore. Ricevi senza limiti, Padre mio. Un abbraccio a te. Abba Padre!”
Fai un applauso per Gesucristo Uomo. Grazie, Papito!
Benedetti con tutte le benedizioni!