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Ior, la minaccia del Vaticano

http://www.lettera43.it/economia/finanza/ior-la-minaccia-del-vaticano_4367585224.htm

VERSO IL CONCLAVE

Ior, la minaccia del Vaticano

Proposta choc dei porporati stranieri: sciogliere l’istituto. E cancellare i segreti della Chiesa.

ior, veduta aerea del vaticano(© imagoeconomica) Una veduta aerea di Piazza San Pietro.

L’idea choc viene dai porporati stranieri: fare a meno dell’Istituto per le opere di religione (Ior) per far scomparire migliaia di conti riservati. E un bel numero di segreti.

A decidere il futuro dello Ior, però, è il papa e quindi il destino della banca vaticana è nelle mani del successo di Benedetto XVI che alle 20 di giovedì 28 febbraio si appresta a lasciare la Santa sede con destinazione Castel Gandolfo.

Lo Ior, secondo quanto svelato dal quotidiano La Repubblica, è indicato come uno dei temi più importanti da affrontare nelle cosiddette Congregazioni generali, le giornate di discussioni sul futuro della Chiesa e sul nuovo pontefice che sono in agenda dal 1 marzo.

SCANDALI E RIFORMA DELLA CURIA. Ma non c’è solo la banca del Vaticano tra gli argomenti in programma. Di estrema attualità anche l’evangelizzazione all’estero (il 2013 è l’anno della fede), la riforma della Curia (Joseph Ratzinger ha ammesso di non essere riuscito a rivoluzionare) e poi ci sono gli scandali che hanno segnato indelebilmente il pontificato di Bendetto XVI.

Eppure il nodo più importante è quello dello Ior. E il suo possibile scioglimento.

CORDATA GUIDATA DA SCHOENBORN. A sponsorizzare l’idea di chiudere l’istituto vaticano è un gruppo di cardinali, irritati da tempo per la gestione dello Ior, considerato come uno dei protagonisti per i danni dell’immagine della Santa sede a livello internazionale.

A farsi portavoce del malcontento è l’arcivescovo di Vienna Christoph Schoenborn, considerato un conservatore illuminato e indicato da molti come possibile successore di Ratzinger, di cui è stato allievo.

Il porporato potrebbe essere quindi in grado di riunire intorno a sé una serie di eminenze, in gran parte straniere, pronte a schierarsi contro la gestione ‘italiana’ dello Ior, ovvero il segretario di Stato Tarcisio Bertone e il suo predecessore Angelo Sodano. E non importa che Benedetto XVI abbia appena confermato Ernst Von Freyberg (manager tedesco) al vertice dell’istituto dopo l’uscita di scena di Ettore Gotti Tedeschi.

ACCORDO CON BANCA STRANIERA. Tuttavia, in caso di scioglimento dello Ior, i cardinali dovrebbero pensare a un’alternativa credibile. Da qui l’idea di un accordo con una banca straniera.

L’istituto vaticano, infatti, è considerato come una fonte continua di problemi per la Santa sede: dallo scandalo Enimont, al crac dell’Ambrosiano. E poi la presenza di personaggi come Michele Sindona e monsignor Paul Marcinkus, che ha presieduto lo Ior per 18 anni.

La banca, nata nel 1942 per volere di Pio XII, è stata quindi spesso criticata sia per la sua gestione spregiudicata sia per i suoi numerosi privilegi. Si racconta infatti, che quando Giovanni Paolo II, dopo lo scandalo Calvi, chiese la lista dei correntisti dello Ior, si sentì rispondere che non era possibile violare la riservatezza dei clienti.

