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Pedofilia a Los Angeles, cacciato cardinale: “Ha fatto cose terribilmente diaboliche”

QUESTO ARTICOLO RICALCA ANCORA UNA VOLTA LA TREMENDA IPOCRISIA, LA MENZOGNA, LA PREMEDITAZIONE CHE PERMEA IL VATICANO, LA GRAN PUTTANA APOCALITTICA E IL SUO SINISTRO RAPPRESENTANTE, IL VECCHIO CON LE CIABATTE ROSSE E TUTTO IL SUO SEGUITO CRIMINALE.

papa

RICEVIAMO LA GIUSTA RETRIBUZIONE PER QUESTI SVERGOGNATI CHE CONTINUANO AD ABBINDOLARE LE MASSE SENZA RENDERSI CONTO CHE É GIÁ ARRIVATO IL PADRONE, IL LADRO NELLA NOTTE E LI STA GIUDICANDO: STIAMO GIÁ VEDENDO IL FUMO DELLA GRAN BABILONIA, STIAMO VEDENDO CADERE A PEZZI QUESTA VECCHIA E MARCIA PUTTANA PERCHÉ IL SIGNORE É SULLA TERRA IN CARNE E TUTTO STA VENENDO ALLA LUCE PER ESSERE GIUDICATO. ABBA PADRE!!

http://affaritaliani.libero.it/esteri/pedofilia-a-los-angeles-cacciato010213.html?refresh_ce

ESTERI

Pedofilia a Los Angeles,

cacciato cardinale:

“Ha fatto cose terribilmente diaboliche”

Venerdì, 1 febbraio 2013 – 12:12:00

pedofilia a los angeles

Di Antonino D’Anna

L’accusa è di quelle più infamati: aver coperto gli abusi su minori da parte di alcuni sacerdoti. Il provvedimento è durissimo: la rimozione da qualsiasi incarico amministrativo o pubblico della Diocesi di Los Angeles, la più grande diocesi cattolica degli States. Si chiude così la vicenda del cardinale Roger Mahony, arcivescovo emerito di Los Angeles, che oggi il suo successore Jose Gomez ha punito con parole molto dure scritte in una lettera ai fedeli pubblicata sul sito dell’Arcidiocesi: “Trovo che  le testimonianze siano letture brutali e dolorose”.

CACCIATI IN DUE- Il comportamento descritto in questi documenti è terribilmente amaro e pieno di male”. Monsignor Gomez condanna Mahony senza remissione di peccato: “Il mio predecessore ora ritiratosi, il cardinal Roger Mahony – scrive – ha espresso il suo dolore per non aver potuto proteggere completamente i minori affidati alle sue cure. Con effetto immeditato, l’ho informato che non potrà avere più alcun tipo di responsabilità amministrativa o pubblica”. E il repulisti continua, perché dall’Arcidiocesi di Los Angeles rotola un’altra testa: “Il vescovo ausiliare, monsignor Thomas Curry si è discolpato pubblicamente per le decisioni che ha preso al tempo in cui era in carica come Vicario per il Clero. Ha presentato la sua rinuncia come vescovo regionale di Santa Barbara. Ho accettato la sua richiesta di dimissioni”.

“DENUNCEREMO I PRETI PEDOFILI” - Poi monsignor Gomez prende un impegno pubblico con i fedeli: “A tutti i cattolici dell’Arcidiocesi di Los Angeles voglio dire: sappiate che continueremo, come già stiamo facendo da molti anni, a segnalare immediatamente alle autorità competenti tutti i ragionevoli sospetti d’abuso, così come procederemo a rimuovere dal sacerdozio tutti quelli che siano stati ragionevolmente accusati. Continueremo a lavorare, giorno dopo giorno, perché siamo sicuri che i nostri bambini siano al sicuro e ben curati nelle nostre parrocchie, scuole e in tutti i ministeri di quest’Arcidiocesi”. Con la promessa che: “Nelle prossime settimane, forniremo tutte le spiegazioni su queste decisioni. Oggi è un giorno di preghiera e riflessione, così come di profonda compassione verso le vittime degli abusi sessuali sui minori”.

