.
.
http://it.notizie.yahoo.com/scandali-regioni-2012-annus-horribilis-145443298.html?page=all
.
Scandali regioni, 2012 annus horribilis
.
Non solo Lazio, Piemonte e Sicilia: ci sono anche regioni insospettabili nella lista dei ‘buchi neri’ che hanno causato non pochi problemi ai partiti e alle amministrazioni locali. Un esempio? Su tutti quello della Basilicata: tra le regioni più piccole d’Italia, si colloca terza per rapporto spese per 100 abitanti.
I fatti dell’anno – mar 4 dic 2012
.

Franco Fiorito, il ‘Batman’ della regione Lazio
.
Che la crisi economica avesse aumentato l’attenzione degli italiani sulla spesa pubblica lo si era capito da tempo, ma il 2012 ha dato pane da mangiare a chi vede nell’amministrazione degli enti pubblici una delle principali voci su cui intervenire pesantemente con la mannaia della spending review.
Quest’anno, infatti, gli scandali nelle Regioni hanno provocato indagini, arresti, dimissioni e, nel Lazio e in Lombardia, addirittura la caduta delle Giunte con tanto di elezioni anticipate. Al centro di questo vero e proprio terremoto generalizzato la quantità dei fondi ai gruppi consiliari e la loro gestione, spesso a dir poco allegra e poco controllata.
Sono emerse in molti casi pratiche in voga da svariati anni con il consenso, più o meno tacito, di un’intera classe politica. Mentre una Regione su due subiva i controlli della Guardia di Finanza alla ricerca di verifiche su come vengono spesi i fondi pubblici, i contorni dell’argomento sono diventati sempre più chiari.
I numeri dicono che nel decennio 2000-2010 le Regioni italiane hanno speso 89 miliardi di euro in più. La crescita, a fronte di un aumento dell’inflazione che nel periodo preso in esame ha toccato il 23,9 per cento, è stata del 74,6 per cento.
Per capire di cosa stiamo parlando basta citare il bilancio del consiglio regionale del Lazio che nel 2010 è stato di 104 milioni di euro oppure quelli della Lombardia e del Piemonte, che si attestano rispettivamente a 76 e 82 milioni. Il discorso sulle spese pazze vale soprattutto per le due Regioni autonome, Sicilia e Sardegna, che nel 2010 hanno dichiarato bilanci per 175 e 85 milioni di euro.
La colpa di queste cifre, per alcuni analisti, è anche della riforma del Titolo V della Costituzione che nel 2001 ha dato alle Regioni una forte autonomia organizzativa e di spesa, ma anche nuove competenze soprattutto nella gestione e l’organizzazione della sanità, senza dimenticare l’industria, il trasporto pubblico locale, la formazione professionale, il turismo e l’ambiente.
.

Nicole Minetti
Il governo Monti è sceso in campo per cercare di placare gli animi dell’opinione pubblica, accesi anche da casi emblematici come la polemica sul vitalizio alla consigliera regionale del Pdl in Lombardia Nicole Minetti, indagata per induzione alla prostituzione minorile (e seconda solo a Belen tra le celebrity più cliccate), e lo scandalo sui rimborsi nella Regione Lazio con l’ex capogruppo del Pdl Franco ‘Batman’ Fiorito nelle vesti di interprete principale. La decisione di Palazzo Chigi di tagliare, con un maxi-decreto anti sprechi, il numero di consiglieri regionali, i superstipendi di presidenti, assessori ed eletti e di elevare a 66 anni l’età per il vitalizio, ha solo parzialmente rivoluzionato il sistema.
Leggi anche: Sono 50 le leggi introdotte o modificate dal Governo Monti. Ecco quali sono, e che effetto hanno sul tuo portafogli.
La dinamica della spesa per Regione, che emerge dai bilanci di previsione dell’ultimo decennio, è ancora un pugno nell’occhio. Nel 2010, secondo i dati dell’Ufficio Studi della Cgia di Mestre, infatti, per quanto riguarda la spesa pro capite si passa dai 13.139 euro della Valle d’Aosta (un aumento del 54,3 per cento rispetto al 2000) ai 2.202 euro della Lombardia (un incremento del 62,9 per cento). Tra i due estremi lasciano perplessi i numeri di Basilicata (6.151 euro), Sicilia (5.350), Lazio (3.988) e Campania (3.107).
Chissà se i numerosi casi di cronaca, che quest’anno hanno coinvolto le Regioni, costituiranno l’occasione per una svolta nei rapporti tra i cittadini e la politica. Almeno a livello locale. Nell’attesa ecco l’elenco dei principali scandali che hanno caratterizzato il 2012.
.

