Posts Tagged 'Sacerdote'

Il prete che stuprò una 14enne lascia lettera-testamento: “Perdonatemi”

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http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/emilia-romagna/2014/notizia/il-prete-che-stupro-una-14enne-lascia-lettera-testamento-perdonatemi_2021561.shtml

Il prete che stuprò una 14enne lascia lettera-testamento: “Perdonatemi”

170114 - muore il prete che aveva stuprato una 14enne

Don Pietro Tosi è morto mercoledì all’età di 87 anni: “Ho sofferto e ho pianto, ho un macigno sul cuore” recita il testo della missiva inviata al vescovo di Ferrara

19:58 – Era finito al centro di uno scandalo per la violenza sessuale, nel 1980, su una quattordicenne che era rimasta incinta. Il prete autore dello stupro, don Pietro Tosi, morto mercoledì, a 87 anni, nella casa di riposo di Cesta (Ferrara), aveva poi espresso il suo rimorso in una lettera al vescovo, Luigi Negri. “Ho sofferto e pianto – dice nella missiva, resa nota solo ora -, ho un macigno sul cuore. Chiedo perdono e ringrazio chi vorrà concedermelo”.

“Ho sofferto e pianto, ho un macigno sul cuore troppo pesante. E solo il senso di essere sacerdote mi consente di sopportarlo. Chiedo perdono per i danni che ho causato e ringrazio chi vorrà concedermelo. Anche se so che sarà difficile” riporta il testo della lettera.

Nonostante la violenza risalga al 1980, lo scandalo è esploso solo recentemente dopo che il bambino nato da quello sturpo, Erik Zattoni, ha rivelato la sua storia alla trasmissione “Le Iene”. Il ragazzo non era presente al funerale, a cui hanno preso parte invece i parenti di don Tosi e molti fedeli della parrocchia di Cornacervina.

http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/emilia-romagna/2014/notizia/morto-il-prete-che-stupro-una-14enneil-caso-venne-denunciato-dal-figlio_2021131.shtml

15 gennaio 2014

Morto il prete che stuprò una 14enne
Il caso venne denunciato dal figlio

Il sacerdote, che ha sempre rifiutato di incontrare il figlio nonostante la prova del Dna ne abbia stabilito la paternità, è morto nel sonno. Il vescovo di Ferrara: “Il giudizio spetta a Dio”

20:20 – E’ morto nella casa di riposo che lo ospitava da anni don Pietro Tosi, sacerdote ferrarese 86enne al centro del caso fatto scoppiare mesi fa da Erik Zattoni, il figlio (mai riconosciuto legalmente) che l’anziano prete ebbe nel 1980 dopo aver abusato della mamma, allora una ragazzina di 14 anni. I funerali del sacerdote si svolgeranno venerdì a Cesta, nel Copparese, nella chiesa della casa di riposo.

Erik Zattoni (che aveva denunciato pubblicamente il caso a ottobre durante una puntata della trasmissione “Le Iene”) aveva condotto una battaglia in tribunale per ottenere il riconoscimento, e alla fine la prova del Dna ha confermato la paternità del sacerdote. Il quale però si è rifiutato fino alla fine di riconoscere il figlio e di avere qualunque contatto con lui, spiegando che “non devo chiedere scusa a nessuno, ho già chiesto perdono a Dio. Mi sono confessato con un frate carmelitano e mi ha dato l’assoluzione. Sono in pace con la mia coscienza”.

“Il giudizio dell’Arcivescovo di Ferrara, Luigi Negri, sulla vicenda umana e sacerdotale di don Pietro – fa sapere una nota della Curia – è stato ampiamente diffuso nei mesi scorsi. Ora don Tosi, da cui sono venute enormi sofferenze ma anche opere di bene, è davanti al Signore a cui spetta un giudizio imperscrutabile che eccede ogni umana misura”.

 

Sesso con bambini e animali. Arrestato prete anglicano

 

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https://www.bambinidisatana.com/2014/01/sesso-con-bambini-e-animali-arrestato-sacerdote/

 

Sesso con bambini e animali.

Arrestato prete anglicano

 

Scritto da Marco Dimitri il 6 gennaio , 2014
Leggi questo articolo su: https://www.bambinidisatana.com/2014/01/sesso-con-bambini-e-animali-arrestato-sacerdote/ | Bambini di Satana

sesso con bambini e animali

Un vicario è finito in carcere dopo essersi dichiarato colpevole di avere realizzato oltre 8.000 immagini e filmati pedopornografici, foto e filmati con bambini includevano anche l’uso di animali. Il reverendo Ian Hughes, che era sacerdote incaricato delle parrocchie Wirral Poulton e Seacombe , ha ammesso tutto davanti alla Corte del Tribunale di Liverpool.

Hughes , 46 anni, è comparso sul banco degli imputati indossando un abito scuro con cravatta, si è dichiarato colpevole di tutti i capi in accusa. Il sacerdote ha anche ammesso il possesso di un’immagine estrema giudicata ‘ gravemente offensiva e disgustosa ‘ che coinvolge addirittura un animale. Don Hughes è stato accusato a seguito di una perquisizione nella sua abitazione di Wallasey. Il materiale pedopornografico realizzato dal sacerdote supera gli 8.000 file ed è stato recuperato dalla polizia. Il giudice David Aubrey, presidente della giuria che sta valutando gli estremi di reato per emettere una sentenza appropriata ha dichiarato che tutte le opzioni di condanna verranno severamente valutate.

Negli ultimi anni il reverendo Hughes ha vinto una borsa di studio Heritage Lottery £ 270.000 per ricostruire la guglia a San Paolo e ha supervisionato la Congregazione di San Luca di in Poulton al Parco Primary dopo la costruzione della chiesa. Dopo il suo arresto con l’accusa di possesso di immagini pornografiche con bambini ed animali è stato sospeso dalla scuola elementare dove prestava servizio, lo rende noto il portavoce della diocesi di Chester.

Articolo di Marco Dimitri

Prete pedofilo italiano, accusato in Brasile perché offriva i minori a lui affidati per turismo sessuale, viene protetto dalla chiesa e nascosto in Mozambico.

http://www.retelabuso.com/2013/06/sacerdote-italiano-lodato-in-brasile.html?spref=fb

Prete pedofilo italiano, accusato in Brasile

perché offriva i minori a lui affidati per turismo sessuale,

viene protetto dalla chiesa e nascosto in Mozambico.

prete pedofilo nascosto in mozambico

RIO DE JANEIRO – Un prete italiano che gestiva un ricovero per bambini di strada in Brasile, è stato accusato di aver abusato sessualmente di ragazzi per anni e di aver favorito il turismo sessuale.

Padre Clodoveo Piazza, ora lavora come missionario in Mozambico, è stato accusato insieme ad un altro ex direttore del gruppo no-profit Organizzazione Aiuto Fraterno, un gruppo privato con sede in Salvador.