OLTRE 12.000 PAGINE DI ACCUSE- La decisione dell’Arcivescovo è arrivata dopo una settimana da quando sono stati resi pubblici documenti contenenti accuse per un totale di oltre 12.000 pagine; si tratta di carte relative a 14 sacerdoti al centro di una causa civile per risarcimento danni, nel corso della quale è emerso che almeno fin dagli anni ’80 la gerarchia ecclesiastica locale avrebbe coperto l’abuso sui minori.

Il metodo era classico: davanti ai sospetti, Mahony e Curry trasferivano i sacerdoti fuori dalla California. Non è tutto: i due avrebbero evitato a sacerdoti in odore di pedofilia l’ingresso in centri di trattamento gestiti dalla Chiesa per questo genere di abusi. E tutto questo perché, se i preti avessero ammesso gli abusi ai loro medici, i medici avrebbero dovuto denunciare tutto questo alle autorità.

La sterminata quantità di carte contiene, secondo l’arcidiocesi, 124 cartelle personali, 82 delle quali – riferisce il Guardian – contengono informazioni sulle accuse in tema di abuso sessuale. Un colpo tremendo che fa il paio con i risarcimenti per quasi 500 milioni di euro che la Diocesi ha dovuto pagare nel 2007 ad oltre 500 vittime di abuso.

Secondo le statistiche pubblicate dall’Arcidiocesi, il boom di casi d’abuso è stato tra il 1975 e il 1980, ma già dalla fine degli anni ’50 si segnala un consistente aumento. La Diocesi di Los Angeles ha da tempo adottato un programma per la lotta all’abuso sui minori.

ECCO LE CARTE DEL CASO MAHONY. E la vittima scrisse a Wojtyla: “Se non vuoi chiedere scusa per i preti pedofili, scomunicami”

E adesso passiamo alle carte, pubblicate dall’Arcidiocesi a questo indirizzo http://clergyfiles.la-archdiocese.org/#. Affari vi offre in download il report su monsignor Leonard Abercrombie, che è accusato di aver molestato un chierichetto negli anni ’70 all’ospedale per veterani di Los Angeles dove Abercrombie era stato trasferito in quel decennio (prima era in Colorado, presso la Diocesi di Denver, dove era stato assistente spirituale negli oratori estivi). È morto nel ’94 a 93 anni, ma la giustizia americana ha fatto il suo corso.

LA SEGNALAZIONE-  Tra le denunce c’è anche una segnalazione: qualcuno ha accusato Abercrombie di averlo molestato dopo essersi garantito la fiducia dei genitori. O comunque ha chiesto informazioni, probabilmente è un giornalista (come si vedrà nel corso del report). Andiamo a pagina 3 del rapporto, ecco una lettera del 25 aprile ’94 nella quale il Vicario per il Clero, Timothy Dyer, risponde a una segnalazione: “Per prima cosa, non avevamo ricevuto comunicazione del ritiro di padre Abercrombie e i nostri registri lo indicano ancora come Cappellano al Centro Medico per i veterani a Sepulveda, California”. Dyer dice che don Abercrombie “Non può svolgere il suo ministero senza l’assenso dell’Arcidiocesi e se c’è nel suo passato dell’abuso sessuale, non possiamo concederglielo. Perciò lo contatteremo per farglielo sapere”. Poi il Vicario ringrazia l’autore della lettera e: “Richiamo la sua attenzione sul fatto che per le sue condizioni di salute al momento non è un sacerdote in servizio attivo”. Insomma, ammesso che abbia compiuto abusi su bambini, adesso sta male e non può celebrare. Non una parola su processo canonico o denuncia all’autorità. E andiamo avanti.

LA LETTERA AL PAPA- Il report (pag. 4), presenta una lettera scritta al Papa Giovanni Paolo II nel luglio 2003. La missiva è in copia ai cardinali James Stafford (oggi ex Penitenziere Maggiore, e tra l’86 e ’96 Arcivescovo di Denver) Mahony, il vescovo Richard Hanifen, La Gazette di Colorado Springs.

L’estensore ricorda al Papa oggi Beato di aver spedito già nel ’93 una lettera di denuncia, dichiarando di essere stato molestato da Abercrombie durante un campeggio a Camp St. Malo in Colorado (quindi siamo verso o negli anni ’70), dove Abercrombie era cappellano.