SICILIA. E’ una delle Regioni italiane a Statuto speciale su cui più si sono concentrate le accuse di sperpero del denaro pubblico. Basti pensare che il guadagno netto di chi è inquilino nel Palazzo dei Normanni è di 13mila euro al mese e sono 162 i milioni di spesa del Parlamento siciliano, 21 dei quali destinati ai deputati.
Non desta, quindi, grande meraviglia che nel 2012 la procura di Palermo abbia aperto un’inchiesta conoscitiva sull’uso dei 12,65 milioni di euro versati quest’anno ai gruppi politici. Una cifra davvero notevole che pone la Trinacria dietro solo al Lazio, che ha concesso ben 14 milioni di euro. In Sicilia la fetta più consistente dei fondi pubblici è andata al Partito democratico, che avrebbe incassato circa 2,5 milioni; circa 1,9 milioni il Pdl, 700mila euro i futuristi di Gianfranco Fini e Grande Sud, qualcosa in più l’Udc di Pier Ferdinando Casini. La recente elezione di Rosario Crocetta, l’ex sindaco ‘antimafia’ di Gela e paladino dei gay, a presidente della Regione sembra aprire nuove speranze di cambiamento.
Nel frattempo si indaga anche nella Catania dell’ex ‘Ras’ di Palazzo dei Normanni, Raffaele Lombardo, dove i gruppi consiliari in Provincia avrebbero ricevuto cifre eccessive per rimborsi ed assenze.

BASILICATA. E’ una delle Regioni italiane più piccole e meno popolose, ma quando si tratta di considerare gli sperperi pubblici è ai primissimi posti nella classifica nazionale. Nel rapporto spese per indennità ogni 100 abitanti, secondo una recente classifica pubblicata da “Il Sole 24 Ore”, la Basilicata si colloca al terzo posto a livello nazionale, con 1.248 euro ogni 100 abitanti, anticipata solo da Valle d’Aosta e Molise.
Da primato anche le spese per i vitalizi e quelle relative al personale. Date queste premesse era forse prevedibile che la magistratura si interessasse a quanto avviene in Regione. Così in Basilicata le indagini sulle spese dei consiglieri, condotte dal pm Henry John Woodcock, sono partite addirittura nel 2009 e riguardano la precedente legislatura regionale. Sono quattro i rinviati a giudizio con le accuse di falso e truffa: il presidente dell’assemblea Prospero De Franchi (Federazione popolari di centro), i due vicepresidenti Franco Mattia (Pdl) e Giacomo Nardiello (Pdci), e Franco Mollica (Centro popolare). L’accusa per i consiglieri, che sono stati anche rieletti nell’attuale legislatura iniziata nel 2010, è di aver percepito i rimborsi indebitamente perché, in realtà, risiedevano a Potenza e non nei comuni dichiarati.

SARDEGNA. Fondi per i partiti usati per spese personali. E’ l’accusa rivolta a 20 consiglieri eletti nel gruppo Misto nella passata legislatura tra il 2004 e il 2008. Per 17 di loro le indagini, iniziate nel 2009, hanno portato quest’anno al rinvio a giudizio per peculato.
Avrebbero automaticamente aggiunto i 2.500 euro a testa di rimborso spese al loro stipendio per comprare auto, vestiti, bollette, viaggi e cene. Tra gli accusati, finiti sotto processo, anche Silvestro Ladu, ex assessore regionale, ora senatore del Pdl, che avrebbe effettuato spese illegittime con denaro pubblico per 253mila euro. Per lui, che con i soldi pubblici avrebbe fatto riparare anche l’automobile della moglie, la prossima udienza è stata rinviata all’11 gennaio.