Lidivaldo Britto, procuratore capo dello stato di Bahia nel Brasile nord-orientale, ha detto che almeno 10 ragazzi sono stati abusati sessualmente per diversi anni, mentre Piazza gestiva il gruppo.

Britto ha detto che “Piazza oggi sta lavorando con i bambini in Mozambico, e questo è preoccupante per noi. Dobbiamo avvertire la comunità internazionale, e stiamo inviando a loro una copia delle accuse per l’Ambasciata in Mozambico.  Abbiamo paura che i bambini siano in una situazione di grande pericolo.”

Piazza ha trascorso trenta anni in Brasile lavorando con i bambini. Dal 2001 al 2006 ha lavorato per i programmi del governo dello stato Bahia per combattere la povertà e la disuguaglianza. Britto dice che Piazza ha lasciato nel 2007 il Brasile per fare il lavoro di missionario in Mozambico.

Britto ha detto che un giudice ora ha deciso di richiedere l’estradizione o un mandato di cattura all’Interpol.

Accuse anche contro Marcos de Paiva Silva, un altro ex direttore dell’Organizzazione aiuto fraterno. Secondo la legge brasiliana, Silva è libero in attesa di processo fino a quando un giudice ordinerà la sua prigionia.

Funzionari cattolici della Chiesa in Brasile hanno confermato che Piazza era un sacerdote, ma hanno rifiutato di commentare il caso.

Un portavoce del gruppo no-profit non ha voluto dare una risposta.

L’avvocato Gamil Foppel, ha raccontato al quotidiano Jornal do Comercio di Salvador che egli rappresentava Piazza. Il procuratore Britto conferma i bambini implicati in abusi sessuali da parte di visitatori stranieri senza essere però in grado di identificarli.  Britto ha detto “I ragazzi … ci hanno detto che un elevato numero di stranieri avrebbe visitato l’istituto nel corso degli anni. Arrivavano e sceglievano un bambino portandolo a dormire con loro”.

“I bambini hanno dormito nudi con loro e sono stati vittime di abusi sessuali.”

Su un sito web della filiale italiana della Guida dell’Organizzazione Fraterna dice che Piazza “è conosciuto e amato in tutta l’America Latina per il suo lavoro a favore dei bambini di strada e giovani che sono in stato di grave difficoltá”.

“Nel 2005, il Gruppo si è aggiudicato una borsa di  600.000 dollari dalla banca di sviluppo nazionale del Brasile per istituire quattro nuovi centri in Salvador. Se verranno condannati per abusi sessuali e favoreggiamento dello sfruttamento sessuale, Piazza e Silva potrebbero dover scontare fino a 10 anni di carcere”.

Purtroppo anche se il Papa è cambiato, le usanze criminali della chiesa cattolica non sono cambiate affatto. Stando al sito dei Gesuiti infatti Padre Clodoveo Piazza è ancora in mezzo ai bambini in una delle tante “missioni benefiche”.

Lo scorso 18 aprile, il Padre Superiore della Compagnia di Gesú è andato in visita proprio in Mozambico dove il prete si è rifugiato e gode delle coperture della chiesa cattolica. Questo è ciò che emerge proprio dallo stesso sito dei Gesuiti che lo cita senza troppe preoccupazioni.

Links e notizie su Clodoveo Piazza:

http://www.protegeatushijos.org/inicio/2009/8/20/acusan-al-padre-clodoveo-piazza-de-abusar-de-nios.html

http://www.protegeatushijos.org/inicio/2010/4/15/sacerdotes-acusados-cura-geografica.html

http://www.protegeatushijos.org/inicio/2009/8/19/las-nias-de-las-que-pudo-abusar-el-cura-de-igualada-no-mient.html

http://www.consiglioregionale.piemonte.it/attivita/comunicati/2008/05_maggio_2008/sigillo_a_padre_piazza.htm


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COMUNICATI STAMPA

27 maggio 2008

Padre Clodoveo Piazza riceve il Sigillo della Regione Piemonte

Il 27 maggio, nell’Aula di Palazzo Lascaris, i presidenti del Consiglio e della Giunta regionale Davide Gariglio e Mercedes Bresso hanno consegnato al padre gesuita Clodoveo Piazza il Sigillo della Regione Piemonte.

L’attribuzione del riconoscimento – il primo da quando è stato istituito con la legge regionale n. 15 del 2004 – era stata deliberata all’unanimità dall’Assemblea nel gennaio scorso, su proposta dei presidenti Gariglio e Bresso e dell’Ufficio di presidenza.

È un grande onore conferire, a nome dell’Assemblea e di tutti i cittadini piemontesi, questo importante riconoscimento a padre Piazza per il suo ventennale impegno in favore dei giovani più poveri ed emarginati del Brasile”, ha affermato il presidente Gariglio.

Missionario in Brasile presso l’Oaf (Organizzazione di aiuto fraterno) di Salvador de Bahia, padre Piazza ha dato vita a una serie di progetti per assicurare vitto, alloggio, assistenza medica, istruzione e formazione professionale a bambini e adolescenti in difficoltà. Componente del comitato di redazione dello Statuto del bambino e dell’adolescente – approvato nel 1990 – che ha cambiato il destino di molti bambini di strada sudamericani, dal 2001 al 2006 padre Piazza è stato a capo del Ministero per la Lotta alla povertà e alle disuguaglianze sociali nello Stato di Salvador de Bahia.

Da anni la Regione, con altre istituzioni e Enti locali piemontesi, ha siglato una serie di accordi di aiuto e di cooperazione internazionale con lo Stato di Salvador de Bahia che oggi vengono confermati e rafforzati”, ha ricordato la presidente Bresso.

Dedico questo riconoscimento ai ragazzi di Salvador de Bahia - ha concluso padre Piazza - e provo profonda allegria nel constatare che il Piemonte sta oltrepassando i propri confini per raggiungere i poveri e curarsi della loro formazione: come la radice di un albero, è destinato a crescere, fiorire e trasformare il mondo”.

Il Sigillo della Regione Piemonte, opera dello scultore piemontese Riccardo Cordero, consiste in una medaglia d’oro con lo stemma della Regione montata su bassorilievo fuso in bronzo patinato che riproduce la sagoma del Piemonte.

Fino al 7 giugno – inoltre – l’atrio dell’Aula consiliare ospita la mostra visivo-olfattiva I colori, realizzata per l’Oaf dal fotografo Alessandro Albert e dall’inventrice di profumi Laura Tonatto e curata dall’agenzia di comunicazione Stailfab.

Mercoledì 28 maggio alle 21 – infine – presso il Teatro Vittoria di via Gramsci 4, si svolge in onore di padre Piazza la serata speciale Festa bahiana per un amico, cui prendono parte il comico Max Pisu, il musicista Carlo Pastori e l’ensembleBandaBahiana.