L’accusa è pesante: “Ho informato ognuno di voi (i destinatari della lettera, N.d.R.) che la Diocesi di Denver ha coperto gli abusi di Abercrombie sui bambini, permettendogli di molestare me e altri che conoscevo quando Le ho scritto”. Già nel 1961″, scrive la presunta vittima “il Nunzio negli States (l’ambasciatore del Papa) sapeva dei continui trasferimenti di parrocchia in parrocchia e dei problemi di Abercrombie, “e ha partecipato alla copertura”.

La vittima accusa: “Nei 10 anni dalla lettera che le ho spedito, non ho mai sentito una parola di scuse da ognuno di voi, eccetto il nostro amico di famiglia Vescovo Richard Hanifen di Colorado Spring: Lei mi ha ignorato, e così il cardinal Mahony, Stafford, e Abercrombie è stato zitto”.

Poi chi scrive la lettera continua sottolineando che i vescovi cattolici si sentono al di sopra della legge e che l’unico contatto col Vescovo di Colorado Springs, Michael Sheridan: “è stata una richiesta di soldi per i seminaristi!”. E conclude chiedendo di essere scomunicato qualora la Chiesa non presenterà almeno le sue scuse per gli abusi sui minori (quelle scuse, bisogna dire, sono poi arrivate e con Benedetto XVI, in particolare, la Chiesa è intervenuta con forza sull’abuso sui più piccoli).

LA PISTOLA FUMANTE?- Nella pagina successiva alla lettera qualcuno (Mahony?) interviene. Ecco qua: il 16 luglio del ’93, in merito a quella prima lettera di denuncia, un giornalista del Colorado Springs Gazette trova Abercrombie e telefona a monsignor Dyer per delucidazioni. È la prima lettera che abbiamo visto in apertura del rapporto. Dyer risponde insomma che il sacerdote risulta “ritirato” dall’Arcidiocesi di Denver e che è stato ordinato nel ’46, ma che è sotto la giurisdizione dell’Ordinariato Militare (che racchiude i cappellani militari) dal momento che Abercrombie presta servizio all’ospedale per i veterani. A margine ecco la nota a penna (la grafia non è molto comprensibile, va detto): “(Omissis) Promemoria per (omissis) sull’inopportunità di inviare qualsiasi cosa simile a questa questa a chiunque non sia il Vicario per il Clero”.

ABERCROMBIE ACCUSATO- La diocesi di Los Angeles, comunque, si attiva. E chiede informazioni a quella di Denver, dove allora c’è l’oggi cardinale Stafford. Vuole evidentemente sapere che cosa sia di Abercrombie. E l’8 aprile del ’94 ecco che a monsignor Dyer arriva una lettera. L’autore si è informato presso l’arcivescovo Stafford su padre Abercrombie, e riferisce: ” Abercrombie ha risieduto a Los Angeles negli ultimi 22 anni, credo si sia ritirato a causa della sua salute malridotta circa due anni fa”. E ancora: “Vorrei comunicarle che l’Arcivescovo Stafford ha recentemente ritirato dal servizio sacerdotale padre Abercrombie sulla base di accuse di abusi sessuali occorsi oltre 20 anni fa. Padre Abercrombie ha negato le accuse. Non c’è stata alcuna azione legale a Denver sulla base di queste accuse e, abbastanza francamente, non ci aspettiamo ne saranno intentate”. E ancora: “E’ mia opinione che – basandomi sul fatto che padre Abercrombie non stia bene in salute – il suddetto Padre non stia svolgendo il suo ministero sacerdotale”. C’è un post-it su questa lettera che dice: “Non siamo stati informati del fatto che fosse ancora all’ospedale dei veterani. Ancora risiede a Los Angeles! Ha svolto il ministero qui dal 1974, dobbiamo trovarlo ma dove sta?”. Se lo abbiano trovato, il report non lo dice. Ma nel 2003 la giustizia della California si è attivata. E questo report, insieme ad altri 123, è uno dei motivi che hanno spinto monsignor Gomez a “punire” il predecessore Mahony.

PEDOFILIA E CHIESA, QUELLO CHE IL PAPA NON DICE

 

Benedetti con tutte le benedizioni spirituali, presentiamo alla vostra stimata attenzione un articolo che ci mette di fronte ad un’altra prevedibile prova del fatto che, nonostante le belle promesse fatte dal papa negli ultimi tempi, al vaticano non importa un fico secco degli abusati, dei bambini sodomizzati e di tutti questi “fastidi” provocati dal fatto che i preti “non nascondono adeguatamente i loro pruriti sessuali” (causati dal celibato, dottrina diabolica – 1ª lettera a Timoteo capitolo 4, versi dall’1 al 3).