PIEMONTE. Malversazioni nei rimborsi. E’ il punto di partenza del filone d’inchiesta che ha acceso la luce sulle spese pazze dei gruppi consiliari. In Piemonte, infatti, il Consiglio regionale spende 7,5 milioni di euro per finanziare i suoi gruppi. Le indagini conoscitive sono partite dalla rivelazione del deputato Pdl Roberto Rosso, che ha denunciato il caso di un consigliere regionale piemontese che si era fatto pagare la settimana bianca a Sestrière facendola passare come trasferta di lavoro.
Nel mirino Maurizio Lupi, consigliere regionale ed esponente unico dei Verdi-Verdi, immortalato anche ai festini con Lele Mora. Nel 2011 Lupi ha incassato più di 31mila euro di autocertificate presenze sul territorio e rimborsi sui chilometri percorsi “per attività politiche”. Nel solo mese di agosto dell’anno scorso ha ricevuto 1415 euro per 2848 chilometri percorsi e 2075 euro per presenze in eventi e occasioni di carattere politico, tutte ancora da verificare.

EMILIA ROMAGNA. Anche il centrosinistra non può dirsi immune da colpe nella gestione degli enti regionali. Lo testimonia una delle realtà più ‘rosse’ d’Italia dove è stata aperta un’inchiesta che contesta, anche alla presidenza del gruppo assembleare, viaggi in auto blu con l’autista sotto casa, missioni per l’assemblea e una serie di spese di rappresentanza non riferite ad attività istituzionali e messe in conti ai gruppi consiliari.
Nel mirino dei controlli sui rimborsi elettorali soprattutto il Pd. Il 2012 in Emilia Romagna ha visto scoppiare anche il caso delle interviste a radio e televisioni locale pagate con i soldi della Regione. A far scoppiare lo scandalo la notizia che anche il Movimento Cinque Stelle, attraverso il consigliere regionale grillino, Giovanni Favia, aveva attinto ai fondi pubblici per pagare comparsate sulle reti locali. La questione si è poi presto allargata a tutti gli altri partiti e ha fatto emergere una pratica fin troppo diffusa e sospetta.

MOLISE. Firme ripetute, presentazioni sbagliate delle liste, fogli volanti, documenti mancanti, nomi errati. Sono i vizi di legittimità che porteranno il Molise a nuove elezioni regionali nel 2013. A un anno di distanza dalla striminzita vittoria del candidato del centrodestra, Michele Iorio su quello del centrosinistra, Paolo di Laura Frattura (46,77 per cento contro il 46,27 per cento). Il Consiglio di Stato ha dato ragione ai ricorsi elettorali.
Sconfessate, così, le istanze del centrodestra contro il primo verdetto del Tar che il 17 maggio di quest’anno aveva deciso l’annullamento del voto dell’ottobre 2011. Sarebbero 19mila i voti assegnati a chi non poteva essere candidato. Mentre c’è ancora incertezza sula data precisa delle nuove elezioni, i partiti dei vari schieramenti stanno decidendo su posizioni ed alleanze. Lo scandalo, in ogni caso, è un nuovo duro colpo alla credibilità della politica.