Lunedì, 25 Febbraio 2013

Bertone: “Falsità per condizionare conclave” Papa a Napolitano: “Pregherò per l’Italia”

http://www.repubblica.it/esteri/2013/02/23/news/vaticano_padre_lombardi_media_seminano_discredito-53231209/

Bertone: “Falsità per condizionare conclave”


Papa a Napolitano: “Pregherò per l’Italia”

La segreteria di Stato attacca i media. Poco prima era intervenuto il portavoce della Santa Sede Lombardi parlando di “maldicenza”, “calunnia” e “pressioni inaccettabili per condizionare l’esercizio del dovere di voto da parte del Collegio dei cardinali”. Incontro e commozione tra Ratzinger e il capo dello Stato

pregheró per l'italia

Padre Federico Lombardi (ansa)

  • APPROFONDIMENTI
 pregheró per l'italia 2

VIDEO

Il Papa riceve Napolitano: ”Prego per l’Italia”

Napolitano dona al Papa copia dei “Promessi sposi”

Da don Georg alle Memores domini
la “famiglia” rimane con Benedetto XVI

Vaticano, Balestrero nunzio in Colombia
Lascia a sorpresa la segreteria di Stato

Un tentativo di condizionare il Conclave. La Segreteria di Stato della Santa Sede attacca la stampa, parlando di una volontà di influenzare l’opinione dei cardinali, con la diffusione di “notizie spesso non verificate, o non verificabili, o addirittura false, anche con grave danno di persone e istituzioni”.  “Nel corso dei secoli – continua il testo – i cardinali hanno dovuto far fronte a molteplici forme di pressione, esercitate sui singoli elettori e sullo stesso Collegio, che avevano come fine quello di condizionarne le decisioni, piegandole a logiche di tipo politico o mondano”. “Se in passato sono state le cosiddette potenze, cioè gli Stati, a cercare di far valere il proprio condizionamento nell’elezione del Papa, oggi si tenta di mettere in gioco il peso dell’opinione pubblica, spesso sulla base di valutazioni che non colgono l’aspetto tipicamente spirituale del momento che la Chiesa sta vivendo“.

Un tentativo di respingere quanto emerso in queste ore sul caso Vatileaks, sulle lotte di potere e danaro nelle stanze del Vaticano e sul dossier consegnato a Ratzinger dai tre cardinali incaricati di indagare sulla fuga di notizie. E anche le ricostruzioni sulla vicenda di monsigno Ettore Balestrero, numero due di Bertone, allontanato dalla Curia ufficialmente per una promozione come nunzio in Colombia.

Padre Lombardi attacca i media. Un prima critica alla stampa era già arrivata questa mattina con una dichiarazione del portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi, ai microfoni di Radio Vaticana. Mentre la Chiesa Cattolica vive con sofferenza la fine di un grande Pontificato, “non manca chi cerca di approfittare del momento di sorpresa e di disorientamento degli spiriti deboli per seminare confusione e gettare discredito sulla Chiesa e sul suo governo, ricorrendo a strumenti antichi, come la maldicenza, la disinformazione, talvolta la stessa calunnia, o esercitando pressioni inaccettabili per condizionare l’esercizio del dovere di voto da parte dell’uno o dell’altro membro del Collegio dei cardinali, ritenuto sgradito per una ragione o per l’altra”, ha detto padre Lombardi.


L’incontro con Napolitano. Una polemica esplosa, sulle agenzie di stampa, proprio mentre il Papa incontrava il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Un colloquio intenso anche per il rapporto di rispetto fra Napolitano e Benedetto XVI.  “Pregherò per l’Italia”, ha detto il Papa Ratzinger. Sia il Papa, sia il presidente, sia sua moglie Clio che lo accompagnava sono apparsi molto commossi in quest’ultimo incontro,  alla vigilia della “rinuncia” di Benedetto XVI, che lascerà giovedì 28 febbraio. Signor Presidente, ha trovato il tempo di venire a salutarmi”, ha detto il Papa. “No, è lei mi ha dato opportunità di rivederla”, ha risposto Napolitano. Il Papa ha “ancora una volta espresso al Presidente e alla Signora” Clio “gratitudine per la loro amicizia e i migliori auspici per il bene dell’Italia, in particolare in questi giorni e in questo tempo di scelte impegnative”.