Agenzia telematica “CRP”
a cura dell’Ufficio Stampa
tel. 011.57.57-251-252-256-319-450-484 fax 011.57.57.259
uff.stampa@consiglioregionale.piemonte.it

http://laici.forumcommunity.net/?t=30687818

http://www.cronacaqui.it/news-missionario-…iani_25887.html

I magistrati brasiliani chiedono l’estradizione. Lui si difende: «Accuse solo per incastrarmi»

«Missionario gesuita affittava i bambini ai turisti del sesso»

MILANO 21/08/2009 – «Quel missionario è un pedofilo». Un’accusa infamante, terribile, per un sacerdote che da oltre 30 anni si occupa dei bambini delle zone più povere del pianeta.

Un’accusa fondata per la Procura dello Stato di Bahia che, come riporta l’agenzia di stampa Apicom, da mesi indaga sulla vita (e sul lavoro) di padre C. P.. Ma il sacerdote, che attualmente si trova in una missione in Mozambico, si difende: Vogliono incastrarmi, non c’è nulla di vero. Di più. «Sono rimasto profondamente scioccato dalle accuse che mi hanno rivolto – afferma in una lettera inviata dal Mozambico – dopo essermi sacrificato tanto, per tante persone e per tanti anni, è triste ricevere una risposta di questo tipo, da parte di un gruppettino di persone senza credibilità. Confido che queste accuse esagerate siano smascherate».

http://ilgiorno.ilsole24ore.com/milano/200…ato_abusi.shtml

IN BRASILE / SOSPETTO DI PEDOFILIA

Gesuita milanese indagato per abusi 

“E’ pericoloso, lavora con bambini”

Nei prossimi giorni un giudice dello Stato di Bahia stabilirà se richiedere l’estradizione o far spiccare un mandato di arresto internazionale. Se riconosciuto colpevoli l’imputato rischia fino a dieci anni di carcere.

Milano, 20 agosto 2009 – L’ombra della pedofilia aleggia su padre C. P., missionario per oltre 30 anni in Brasile accanto ai ‘meninos de rua’ e dal novembre 2008 responsabile dei programmi di lotta alla povertà della Compagnia di Gesù in Mozambico.

Secondo il procuratore dello Stato di Bahia, Lidivaldo Britto, per anni padre P., gesuita milanese, avrebbe abusato sessualmente e favorito abusi su una decina di bambini che frequentavano l’organizzazione non profit ‘Fraternal Help Organization’ con sede a Salvador de Bahia.

Padre P. “sta lavorando con i bambini in Mozambico e questo è pericoloso per loro. Dobbiamo allertare la comunità internazionale. Abbiamo inviato all’ambasciata del Mozambico una copia del provvedimento giudiziario”, ha detto Britto.

Nei prossimi giorni un giudice brasiliano stabilirà se richiedere l’estradizione o far spiccare un mandato di arresto internazionale, ha spiegato Britto aggiungendo che le stesse accuse sono state mosse nei confronti di M. de P.S., un ex direttore dell’organizzazione.

Secondo quanto riferito da Britto, le testimonianze dei bambini raccontano inoltre che “adulti stranieri si presentavano” nella sede dell’organizzazione, “sceglievano i bambini e ne abusavano sessualmente”; i bambini avrebbero dormito nudi nei letti degli ospiti. Se riconosciuti colpevoli i due imputati rischiano fino a dieci anni di carcere.

http://www.libero-news.it/pills/view/18728

Brasile, gesuita missionario

accusato di abusi sui bambini

| 20/08/2009 |

Un’accusa infamante, ancora più pesante se rivolta a un missionario. L’accusa di pedofilia ha colpito padre Clodoveo Piazza, missionario per oltre 30 anni in Brasile accanto ai “meninos de rua” e dal novembre 2008 responsabile dei programmi di lotta alla povertà della Compagnia di Gesù in Mozambico.

Secondo il procuratore dello Stato di Bahia, Lidivaldo Britto, per anni padre Piazza, gesuita milanese, avrebbe abusato sessualmente e favorito abusi su una decina di bambini che frequentavano l’organizzazione non profit “Fraternal Help Organization” con sede a Salvador de Bahia. Padre Piazza “sta lavorando con i bambini in Mozambico e questo è pericoloso per loro. Dobbiamo allertare la comunità internazionale. Abbiamo inviato all’ambasciata del Mozambico una copia del provvedimento giudiziario”, ha detto Britto.

Nei prossimi giorni un giudice brasiliano stabilirà se richiedere l’estradizione o far spiccare un mandato di arresto internazionale, e le stesse accuse sono state mosse nei confronti di Marcos de Paiva Silva, un ex direttore dell’organizzazione. Secondo quanto riferito da Britto, le testimonianze dei bambini raccontano inoltre che “adulti stranieri si presentavano” nella sede dell’organizzazione, “sceglievano i bambini e ne abusavano sessualmente”; i bambini avrebbero dormito nudi nei letti degli ospiti. Se riconosciuti colpevoli i due imputati rischiano fino a dieci anni di carcere.

Modificado por GalileoGalilei – 21/8/2009, 23:11

http://abateoimpertinente.wordpress.com/2009/08/25/prete-affittava-bambini-ai-turisti-del-sesso-e-li-violentava-chiesta-lestradizione-per-padre-clodoveo-piazza/#more-1408

Prete affittava bambini ai turisti del sesso e li violentava.

Chiesta l’estradizione per Padre Clodoveo Piazza.

clodoveo piazza

padre Piazza

L’ombra della pedofilia aleggia su padre Clodoveo Piazza, missionario per oltre 30 anni in Brasile accanto ai ‘meninos de rua’ e dal novembre 2008 responsabile dei programmi di lotta alla povertà della Compagnia di Gesù in Mozambico.

Accuse fondate per la Procura dello Stato di Bahia che, come riporta l’agenzia di stampa Apicom, da mesi indaga sulla vita (e sul lavoro) di padre Clodoveo Piazza. Ma il sacerdote, che attualmente si trova in una missione in Mozambico, si difende: Vogliono incastrarmi, non c’è nulla di vero. Di più. «Sono rimasto profondamente scioccato dalle accuse che mi hanno rivolto – afferma in una lettera inviata dal Mozambico – dopo essermi sacrificato tanto, per tante persone e per tanti anni, è triste ricevere una risposta di questo tipo, da parte di un gruppettino di persone senza credibilità. Confido che queste accuse esagerate siano smascherate.»

Secondo il procuratore dello Stato di Bahia, Lidivaldo Britto, per anni padre Piazza, gesuita milanese, avrebbe abusato sessualmente e favorito abusi su una decina di bambini che frequentavano l’organizzazione non profit ‘Fraternal Help Organization’ con sede a Salvador de Bahia.