LAZIO. E’ la terra madre di molte delle inchieste che nel 2012 hanno indagato sull’utilizzo dei fondi pubblici regionali da parte dei gruppi consiliari. E’ a Roma, infatti, che, in una giornata di fine estate, scoppia il caso di Franco Fiorito. L’ex Capogruppo PdL alla Regione Lazio, secondo la magistratura, è il primo interprete di un sistema di notevoli fondi elargiti ai consiglieri e usati per finalità non concernenti l’attività politica.
Fiorito, subito ribattezzato ‘Er Batman’, è in carcere a Regina Coeli dal 2 ottobre con l’accusa di peculato in concorso insieme ai suoi responsabili di segreteria, Bruno Galassi e Pier Luigi Boschi. Avrebbe effettuato 193 bonifici per far confluire sui suoi conti in Italia e all’estero 1 milione e 380 mila euro. Una cifra incredibilmente alta, che gli avrebbe consentito di pagare cene private e feste a base delle ormai famigerate ostriche, ma anche auto e gioielli alla sua compagna.
Una volta scoppiato lo scandalo l’attenzione dell’opinione pubblica e delle inchieste giudiziarie si è concentrata più in generale su come sono spesi i fondi regionali nel Lazio, dove solo al gruppo consiliare del Pdl negli ultimi anni sono andati 6 milioni di euro. Del resto l’ultimo bilancio della Regione parla di oltre 8 milioni di euro pagati ai 17 gruppi consiliari, di cui quasi la metà composti da un solo eletto. Il clamore suscitato, nonostante il tentativo di dimezzare le Commissioni regionali e i fondi destinati ai partiti, ha portato la presidente Renata Polverini alle dimissioni dopo soli due anni di legislatura.
Mentre si attende l’anno nuovo per le elezioni anticipate, nuovi protagonisti politici sono coinvolti nell’inchiesta. Dopo Fiorito, che il 19 marzo avrà il rito immediato, anche Vincenzo Maruccio, l’ex capogruppo regionale dell’Idv, è stato arrestato. Anche per lui l’accusa è di peculato per essersi appropriato di circa 700 mila euro dei fondi regionali destinati al partito.

CAMPANIA. Le indagini, con ipotesi di peculato su comunicazione e portaborse, sono molto avviate nella più popolosa realtà del Mezzogiorno. Il 21 settembre la Guardia di Finanza ha sequestrato tutta la documentazione sui rimborsi regionali nel periodo 2008-2012. Dal 2008, hanno calcolato i pm, i consiglieri hanno ricevuto oltre 17 milioni di euro.
Mentre si accertano le eventuali irregolarità c’è già un indagato: il capogruppo dell’Udeur nel Consiglio regionale, Ugo De Flaviis, assessore all’Ambiente nella prima giunta campana del Pd Antonio Bassolino, avrebbe spinto per l’assunzione della ex cognata in una società informatica, la Input Data srl, che ha avuto rapporti con la pubblica amministrazione. Ma in Campania lo scandalo riguarda anche i sei milioni di euro l’anno spesi per gli stipendi di 120 ‘comandati’, i dipendenti di altri enti pubblici che vengono trasferiti su segnalazioni alla Regione con tanto di premio che può arrivare fino a 1.300 euro in più al mese.
Nel mirino anche il governatore, Stefano Caldoro, la cui moglie sarebbe stata nominata dal marito come componente dell’Osservatorio per la formazione medico specialistica per verificare lo standard di attività assistenziali dei medici specialistici. Intanto si cerca di calmare gli animi popolari. Così sono stati approvati il taglio del 50 per cento delle indennità dei consiglieri regionali e il risparmio di 4 milioni di euro da destinare al welfare.

TOSCANA. Nel 2012 gli scandali non hanno risparmiato nemmeno una delle Regioni italiane considerate più virtuose nella gestione dei fondi pubblici. A cadere nel mirino della magistratura è stato l’ex assessore regionale alle infrastrutture Riccardo Conti. L’esponente del Pd prima è stato indagato per corruzione. La vicenda, per la quale è stata chiesta l’archiviazione di Vito Gamberale, amministratore delegato del Fondo F2i, è quella della mancata costruzione della bretella autostradale Prato Lastra-Signia.
La Regione Toscana erogò un finanziamento di 28 milioni nel 2006, ma i beneficiari usarono il denaro per pagare debiti propri. Poi per Conti è arrivata anche l’accusa di violazione della legge sui finanziamenti ai partiti. I fondi sarebbero stati ‘mascherati’ da versamenti a un’associazione politico culturale, la ‘Romano Viviani’, di cui l’ex assessore è vicepresidente.