LO SPECIALE

Benedetto XV: “Il Maligno vuole sporcare la creazione”. 
Uscendo dal silenzio nella breve riflessione con la quale ha concluso gli Esercizi Spirituali, ha parlato ai cardinali di curia. “Il Maligno vuole sempre sporcare la creazione per contraddire Dio e per rendere irriconoscibile la sua verità e la sua bellezza”, ha detto Benedetto XVI che ha aggiunto: “Il ‘molto bello’ del sesto giorno – espresso dal Creatore – è permanentemente contraddetto dal male di questo mondo, dalla sofferenza, dalla corruzione”. Un tema quello dello ‘spirito del male’ e dell’egoismo che ricorre  più volte nei messaggi del Pontefice, dal giorno in cui ha annunciato le dimissioni.

(23 febbraio 2013)

NOTA DI CRESCENDO IN GRAZIA: Se il maligno sta facendo tutto questo nel vaticano, che lo arrestino e lo buttino in carcere cosí si terminerá di dare la colpa di tutte le porcherie che stanno vendendo in luce nel vaticano alla “povera chiesa innocente”.

O meglio leggete ed intendete la lettera agli Ebrei 2:14 dove si spiega chiaramente che il diavolo é stato distrutto:

“Cosí che, come i figli hanno partecipato di carne e sangue, anche Lui ha partecipato dello stesso, per distruggere mediante la morte, colui che aveva l’impero della morte, ossia, il diavolo” *

*Traduzione di Crescendo in Grazia della Bibbia versione Reina-Valera 1960

Cosí che, come i figli… – noi, i figli di Dio

…hanno partecipato di carne e sangue… – incarnandosi in carne terrestre

…anche Lui… – Dio stesso

…ha partecipato dello stesso… – nella carne di Gesú di Nazaret

…per distruggere… – distruggere significa rendere inutilizzabile, annullare, far scomparire

…mediante la morte… – di Gesú, uno dei propositi della sua venuta

…colui che aveva l’impero della morte, ossia, il diavolo. –  …chi?

IL DIAVOLO !!!

IL DIAVOLO É STATO DISTRUTTO DALLA MORTE DI GESÚ:

CHE IL VATICANO LA SMETTA DI DIRE

SCEMENZE 

E SI PRENDA LA RESPONSABILITÁ DI

TUTTI I SUOI CRIMINI

e il papa si occupi di pregare per sé stesso, se pensa che

possa servire a qualcosa, perché

GESUCRISTO UOMO

ha giá decretato la sua

FINE !!

Carta Aperta e Appello a Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica d’ Italia; di Kevin Annett, Segretario del Tribunale Internazionale sui Crimini della Chiesa e dello Stato. (video)

Carta Aperta e Appello a Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica d’ Italia; di Kevin Annett, Segretario del Tribunale Internazionale sui Crimini della Chiesa e dello Stato.

14 di Febbraio del 2013

Egregio Presidente Napolitano:

Nel nome del nostro Tribunale e delle persone di coscienza, ovunque nel mondo, e dei milioni di vittime di abuso da parte della chiesa, io mi appello a Lei, in vista della Sua prossima riunione con Joseph Ratzinger (Papa Benedetto XVI), il quale presto si ritirerá dal Pontificato della Chiesa di Roma.

Sappiamo che, come conseguenza della pressione esercitata su di lui per far sí che rinunciasse al suo incarico, a causa della sua provata complicitá nella protezione del traffico di minori nella sua chiesa e di altri crimini contro l’umanitá, Joseph Ratzinger sta cercando la protezione del governo italiano per assicurarsi assistenza ed immunitá dalla persecuzione legale nei suoi confronti.

Non necessito recordarLe, Signor Presidente, che in base alla legge internazionale ed i trattati che sono stati ratificati dall’Italia, Lei e il Suo governo hanno il divieto di dare tale protezione a coloro che, come Joseph Ratzinger, hanno aiutado e coperto azioni criminali tali come ordinare a Vescovi e Cardinali, in America e in ogni altro luogo, di proteggere conosciuti abusatori di minori che appartengono al clero.

Il Suo obbligo verso il Vaticano, dovuto dai Patti Lateranensi, non va contro e non annulla i requisiti delle piú alte leggi morali ed internazionali; e nemmeno esige che Lei conceda alcuna protezione o immunitá ad un individuo come Joseph Ratzinger, specialmente dopo che lui abbia lasciato i suoi incarichi papali.