Padre Piazza “sta lavorando con i bambini in Mozambico e questo è pericoloso per loro. Dobbiamo allertare la comunità internazionale. Abbiamo inviato all’ambasciata del Mozambico una copia del provvedimento giudiziario”, ha detto Britto.

Secondo quanto riferito da Britto, le testimonianze dei bambini raccontano inoltre che “adulti stranieri si presentavano” nella sede dell’organizzazione, “sceglievano i bambini e ne abusavano sessualmente”; i bambini avrebbero dormito nudi nei letti degli ospiti. Se riconosciuti colpevoli i due imputati rischiano fino a dieci anni di carcere.

Fonti: Il GiornoCronacaQui

“Papa Francesco ha taciuto sui casi di pedofilia in Argentina”

http://www.giornalettismo.com/archives/835681/julio-cesar-grassi/

 

“Papa Francesco ha taciuto

sui casi di pedofilia in Argentina”

 

19/03/2013 - Le vittime dei sacerdoti accusano il nuovo Pontefice: sarebbe rimasto in silenzio sul caso di un sacerdote condannato a 15 anni per abusi su minori

“Papa Francesco ha taciuto sui casi di pedofilia in Argentina”<1/10>

Papa Francesco: il Washington Post tira fuori qualche scheletro dall’armadio e racconta la vicenda giudiziaria di padre Julio Cesar Grassisacerdote argentino e fondatore di un programma a sostegno degli orfani, oggi condannato con la condizionale per molestie sessuali  ai danni di un bambino sotto la sua tutela.

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agencianova.com

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clarin.com

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elsigloweb.com

CONDANNATO A 15 ANNI, LIBERO - Si chiama Julio Cesar Grassi e, nell’Arcidiocesi di Buenos Aires, è una specie di celebrità. Giovane, dinamico, interessato al mondo dei media e con un’interessante schiera di finanziatori, padre Grassi è il fondatore di una rete di scuole, orfanotrofi e programmi educativi a sostegno dei bambini e dei giovani argentini più sfortunati. La sua fondazione ha un nome solare: Felices los Niños, bambini felici. Grazie alle sue azioni, padre Grassi si è guadagnato il plauso del mondo politico argentino e, ovviamente, anche quello del suo superiore, l’Arcivescovo Jorge Mario Bergoglio, oggi Papa Francesco. Ma padre Grassi è stato condannato a 15 anni di prigione per aver molestato sessualmente un bambino che gli era stato affidato. La sentenza, risalente al 2009, è stata sospesa con la condizionale. Padre Grassi, pertanto, non si trova in carcere.

BERGOGLIO E GLI ABUSI - Secondo quanto riportato dal Washington Post, nell’anno in cui Grassi fu condannato, Bergoglio si sarebbe rifiutato di incontrare la vittima del sacerdote, così come ogni altra persona che subì abusi da parte di un membro del clero argentino. Non avrebbe offerto né le sue scuse, né un risarcimento pecuniario, nemmeno in quei casi denunciati da altri membri della Chiesa o nei casi in cui i sacerdoti accusati fossero finiti in carcere. Bergoglio è stato eletto Pontefice meno di una settimana fa, e da quel giorno i media internazionali si sono soffermati principalmente sulle sue azioni durante la “guerra sporca” nel periodo della dittatura. Ma, oggi, lo scandalo che incombe sul Vaticano è legato alla pedofilia e, benché non ci siano prove che l’allora Arcivescovo di Buenos Aires abbia avuto un ruolo nel coprire i casi di abusi, si tratta di una macchia che potrebbe condizionare il papato di Bergoglio.

“È STATO IN SILENZIO” - Numerose associazioni argentine a sostegno dei diritti umani hanno affermato che, negli ultimi anni, Bergoglio si sarebbe schierato con molta convinzione insieme alle organizzazione laiche per combattere la prostituzione minorile e il mercato del sesso e che avrebbe dato precise istruzioni ai vescovi di denunciare alla polizia tutte le accuse di abusi da parte dei membri del clero. Lo scorso settembre, quando un sacerdote è stato accusato di aver abusato di decine di ragazzini tra il 1984 e il 1992, Bergoglio aveva diffuso un comunicato in cui riaffermava “la sua profonda vergogna e l’immenso dolore per quanto commesso da una persona che dovrebbe dare l’esempio”. Tuttavia, per la maggior parte dei 14 anni in cui Bergoglio è stato Arcivescovo di Buenos Aires, non avrebbe intrapreso nessuna azione decisiva per proteggere i bambini dagli abusi, né avrebbe chiesto scusa quando i primi casi vennero alla luce. ”È stato in silenzio, completamente in silenzio” – ha dichiarato Ernesto Moreau, membro argentino delle Nazioni Unite nonché avvocato di alcune delle vittime che avevano chiesto, inutilmente, un incontro con Bergoglio. “In quel caso Bergoglio non fu troppo diverso dagli altri vescovi argentini, né dal Vaticano”.

LEGGI ANCHE: Papa Francesco scappa dalla domanda sulla pedofilia delle Iene

PADRE GRASSI, UN CASO PROBLEMATICO - Il caso di padre Grassi è stato particolarmente problematico, perché il sacerdote era considerato molto vicino sia a Bergoglio che ai giovani sacerdoti coinvolti nella fondazione. Una fondazione che accoglie 600 orfani e gestisce un giro di donazioni particolarmente cospicuo. Grassi non è stato espulso dal clero: anzi, dopo la sentenza, i vertici della Chiesa argentina guidati da Bergoglio, commissionarono un lungo report in cui si affermava che Grassi era innocente. Il documento è stato messo agli atti in vista del processo d’appello, ancora da celebrarsi, e Grassi può continuare a vivere a pochi passi dalle aule e dei dormitori della scuola da lui fondata e che oggi è diventata il centro della comunità fondata dal sacerdote.  Alcuni dipendenti della scuola hanno testimoniato al processo. Una custode ha raccontato che Grassi “aveva i suoi preferiti, sempre maschietti. Regalava loro biciclette o giocattoli e poi ne sceglieva uno perché fosse il suo piccolo segretario”. Ad accusarlo ci sono poi le testimonianze di tre ragazzini, di età compresa tra i 9 e i 13 anni.

RISTABILIRE LA CREDIBILITÀ DELLA CHIESA - “Molti cattolici vogliono proteggerlo e difenderlo – ha dichiarato Sister Martha Pelloni, avvocato argentino specializzato in abusi su minori – Ma quegli abusi erano reali”. Anche Fortunato Mallimaci, sociologo all’Università di Buenos Aires, ha analizzato la situazione: “Negli Stati Uniti e in Europa esiste una netta separazione tra Stato e Chiesa. Ma non in America Latina – ha spiegato – Qui la società civile è spesso troppo debole per superare il potere del clero e i sospetti si addensano prima sull’accusatore che sull’accusato. Ma se Bergoglio vuole ristabilire la credibilità della Chiesa – conclude Mallimaci – Dovrà essere il primo a dichiarare che nessun abuso verrà tollerato: a Washington come a Roma o a Buenos Aires”.