PUGLIA. I vari filoni di inchiesta sulla malagestione della sanità hanno registrato nel 2012 nuove importanti tappe. Il più volte indagato Alberto Tedesco, ex assessore regionale e attuale senatore del Pd, evita il carcere grazie all’immunità parlamentare, ma viene sempre più accusato di reati di associazione per delinquere, concussione, abuso d’ufficio, corruzione e falso. In Puglia ci sarebbe stata una vera e propria cupola, fatta di politici ed imprenditori, che tra il 2005 e il 2009 avrebbe gestito la sanità pugliese.
Così i pm, in una delle indagini, chiedono sei anni per l’ex vice governatore della Puglia, Sandro Frisullo e 4 anni per l’imprenditore Gian Paolo Tarantini. Tarantini è accusato di aver versato tangenti e procurato escort a Frisullo. L’imprenditore avrebbe ottenuto in cambio vantaggi per le sue società nell’aggiudicazione di appalti presso l’Asl di Lecce. Nel 2012 gli scandali hanno toccato da vicino anche il governatore della Puglia Nichi Vendola.
Per lui è arrivata l’assoluzione nel processo con rito abbreviato, relativo all’inchiesta sulla nomina del primario del reparto di chirurgia toracica dell’ospedale San Paolo di Bari. L’accusa era di concorso in abuso d’ufficio con l’ex direttore generale della Asl del capoluogo pugliese Lea Cosentino.

LOMBARDIA. E’ la Regione dove ci sono ben 13 indagati tra membri del Consiglio e della Giunta. L’elenco, che inizia con la legislatura del 2010, ha visto nel 2012 nomi eccellenti. Già l’anno scorso avevamo assistito all’arresto del Vicepresidente del Consiglio regionale per il Pdl ed ex Assessore in tre Giunte Formigoni, Franco Nicoli Cristiani, per corruzione e tangenti, ma anche alle indagini su Nicole Minetti, consigliera del Pdl ed ex igienista dentale di Silvio Berlusconi per induzione alla prostituzione. Quest’anno, poi, le bufere sul Pirellone si sono moltiplicate.
In ordine sparso c’è stato il rinvio a giudizio per Filippo Penati, ex vice presidente del Pirellone ed ex braccio destro del leader del Pd Pier Luigi Bersani, per concussione, corruzione e finanziamento illecito ai partiti nell’ambito dell’inchiesta sul cosiddetto “Sistema Sesto”, l’arresto dell’ex Assessore in due Giunte Formigoni Massimo Ponzoni per corruzione, concussione e bancarotta, le indagini sul consigliere PdL ed ex Sottosegretario regionale nella Giunta Formigoni, Angelo Giammario, per corruzione e finanziamento illecito dei partiti, quelle sul consigliere della Lega Renzo Bossi per appropriazione indebita, sull’Assessore alla Sicurezza del Pdl, Romano La Russa, per finanziamento illecito ai partiti e sul Presidente del Consiglio regionale per la Lega ed ex Assessore della Giunta Formigoni, Davide Boni, per corruzione.
Poi dal 14 giugno del 2012 anche il Presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, è indagato per corruzione riguardo a presunte pressioni per delibere a favore della Fondazione Maugeri. L’ipotesi dei magistrati sarebbe quella della creazione di fondi neri con il passaggio di conti correnti in Svizzera.
Secondo le indagini, i benefit concessi a Formigoni ammonterebbero a circa 9 milioni di euro, suddivisi tra i 3,7 milioni per imbarcazioni di lusso, 800mila euro per vacanze e aerei fra il 2006 e il 2011, 70mila euro per il meeting di Comunione e liberazione a Rimini e 500mila euro per cene e incontri pubblici.
Ma il colpo finale per il governatore, al vertice del Pirellone dal 1995, è stato l’arresto di Domenico Zambetti. L’assessore regionale pidiellino alla Casa, accusato di aver acquistato voti dalla ‘ndrangheta, avrebbe versato 200mila euro alla malavita per garantirsi 4mila preferenze. Dopo un lungo tira e molla il Consiglio regionale della Lombardia si è ufficialmente sciolto a fine ottobre. La Regione si avvia al voto anticipato, che potrebbe esserci ad inizio marzo.