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IL CASO DEL PRIMATE DI SCOZIA. NON PRENDERÀ PARTE AL CONCLAVE PER ELEGGERE IL NUOVO PAPA

http://www.corriere.it/cronache/13_febbraio_25/cardinale-obrien-si-dimette_135f145c-7f3c-11e2-b0f8-b0cda815bb62.shtml

IL CASO DEL PRIMATE DI SCOZIA.

NON PRENDERÀ PARTE AL CONCLAVE

PER ELEGGERE IL NUOVO PAPA

Vaticano, si dimette il cardinale O’Brien

 

File photo of Cardinal Keith O'Brien walking in front of Saint Peter's Square in Rome

Accuse di «comportamenti inappropriati», lascia la carica di arcivescovo. Nota: «Mi scuso con chi ho offeso»

 

Il cardinale Keith O’Brien in Piazza San Pietro (Reuters)

Ha deciso di dimettersi da arcivescovo di St. Andrews e Edimburgo il cardinale scozzese Keith O’Brien, il più alto prelato cattolico nel Regno Unito che avrebbe dovuto partecipare al Conclave (il comunicato – pdf). Il Vaticano ha confermato che il Papa ha accettato la rinuncia «per raggiunti limiti di età».

Il porporato britannico è accusato di «comportamento inappropriato» nei confronti di tre sacerdoti e di un quarto che in seguito aveva lasciato l’abito talare. I fatti risalgono agli anni 80, in un periodo in cui O’Brien era stato direttore spirituale del St.Andrews College e in seguito rettore del St.Mary’s College.

CONCLAVE - O’Brien è nato il 17 marzo 1938, giorno di San Patrizio, a Ballycastle, nella Contea di Antrim, diocesi di Down and Connor, in Irlanda del Nord. È uno dei 117 cardinali elettori del Conclave, ma – come ha fatto sapere lui stesso in una nota nella quale chiede anche scusa a quanti ha offeso con il suo comportamento – non prenderà parte al Conclave in cui sarà eletto il successore di Benedetto XVI. «Chiedo la benedizione di Dio sui miei fratelli cardinali» che presto saranno a Roma per eleggere il nuovo Papa, «io non mi aggiungerò a loro di persona per questo Conclave. Non voglio che l’attenzione dei media a Roma sia concentrata su di me», si legge nella dichiarazione diffusa da O’Brien dopo che il Papa ha accettato le sue dimissioni da arcivescovo di St. Andrews e Edimburgo.

STAMPA - Sulla stampa, i sospetti di un nuovo scandalo alla vigilia del Conclave hanno avuto grande risalto, lunedì mattina, insieme all’ultima benedizione del Pontefice stanco. Dalla Gran Bretagna agli Usa, i media sottolineano l’applauso rivolto a Benedetto XVI da centomila fedeli durante l’ultimo Angelus, puntando tuttavia anche al caso del cardinale scozzese Keith O’Brien che potrebbe portare alla sua clamorosa esclusione dal Conclave.

COMPORTAMENTI INAPPROPRIATI - L’inglese The Guardian punta al caso del porporato britannico e titola «Il Papa considera di rispondere ai sospetti di “comportamenti inappropriati” su un cardinale britannico». Il Daily Mail evidenzia che l’alto prelato «potrebbe essere escluso dal Conclave» mentre lo Scotsman testa la reazione della diocesi e dei fedeli legati a O’Brien in un reportage dalla St.Mary’s Cathedral di Edimburgo intitolato «Shock e accuse» e in cui si evidenzia come, al di là del supporto al cardinale, «un’ombra di angosciante silenzio» sia calata sulla chiesa durante la messa domenicale. Oltreoceano è soprattutto il «caso O’Brien» a rimbalzare sui principali quotidiani, dal New York Times alWashington Post, che in un altro articolo si è soffermato anche sui difficili rapporti con Pechino che attenderanno il successore e titola: «Il nuovo Papa porta speranza ai cattolici cinesi». Il Boston Globe titola infine «Il Vaticano aprirà un inchiesta sul cardinale britannico» mentre in Sud America «l’ultima benedizione del Pontefice stanco» rimbalza sui principali media, dalla Colombia all’Argentina.

Redazione online25 febbraio 2013 | 14:06

Moody’s declassa rating del Regno Unito

http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=175175

I titoli di Stato britannici scendono da Aaa ad Aa1.

Moody’s declassa rating del Regno Unito

Dopo la Francia anche il Regno Unito perde la prestigiosa ‘tripla A’, e nel club dei ‘virtuosi’ nel Vecchio Continente restano oramai solo quattro Paesi: Germania, Olanda, Finlandia e Lussemburgo

  • moodys

Moody’s

New York, 23-02-2013

Dopo la Francia anche il Regno Unito perde la prestigiosa ‘tripla A’, e nel club dei ‘virtuosi’ nel Vecchio Continente restano oramai solo quattro Paesi: Germania, Olanda, Finlandia e Lussemburgo.

Ad abbattersi su Londra è stata la scure di Moody’s, che ha abbassato la valutazione sui titoli di Stato britannici di uno scalino, portandola da Aaa ad Aa1.

”E’ un forte richiamo a proseguire sulla strada della riduzione del debito e un avvertimento a chi ancora pensa che questo problema non debba essere affrontato”, ha commentato il ministro delle finanze britannico, George Osborne, sottolineando la determinazione del suo governo ad attuare il piano di risanamento dei conti pubblici e di rilancio dell’economia: ”Non fuggiremo dai nostri problemi”.

La decisione del downgrade – si legge in una nota di Moody’s – è stata presa in base a tre fattori. Innanzitutto ”la prolungata debolezza delle prospettive di crescita nel medio termine, con una ripresa fiacca” destinata a proseguire ancora per molto tempo. Questa debole crescita, in secondo luogo, inevitabilmente ”pone delle sfide sul fronte dell’attuazione del programma di consolidamento di bilancio” da parte del governo di David Cameron. Programma che rischia di arenarsi o comunque di rallentare. A preoccupare – spiegano infine gli analisti di Moody’s – è poi ”il deterioramento della capacita’ di assorbire gli shock” da parte del sistema amministrativo e finanziario britannico, a causa di ”un elevato e crescente livello del debito pubblico”.

Debito la cui struttura resta comunque ”positiva” e non desta al momento eccessive preoccupazioni. Per tutti questi motivi l’outlook legato alla Gran Bretagna – vale a dire le prospettive economiche e finanziarie – è stato rivisto a ”stabile”. Questo considerando anche ”i considerevoli rischi di esposizione” legati ad un eventuale peggioramento della situazione sul fronte della crisi dei debiti sovrani in Europa. Rischi di contagio solo in parte mitigati – spiega Moody’s – dalla flessibilità legata a una politica monetaria indipendente.

Per l’agenzia di rating, comunque, nonostante il downgrade la solidita’ del credito nel Regno Unito ”resta estremamente elevata”, grazie ad un’economia ”altamente competitiva e ben diversificata”. E grazie anche a ”una robusta struttura istituzionale”. Moody’s ha abbassato il rating dell’Italia nel luglio scorso, portandolo a Baa2.



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