(Photocredit: Getty Images e LaPresse)

Trapani, il parroco ucciso in canonica

http://www.lastampa.it/2013/02/26/italia/cronache/trapani-il-parroco-ucciso-in-canonica-Q7D5ukOoZEBsWN2kIkfAmI/pagina.html

CRONACHE

26/02/2013 – IL CASO

 

Trapani, il parroco ucciso in canonica

parroco ummari

La chiesa di Ummari, frazione di Trapani (Foto archivio)

 

Choc nella frazione di Ummari: freddato con un colpo alla testa

Il parroco della canonica di Ummari, frazione di Trapani, Michele Di Stefano, è stato trovato morto dentro la canonica. Il sacerdote, originario di Calatafimi (Tp), sarebbe stato ucciso con un colpo alla testa, secondo i carabinieri che sono nella chiesa in attesa del magistrato e del medico legale.

Quanto è profondo lo scandalo dei preti pedofili

http://www.giornalettismo.com/archives/782037/quanto-e-profondo-lo-scandalo-dei-preti-pedofili/

 

Quanto è profondo lo scandalo dei preti pedofili

19/02/2013 – Dal cardinale di Los Angeles Roger Mahony ad Angelo Sodano, a suo tempo fiero difensore di Marcial Maciel Degollado che alla sua morte risultò avere mogli e figlie. Una storia che viene da lontano e mina la chiesa di Roma

 giornalettismo

di Mazzetta

 

Uno scandalo dopo l’altro, con l’inizio del secolo sulla chiesa di Roma si è abbattuta la giustizia degli uomini e ora resta solo un panorama di macerie.

LE PRIME CREPE - Sul finire degli anni ’90 la chiesa cattolica subì il primo grave colpo con una condanna milionaria a carico della diocesi di Dallas, che fu condannata a pagare 30 milioni di dollari dell’epoca alle vittime di un sacerdote che, secondo la sentenza, aveva potuto agire grazie alla complicità della gerarchia cattolica dalla quale dipendeva.

L’ALLUVIONE - Un diluvio che poi si è esteso prima ai paesi anglosassoni e poi verso il 2010 anche all’Europa continentale e altri paesi. Come negli Stati Uniti, anche in Canada, Gran Bretagna e Irlanda sono venute alla luce clamorose storie di abusi sistematici, d’intere istituzioni trasformate in tritacarne nei quali gli ospiti non erano altro che schiavi sessuali dei sacerdoti. Non mele marce che operavano nell’ombra, ma abusi sistematici e predatori sessuali, che prosperavano grazie alla complicità di gerarchie che per quietare lo scandalo li proteggevano criminalmente.

I RISARCIMENTI - Da allora solo negli Stati Uniti la cifra dei risarcimenti imposti alla chiesa di Roma è arrivata a superare il miliardo di dollari nell’ultimo decennio e a portare alla bancarotta di numerosi diocesi statunitensi, otto dal 2004 al 2011. A rendere evidente la responsabilità e le complicità delle gerarchie ecclesiastiche e per ciò responsabile Roma, non è stata quindi una specie di “responsabilità oggettiva”, ma una serie di procedimenti nei quali sono emersi comportamenti criminali da parte di altri sacerdoti e in particolare delle alte gerarchie, che avevano eletto a sistema la pratica del sopire e minimizzare.

MAI PENTITI - Solo di recente infatti la chiesa si è espressa in maniera difforme dal passato diffondendo alle diocesi istruzioni diverse, anche se è ancora evidente l’assenza dell’ordine che imporrebbe ai sacerdoti di denunciare i fratelli predatori alle autorità. A compromettere il Vaticano sono stati una serie di documenti e di testimonianze che hanno certificato un sistema per il quale non solo i sacerdoti accusati di abusi sui minori non venivano allontanati dal sacerdozio, ma per di più venivano spesso riassegnati alla cura o alla vicinanza con bambini e ragazzi.

Straordinariamente oltraggiose sono le storie ignobili di remote “missioni” nella quali a volte erano confinati i predatori, in Canada la pratica divenne un sistema a tal punto che a curare lo spirito dei nativi finirono per lo più veri e propri predatori seriali, tanto che lo stesso governo canadese sarà costretto a chiedere scusa per gli stupri sistematici che hanno caratterizzato per decenni la vita delle istituzioni dedite alla cura e all’educazione dei nativi, impenetrabili anche alla legge e alla giustizia degli uomini.

LE MOSCHE BIANCHE - Pochi sacerdoti all’interno della chiesa si sono ribellati nel tempo a questo scandalo, che pure era noto e produceva scosse ricorrenti all’interno di tutte le diocesi e le congregazioni che avevano contatti con i minori e uno di questi fu proprio un sacerdote statunitense, l’esperienza del quale è diventata una delle principali prove a carico della piena coscienza del problema, Gerald Michael Cushing Fitzgerald.

UN PIONIERE - Fitzgerald (1894-1969) ha fondato la Congregazione dei Servi di Paraclete nel 1947, con l’obiettivo di assistere e recuperare i sacerdoti che si erano in qualche modo persi, forse per l’alcolismo o per qualche altra passione o dipendenza peccaminosa che avesse reso loro impossibile esercitare il ministero. La congregazione trovò la sua sede a Jemez Springs, una piccola cittadina del New Mexico, e presto si trovò ad assistere un discreto numero di sacerdoti che gli erano inviati perché si erano resi responsabili di abusi sui minori.

UNA VOCE NEL DESERTO - Fitzgerald con tutti i suoi limiti, su tutti quello di considerare degli erotomani quelli che abusavano di ragazzine e omosessuali quelli che si dedicavano ai maschietti, si prodigò per anni chiedendo che i sacerdoti con questo genere di “problemi” fossero ridotti allo stato laicale e allontanati dalle “tentazioni”, giudicandoli inguaribili. C’è da dire che i metodi di cura sposati dalla chiesa all’epoca non prevedevano neppure l’allontanamento dai bambini e che Fitgerald aveva tutte le ragioni del mondo per temere che ripetessero i loro reati mantenuti in contesti del genere e che così facendo avrebbero danneggiato l’immagine della chiesa, ma era in clamorosa minoranza.

UN ESPERTO - Fitzgerald divenne così con l’esperienza una specie d’autorità interna e gli vennero richiesti pareri e osservazioni, ma nonostante questo molti vescovi scelsero d’ignorare persino la raccomandazione più elementare e si trasformarono in complici di (a loro) noti predatori seriali.