La necessitá che Lei si allinei con le leggi internazionali e non scenda a patti con Joseph Ratzinger é ancora piú vera quando si considera l’enormitá dei crimini dei quali il Vaticano e le sue piú alte autoritá sono chiaramente colpevoli, secondo le considerevoli prove riunite e documentate dal nostro Tribunale e da altri gruppi e riconosciute da molti governi.

Solo in Canada, la Chiesa Cattolico-Romana ed i suoi agenti del Vaticano sono stati dichiarati colpevoli di responsabilitá per il genocidio e la morte di almeno 50.000 bambini indigeni nel sistema delle scuole residenziali indigene che sono state fondate dai gesuiti e che hanno funzionato fino al 1996.

In Irlanda, piú di 10.000 donne hanno sofferto e sono state sfruttate nelle Lavanderie delle Magdalene che erano dirette da cattolici, e dove molte di loro sono morte.  E nel mondo, in istituzioni simili della chiesa, si é vista una enorme mortalitá, malattie e rovina per milioni di bambini e, nonostante questo, la chiesa non é mai stata riconosciuta responsabile o non é mai stata portata in giudizio per queste morti e per il furto di enormi ricchezze di nazioni intere.

Con la recente iniziativa di almeno un governo europeo e di una gran quantitá di avvocati, di portare Joseph Ratzinger ed altri ufficiali ecclesiastici in giudizio per questi crimini, noi sentiamo che non é compito Suo né proteggere, né mostrarsi proteggendo o condonando il tentativo di lui di evadere, ostacolare o ritardare la giustizia, a meno che Lei non voglia esporsi al reato di complicitá in un crimine.

Nel nome del nostro Tribunale e di molta gente che non puó parlare, io Le chiedo di essere saldo nelle leggi delle nazioni e dell’umanitá e non offra appoggio o protezione a Joseph Ratzinger, o ai suoi complici, nei loro sforzi per evitare la responsabilitá dei crimini dei quali sono stati trovati, senza ombra di dubbio, colpevoli.

Rimango in attesa di una Sua risposta, nella speranza di poter continuare a parlare di questo tema con Lei quando visiteró il Suo paese in Maggio, in compagnia di una delegazione sui Diritti Umani, per approfondire questo argomento con maggiori dettagli.

Attentamente,

Kevin D. Annett, M.A., M.Div.

Segretario, Tribunale Internazionale sui Crimini della Chiesa e dello Stato.

Ufficio Centrale, Bruxelles.

Cc. Ai mezzi di comunicazione di tutto il mondo

RECIBO ENVIO ITALIA

Guardi le prove del Genocidio in Canada ed altri crimini contro gli innocenti, in: www.hiddennolonger.com  e nel sito web del Tribunale Internazionale sui Crimini della Chiesa e dello Stato, in www.itccs.org

Si possono lasciare messaggi per Kevin Annett al numero telefonico: 250-591-4573 in Canada.

Veda il premiato documentario di Kevin Annett (IMPENITENTES) nel sito web: www.hiddenfromhistory.org

“Io ho dato a Kevin Annet il suo nome indiano, Aquila dalla Voce forte, nel 2004 quando l’ho adottato ed introdotto nella nostra nazione Anishinabe. Lui porta questo nome con orgoglio perché lui sta facendo il lavoro per il quale é stato inviato, parlare alla sua gente sui loro mali. Lui parla forte e con la veritá. Lui parla per i nostri bambini rubati e morti. Io chiedo a tutti di ascoltarlo e di dargli il benvenuto”

Capo Louis Daniels –Vento Sussurrante-

Anziano, Clan della Tartaruga, Nazione Anishinabe, Winnipeg, Manitoba.