È naturalmente necessario sottolineare il cinismo, la prepotenza e l’ipocrisia dell’uomo del peccato, il lupo vestito da pecora, colui il quale sa tutto, manovra tutto, colui che malignamente invia direttive segrete ai suoi complici per occultare lo schifo che pervade le menti delle gerarchie cattoliche  (uomini dalla mente corrotta e riprovati in materia di fede- 2ª lettera a Timoteo capitolo 3, verso 8; vi sono infatti, soprattutto fra quelli che provengono dalla circoncisione, molti spiriti insubordinati, chiacchieroni ed ingannatori della gente. A questi tali bisogna chiudere la bocca, perchè mettono in scompiglio intere famiglie, insegnando per amore di un guadagno disonesto cose che non si devono insegnare – lettera a Tito capitolo 1, versi 10 e 11) ma mostra la sua faccia di falsa pietà, pietà apparente (con la parvenza di pietà mentre ne hanno rinnegata la forza interiore. Guardati bene da costoro! - 2ª lettera a Timoteo capitolo 3, verso 5) dando scuse non credibili e non credute e dichiarandosi partecipe di una sofferenza della quale si fa beffe.

È arrivato il tempo nel quale la grande prostituta, la prostituta famosa descritta nel capitolo 17 dell’Apocalisse, venga riconosciuta mondialmente e subisca la sua condanna. Babilonia sta cadendo perchè il Signore è tornato sulla terra e, con il soffio delle Sue labbra (la Sua predicazione) porta in luce i segreti delle tenebre e rivela le intenzioni dei cuori (1ª lettera ai Corinzi 4:5).

Il Dottor Josè Luis de Jesùs Miranda, Gesucristo Uomo, nello splendore della Sua Venuta, ci annuncia che siamo entrati nel conto alla rovescia verso la trasformazione dei corpi e che tutte le profezie si compiranno in 855 giorni (da oggi 26 febbraio 2010).

 

 

fonte: www.giornalettismo.com

http://www.giornalettismo.com/archives/52118/vescovi-irlandesi-pedofili-lincontro/

Esteridi Donato De Sena

Pedofilia e Chiesa, quello che il Papa non dice

 

pubblicato il 17 febbraio 2010 alle 16:15 dallo stesso autoretorna alla home

Risultanti deludenti dalla riunione che si è tenuta in Vaticano tra i vescovi irlandesi  e Benedetto XVI. Protestano le associazioni delle vittime di abusi sessuali.

L’incontro tra il Papa e i vescovi irlandesi non è stato accolto bene dalle vittime di abusi sessuali da parte dei clericali in Irlanda, né dalle associazioni che si occupano di tali vicende. Il tema delle violenze subite da bambini pare sia stato affrontato solo marginalmente e che la linea seguita da Benedetto XVI non vada nella direzione di drastici provvedimenti nei confronti di chi, quegli abusi li ha compiuti. Nella due giorni di colloqui – denunciano – nessuna delle questioni fondamentali è stata affrontata.

LE VITTIME PROTESTANO - Sembra che la più importante delle priorità per la Chiesa cattolica sia l’auto conservazione e la limitazione dei danni – ha fatto sapere una delle vittime, Andrei Maddeninvece che le preoccupazioni e le aspettative delle persone che erano state vittima di abusi sessuali”. Gli ha fatto eco Christine Buckley, del Centro Aislinn, che ha descritto la riunione in Vaticano come una farsa”, mentre il direttore esecutivo di One in Four, Meave Lewis, ha definito la risposta del Papa estremamente inadeguata”; sulla stessa linea anche Fiona Neary, che ha bollato con l’aggettivo scioccante il collegamento tra indebolimenti della fede e abusi sui bambini, fatto da Benedetto XVI.