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OVVIAMENTE EMARGINATO - Nella sua corrispondenza con la Congregazione della Dottrina della Fede, rivelata solo nel 2009 a 40 anni dalla morte, Fitgerald si esprime chiaramente sul tema al di là di qualsiasi possibile fraintendimento, ma Roma non ha ascoltato, al punto che ha cominciato ad emarginarlo dalla direzione della stessa congregazione che aveva fondato. Dopo la sua morte il centro di Jemez Springs fu preso in carico da esperti che, come gli psicologi ai quali preferivano rivolgersi i sacerdoti, assicuravano di poter guarire i sacerdoti “malati” e renderli abili a ritornare al ministero e al contatto con i fedeli, anche bambini. A chiudere il centro ci penseranno alcune cause che condanneranno la chiesa a pesanti risarcimenti in seguito agli stupri commessi da alcuni sacerdoti durante il soggiorno proprio a Jimenez Springs o una volta reintegrati perché considerati “guariti” dagli esperti del centro.

UNA STRAGE D’INNOCENTI - Una responsabilità evidente in crimini odiosi commessi verso i più deboli affidati dai genitori o dallo stato alle cure dei religiosi, ovunque lo stesso riconoscibile e immutabile modus operandi qualunque fosse la magnitudine degli scandali, dalle magdalene irlandesi agli stupri sistematici delle comunità inuit (e persino di… cani), mai nessun sacerdote o vescovo è apparso a porre fine agli orrori, tombati da un’omertà che, ovunque la chiesa fosse organica al potere, diventava sistema e addirittura convenzione sociale frustrando qualsiasi pulsione alla denuncia.

CAMPIONI DI COMPLICITA’ - Esemplare è il caso del cardinale di Los Angeles Roger Mahony, che i preti predatori li ha difesi con tutto se stesso, fino al punto da essere rimosso dal suo successore al comando della diocesi perché la comunità cattolica ormai lo rifiutava con veemenza. Mahony, che di quella criminale politica è stato fedele interprete negli Stati Uniti, prenderà parte al prossimo conclave per l’elezione del nuovo Papa e questo negli Stati Uniti non piace, tanto che si è levato un vocale movimento di protesta. Un ministro della chiesa che lo stesso Ratzinger ebbe a definire:  ”un falso profeta” che ha condotto una vita “al di là di ciò che è morale: un’esistenza avventurosa, sprecata, distorta”.

60 ANNI D’IMPUNITA’ - Niente che potesse sfuggire al Vaticano, che già nel 1954 era stato informato come il fondatore dei Legionari di Cristo facesse uso e abusi di droghe e seminaristi, il tutto confermato ampiamente nel 1956 quando  il prefetto della Congregazione per i religiosi, il cardinale Valerio Valeri, trovò Maciel nella clinica romana Salvator Mundi, dove era ricoverato per una terapia di disintossicazione dalla droga, accompagnato da due legionari. La successiva indagine vaticana fa emergere netta la pedofilia di Maciel e i nomi di 5 studenti da lui abusati per anni. Nonostante altre testimonianze di alti prelati scandalizzati, Maciel vide sfumare nel nulla le indagini grazie alla protezione di cui godeva a Roma.

40 ANNI DOPO - Solo una grandinata di denunce da parte di numerosi ex seminaristi negli anni ’90 riporterà il suo caso all’attenzione della curia romana, che solo nel 2004 vedrà proprio Ratzinger costretto all’azione dopo la ricezione di rapporti inequivocabili e corposissimi a carico del cardinale difeso a spada tratta da Sodano e da altri eminenti colleghi, che comunque per via dell’età non sarà mai condannato dalla chiesa o da un tribunale ad alcuna pena che non sia stata il ritiro dalle sue cariche a due anni dalla morte e che ancora oggi è venerato come un santo dal suo ordine e da numerosi fedeli, al punto che il processo per la sua beatificazione è ancora in corso e non risulta sia stato cancellato.

DATE UNA CAREZZA AI BAMBINI - 60 anni di doppia vita da peccatore olimpionico e criminale, passati ai vertici di un ordine ecclesiastico e benvenuto tra i principi della chiesa, che sapevano tutto di lui, come di tutti gli altri criminali come lui che nel corso dei decenni hanno potuto moltiplicare il numero delle loro vittime e portare a termine carriere pluridecennali di stupratori, rovinando la vita di decine di migliaia di giovani che avrebbero potuto essere salvati da una sola parola di un qualsiasi Papa. Quando tornate a casa dai vostri bambini, date una carezza ai bambini e dite: nemmeno “il Papa buono” ha protetto i bambini dagli orchi con la tonaca.

L’Opus Dei e la “pulizia silenziosa” di Benedetto XVI

http://vaticaninsider.lastampa.it/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/vatileaks-vatileaks-vatileaks-opus-dei-opus-dei-opus-dei-22031/

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7/02/2013 

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L’Opus Dei e la “pulizia silenziosa” di Benedetto XVI

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SAN PIETRO

La nomina di Rafael García de la Serrana Villalobos Direzione dei Servizi Tecnici del Governatorato dello Stato Vaticano va in questa direzione

ANDRÈS BELTRAMO ALVAREZ
CITTÀ DEL VATICANO

La sua nomina è stata quasi ignorata, ma è la prova che la grande fiducia che ha Benedetto XVI per la prelatura dell’Opus Dei come parte della strategia di “pulizia silenziosa” nella Curia Romana dopo la bufera dello scandalo dei “vatileaks”. Gli appalti dello Stato della Città del Vaticano hanno un nuovo controllore: Rafael García de la Serrana Villalobos.

Lo scorso 26 gennaio, il sacerdote è stato nominato sotto direttore della Direzione dei Servizi Tecnici del Governatorato dello Stato più piccolo del mondo. Una scelta tutt’altro che casuale, poiché fino a qualche giorno fa era il responsabile della logistica della casa generale della “Opera” a Roma.

Quasi cinquantenne, ha ricevuto l’ordinazione come presbitero il 23 maggio 2009. Una classica “vocazione adulta”, nata all’interno della realtà fondata da San Josemaría Escrivá de Balaguer. Ingegnere, ha unito le capacità necessari per il suo nuovo compito ad una forte dimensione spirituale.

Arriva a una struttura che lungo il 2012 ha vissuto un “anno nero”, per i “vatileaks”, lo scandalo per la pubblicazione delle carte riservate che ha rubato l’ex maggiordomo Paolo Gabriele dall’appartamento del Papa. Tra i rapporti filtrati dal “corvo” pubblicati da Gianluigi Nuzzi nel suo libro “Sua Santità”, si fa riferimento alla denuncia di monsignor Carlo Maria Viganò al Papa, sulla «corruzione» nella direzione dei Servizi Tecnici.