Le dimissioni del Papa che visse lo scandalo pedofilia

http://www.giornalettismo.com/archives/763979/benedetto-xvi-ed-il-problema-pedofilia/

Le dimissioni del Papa che visse lo scandalo pedofilia

 

11/02/2013 – Una montagna forse troppo alta da scalare per l’ex pontefice

 scandalo pedofilia 1

di Maghdi Abo Abia

I quasi otto anni di pontificato di Benedetto XVI non sono stati una passeggiata anche perché il rigido teologo si è trovato di colpo catapultato a gestire affari che una volta non gli competevano, fino a oggi, giorno delle dimissioni del Papa.

LA CONDANNA - Da prefetto per la congregazione per la dottrina della Fede a Papa. Il mondo per Ratzinger è cambiato di colpo e forse non se l’è mai sentita veramente di combattere i guai che affliggevano e che colpiscono tutt’ora il Vaticano. Parliamo ad esempio della questione dei preti pedofili. Benedetto XVI una volta ebbe addirittura a chiedere pubblicamente perdono per gli atti sconsiderati perpetrati da alcuni ministri della parola di Dio e di Gesù. Nel 2010, in occasione della chiusura dell’anno sacerdotale, il fu Santo Padre disse:

“Chiediamo insistentemente perdono a Dio e alle persone coinvolte. Intendiamo promettere di voler fare tutto il possibile affinché un tale abuso non possa succedere mai più”.

IL TURBAMENTO - In quell’occasione parlò apertamente dei peccati dei sacerdoti venuti alla luce grazie alle denunce delle vittime. In special modo Ratzinger rimase turbato dall’abuso compiuto nei confronti dei più piccoli, “nel quale il sacerdozio come compito della premura di Dio a vantaggio dell’uomo viene volto nel suo contrario”. Secondo Ratzinger la soluzione era quella di verificare la vocazione degli aspiranti sacerdoti accompagnandoli nel cammino affinché Dio potesse proteggerli nei pericoli della Vita.

LA CONDANNA A SYDNEY - Questa posizione venne anticipata nel 2008 in occasione di un viaggio pastorale in Australia. A Sydney, durante la Giornata Mondiale della Gioventù, nel corso di una messa celebrata alla cattedrale di St.Mary, l’ex Papa parlò con fermezza dello scandalo preti pedofili. Per Ratzinger chi si è macchiato di tale delitto “deve essere portato davanti alla giustizia perché si prova solo vergogna per i loro misfatti”. Inoltre espresse nell’occasione “compassione e cura” per le vittime degli abusi. Le parole del Pontefice arrivarono dopo la pubblicazione da parte di Broken Rites, un’associazione non governativa, la quale spiegava che fino al 2008 nel paese oceanico vennero registrate 107 condanne per preti cattolici.

IL DOLORE - Ratzinger usò queste parole, riportate da Wikinews:

Desidero qui fare una pausa per riconoscere la vergogna che tutti abbiamo sentito a seguito degli abusi sessuali sui minori da parte di alcuni sacerdoti o religiosi di questa Nazione. Davvero sono profondamente addolorato per il dolore e la sofferenza subita dalle vittime e assicuro loro che come loro pastore anche io condivido la loro sofferenza. Questi misfatti, che costituiscono un così grave tradimento della fiducia, devono essere condannati in modo inequivocabile. Essi hanno causato grande dolore e hanno danneggiato la testimonianza della Chiesa. Chiedo a tutti voi di assistere i vostri vescovi e di collaborare con loro per combattere questo male. Le vittime devono ricevere compassione e cura, e i responsabili di questi misfatti devono essere portati davanti alla giustizia”.

NON BASTA - Ma queste vennero lette dal presidente di Broken Rites Chris Mac Isaac come parole vuote senza costrutto: “Le scuse non bastano, vogliamo i fatti. Una cosa è quello che dice il Papa, un’altra è ciò che fa”. E cosa fece l’ex Papa? Ad esempio mandò via Monsignor Charles Scicluna, maltese, uomo forte nella lotta alla pedofilia all’interno della Chiesa. Scicluna gestì il dossier del sacerdote messicano Marcial Maciel, già fondatore dei Legionari di Cristo ed in vita pedofilo, tossicomane, padre di tre figli avuti da due donne diverse. All’epoca Maciel era protetto dalla “gestione” Woytila, tanto che fu possibile aprire un dossier su di lui solo dopo l’elezione al soglio di Pietro del pastore bavarese.

