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Le elezioni italiane affondano le Borse Spread vola, tassi quasi doppi in asta

http://www.repubblica.it/economia/2013/02/26/news/borse_le_elezioni_italiane_condizionano_al_ribasso_i_listini-53444988/

Le elezioni italiane affondano le Borse


Spread vola, tassi quasi doppi in asta

 

Raffica di sospensioni sui titoli italiani. Piazza Affari brucia oltre 17 miliardi. L’Europa preoccupata dal voto che ha bocciato le politiche di austerity del governo Monti. L’aumento del differenziale di rendimento costerà all’Italia 1,5 miliardi il primo anno, 8 miliardi nel triennio. Vertice Monti-Grilli-Visco: “Monitoriamo”. Consob vieta le vendite allo scoperto su Intesa e Carige

di GIULIANO BALESTRERI

spread

MILANO – Ore 16.40. Le elezioni italiane mettono al tappeto le Borse di tutto il mondo con Piazza Affari che brucia oltre 17 miliardi nella mattinata. Il pareggio al Senato tra il centrosinistra di Pierluigi Bersani e il centrodestra di Silvio Berlusconi si traduce in un Paese ingovernabile, dove si è delineata una forte maggioranza alla Camera e il caos a Palazzo Madama. Uno scenario che terrorizza il mercato e l’Europa alle prese con un 2013 per il quale gli economisti prevedono un altro anno di  recessione

A Milano Piazza Affari sprofonda del 4,3%, Londra cede l’1,2%, Francoforte dell’1,7%, Parigi dell’1,8%, Madrid il 2,6%. Le ripercussioni più pesanti arrivano dal fronte del debito pubblico. Il prezzo dei credit default swaps (cds) sull’Italia (assicurazioni contro il fallimento) è salito di 48 punti base a quota 290 punti, segnando il rialzo più forte da dicembre 2011.  A poco serve l’intervento del ministro della Finanze francese, Pierre Moscovici, secondo cui la situazione politica in Italia “è una preoccupazione ma non un fattore di rischio per l’Eurozona”.

Lo spread, la differenza di rendimento tra Btp e Bund, è volato oltre 340 punti ai massimi da dicembre in rialzo di quasi 50 punti base: un balzo che si traduce in un maggiore costo per lo stato - in termini di interessi sul debito – di quasi 1,5 miliardi in un anno e 8 miliardi in tre anni. Poi ritraccia a 337 punti con i Btp che rendono il 4,8%, mentre il Tesoro ha collocato 8,75 miliardi di Bot a sei mesi con il rendimento in salita da 0,731% all’1,237%. Domani il Tesoro proverà a collocare titoli a 5 e 10 anni con rendimenti in prevedibile rialzo. 

L’instabilità europea ha condizionato ieri sera la chiusura di Wall Street (Dow Jones a -1,6% dopo aver toccato in avvio il suo massimo storico) che oggi prova a rialzare la testa spinta dai prezzi delle case che nelle 20 aree metropolitane esaminate dall’indice S&P/Case Shiller salgono dello 0,9% destagionalizzato a dicembre, il balzo in avanti più forte da 6 anni. Il Dow Jones avanza quindi dello 0,4%, mentre il Nasdaq è invariato e l’S&P 500 guadagna lo 0,2%. Le vendite di case nuove negli Stati Uniti in gennaio sono salite del 15,6% a un tasso analizzato di 437mila, ai massimi da luglio 2008. Il numero uno della FedBen Bernanke, invita i parlamentare Usa a non procedere ai tagli automatici alla spesa. Spaventa, però, il Vix, il cosiddetto indice della paura, ieri è balzato del 34% (oggi cede il 6%) tornando a livelli che non si vedevano da dicembre, quando si temeva il precipizio fiscale. Pesante anche il Giappone che ha perso il 2,26%.

Si è svolto nel frattempo a Palazzo Chigi un vertice, per fare il punto della situazione, tra il premier uscente Mario Monti, il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, e il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli. “La riunione è stata dedicata all’esame della situazione congiunturale e di quella dei mercati. Il presidente del Consiglio verrà tenuto informato sulla base del consueto monitoraggio della situazione”, si legge nella nota diffusa dopo il summit. A fare le spese del risultato elettorale è anche l’euro in netto ribasso: la moneta unica europea si muove a 1,3104 dollari, ai minimi da sette settimane, e a 119,16 yen. 

Tra i principali titoli del listino MediasetExor e Finmeccanica cedono oltre il 5%, faticano a fare prezzo EnelTelecom Fiat. A trascinare in rosso Piazza Affari è soprattutto il comparto del credito, preoccupato per la crescita dello spread e il deprezzamento dei titoli di Stato in portafoglio: sprofondano BpmBanco Popolare e Unicredit. Crolla Intesa Sanpaolo al punto da costringere Consob a vietare le vendite allo scoperto su Ca de’ Sass e Carige fino a giovedì. Per gli investitori “è possibile che gli italiani possano tornare alle elezioni e, nel breve termine, il mercato non apprezza l’incertezza”. Tra i timori principali c’è l’ipotesi di una marcia indietro sul consolidamento fiscale dopo che il voto ha bocciato le politiche di austerity del governo Monti.