Nonostante il Vaticano avesse negato la situazione descritta nella lettera, Viganò scrisse che «la direzione dei servizi tecnici era quella più compromessa da evidenti situazioni di corruzione: lavori affidati sempre alle stesse ditte, con costi  almeno  al doppio di quelli praticati fuori il Vaticano. Un regno diviso in piccoli feudi: edilizia interna, edilizia esteriore, gestione caotica delle botteghe, una situazione inimmaginabile, ma ben nota a tutti nella Curia».

Altro episodio citato le spese troppo alte del presepe della Piazza San Pietro che, nel 2009, era costato 550 mila euro e nel 2010, dopo un’operazione di tagli, il prezzo è stato quasi dimezzato con il montaggio che grazie al supporto finanziario della Regione Basilicata, al Vaticano è costato solo 21 mila euro.

Con questi precedenti, la nomina di Rafael García de la Serrana è tutt’altro che casuale. Come ingegnere offre la garanzia che non sarà ingannato con dei prezzi elevati; come prete, invece, porterà avanti una maggiore resistenza alla tentazione, ma anche più fiducia al Papa e alla Chiesa. Onestà.

Con il nuovo sottodirettore dei Servizi Tecnici, l’Opus Dei non solo ha rinforzato la sua presenza in Curia, nella quale alcuni dei suoi membri occupano posti di rilievo. Ha anche dimostrato di essere una delle realtà  più vicine al Papa.

Il cardinale Julián Herranz è stato il capo della commissione che ha indagato sull’origine della filtrazione di notizie; l’ufficiale della Segreteria di Stato, Peter Brian Wells, si è occupato personalmente del processo giudiziario contro il maggiordomo Gabriele e l’informatico Claudio Sciarpelletti. Il giornalista numerario statunitense, Greg Burke, ha preso in mano la strategia di comunicazione. Tutti uomini dell’ “Opera”.

Australia, il governo indagherà sui preti pedofili

http://vaticaninsider.lastampa.it/nel-mondo/dettaglio-articolo/articolo/australia-australia-australia-21394/

16/01/2013 

Australia, il governo indagherà sui preti pedofili

 Julia Gillard

IL PREMIER AUSTRALIANO JULIA GILLARD

Nominati sei commissari nel paese simbolo della purificazione anti-pedofilia avviata da Benedetto XVI

GIACOMO GALEAZZI
CITTA’ DEL VATICANO

In Australia sarà il governo a indagare sui preti pedofili. Il governo federale ha nominato sei commissari per investigare sui casi di abusi sessuali sui minori. Il primo ministro australiano Julia Gillard ha specificato alla radio Abc che la commissione resterà in carica tre anni ed entro diciotto mesi dovrà presentare una relazione provvisoria.

L’inchiesta più approfondita sugli abusi sessuali a minori nella storia d’Australia indagherà su chiese, governi locali, enti di beneficenza, scuole, enti comunitari, compresi boy scout e club sportivi, e anche sulla polizia. La decisione è scaturita da pressioni dei gruppi di sostegno delle vittime e di diversi parlamentari, dopo che lo scandalo dei preti pedofili e delle pratiche di insabbiamento da parte delle gerarchie ecclesiastiche era nuovamente esploso, con il moltiplicarsi di vittime che si sono fatte avanti dopo anni di silenzio.

 L’Australia è un paese-chiave nella purificazione anti-abusi condotta da Benedetto XVI che proprio al clero australiano nel luglio 2008 rivolse il monito che della lotta alla pedofilia nel clero è divenuto il manifesto operativo: aiutare le vittime, ristabilire la verità e la giustizia, fare di tutto perché questi casi non si ripetano.

Il 12 luglio 2008, nel volo verso l’Australia per celebrare la Giornata Mondiale della Gioventù, rispondendo alla domanda del giornalista australiano Auskar Surbaktiel, il Papa ha affermato che “è di fondamentale importanza per la Chiesa riconciliare, prevenire, aiutare e anche riconoscere le colpe in questi problemi”. E specificò:“Dobbiamo chiarire tre aspetti: il primo è il nostro insegnamento morale. Deve essere chiaro ed è sempre stato chiaro fin dai primi secoli che il sacerdozio, essere un sacerdote, è incompatibile con questo comportamento, perché il sacerdote è al servizio di Nostro Signore, e Nostro Signore è la Santità in persona che sempre ci insegna”. Dunque, evidenziò il Pontefice,“dobbiamo riflettere su quanto è mancato nella nostra educazione, nel nostro insegnamento negli ultimi decenni”, ha aggiunto. “Esistono cose che sono sempre cattive, e la pedofilia è sempre cattiva. Nella nostra educazione, nei seminari, nella formazione permanente che offriamo ai sacerdoti dobbiamo aiutarli a essere veramente vicini a Cristo, a imparare da Lui e quindi ad aiutare e non a combattere i nostri amici umani, i cristiani”.

Perciò, assicurò il Pontefice,”faremo tutto il possibile per chiarire qual è l’insegnamento della Chiesa e per aiutare nell’educazione, nella preparazione al sacerdozio, nell’informazione e faremo tutto il possibile per guarire e riconciliare le vittime. Penso che questo sia il senso fondamentale del ‘chiedere scusa’. Penso che sia meglio e più importante il contenuto della formula e penso che il contenuto debba spiegare in cosa il nostro comportamento è stato carente, che cosa dobbiamo fare in questo momento, in che modo prevenire e come guarire e riconciliare”.

Il 19 luglio 2008, nella Cattedrale di Sydney, il Papa ha ricordato che l’abuso di minori rappresenta una delle più dure condanne di Gesù nel Vangelo. Il mese scorso in una lettera ai fedeli, l’episcopato australiano ha fatto mea culpa: “Gli errori sono stati fatti e ci scusiamo per le vittime e le loro famiglie, la Chiesa ha imparato da questi errori e la nostra risposta è cambiata. Siamo focalizzati sulle legittime esigenze di coloro che sono stati abusati e stiamo prendendo provvedimenti ad ampio raggio per prevenire gli abusi futuri. Abbiamo anche mutato atteggiamenti psicologici nei confronti dei colpevoli. Siamo consapevoli di essere di fronte a delinquenti senza scrupoli”. Si tratta per l’episcopato australiano di trarre insegnamento dagli errori, dai fallimenti del passato “per garantire, oggi, tutto quanto è possibile fare per proteggere i bambini e offrirgli un futuro di concreta speranza”. Un anno fa Benedetto XVI ai vescovi australiani in occasione della periodica visita ad limina apostolorum nell’ottobre dello scorso anno parlò di un “fardello pastorale reso ancor più pesante dai peccati e dagli errori compiuti nel passato da altri, compresi, deplorevolmente, alcuni sacerdoti e religiosi”.