LEGGI ANCHE: Dimissioni Papa: perché Ratzinger lo ha fatto e Wojtyla no

LA LETTERA SPEDITA IN IRLANDA - Scicluna fu così abile nelle sue indagini da costringere Maciel a passare gli ultimi anni della sua vita lontano dai riflettori, fino al commissariamento dei Legionari di Cristo nel 2010, l’anno dello scandalo pedofilia. Ratzinger fece dimettere vari vescovi, condannò l’azione dei cattolici irlandesi con una lettera di fuoco spedita il 19 marzo 2010 nella quale esprimeva il proprio turbamento “circa l’abuso di ragazzi e giovani vulnerabili da parte di membri della Chiesa in Irlanda, in particolare da sacerdoti e da religiosi”. E per lui non c’erano mezze misure, anzi:

devo anche esprimere la mia convinzione che, per riprendersi da questa dolorosa ferita, la Chiesa in Irlanda deve in primo luogo riconoscere davanti al Signore e davanti agli altri, i gravi peccati commessi contro ragazzi indifesi

LA “CACCIATA” DI SCICLUNA - Penitenziagite, quindi. Venne rafforzato il potere della congregazione della Dottrina della fede affidando al procuratore generale Scicluna il ruolo di “promotore di giustizia”. Il monsignore maltese fu anche protagonista del convegno sulla pedofilia ospitato alla Pontificia università Gregoriana dove, rivolgendosi ai presenti, a porte chiuse, specificò che era arrivato il momento di un cambio di rotta. Scicluna aveva però paura del silenzio delle conferenze episcopali più restie a cambiare rotta, come specificò in un’intervista ad Avvenire raccolta da TmNews.

DENUNCIATO ALL’AIA - Con toni cortesi ma fermi, Scicluna non ha evitato attriti con le conferenze episcopali più restie a cambiare rotta. E’ nota un’intervista concessa nel 2010 al quotidiano della Cei ‘Avvenire’ nella quale, senza mezzi termini, affermò: “Ciò che mi preoccupa è una certa cultura del silenzio che vedo ancora troppo diffusa nella Penisola”. Ed il 6 ottobre 2012 fu costretto a lasciare tutto dopo essere stato nominato vescovo “ausiliare” di Malta. Perché? Evidentemente non gli venne permesso di agire da parte di qualcosa, o qualcuno. Benedetto XVI venne anche denunciato al tribunale dell’Aia insieme ad Angelo Sodano, Tarcisio Bertone e William Levada. I quattro sono stati accusati di crimini contro l’umanità da parte di due associazioni americane di vittime della pedofilia, la Center for Costitutional Right e la Snap – Survivors Network of those Abused by Priest, perché ritenuti responsabili della copertura di sacerdoti colpevoli di abuso su minore.

PESO INSOSTENIBILE - Secondo l’accusa le istituzioni avrebbero fatto molto per risolvere la questione, non avrebbero isolato i responsabili ed avrebbero anzi deciso di coprire i colpevoli attraverso la carta del diritto canonico. A riprova della confusione e dell’ambiguità delle parti in causa. Nel 2010 Ratzinger accolse le dimissioni del vescovo di Augusta, in Germania, Walter Mixa, accusato di abusi su minore. Di contro però respinse la medesima offerta da parte di Eamonn Walsh e Raymond Field, rimasti per decisione del Papa vescovi ausiliari di Dublino. Pontefice che a sua volta accettò le dimissioni di altri due vescovi irlandesi, James Moriarty e Donald Murray. Chissà, forse avrà fatto quanto in suo potere, forse no. Benedetto XVI volle incontrare nel 2010 a Malta alcune vittime di abusi da parte di prelati locali. Ma per qualcuno non è bastato. Chissà, magari oggi ha alzato bandiera bianca anche per questo, e per la prima volta nella storia moderna, le dimissioni del Papa sono arrivate prima della sua morte.

Per saperne di più su: conclave

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