La situazione italiana spinge in ribasso anche le quotazioni del greggio sui mercati asiatici. Il light crude Wti cede 87 cent a 92,24 dollari al barile dopo aver toccato un minimo da sette settimane a 91,92 dollari al barile. Il Brent di Londra cede 80 cent a 113,64 dollari al barile dopo aver raggiunto il minimo da un mese.

(26 febbraio 2013)

Bot e Btp non saranno più garantiti dallo Stato?

http://it.finance.yahoo.com/notizie/cacs-a-rischio-le-garanzie-titoli-di-stato-143459293.html

 

Bot e Btp non saranno più garantiti dallo Stato?

 

Scritto da Angela Iannone | Yahoo! Finanza – mar 29 gen 2013 17:11 CET

cac

 

Yahoo! Finanza – gio 24 mag 2012 16:13 CEST

Yahoo! Finanza – ven 20 lug 2012 14:33 CEST

Yahoo! Finanza – mar 4 dic 2012 17:58 CET

La notizia risale al dicembre 2012, ma l’attuazione della norma è partita dal 1°gennaio 2013 e riguarda l’introduzione delle clausole collettive (CACs) nei titoli di Stato.

Il comunicato stampa del Ministero dell’Economia – datato 17 dicembre 2012 – riporta che a partire dal nuovo anno le “le nuove emissioni di titoli di Stato aventi scadenza superiore ad un anno saranno soggette alle clausole di azione collettiva“.

Cosa sono le CACs? Previste nel Trattato sul Meccanismo Europeo di Stabilità (ESM), ratificato anche dall’italia, sono delle clausole vessatorie e regolano la possibilità, per uno Stato che versa in una condizione di crisi del debito sovrano (come ad esempio è avvenuto in Grecia), di ricontrattare interessi, scadenze e di proporre agli investitori lo scambio con obbligazioni di diversa tipologia. Le CACs quindi rendono obbligatorio lo scambio anche dalla controparte che non ha acconsentito, a condizione che vengano rispettate determinate soglie: gli accordi europei stabiliscono che l’emissione di titoli di debito pubblico con le CAC non superino il 45% emesso in un anno.

Secondo questo accordo previsto dall’ESM, il mercato dei titoli di Stato dei BOT e BTP non saranno più garantiti dallo Stato stesso, in quanto con le CACs si potranno rinegoziare accordi precedentemente presi e rinegoziare la propria esposizione debitoria con gli investitori.

Alla notizia, gli esperti del settore lanciano i primi timori. Innanzitutto sulla soglia prestabilita: “il limite di emissione del 45% è sicuramente una tutela affinché la maggior parte dei titoli di debito pubblico di nuova emissione resti garantito così come lo sono sempre stati – scrive Pasquale Marinelli, collaboratore del sito di finanza Wall Street Italia – ma [...] quanto tempo passerà affinché tale limite venga modificato e aumentato, fino ad avvicinarsi al 100%? Che grado diaffidabilità avrebbero questi titoli nei confronti degli investitori, di cui lo Stato emittente può cambiare le condizioni iniziali di sottoscrizione, quando più conviene ad esso?“.

Una nuova norma che, quindi, starebbe ufficialmente decretando il fallimento dello Stato italiano: sebbene il rendimento di questi nuovi titoli pubblici risulterebbe più alto rispetto ai precedenti, perché è insito in esso il rischio di ricontrattazione in negativo dei titoli da parte dello Stato, in caso di rischio del suo default, con queste clausole verrebbe meno il concetto di sicurezza che da sempre è prerogativa dei titoli di Stato. Clausole che, rispetto all’investitore, pongono il soggetto meno avvantaggiato – in questo caso lo Stato – in una situazione contrattuale privilegiata. Non solo: le CACs garantirebbero per legge la ristrutturazione del debito sovrano, che in Italia ha superato la soglia dei 2 mila miliardi, 100 miliardi solo nel 2012.

Il percorso di guerra dell’Italia: allarme spread e speculazione. Le conseguenze per i risparmiatori

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http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-07-16/lancio-sole-17-luglio-205902.shtml?uuid=AbJ6cw8F&google_editors_picks=true

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Notizie > Italia

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Il percorso di guerra dell’Italia: allarme spread e speculazione. Le conseguenze per i risparmiatori

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16 luglio 2012

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Attenti al circolo vizioso delle tensioni sull’eurozona, in particolare su Spagna e Italia. La preoccupazione espressa dal Fondo monetario trova un riscontro immediato nell’andamento dei mercati, con lo spread BTp-Bund che si riavvicina pericolosamente alla soglia dei 500 punti. E, proprio mentre l’Fmi invoca un’azione fulminea dell’Europa per attivare i meccanismi anti-crisi, in Germania la Corte costituzionale prende tempo fino al 12 settembre per valutare i ricorsi agli accordi sul fiscal compact e fondo di salvataggio.

Una settimana decisiva per l’Europa (in particolare sul fronte spagnolo) sembra, dunque, aprirsi nel peggiore dei modi.  In uno speciale di otto pagine, Il Sole 24 Ore in edicola martedì 17 luglio spiega che cosa succede – in particolare per noi – con il ritorno dell’allarme rosso sugli spread.

E quali sono le conseguenze per i risparmiatori di spericolate operazioni speculative sui mercati, come emerge a proposito dello scandalo Barclays sulla manipolazione del Libor.

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