Don Rebagliati, sospetti di omicidio

http://www.ilsecoloxix.it/p/savona/2013/01/24/AP6PvcZE-omicidio_rebagliati_sospetti.shtml


SAVONA 24 gennaio 2013

Don Rebagliati, sospetti
di omicidio

 

Giovanni Ciolina

 

don rebagliati, sospetto omicidio 1

Il feretro di Carlo Rebagliati nella chiesa di Stella dove è stato celebrato il funerale

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Savona – La morte di don Carlo Rebagliati, l’ex economo della diocesi di Savona e Noli, e le sue teorie sui conti della chiesa savonese sono al centro di un’inchiesta avviata dalla procura di Savona e che ha già portato diversi personaggi vicini al canonico a sfilare al sesto piano del tribunale in veste di testimoni.

Al momento l’attività d’indagine affidata ai sostituti procuratori Chiara Maria Paolucci e Cristiana Buttiglione è finalizzata a valutare la bontà delle dichiarazioni del prete e di chi gli ha vissuto a fianco negli ultimi periodi, soprattutto per ravvisare la presenza di reati. Nessun nome iscritto sul registro degli indagati e neppure ipotesi concrete.

«Mi vogliono ammazzare, mi vogliono ammazzare» è il timore manifestato da don Carlo Rebagliati negli ultimi mesi. Detto così potrebbe non voler dire nulla, ma certo la sua voce registrata su nastro consegnato agli inquirenti sembrano poter aprire altri scenari.

Parole che fanno venire i brividi anche se non ci sarebbero riferimenti ad eventuali personaggi interessati a chiudere per sempre la bocca al sacerdote. Una convinzione che, secondo i testimoni (Francesco ZanardiRoberto Nicolich e il compagno di don Carlo) il prete ha cominciato a coltivare seriamente, quasi in maniera maniacale, dal luglio scorso quando dovette essere ricoverato per una sospetta setticemia in seguito ad una presunta manomissione della macchina che don Carlo aveva in casa per sottoporsi giornalmente alla dialisi.

Un guasto inconsueto e che presupporrebbe l’intervento manuale di qualcuno, ma al momento si tratta ancora di ipotesi, sospetti. Certo don Carlo sapeva tante cose della gestione finanziaria della diocesi savonese. Per una quindicina di anni era stato l’economo della Curia e sotto il suo mandato era scoppiato il caso Caritas-Cotta, ma da lì a sostenere un delitto c’è di mezzo il mare. In procura però non sembrano aver sottovalutato la vicenda e dopo aver acquisito materiale hanno cominciato gli interrogatori.

A rendere ancora più misteriosi gli scenari di questa vicenda ci sono poi alcune coincidenze che meritano di essere valutate. Nei mesi scorsi, in particolare l’estate scorsa, ignoti si sono introdotti nelle abitazioni di don Carlo Rebagliati a Stella, di Francesco Zanardi a Savona e nello studio di Tiziano Gandolfo, il legale savonese che si è occupato di tutelare il don nella recente e delicatissima inchiesta della procura per presunto sfruttamento della prostituzione dalla quale don Carlo Rebagliati è uscito con un’archiviazione del gip.

Tre blitz consumati a breve distanza di giorni uno dall’altro e con un modus operandi identico: cassetti sottosopra, scrivanie rovistate, ma nessun furto di oggetti tipo computer. «Quasi come se stessero cercando qualcosa che non è stato trovato» butta lì Francesco Zanardi, amico di don Carlo e grande accusatore della chiesa savonese nella lotta alla pedofilia.

Racconti che i testi hanno fatto agli uomini della polizia giudiziaria che sta cercando di far luce sulla morte di don Carlo e soprattutto se e chi avesse interesse a togliere il prete di mezzo.

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Spagna, gli affari con gli immobili ‘fantasma’ della Chiesa in Navarra

http://www.uaar.it/news/2012/04/24/spagna-affari-immobili-fantasma-chiesa-navarra/

 

Spagna, gli affari con gli immobili ‘fantasma’

della Chiesa in Navarra

 

navarra spagna 1

 

La Chiesa cat­to­li­ca è un co­los­so im­mo­bi­lia­re. Non solo in Italia, dove si stima che sia pro­prie­ta­ria di almeno il 20% del pa­tri­mo­nio im­mo­bi­lia­re, ma anche in Spagna. In en­tram­bi i paesi, la Chiesa riceve anche in­gen­ti fi­nan­zia­men­ti pub­bli­ci e man­tie­ne pri­vi­le­gi. Un’in­chie­sta del gior­na­li­sta Jordi Évole per il pro­gram­ma Sal­va­dos ha fatto emer­ge­re ad esem­pio gli affari, non sempre tra­spa­ren­ti, della Chiesa in Na­var­ra nel set­to­re.

Juan Mo­sco­so, de­pu­ta­to del Psoe, aveva cri­ti­ca­to la pra­ti­ca del­l’ar­ci­dio­ce­si locale di im­ma­tri­co­la­re a pro­prio nome im­mo­bi­li prima non re­gi­stra­ti. Com­pre­si beni pub­bli­ci, con la pos­si­bi­li­tà di ri­ven­der­li. Il tutto grazie ad una legge sulle ipo­te­che ap­pro­va­ta dal regime di Fran­ci­sco Franco che equi­pa­ra la Chiesa ad una pro­vin­cia, per la re­gi­stra­zio­ne degli im­mo­bi­li. Norma ri­con­fer­ma­ta nel 1998 dal cat­to­li­co Aznar.

In questo modo la Chiesa avreb­be in­ca­me­ra­to senza colpo ferire 1.087 pro­prie­tà, dal 1998 al 2007. Alcune di queste, che erano pub­bli­che, sono state ri­com­pra­te dalle am­mi­ni­stra­zio­ni. Ad­di­rit­tu­ra, per adi­bir­le poi ad usi re­li­gio­si. A Ziriza, pae­si­no della Na­var­ra, questa pra­ti­ca di in­ca­me­ra­re pro­prie­tà ‘fan­ta­sma’ ha por­ta­to, ha frut­ta­to alla Chiesa più di 200­mi­la euro. Per l’ex sin­da­co Rafael Go­ro­sti­di, è un “furto chia­ris­si­mo”.

L’ar­ci­dio­ce­si, tra­mi­te il por­ta­vo­ce Javier Cher­rez, si di­fen­de. Par­lan­do di pra­ti­ca “cor­ret­ta” e “non un pri­vi­le­gio”. Perché “non c’era nes­sun’al­tra isti­tu­zio­ne in Spagna era qui prima della Spagna e prima della co­sti­tu­zio­ne del regno di Na­var­ra”. “Nessun sa­cer­do­te ha qual­che ac­cen­no di ava­ri­zia, avi­di­tà o bu­si­ness” e i fondi in­ca­me­ra­ti ven­go­no di­stri­bui­ti nel so­cia­le, as­si­cu­ra.

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