LA CHIESA RISPONDE - Sembrano non essere bastate nemmeno le rassicurazioni del vescovo di Ferns Denis Brennan, che ha definito un “momento di svolta” nel rapporto tra Chiesa e vittime degli abusi: Per essere stati ricevuti dal Santo Padre e dai nove capi delle congregazioni vaticane per un giorno e mezzo – ha affermato – dimostra come seriamente la Chiesa sta affrontando la questione. Abbiamo capito che il danno è stato fatto. Ma in effetti la linea del Papa pare non essere sufficientemente netta come le vittime avrebbero gradito. “L’incontro può contribuire a unificare i vescovi e consentire loro di parlare con una sola voce per individuare iniziative concrete volte a portare la guarigione a coloro che hanno subito abusi”, ha fatto sapere Benedetto XVI.

BENEDETTO XVI RASSICURA - Nella sua dichiarazione, il Papa ha detto che tutti i partecipanti all’incontro avevano “esaminato il fallimento delle autorità della Chiesa d’Irlanda per molti anni e i casi di abusi sessuali di alcuni giovani sacerdoti e religiosi d’Irlanda“. Facendo riferimento agli abusi sessuali dei bambini come “non solo un efferato crimine, ma anche un grave peccato che offende Dio e ferisce la dignità della persona umana creata a sua immagine“, ha sottolineato poi che”la crisi più generale della fede che interessano la Chiesa e il suo ruolo nella questione abusi”.Questo indebolimento della fede è stato un significativo fattore che contribuisce al fenomeno degli abusi sessuali dei minor “, ha detto.

IL PRETE CHE FU VITTIMA - Diverso il parere di un sacerdote di Dublino, anch’egli vittima di abusi, Paddy Mc Cafferty, che avrebbe invece preferito soluzioni drastiche per i responsabili delle violenze: “Ogni vescovo, che manca delle pastorali e spirituali qualifiche necessarie per guarire la Chiesa, mettere in atto la riconciliazione, e proteggere i bambini, ora e in futuro deve andare subito via, dimettersi“, ha detto senza giri di parole. “L’approvazione del Vaticano è irrilevante – ha aggiunto – un crimine è un crimine. Si suona le guardie. Se un vescovo è responsabile per coprire l’abuso di bambino o che agisce per negligenza, le guardie devono andare alla sua porta. Forse è il tempo, quando dei vescovi avranno trascorso del tempo dietro le sbarre forse si prenderà sul serio il problema”. Denunciare gli abusi è una cosa. Prendere le contromisure, è il caso di dire, un altro.

 

LIBERACI DAL MALE

Presentiamo alla vostra attenzione il documentario, completamente sottotitolato in italiano, ”Liberaci dal male”, una straordinaria e dettagliata testimonianza resa da alcune vittime di Oliver O’Grady, prete tristemente famoso per la sua incredibile lista di abusi sessuali su minori collezionata in tanti anni di servizio alla chiesa cattolica grazie al comportamento omertoso e complice dei vertici della stessa chiesa, da un rampante vescovo fino al vaticano.

Il documentario mostra il cinismo con il quale il signor Mahony, allora prelato in attesa di essere “promosso” vescovo, affronta la “patata bollente” rapprentata da O’Grady, persona psicologicamente instabile e lucidamente conscia della sua instabilità, cinismo che tenta pateticamente di nascondere dietro un’apparente pietà (lettera a Timoteo 3:5) un freddo e calcolato intesse a negare tutto, a confondere ed insabbiare l’evidenza già testimoniata per iscritto da O’Grady.

Altrettanto impressionante e commovente il dolore e l’ira delle vittime, violentate anche nel corso degli  anni dall’atteggiamento spietato ed indifferente della chiesa cattolica che arriva persino a beffarsi di loro, ed il dolore e l’ira dei genitori delle vittime, anch’essi ingannati e traditi dalla stessa chiesa cattolica alla quale avevano regalato tanti anni di fiducia, tanti anni di lavoro e tanto denaro, quella stessa criminale e presuntuosa istituzione che si propone come esempio di comportamento.

FINO  A QUANDO CHIUDEREMO GLI OCCHI E CERCHEREMO SCUSE PER GIUSTIFICARE L’INGIUSTIFICABILE ???

Isaia 29

19 Gli umili si rallegreranno di nuovo nel Signore,

i più poveri gioiranno nel Santo d’Israele.

20 Perché il tiranno non sarà più, sparirà l’arrogante,

saranno eliminati quanti tramano iniquità,

21 quanti con la parola rendono colpevoli gli altri,

quanti alla porta tendono tranelli al giudice

e rovinano il giusto per un nulla.

ABBA PADRE !!!



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